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Discussione: Famiglia Pagana

  1. #1
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    Predefinito Famiglia Pagana

    FAMIGLIA CRISTIANA PROPAGANDA L'IDEOLOGIA GAY

    Ecco come un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio diventa accettabile in un giornale che forse dovrebbe più correttamente chiamarsi Famiglia Pagana

    di Mario Palmaro
    "Mamma, mamma, che cos'è una lesbica?". La mamma di Pierino ha un attimo di smarrimento, vacilla, cerca di organizzare la risposta, ma per prima cosa chiede al suo bambino: "Dove hai sentito quella parola? Al telegiornale, a scuola o forse al campo sportivo?". "No mamma: l'ho letta su Famiglia Cristiana". Al che la povera genitrice corre in soggiorno a sfogliare la gloriosa rivista cattolica dal nome rassicurante. E qui la povera donna scopre, con sgomento, che Pierino dice la verità. Perché nel numero 2 di Famiglia Cristiana di quest'anno, 13 gennaio, sulla terza di copertina campeggia una pagina di pubblicità ideata dal Dipartimento delle Pari opportunità e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Una pubblicità nella quale si vedono le foto di tre sconosciuti, accompagnate dalla seguente didascalia: "alto", sotto il primo personaggio; "lesbica" sotto la seconda; "rosso" sotto al terzo, che ha effettivamente i capelli rossi. Segue slogan perentorio: "E non c'è niente da dire". Segue spiegazione per i più duri di comprendonio: "Sì alle differenze. No all'omofobia".
    A questo punto io capisco benissimo che i lettori si stropicceranno gli occhi, e si metteranno a rileggere questo articolo dall'inizio, pensando di avere avuto un'allucinazione. Ma purtroppo è tutto vero: se portate in casa vostra Famiglia Cristiana, preparatevi a dover spiegare al pupo che cos'è una lesbica o un gay, preparatevi a tenere seminari serali per chiarire il concetto di omofobia, preparatevi a insegnare con pugno di ferro a tutta la prole, e ovviamente anche al genitore numero due (l'uso di parole come moglie o marito potrebbero essere considerate sintomo di omofobia), che intorno a questo tipo di diversità "non c'è niente da dire".
    Ormai anche i più duri di comprendonio l'hanno capito: è partita la più colossale campagna mediatica, ideologica, politica e legislativa di tutti i tempi per trasformare a livello planetario ciò che è anormale in normale, ciò che non è naturale in naturale, ciò che non è fisiologico in fisiologico. Più o meno tutti sanno che la dottrina della Chiesa si oppone a questo disegno di pervertimento dell'ordine naturale. Più o meno tutti sanno che a un vescovo, quello di Trieste, è stato impedito di uscire di casa da un gruppetto di facinorosi semplicemente perché monsignor Crepaldi dice la verità intorno alla sessualità umana. Più o meno tutti sanno che queste sono le prime avvisaglie delle persecuzioni che i cattolici subiranno se non accettano supinamente di omologarsi al "pensiero gaio".
    Dunque fa un certo effetto scoprire che un giornale formalmente cattolico come Famiglia Cristiana, per altro dietro compenso economico, metta in pagina una pubblicità che riassume proprio la "visione del mondo" dell'ideologia omosessualista. Un'ideologia che per altro ha ben poco a che fare con le persone in carne e ossa che vivono questa condizione. Un'ideologia che persegue un obiettivo di tipo culturale e giuridico: eliminare le categorie uomo-donna e rimpiazzarle con un soggetto senza identità definita che trae la sua sessualità non dalla sua natura e dalla sua corporeità "data", ma dalla sua volontà arbitraria.
    Qui non c'entra nulla il rispetto dovuto a ogni essere umano. Qui c'è in gioco la ragione: perché bisogna insultare la ragione per far credere che essere lesbica sia la stessa cosa che avere i capelli rossi o essere alto. Prima ancora che addentrarsi sul terreno accidentato del giudizio morale, qui si tratta di un banalissimo riconoscimento di un fatto antropologico: chiunque sa che i comportamenti o anche solo le tendenze che afferiscono alla sfera sessuale hanno un impatto sulla persona ben diverso dal colore dei capelli.
    Ma se poi dal piano naturale ci spostiamo a quello soprannaturale, e ci lasciamo illuminare dalla Rivelazione e dalla dottrina cattolica, beh, allora l'infortunio di Famiglia Cristiana assume proporzioni imbarazzanti.
    Che cosa penserebbe don Giacomo Alberione, fondatore della Società di San Paolo, imbattendosi in quella pubblicità dentro a una rivista del suo ordine religioso? Stiamo parlando di quel Beato Alberione che nel 1941, a proposito della "formazione dei nostri aspiranti alla vita religioso-sacerdotale" scriveva che "nei casi anormali di complicità con giovani, ragazzo o compagni, sarebbe follia tentare ancora una prova... anche perché i peccati contro natura, gridano vendetta presso Dio e privano di molte grazie". Davvero singolare: la rivista dei paolini che pubblica una pubblicità che comporterebbe la condanna come "omofobo" del loro stesso fondatore. Il quale – da vero cattolico – insegnava che si deve "combattere l'errore o il peccato, non l'errante o il peccatore". Ma che non avrebbe mai trasformato un disordine morale in una normalità per decreto statale, tanto per compiacere il peccatore. Né avrebbe usato le riviste del suo ordine – quelle che una volta si chiamavano "buona stampa" - come "taxi a pagamento" per idee contrarie alla dottrina cattolica e alla verità sull'uomo.
    Senza dimenticare che don Alberione volle per la sua famiglia il nome dell'apostolo delle genti, quel Paolo di Tarso che nella prima lettera ai Corinti scrive questo terribile ammonimento: "Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né calunniatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio." Prima che nascesse il "politicamente corretto", si parlava così.
    Insomma, quella pubblicità su Famiglia Cristiana è una brutta pagina di omologazione al pensiero unico dominante, è il simbolo dell'accettazione acritica di un messaggio che è sbagliato nei contenuti e nello stile, e – diciamocelo fuori dai denti – anche una brutta prova di cinismo verso il vasto pubblico dei propri lettori. Verso tutte quelle mamme di Pierino che una famiglia cristiana continuano a pensarla con marito, moglie e figli. E che hanno vissuto benissimo per decenni senza discettare di lesbiche, gay e omofobia.


