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    Predefinito Scova e distruggi: l'Iraq stuprato

    Traduzione da Asia Times.

    Per prima cosa vediamo di ammazzare tutti i mitografi, non importa se secondo legge oppure no. Lo stupro dell'Iraq rappresenta il peggiore disastro umanitario con responsabilità umane della nostra epoca. E' fondamentale ricordare che si tratta di una diretta conseguenza del fatto che Washington ha calpestato il diritto internazionale; dopo l'Iraq, qualunque cialtrone in qualunque parte del mondo può scatenare una guerra preventiva, ed invocare il precedente di Bush e Cheney nel 2003.
    Ancora oggi, a dieci anni di distanza da quello shock and awe, persino i cosiddetti "liberali" continuano con i loro tentativi di legittimare qualcosa, qualsiasi cosa, che faccia parte del "Progetto Iraq". Non è mai esistito un "progetto": è esistito solamente un vertiginoso fastello di menzogne, comprese le giustificazioni a cose fatte sull'aver "democratizzato" il Grande Medio Oriente con i bombardamenti.
    Negli ultimi tempi ho pensato spesso al Catalyst. Il Catalyst era il carro armato con cui dovevo intavolare trattative tutte le volte che volevo fare la spola tra la mia tana e la zona rossa, durante la prima settimana dell'occupazione statunitense di Baghdad. I marines venivano per lo più dal Texas e dal New Mexico, e di solito si parlava insieme. Erano convinti di aver attaccato Baghdad perché "i terroristi hanno attaccato noi l'undici settembre".
    Anni dopo, la maggior parte degli americani ancora credeva alla Spettacolosa Bugia: questo prova che i neocon, con la loro cosmica arroganza e con la loro cosmica ignoranza, almeno una cosa erano riusciti a farla bene. I legami tra Saddam Hussein ed AlQaeda potevano anche non rappresentare la prima tessera del mosaico nel loro "progetto" di invadere l'Iraq e di ricostruirlo da capo a partire dal suo Anno Zero (ne facevano parte anche le armi di distruzione di massa che non esistevano), ma sono serviti egregiamente per lavare i cervelli e mettere in piedi questo casino.
    Quando lo spettacolo delle pornotorture ad Abu Ghraib venne fuori, nella primavera del 2004 (io stavo attraversando il Texas in macchina per lavoro, e praticamente tutti quelli cui ne parlai definirono "normale" tutta la faccenda) la Spettacolosa Bugia ancora dominava. Sono passati dieci anni; dopo Abu Ghraib, dopo la distruzione di Falluja, dopo il diffondersi della pratica di "segnare morti" (ovvero di uccidere gli iracheni feriti) del "fuoco a trecentosessanta gradi" (un tiro al bersaglio in cui i bersagli sono gruppi di civili iracheni) e di raid aerei diretti su zone popolate da civili, per tacere dell'uso di "uccidere ogni uomo in età di portare le armi", dopo aver speso più di tremila miliardi di dollari (ricordiamo che i neocon avevano promesso una guerra facile e breve, dal costo non superiore ai sessanta miliardi); dopo aver ammazzato più di un milione di iracheni direttamente o indirettamente dopo l'invasione e l'occupazione, il fastello di menzogne ancora ci avviluppa tutti quanti, come se fosse una gigantesca medusa.
    E la CIA, che ha vinto persino un oscar (un premio adatto al personaggio) continua a coprire tutto.

