Manda all’ospedale un agente e devasta il Comando della municipale: condannato e subito scarcerato
Dopo una notte brava un 34enne marocchino senza fissa dimora è stato condannato per direttissima stamani dal Tribunale di Prato, per lesioni ad un agente di polizia municipale e danneggiamenti vari, a 10 mesi di reclusione con la condizionale ed è stato quindi rilasciato.
Tutto è iniziato ieri sera intorno alle 23,30 quando sono intervenuti due pattuglie della polizia municipale al “Caffè 21” per la presenza di una persona in evidente stato di ubriachezza che molestava i presenti.
Nella fattispecie la prima pattuglia intervenuta ha individuato l’uomo fuori dal locale, identificandolo poi come un cittadino marocchino di 34 anni senza fissa dimora, al quale sono state inizialmente chieste le generalità o di fornire un documento di identità. Al diniego gli è stato chiesto di salire su una delle auto di servizio per essere portato al Comando per l’identificazione. A questo punto il marocchino ha posto resistenza e nell’agitazione ha colpito al volto, con la mano aperta, uno degli agenti intervenuti, provocandogli lesioni giudicate guaribili in tre giorni. Il marocchino con qualche difficoltà è stato accompagnato al Comando in stato di arresto, dove ha proseguito con le violenze prendendo a testate le pareti della stanza di sicurezza, danneggiandola e provocandosi leggere contusioni al naso. E’ così intervenuto il personale sanitario del 118 che ha provveduto ad accompagnarlo al pronto soccorso. I danneggiamenti sono poi proseguiti mentre lo straniero veniva riportato al Comando.
Questa mattina al Tribunale di Prato è stato celebrato il processo per direttissima. Il giudice, su richiesta del pubblico ministero, ha convalidato l’arresto e su accordo delle parti applicata all’uomo la pena di mesi 10 di reclusione con concessione della sospensione condizionale e disponendone contestualmente la liberazione.
“Con sommo rammarico – ha commentato l’assessore Aldo Milone – devo rilevare che in Italia ormai la certezza della pena è diventata una chimera. Perché quando una persona, extracomunitario o no, si può permettere di aggredire e provocare delle lesioni ad un agente di polizia che interviene per garantire la sicurezza dei cittadini e inoltre devastare una camera di sicurezza, ottenendo la sospensione della pena, allora vuol dire che le nostre leggi non sono più a tutela dei cittadini onesti”.
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