Paolo Villaggio: l’ironia è l’unico antidoto alle paure di tutti
«Vivrò ancora miliardi di anni ma prevedo già il mio funerale»
Si era parlato di un infortunio dell’attore, ma era solo una «bufala» estiva
MILANO — «Mi ha telefonato mio zio di 94 anni e mi ha chiesto: quand’è il tuo funerale, allora?». Così chiude il discorso sulla «bufala» giornalistica del suo ricovero in ospedale, Paolo Vil*laggio. E aggiunge restando sul filo del*l’assurdo: «Potrei dirle però che oltre al*le gambe mi son spaccato anche le brac*cia: la notizia era dunque anche incom*pleta, oltre che falsa». Intanto, però, a Taormina sarebbe saltato il suo spetta*colo Paolo Villaggio, vita morte e mira*coli o no? «Se vuole, però, le posso rac*contare il mio funerale. L’ho già in men*te. Ecco come lo vedrei, nel senso che io me ne starei da qualche parte a guar*dare: nella bara ci metterei un extraco*munitario — ovviamente, sono un raz*zista, io. Oltre che uno buono, un gene*roso, magari per conquistarmi l’amore, per vanità, per corruzione. Sicuramen*te, invece, sono sempre apparso come una carogna». Aspetti un momento, Villaggio... «No, sto parlando io non mi interrom*pa ». E invece sì: perché lei in agosto se ne sta a Roma? «Qui c’è molto da impa*rare, è una città agghiacciante ma cono*sce l’arte raffinata dell’ipocrisia.
Solo in una città abituata al compromesso co*me Roma potrebbe stare il Papa». E par*te una filippica. Poi precisa: «A Roma, in agosto, io lavoro. In Corsica ci vado il due novembre, a Cortina in maggio. Mi piace la Costa Azzurra, l’Austria, non mi piace la Spagna e l’Europa dell’Est... Ma torniamo al Papa. Secondo me do*vrebbe smetterla di vestirsi come un monarca medievale. Vestito da San Francesco dovrebbe andare a Gaza... se non lì, dove può scoppiare la terza guer*ra mondiale che ci fa fuori tutti?». E, una volta a Gaza, che dovrebbe fa*re? «Dimostrare per primo che la cultu*ra deve abbandonare l’aggressività e di*ventare unificata. Bisogna smetterla con le guerre di religione, con 'la mia religione è meglio della tua', tanto so*no tutte invenzioni per dividere i vivi dai morti. Ci sono altre urgenze. Gli scienziati ci avverto*no ». Lei ha un fratello scienziato, no? «Sì, Pie*ro, mio gemello, biovu*lare, non ci assomiglia*mo per niente. Lui mi dice che tra qualche mi*liardo di anni — dun*que lei signora non ci sarà, io ancora non lo so, devo decide*re... — tra 6 miliardi di anni, dicono gli astrofisici, l’universo si spegnerà. L’energia si sta raffreddando. Poi, fini*ta. Totale autodistruzione del mondo. «Intanto, però — continua inarresta*bile Villaggio —, bisognerebbe pensare a come procurarsi la felicità qui: ci vor*ranno almeno 500 anni, cioè il tempo di risolvere il problema del sovraffolla*mento, dell’inquinamento...». Perché non scrive queste cose in un libro, co*me ha fatto Dario Fo? «Lui è un Nobel. Uno che, tutto considerato, fa anche po*litica. Io non voglio fare il predicatore, sono un povero vecchio guitto, cerche*rò di far sorridere ancora, è una bella terapia».
Suona un cellulare. «È mio ni*pote da Londra. Ne ho avuti due di figli, io, un maschio e una femmina, li ho commissionati». Torniamo al futuro, il suo grande personaggio, Fantozzi... «Lo sa che Al*da Merini, la poetessa, mi ha detto che con lui in manicomio si facevano delle matte risate?», interrompe con una bat*tuta. «Ecco, se c’è una cosa che rifarei è quel primo e secondo libro con annessi film. Poi devo ammettere che ne ho fat*ti anche di brutti». Volevo chiederle come agirebbe og*gi, anzi in vista del domani il ragionier Fantozzi. «Sempre allo stesso modo, lui è un prototipo, ha precorso i tempi, era avanti di decenni: Fantozzi è tuttora il rappresentante della paura che ha la gente di vivere e di morire. Solo che, in quegli anni là, fine Settanta, la gente che aveva paura si vestiva da ragioniere e si riconosceva subito. Oggi no, si mi*metizzano, sono tutti omologati, tutti con l’orecchino oppure con i vestiti stazzonati. Ma hanno paura, sempre di più». Una ricetta contro la paura? «Ridere. L’ironia fa sempre bene, è intelligen*za».
«Vivrò ancora miliardi di anni ma prevedo già il mio funerale» - Corriere della Sera





Rispondi Citando