    Forza antiguerriglia, amazza, ammazza!
    L'Anno Zero dell'Iraq è durato grosso modo una decina di giorni. Ho assistito alla nascita ufficiale della resistenza: una manifestazione di massa a Baghdad che prese il via ad Adhamiya, cui partecipavano sunniti e sciiti. Poi sono arrivate le prodezze di quella che la fabbrica di pinocchi chiamò l'Autorità Provvisoria della Coalizione (CPA), "guidata" dal terrificante Paul Bremer, a dare puntuale prova di una spaziale ignoranza della cultura mesopotamica. Quindi fu la volta di una specie di offensiva del tipo "scova e distruggi" smodatamente in grande stile, adoperata come tattica e travestita da antiguerriglia. Non c'è da meravigliarsi che tutto sia diventato alla svelta una specie di Vietnam con in più la sabbia.
    La resistenza sunnita ha letteralmente fatto uscire di testa il Pentagono. Ecco come si presentava il "triangolo della morte" nell'estate del 2004. Edf ecco anche la risposta del Pentagono, che arrivò quattro mesi dopo e consisté nell'applicazione di quella che chiamai "democrazia di precisione".
    Alla fine il triangolo della morte vinse, in un certo senso. Adesso andiamo avanti veloci fino alla "rivolta" di Dubya [George Diabolus Bush, n.d.t.]. Negli Stati Uniti ci sono milioni di ingenui che credono ancora a quello che quel cornuto del generale Petraeus raccontò della faccenda. Quando la rivolta iniziò, nella primavera del 2007, io ero là. L'orrenda guerra civile innescata dagli Stati Uniti -si tratta sempre del divide et impera, si ricordi- a quel punto andava avanti da sola, perché gruppi sciiti armati come i Corpi Badr e l'Esercito del Mahdi avevano intrapreso una devastante opera di pulizia etnica a spese dei sunniti in quelli che una volta erano dei quartieri misti. Baghdad, che una volta era una città a lieve predominanza sunnita, era diventata prevalentemente sciita. E in tutto questo Petraeus non c'entrava nulla.
    Come nel caso dei Consigli del Risveglio, esistevano gruppi di miliziani essenzialmente composti da sunniti che assommavano a più di ottantamila uomini e che erano organizzati per clan. Le loro file si ingrossarono grzie alle sanguinose tattiche di AlQaeda, sopratutto nello stesso triangolo della morte, a Falluja e a Ramadi. Petraeus li pagò con valigie piene di soldi. Prima che questo succedesse, per esempio quando stavano difendendo Falluja, nel novembre del 2004, gli stessi uomini erano bollati come terroristi. Dopo, furono debitamente promossi a "combattenti per la libertà", nello stile di Ronald Reagan.
    Io avevo incontrato alcuni di questi sceicchi, che avevano un astuto piano a lungo termine: invece di combattere gli americani, ci prendiamo i loro soldi, teniamo un profilo basso per un po', ci leviamo di mezzo tutti questi fanatici di AlQaeda e poi attacchiamo il nostro vero nemico, che sono gli sciiti che comandano a Baghdad.
    E questo è esattamente quello che successe dopo in Iraq, dove oggi sta montando lentamente un'altra guerra civile. Alcuni di questi ex "terroristi", che hanno una grossa esperienza di guerra, adesso sono comandanti di primaria importanza nel bailamme delle formazioni "ribelli" che combattono il governo di Assad in Siria. E, certo, li chiamano anche adesso "combattenti per la libertà".