    Fonte: La nuova Bussola Quotidiana, 04-02-2013
    Pubblicato su BastaBugie n. 283
    BASTABUGIE - FAMIGLIA CRISTIANA PROPAGANDA L'IDEOLOGIA GAY
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    Predefinito Famiglia Pagana (1)

    FAMIGLIA CRISTIANA PROPAGANDA L'IDEOLOGIA GAY (SECONDA PUNTATA)

    In risposta all'articolo che abbiamo pubblicato, Famiglia Cristiana prima annuncia una querela, poi insulta sul giornale

    di Riccardo Cascioli
    Prima l'annuncio di una querela, poi gli insulti sul giornale. E' lo «stile Famiglia Cristiana» con chi osa criticare una sua iniziativa o articolo. E così anche La Nuova Bussola Quotidiana è finita nel mirino del settimanale dei Paolini. La colpa? Quell'editoriale di Mario Palmaro in cui si criticava la pubblicazione in terza di copertina di Famiglia Cristiana di una pubblicità partorita dal Dipartimento per le Pari opportunità e dal Ministero del Lavoro, per la lotta all'omofobia: «Una pubblicità nella quale si vedono le foto di tre sconosciuti, accompagnate dalla seguente didascalia: "alto", sotto il primo personaggio; "lesbica" sotto la seconda; "rosso" sotto al terzo, che ha effettivamente i capelli rossi. Segue slogan perentorio: "E non c'è niente da dire". Segue spiegazione per i più duri di comprendonio: "Sì alle differenze. No all'omofobia"»; così la spiegava Palmaro nel citato articolo.
    Tale pubblicità, come chiunque può constatare, ha lo scopo principale di affermare non tanto il necessario rispetto per le persone omosessuali – che è doveroso come lo è per qualsiasi persona -, quanto l'assoluta normalità dell'omosessualità, paragonata al colore dei capelli o all'altezza. In pratica l'omosessualità viene parificata all'eterosessualità, una cosa vale l'altra; e come ci si tinge i capelli si può decidere di passare da un orientamento sessuale all'altro. Questa è l'ideologia omosessualista, o anche ideologia del gender, quella che Benedetto XVI prima di Natale definiva la più grave sfida che la Chiesa ha oggi di fronte, perché nega il dato della Creazione, quel "maschio e femmina lo creò". "La profonda erroneità di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente – diceva il Papa -. L'uomo contesta di avere una natura precostituita dalla sua corporeità, che caratterizza l'essere umano. Nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela". E poi concludeva: "Dove la libertà del fare diventa libertà di farsi da sé, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso e con ciò, infine, anche l'uomo quale creatura di Dio, quale immagine di Dio viene avvilito nell'essenza del suo essere. Nella lotta per la famiglia è in gioco l'uomo stesso. E si rende evidente che là dove Dio viene negato, si dissolve anche la dignità dell'uomo".
    La profonda erroneità di questa teoria è evidente, dice il Papa, ma non per Famiglia Cristiana che non trova nulla di strano invece nel pubblicare questo messaggio.
    Ma è qui che scatta l'ira di don Antonio Sciortino, direttore del settimanale dei Paolini. Dapprima ci fa mandare una mail in cui ci viene preannunciato l'arrivo di una querela per diffamazione, perché abbiamo danneggiato il buon nome della rivista. Poi nel numero di Famiglia Cristiana ora in edicola, rispondendo alle lettere di alcuni lettori scandalizzati, don Sciortino si scatena perché, a suo dire, abbiamo innescato "una polemica falsa e pretestuosa" non avendo tenuto conto che alle pagine 36 e 37 di quello stesso numero di Famiglia Cristiana, c'era un articolo del teologo don Luigi Lorenzetti – "uno dei più noti esperti di teologia morale a livello internazionale" - che spiegava tutto. E siccome non abbiamo letto Lorenzetti, in noi c'è tanta "arroganza, condita di falsità" di cui ovviamente ci assumeremo la responsabilità: "non si può infangare impunemente la verità e il buon nome della rivista". E poi ancora sulla polemica "velenosa" innescata da noi che siamo "come i farisei" e talmente bassi nella scala della dignità umana da non essere neanche degni di essere chiamati per nome. Così che l'ignaro lettore di Famiglia Cristiana non sa neanche bene con chi prendersela.
