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    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito La discriminazione della Casa degli studenti valtellinesi

    Era riservata a italiani residenti in Valtellina, accolto il ricorso di un ragazzo egiziano

    La Casa degli studenti in Bovisa
    dovrà essere aperta agli stranieri


    La Casa degli studenti in Bovisa<br />dovrà essere aperta agli stranieri - Local | L'espresso

    Dopo il marocchino, l´egiziano. Se nei giorni scorsi un cittadino del Marocco aveva ottenuto l´abrogazione del divieto di partecipare ai concorsi Atm a chi non ha la cittadinanza italiana, stavolta è uno studente universitario egiziano che si vede dare ragione dal giudice: è illegittimo e discriminatorio che solo gli italiani possano ottenere un posto nella Casa dello studente valtellinese, l´ostello per gli universitari provenienti dalla provincia di Sondrio realizzato alla Bovisa. I criteri fissati dalla amministrazione provinciale guidata dalla Lega (allora Fiorello Provera, oggi Massimo Sertori), erano chiari: per ottenere, al prezzo di 180 euro al mese, un posto in questa elegante palazzina bianca anni Trenta con ascensore, aria condizionata, collegamenti in fibra ottica, e porta blindata sugli appartamenti (20 bilocali, 2 monolocali e un trilocale) in via Tartini 31 bisognava essere studenti residenti in Valtellina da 5 anni, con reddito familiare non superiore a 35mila euro, e appunto cittadini italiani.

    E su quest´ultimo criterio un giovane egiziano, assistito dalle associazioni Avvocati per Niente e Naga, aveva presentato ricorso a inizio 2009 al tribunale di Sondrio, che però aveva dichiarato la competenza territoriale di Milano. Davanti al giudice l´allora presidente, Fiorello Provera, si era difeso: «Trovo provocatorio mettere in discussione il diritto che viene dall´essere cittadini italiani rispetto a chi non lo è, così come illegittimo ed aberrante accusare di discriminazione una scelta amministrativa che vuol favorire i giovani della mia Provincia che hanno il diritto di essere aiutati dagli amministratori. Difenderò in ogni sede il valore della cittadinanza italiana, il diritto della Provincia di scegliere le priorità e il diritto dei nostri ragazzi di usufruire dei benefici derivanti dall´utilizzo di un patrimonio costruito con fatica dalla nostra gente».

    Ma ora la sentenza, redatta dal giudice Patrizio Gattari, gli dà torto: «La condotta della Provincia è stata considerata discriminatoria nei confronti degli stranieri», dice Alberto Guariso di Avvocati per Niente. La Provincia è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali e di pubblicazione della sentenza.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
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    Predefinito Rif: La discriminazione della Casa degli studenti valtellinesi

    Casa per studenti
    "discriminatoria"


    Casa per studenti "discriminatoria" - Cronaca - La Provincia di Sondrio

    Inserire la cittadinanza italiana fra i requisiti per ottenere un alloggio nella casa dello studente è una «condotta discriminatoria» che la Provincia deve «cessare» nell’immediato ed evitare per il futuro. Lo dice la sentenza con cui la prima sezione civile del Tribunale di Milano ha accolto il ricorso delle associazioni “Avvocati per niente” e “Naga – Associazione volontaria di assistenza sociosanitaria e per i diritti degli stranieri e nomadi” contro il bando 2008 di palazzo Muzio per l’assegnazione degli alloggi nella palazzina acquistata a Milano per ospitare gli studenti universitari della provincia di Sondrio. La vicenda aveva fatto molto discutere lo scorso anno, quando i due sodalizi avevano presentato il ricorso prima al Tribunale di Sondrio e poi a Milano, e il primo agosto la sentenza è stata depositata: il giudice ha dato ragione alle due associazioni, secondo le quali l’inserimento della cittadinanza italiana fra i requisiti richiesti costituiva una «illecita discriminazione» nei confronti degli studenti universitari stranieri.

    «Accertata la condotta discriminatoria tenuta dall’ente territoriale – si legge infatti nel documento – il giudice ordina alla Provincia di Sondrio di cessare il comportamento discriminatorio nei confronti degli studenti universitari stranieri, di rimuovere con gli strumenti che riterrà più opportuni gli effetti di tale condotta e di astenersi per il futuro dall’inserire il requisito della cittadinanza fra quelli previsti per l’assegnazione degli alloggi agli studenti universitari provenienti dalla provincia di Sondrio e che frequentano l’università a Milano».

    Il provvedimento impone inoltre all’amministrazione di palazzo Muzio di pubblicare a proprie spese il dispositivo della sentenza sul quotidiano “Il Corriere della Sera”, e di rifondere a Naga e Avvocati per niente le spese del procedimento, cioè tremila euro.