    Farne dei Balcani oppure mollare
    Gli americani ovviamente non ricordano che Joe Biden, quando occupava ancora un posto al senato, intraprese una veemente campagna in favore della balcanizzazione dell'Iraq, che avrebbe dovuto essere diviso in tre zone secondo linee settarie. Se pensiamo che lo stesso Biden adesso è l'uomo di punta dell'amministrazione Obama al secondo mandato per quanto riguarda la questione siriana, è possibile che alla fine riesca nel suo intento, in un modo o nell'altro.
    E' vero che l'Iraq è il primo paese arabo guidato da un governo sciita dai tempi in cui il favoloso Saladino cacciò i Fatimidi dall'Egitto nel 1171, ma è anche un paese che è ben avviato sulla strada della totale frammentazione.
    La Zona Verde una volta era una città americana; adesso può essere una città sciita. Ma anche il grande ayatollah Sistani, il massimo leader religioso sciita che nel 2004 fracassò la schiena ai neocon e alla CPA a Najaf, assiste con disgusto al casino messo in piedi dal Primo Ministro Nouri al Maliki. Ed anche Tehran ha le mani legate. Al contrario di quello che credono i think thank al servizio del governo (possibile che non ne azzecchino mai una?) l'Iran non manipola la politica irachena. L'Iran teme soprattutto che in Iraq scoppi una guerra civile non troppo diversa da quella oggi in corso in Siria.
    La copertura degli eventi iracheni fornita nel corso di questi dieci anni dall'inviato Patrick Cockburn non ha rivali. Ecco qui le sue valutazioni più recenti.
    Un dato di fatto importante è che il distributore di corone Muqtada al Sadr -ricordate quando era l'uomo più pericoloso del paese, quello che stava sulle copertine di tutti i rotocalchi americani?- può anche aver espresso qualche critica nei confronti di Maliki a causa della sua propensione all'egemonia sciita, ma non vuole un cambiamento di governo. Sono gli sciiti ad avere i numeri dalla loro parte, dunque in un Iraq unito è comunque verosimile che il governo sia in ogni caso a maggioranza sciita.
    Il sud dell'Iraq, a schiacciante maggioranza sciita, è sempre poverissimo. Gli unici impieghi retribuiti disponibili sono quelli governativi. Le infrastrutture, ovunque, sono ancora in macerie: il risultato diretto delle sanzioni dell'ONU e degli Stati Uniti prima, dell'invasione e dell'occupazione poi.
    Certo, c'è anche un fiore nel letame: il Kurdistan iracheno, che si sta sviluppando come una specie di distorto Oleodottistan.
    La lobby del petrolio non ha mai avuto la possibilità di veder realizzare il suo sogno del 2003, quello di riportare il petrolio a venti dollari al barile, in linea con lo wishful thinking di Rupert Murdoch. In compenso, da quelle parti stanno succedendo un sacco di cose. Greg Muttitt non ha avuto rivali nel seguire momento per momento il boom del petrolio nel nuovo Iraq.
    In nessun altro luogo si assiste ad iniziative più intricate che nel contesto del Governo Regionale del Kurdistan (KRG), dove sono in gioco una sessantina di compagnie petrolifere dalla ExxonMobil alla Chevron, dalla Total alla Gazprom.
    Il sancta sanctorum è un nuovo oleodotto che collega il Kurdistan alla Turchia: il teorico passepartout kurdo per esportare petrolio girando al largo da Baghdad. Nessuno è in grado di dire se questo sarà davvero il filo di paglia che spezzerà la schiena del cammello iracheno: i curdi si stanno avvicinando sempre di più ad Ankara ed allontanando da Baghdad. Decisamente, la palla si trova nel cortile del Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan: per una volta in molte generazioni i curdi hanno l'occasione di giostrarsi tra gli interessi di Ankara, di Baghdad e di Tehran e di riuscire alla fine a ritrovarsi con un Kurdistan indipendente ed autosufficiente dal punto di vista economico.
    In definitiva, all'orizzonte si scorgono parecchi segni di balcanizzazione. Ma cosa hanno imparato gli Stati Uniti da una delle peggiori boiate della loro storia in materia di politica estera? Niente, rien. Dovremo aspettare che arrivi, di qui a qualche anno, un altro Nick Turse, con il corrispettivo iracheno del suo libro sul Vietnam Kill Anything That Moves. In misura anche più grande di quanto lo sia stato il Vietnam, il quadro di orrori dell'Iraq è stato il risultato inevitabile della politica ufficialmente seguita non solo dal Pentagono, ma anche dalla Casa Bianca.
    Si verrà mai a conoscere in ogni suo aspetto questa spirale sempre più stretta di patimenti? Si potrebbe pur sempre cominciare da qui, con la causa aperta da un ex coordinatore dei servizi umanitari dell'ONU in Iraq, Hans Sponeck.
    Altrimenti si potrebbe vedere la cosa in chiave popolare, e un produttore cinematografico non addentellato con Hollywood e con la Cia potrebbe investire qualcosa in un film girato in Iraq, e distribuito in tutto il mondo, in cui alla fine Dubya, Dick, Rummy, Wolfie e tutto il resto della banda di cialtroni tirati fuori dalla razzumaglia di Douglas Feith si prendono un biglietto di sola andata per una Guantanamo fedelmente ricostruita nel triangolo della morte, intanto che risuonano le note della Masters of War di Bob Dylan. Una bella morte catartica.

    Io non sto con Oriana: Pepe Escobar - Scova e distruggi: l'Iraq stuprato
    "Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
    Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"

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  2. #2
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    Predefinito Re: Scova e distruggi: l'Iraq stuprato

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  3. #3
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    Predefinito Re: Scova e distruggi: l'Iraq stuprato

    ComeDonChisciotte - IRAQ: IL LASCITO CANCEROGENO DELLA GUERRA

    DI DAHR JAMAIL
    informationclearinghouse

    Le due guerre condotte dagli USA in Iraq hanno lasciato tonnellate di munizioni all’uranio impoverito ed altri rifiuti tossici.

