Per lavoro mi è capitato tra le mani l'annual report 2012 dell'Indice Globale della Fame, consultabile anche online qui http://www.link2007.org/assets/files...2012finale.pdf
Gli ho dato una lettura e ho notato che il GHI (Global Hunger Index), a fronte di una progressiva, diffusa e consistente perdita di produzione primaria dal 1981 al 2012, ha avuto però un netto calo dal 1990 al 2012. Il GHI è aumentato in North Korea (+21%) , Burundi(+17%), Swaziland(+17%), Botswana (+2%), Costa d'Avorio (+10%), Comore e, sorprendentemente in Bulgaria, che comunque lo aveva minore di 5. Molti dei paesi più popolosi del mondo hanno fatto progressi encomiabili, grazie anche a una crescita che ha reso più efficienti i mercati.
Il ragionamento viene da se: se l'accesso al cibo in 22 anni è aumentato così tanto, nonostante i seguenti fattori:
1. perdita di produzione primaria (meno cibo prodotto),
2. costante aumento demografico (più bocche da sfamare),
3. crisi economica dei paesi industrializzati (ulteriore peso sui prezzi che il report non sembra considerare, ma che andrebbe a incidere su una frenata produttiva ulteriore),
i decrescisti, di cosa parlano? Sul serio, state ancora a farvi le pippe sui vostri incubi malthusiani?




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