    Ora, ammesso anche che don Lorenzetti in quelle poche righe messe al piede di due pagine spieghi tutto, Don Sciortino non appena rientrerà in sé dalla rabbia potrà convenire che è una teoria un po' bizzarra quella per cui si può pubblicare qualsiasi cosa moralmente riprovevole in copertina tanto poi c'è un articolino di spiega a 115 pagine di distanza. Perché se questo fosse vero potremmo aspettarci di vedere prossimamente sulla copertina di Famiglia Cristiana anche quella pubblicità choc in cui un prete bacia in bocca una suora oppure qualche provocante nudo femminile, o anche la pubblicità dei preservativi tanto poi pagina 36 ci saranno quelle 20 righe di don Lorenzetti che ci spiegherà che l'utilità del preservativo è tutta da verificare.
    E già, perché poi in quel famoso articolo che non avremmo letto non è che don Lorenzetti sia così chiaro, anzi alla gravità di quella pubblicità si somma l'ambiguità del teologo. Il quale, nella prima metà dell'articolo ci spiega quanto sia grave oggi in Italia l'emergenza omofobia, tale che è necessario non solo riformare il codice penale, ma soprattutto "occorre una conversione culturale di tipo etico". Ora ci perdonerà don Lorenzetti, ma noi questa grave emergenza omofobia non riusciamo proprio a vederla. Purtroppo la cronaca non ci risparmia anche alcuni odiosi casi di violenze e sopraffazioni nei confronti degli omosessuali, ma così come violenze e sopraffazioni avvengono per tante altre persone. Casi da condannare fermamente, è chiaro, nessuna attenuante; così come va affermato con chiarezza che ogni persona – qualunque sia la sua condizione sociale, economica, morale – va sempre accolta. Detto questo è però chiaramente demagogico parlare di discriminazioni nella società: risulta a don Lorenzetti e don Sciortino che ci siano luoghi dove gli omosessuali non sono ammessi? O che nel lavoro venga penalizzato chi si professa gay? O che agli omosessuali dichiarati venga fatta scattare una tassa particolare? Se proprio dobbiamo parlare di una categoria di persone oggi discriminata in Italia, anche dal punto di vista fiscale, crediamo siano invece le famiglie: marito, moglie e figli. La verità è che l'omofobia è una bella invenzione del marketing per far passare il concetto di normalità della condizione omosessuale.
    Bene, ma andiamo avanti. Finalmente, passata la metà dell'articolo, don Lorenzetti afferma: "L'inconfondibile dignità che spetta a ogni persona, non conduce a sostenere che l'omosessualità non è altro che una modalità sessuale tra le altre; che il matrimonio tra uomo e donna non è che una tra altre forme di matrimonio; che l'unione omosessuale ha il diritto all'adozione". Certo, si potrebbe far notare che lo dice in un modo così involuto e soft che passa quasi inosservato, ma soprattutto è il seguito che lascia sconcertati: "Sono questioni di libera discussione pubblica senza indulgere alla sterile contrapposizione tra laici e cattolici". Questioni di libera discussione pubblica? E questa, secondo don Sciortino, sarebbe la spiegazione che "ripara" la pubblicazione della pubblicità in terza di copertina? Noi crediamo che renda ancora più grave quella decisione, perché è chiaro che non si tratta di una svista o di una leggerezza: è stata una scelta convinta.
    Metta a confronto, don Sciortino, la sua decisione e le parole di don Lorenzetti con le gravi affermazioni di Benedetto XVI, e vedrà che le sue non sono "più che ortodosse posizioni", come ha scritto questa settimana. Non c'è bisogno di tanti discorsi e circonlocuzioni: fatto salvo il rispetto e l'accoglienza per chi vive la condizione di omosessuale, don Sciortino e don Lorenzetti si sentono di sottoscrivere l'affermazione secondo cui "l'inclinazione omosessuale è oggettivamente disordinata" come dice il Catechismo della Chiesa cattolica? E che l'ideologia del gender è la vera sfida che sta davanti alla Chiesa, prima di tutto al suo interno?
    Finché non vedremo scritte queste affermazioni, noi avremo tutte le ragioni per sostenere che Famiglia Cristiana mantiene sul tema posizioni volutamente ambigue quando non omosessualiste.