    Si sospetta che la contaminazione provocata dalle munizioni all’uranio impoverito e da altro inquinamento collegato all’attività militare sia la causa della netta crescita dei difetti congeniti alla nascita, dei casi di cancro e di altre malattie in tutto l’Iraq.

    Molti dottori e scienziati di spicco sostengono che la contaminazione da uranio impoverito è connessa anche al recente emergere di malattie mai viste prima in Iraq, come nuove patologie ai reni, ai polmoni e al fegato, nonché il collasso totale del sistema immunitario. Secondo quanto registrato in diversi governatorati iracheni, la contaminazione potrebbe anche essere connessa all’impennata dei casi di leucemia e di anemia, specialmente fra i bambini.

    C’è stato, inoltre, un drammatico aumento degli aborti e delle nascite premature tra le donne irachene, particolarmente in aree dove si sono svolte pesanti operazioni militari statunitensi, come a Fallujah.

    Le statistiche ufficiali del governo iracheno mostrano che, prima dello scoppio della Prima Guerra del Golfo nel 1991, il tasso dei casi di cancro nel Paese era di 40 su 100.000 persone. Nel 1995, era cresciuto fino a 800 su 100.000 persone e, nel 2005, ha raddoppiato con almeno 1.600 casi su 100.000. Le statistiche attuali mostrano che il numero tende a crescere ancora.

    Per quanto scioccanti possano risultare queste statistiche, a causa della mancanza di una documentazione, ricerche e rapporti adeguati sui casi, il vero numero dei casi di cancro e di altre malattie è probabilmente molto più alto di quello che suggeriscono queste cifre.

    “Le statistiche sul cancro sono dure da reperire, dal momento che in Iraq solo il 50% dell’assistenza medica è pubblica”, ha dichiarato ad Al-Jazeera il dr. Salah Haddad della Società Irachena per l’Amministrazione e la Promozione della Salute. “L’altra metà è fornita dal settore privato, alquanto carente nel riportare le statistiche. Quindi, tutte le nostre stime in Iraq devono essere moltiplicate per due. È probabile che qualsiasi cifra ufficiale corrisponda alla metà del numero reale”.

    Ambienti tossici

    Il dr. Haddad crede che ci sia un collegamento diretto tra il crescente tasso di casi di cancro e l’insieme dei bombardamenti effettuati dalle forze statunitensi in aree particolari. “Io e i miei colleghi abbiamo tutti notato un aumento a Fallujah dei casi di malformazioni congenite, sterilità ed infertilità”, ha affermato. “In questa città c’è il problema delle tossine introdotte dai bombardamenti americani e dalle armi usate, come l’uranio impoverito”.

    Nel corso del 2004, l’esercito statunitense ha effettuato due massicci attacchi militari nella città di Fallujah, usando grandi quantità di munizioni all’uranio impoverito e al fosforo bianco.

    “Siamo preoccupati che il futuro dei nostri figli sia esposto alle radiazioni e ai materiali tossici che i militari americani hanno introdotto nel nostro ambiente”, ha aggiunto il dr. Haddad.

    Lo studio epidemiologico intitolato Cancro, Mortalità Infantile e Tasso di Nascite Maschili a Fallujah, Iraq 2005-2009, ha condotto un sondaggio porta-a-porta di più di 700 famiglie della città. Il team di ricerca ha interrogato gli abitanti di Fallujah riguardo agli insoliti alti tassi di cancro e di difetti alla nascita.

    Uno degli autori dello studio, il chimico Chris Busby, ha detto che la crisi sanitaria della città rappresenta “il più alto tasso di danno genetico mai studiato in una popolazione”.
    La dr.ssa Mozghan Savabieasfahani è una tossicologa ambientale residente a Ann Arbor, in Michigan. È autrice di più di due dozzine di articoli, la maggior parte dei quali trattano dell’impatto sulla salute di contaminanti e tossine della guerra. Al momento la sua ricerca si concentra sull’inquinamento da guerra e sull’aumento dei difetti alla nascita nelle città irachene.
    “Dopo i bombardamenti, la popolazione colpita restava spesso tra le rovine delle loro case contaminate o in edifici dove l’esposizione ai metalli era continua”, ha detto la dr.ssa Sacabieasfahani ad Al-Jazeera.