    La sentenza è arrivata ieri anche a palazzo Muzio, e il presidente della Provincia Massimo Sertori si è riservato di analizzare bene la documentazione prima di decidere se e come procedere. «Sono un amministratore pubblico e ovviamente rispetto la legge – dice Sertori -, quindi se la sentenza è questa ne prendiamo atto, e la rispetteremo. Peraltro il bando è già stato rimodulato, e bisogna anche ricordare che nessuno studente di cittadinanza non italiana aveva presentato richiesta per l’alloggio. Detto questo, non posso esimermi da qualche considerazione politica, perché rispettare una legge non significa condividerla».

    Secondo Sertori infatti sulla questione c’è molto da dire, politicamente, e anche qualcosa da fare per il futuro. «Ricordo innanzitutto che stiamo parlando di alloggi per studenti universitari, e non ad esempio di servizi sociali – dice il presidente -, alloggi che sono stati acquistati con le risorse ricavate dalla vendita dell’ex colonia Vanoni, costruita allora per dare la possibilità ai bambini e ragazzi meno fortunati di trascorrere qualche giorno al mare. Quell’esigenza non era più sentita, quindi la Provincia ha pensato di riutilizzare le risorse per andare incontro ad un’esigenza che è sentita eccome, cioè quella degli studenti valtellinesi e valchiavennaschi che per proseguire gli studi devono trasferirsi fuori provincia. Prendo atto che chiedere che questi alloggi siano utilizzati dai nostri ragazzi è illegittimo, ma bisognerà mettere in atto le azioni politiche necessarie per eliminare questa situazione».
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Rif: La discriminazione della Casa degli studenti valtellinesi

    Bonus famiglia, come insegna due settimane fa la sentenza del Tar contro una legge regionale lombarda estendendo di fatto tale prestazione anche agli immigrati senza carta di soggiorno ma in ''possesso del permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno''.
    Bonus vattelapesca.
    Graduatoria case.
    Adesso la casa degli studenti costruita con i danari dei valtellinesi.
    Si possono mettere i criteri che si vogliono, ma date tempo al tempo e tramite qualche organizzazione masochista nostrana intenteranno una causa e in men che non si dica troveranno il giudice che, applicando la straordinaria costituzione italiota e leggi conseguenti del caso, ovviamente darà ragione al povero migrante della situazione...
    Quel che mio è mio, quel che è tuo è mio. Come sempre.

    Avanti, siori e siore!

    I danee sono quelli dei soliti noti.
    I posti sono quelli per gli ultimi arrivati.
    E l'assalto alla diligenza può continuare.
    Fino a quando (ma per quanto ancora?) la baracca sarà retta dai pirla padani.
    Laurà, brigà e tàs.
    Con tanto di costituzione statalista a supporto, magistratura militante e nella quasi totalità estranea ai territori dove "amministra la giustizia", sindacati sempre pronti a prendere le difese di tutti meno che degli autoctoni, è questo qui.
    E i parassiti gongolano.

    Dalle false pensioni d'invalidità ai lavoratori socialmente utili per quelli con la valigia di cartone degli anni sessanta e seguenti, al tutto gratis e subito (assistenza sanitaria gratuita per chiunque entra, bonus di su e di giù, ecc.) per i nuovi itagliani. Hanno imparato alla svelta dai predecessori.
    Altro giro, altra corsa.



    Uno può scegliere la Pepsi o la Coca.
    Uno può mangiare le lasagne o i mandilli de sea.
    Uno può (oddio, potrebbe...) assumere Giovanni o Luigi.
    Ma non può dare il bonus a Tizio e non a Caio, la casa a Sempronio o a Pincopallino.

    Discriminare significa fare delle valutazioni, dare dei giudizi, fare distinzioni ed agire conseguentemente a tali scelte. Il diritto di discriminare – di scegliere quello che si accorda con i propri valori – è un diritto fondamentale. Proprio come abbiamo il diritto di non comperare un bene in un negozio, allo stesso modo il negoziante ha diritto di non venderci la sua merce, se lo ritiene opportuno. Esso rappresenta la base per scegliere come impiegare il nostro tempo, il frutto del nostro lavoro, ed è anche ciò che sottende al diritto alla libertà di associazione.

    Mentre tra poco arriveremo alle discriminazioni e al razzismo al contrario (la cd. discriminazione positiva - per loro, non certo per noi - stile usa e non solo), quando invece servirebbe la proporzionale etnica, in primis dai posti pubblici in giù a cascata al resto.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

 

 

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