    Nota di BastaBugie: per vedere la pubblicità dell'ideologia gay pubblicata da Famiglia Cristiana e per leggere l'articolo che ha scatenato la scomposta reazione del settimanale paolino vai a questo link
    Amici del Timone (Staggia Senese) - FAMIGLIA CRISTIANA PROPAGANDA L'IDEOLOGIA GAY

    Fonte: La nuova Bussola Quotidiana, 19/02/2013
    Pubblicato su BastaBugie n. 286

    BASTABUGIE - FAMIGLIA CRISTIANA PROPAGANDA L'IDEOLOGIA GAY (SECONDA PUNTATA)
    Ultima modifica di Rolling Stone; 06-03-13 alle 14:30
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  3. #3
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    Predefinito Re: Famiglia Pagana

    Che ciglioni quelli di famiglia cristiana.
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  4. #4
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    Predefinito Re: Famiglia Pagana

    sapete tutti come la penso, e devo dire che non vedo niente di scandaloso e vi dico il perchè

    essere gay è una situazione che il più delle volte, se non sempre, si nasce, quindi si è, come cattolici noi siamo contro gli atti omosessuali( non contro gli omosessuali) perchè non portano allo scopo principale dell'atto sessuale ovvero la procreazione, e siamo contro i matrimoni omosessuali( non contro gli omosessuali) perchè le famiglie omosessuali non sono fondatrici della società e che solo la famiglia eterosessuale lo è.
    ciò non toglie che l'omofobia, cioè andare contro l'omosessuale in quanto tale è davvero contrario alla dottrina cattolica, e che quindi, sono esseri umani come noi
    Ultima modifica di Haxel; 07-03-13 alle 12:12
    Icestar and Southern Comfort like this.
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  5. #5
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    Predefinito Re: Famiglia Pagana (1)

    ho unito i thread
    Ultima modifica di Haxel; 06-03-13 alle 15:15
    Cuordy likes this.
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  6. #6
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    Predefinito Re: Famiglia Pagana (1)

    Non vedo cosa c'entri la famiglia pagana, che notoriamente non era formata da persone dello stesso sesso.

  7. #7
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    Predefinito Re: Famiglia Pagana (1)

    Citazione Originariamente Scritto da Carlos Wieder Visualizza Messaggio
    Non vedo cosa c'entri la famiglia pagana, che notoriamente non era formata da persone dello stesso sesso.
    Ma infatti è un modo per dire che quel giornale affronta le cose in maniera non-cristiana. Non è un riferimento alla famiglia ma lo è al nome del giornale.
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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  8. #8
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    Predefinito Re: Famiglia Pagana (1)

    Citazione Originariamente Scritto da Carlos Wieder Visualizza Messaggio
    Non vedo cosa c'entri la famiglia pagana, che notoriamente non era formata da persone dello stesso sesso.
    Se leggi tutto l'articolo lo capisci.
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  9. #9
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    Predefinito Re: Famiglia Pagana (1)

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordy Visualizza Messaggio
    Ma infatti è un modo per dire che quel giornale affronta le cose in maniera non-cristiana. Non è un riferimento alla famiglia ma lo è al nome del giornale.
    A me pare il solito modo per attaccare il 'paganesimo', presentandolo in maniera del tutto falsa e mistificante. Infatti bastava scrivere famiglia 'non cristiana' o 'acristiana', giusto per fare due esempi.

  10. #10
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    Predefinito Re: Famiglia Pagana (1)

    Citazione Originariamente Scritto da Rolling Stone Visualizza Messaggio
    Se leggi tutto l'articolo lo capisci.
    Ma per favore.

 

 
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