    “La nostra ricerca a Fallujah ha mostrato che la maggior parte delle famiglie è tornata nelle loro case bombardate e vi ha continuato a viverci oppure hanno ricostruito sopra i resti contaminati delle loro vecchie case. Quando possibile, hanno persino usato i materiali di costruzione recuperati dai siti bombardati. Queste pratiche comuni contribuiscono alla continua esposizione del pubblico ai metalli tossici anche dopo che i bombardamenti sono finiti”.

    Ha sottolineato come grandi quantità di proiettili all’uranio impoverito, oltre ad altre munizioni, sono state disperse nell’ambiente iracheno.
    “Tra il 2002 ed il 2005, l’esercito americano ha usato sei miliardi di proiettili, secondo le cifre del Government Accountability Office statunitense”, ha aggiunto.

    Secondo la dr.ssa Savabieasfahani, i contaminanti metallici nelle zone di guerra derivano dai proiettili e dalle bombe, nonché da altri dispositivi esplosivi. I metalli, ed in particolare uranio, mercurio e piombo, vengono usati nella produzione delle munizioni e tutti contribuiscono ai difetti alla nascita, ai disordini immunologici e alle altre patologie.
    “Il nostro studio condotto in due città irachene, Fallujah e Bassora, si è concentrato sui difetti congeniti alla nascita”, ha dichiarato.

    La sua ricerca ha mostrato che entrambi gli studi hanno scoperto un numero crescente di difetti alla nascita, specialmente quelli al tubo neurale e i difetti cardiaci congeniti. Ha inoltre rivelato una contaminazione pubblica con due metalli neurotossici principali: piombo e mercurio.
    “L’epidemia dei difetti alla nascita in Iraq è, tuttavia, la punta dell’iceberg tra molti altri problemi di salute nelle città bombardate”, ha dichiarato. “I casi di leucemia infantile e altri tipi di cancro stanno aumentando in Iraq”.

    I bambini di Fallujah

    A Fallujah, i dottori continuano ad assistere al suddetto ripido aumento di casi di diversi difetti alla nascita, che includono bambini nati con due teste, con un solo occhio, con tumori multipli, con deformità sfiguranti al viso e al corpo e problemi complessi al sistema nervoso.

    Oggi a Fallujah, i residenti riferiscono ad Al-Jazeera che sono molte le famiglie che hanno paura di avere bambini, dal momento che un allarmante numero di donne sta vivendo continui aborti e decessi di neonati con deformità e patologie critiche.

    La dr.ssa Samira Alani, una pediatra specialista al Fallujah General Hospital, si è personalmente interessata di indagare sull’esplosione di anomalie congenite che sono proliferate all’indomani dell’assedio americano nel 2005.
    “Al momento ci sono tutti i tipi di difetti, dalla malattia cardiaca congenita fino a diverse anormalità fisiche, entrambe a livelli inimmaginabili”, ha detto lo scorso anno la dr.ssa Alani ad Al-Jazeera dal suo ufficio nell’ospedale, mentre mostrava innumerevoli foto di scioccanti difetti alla nascita.

    La dr.ssa è anche co-autrice di uno studio del 2010 che ha mostrato che a Fallujah il tasso di difetti cardiaci è di 13 volte maggiore rispetto a quello calcolato in Europa. Inoltre, per quanto riguarda il sistema nervoso, è stato calcolato un tasso di 33 volte più alto rispetto a quello europeo sullo stesso numero di nascite.

    Il 21 dicembre 2011, la dr.ssa Alani, che lavora nell’ospedale dal 1997, ha detto ad Al-Jazeera di essersi personalmente occupata di 677 casi di difetti alla nascita dall’ottobre 2006. Solo otto giorni dopo, in occasione della visita di Al-Jazeera alla città, la cifra era già arrivata a 699. La dr.ssa Alani ha mostrato alla tv araba centinaia di foto di bambini nati con palatoschisi, teste allungate, un bambino nato con un solo occhio al centro della faccia, arti troppo grandi o troppo corti, orecchie, nasi e colonne malformate.
    Ha raccontato ad Al-Jazeera di casi di “nanismo tanatoforo”, un’anormalità delle ossa e della cassa toracica che “rende il neonato incompatibile alla vita”.

    “Un tribunale di medicina legale ha scoperto che il cancro era causato dall’esposizione all’uranio impoverito”, ha detto Busby ad Al-Jazeera.
    “Negli ultimi dieci anni sono state condotte ricerche che hanno chiaramente dimostrato che l’uranio è una delle sostanze più pericolose note all’uomo, soprattutto nelle forme che assume quando è usato in guerra”.
    Nel luglio 2010, Busby ha rilasciato uno studio che mostrava un aumento di 12 volte del tasso di casi di cancro infantile a Fallujah dopo gli attacchi del 2004. Il rapporto ha inoltre mostrato che il tasso di natalità maschile si è alterato con una media di 86 bambini maschi per ogni 100 bambine femmine, insieme alla diffusione di malattie indicanti danni genetici – come a Hiroshima, ma di un’incidenza ben maggiore.

    La dr.ssa Alani è stata in Giappone dove ha incontrato dei dottori locali che studiano i tassi di difetti alla nascita che credono sia collegato alle radiazioni causate dai bombardamenti nucleari americani ad Hiroshima e Nagasaki.
    Le hanno detto che i tassi di incidenza dei difetti alla nascita vanno dall’1% al 2%. L’insieme dei casi coperti dalla Alani arriva ad un tasso del 14,7% di tutti i bambini nati a Fallujah, oltre 14 volte in più rispetto alle aree giapponesi interessate.

    Nel marzo 2013, la dr.ssa Alani ha informato Al-Jazeera che i tassi incidenti delle malformazioni congenite sono rimasti intorno al 14%.

    Per quanto sconcertanti possano risultare queste statistiche, la dr.ssa Alani ha lamentato lo stesso problema del deficit di rapporti menzionato dal dr. Haddad ed ha dichiarato che la crisi è anche peggio di quanto indichino queste cifre.
    “Non abbiamo nessun sistema per registrarle tutte, quindi ci mancano moltissimi casi”, ha affermato.
    “Credo di conoscere solo il 40-50% dei casi, poiché sono molte le donne che partoriscono in casa e non ne sappiamo mai niente e non vengono neanche registrate da altre cliniche”.
    Inoltre, la dr.ssa Alani è l’unica persona di Fallujah che registra i casi ed ha riferito che si potevano osservare ancora gli stessi gravi difetti."
    “Abbiamo così tanti casi di bambini con difetti multipli di sistema in un solo neonato”, ha spiegato. “Anormalità multiple in un solo bambino. Ad esempio, abbiamo appena avuto un caso di un neonato con problemi al sistema nervoso centrale, difetti allo scheletro e anormalità cardiache. Questo è abbastanza comune a Fallujah ormai”.

    Purtroppo, la dr.ssa Alani ha menzionato qualcosa di cui aveva avvertito la dr.ssa Savabieasfahani nella sua ricerca.
    L’ospedale dove la Alani lavora è stato costruito nel quartiere di Dhubadh nel 2008. Secondo la Alani, la zona era stata pesantemente bombardata durante l’assedio del 2004.

    La dr.ssa Savabieasfahani ha spiegato che la sua ricerca dimostra che alcune aree di Fallujah, come anche di Bassora, “sono contaminate da piombo e mercurio, due metalli altamente tossici”, a causa dei bombardamenti statunitensi nel 1991 e dell’invasione del 2003.
    Ha detto che, quando le munizioni all’uranio impoverito esplodono o colpiscono gli obiettivi, generano “particelle di pulviscolo contenti metallo e uranio impoverito che rimangono nell’ambiente. Queste particelle possono entrare nei cibi e quindi nel corpo umano. Particelle tossiche possono anche essere trasportate dal vento ed inalate. L’Iraq è frequentemente soggetto a tempeste di sabbia a polvere. L’inalazione continua di materiali tossici può causare cancro. Le particelle ingerite o inalate che emettono radiazioni alfa possono provocare cancro”.

    Bassora e l’Iraq meridionale

    Nella provincia di Babil nel Sud dell’Iraq, i casi di cancro sono andati crescendo in modo allarmante a partire dal 2003. Il dr. Sharif al-Alwachi, capo del Babil Cancer Center, dà la colpa alle armi all’uranio impoverito usate dalle forze statunitensi durante e dopo l’invasione del 2003.

    “L’ambiente potrebbe essere contaminato da armi chimiche e uranio impoverito in seguito alla guerra in Iraq”, ha detto il dr. Alwachi ad Al-Jazeera. “L’aria, il suolo e l’acqua sono inquinati da queste armi e quando entrano a contatto con un essere umano diventano velenosi. Si tratta di qualcosa di nuovo per la nostra regione e la gente qui soffre”.

    Secondo uno studio pubblicato nel Bulletin of Environmental Contamination and Toxicology, una rivista specialistica della città di Heidelberg nel sud-ovest della Germania, c’è stato un incremento di 7 volte nel numero dei casi di difetti alla nascita a Bassora tra il 1994 ed il 2003.

    Secondo lo studio di Heidelberg, la concentrazione di piombo nei denti da latte dei bambini di Bassora era quasi tre volte più alto dei valori delle zone dove non c’era stata la guerra.
    Inoltre, mai prima d’ora era stato registrato un tasso così alto di difetti al tubo neurale (“la schiena aperta”) nei bambini come a Bassora e le cifre continuano a salire. Secondo lo studio, il numero di casi di idrocefali (“acqua nel cervello”) tra i neonati è sei volte più alto a Bassora rispetto agli USA. Abdulhaq al-Ani, autore di Uranio in Iraq, ha condotto ricerche sugli effetti dell’uranio impoverito sulla popolazione dal 1991. Ha raccontato ad Al-Jazeera di aver personalmente misurato i livelli di radiazione della città di Karbala, nonché di Bassora, il suo contatore Geiger stava “urlando” perché “l’indicatore andava fuori portata”.

    La dr.ssa Savabieasfahani ha sottolineato che i casi di leucemia infantile di Bassora si sono più che raddoppiati tra il 1993 e il 2007.
    “Cancri multipli (ad esempi pazienti con tumori simultanei ai reni e allo stomaco) che accadono raramente, sono stati registrati anche lì”, ha detto. “Prese insieme queste osservazioni suggeriscono una straordinaria emergenza sanitaria in Iraq. Una tale crisi richiede un’azione internazionale urgente e variata per prevenire ulteriori danni alla salute pubblica”.

    La legge internazionale e il futuro

    Esistono leggi internazionali molto chiare riferite all’uso di munizioni come quelle all’uranio impoverito.
    L’articolo 35 del Protocollo I, un emendamento del 1977 alle Convenzioni di Ginevra, proibisce l’uso di qualsiasi mezzo o metodo di guerra capace di causare mali superflui o sofferenze inutili. L’articolo 35 inoltre proibisce agli Stati firmatari al ricorso di mezzi bellici che possano infliggere danni estesi e a lungo termine alla salute umana e all’ambiente.

    Gli effetti dell’uranio impoverito osservati in Iraq suggeriscono che queste armi vengono classificate dall’articolo 35 come proibite per il semplice motivo dei loro sospettati effetti a lunga durata sulla salute e sull’ambiente.

    Inoltre, l’articolo 36 (del Protocollo I) obbliga ogni Stato di condurre una revisione legale di una nuova arma nello studio, nello sviluppo o nell’acquisizione di tale arma.

    Finora, il Belgio (nel 2007) ed il Costa Rica (nel 2011) hanno fatto passare leggi domestiche che proibiscono le armi all’uranio impoverito nei loro territori. Nel 2008, il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che dichiarava che “l’uso dell’urano impoverito nelle guerre va contro le regole fondamentali e i principi racchiusi nella legge scritta o consuetudinaria internazionale, umanitaria e ambientale”.
    Ciò nonostante, le mutazioni del DNA causate dall’uranio impoverito possono, ovviamente, essere trasmesse da genitore a figlio. Quindi, la contaminazione da uranio impoverito causata dalle guerre americane in Iraq nel 1990 e nel 2003 potrebbero probabilmente continuare a causare una crisi sanitaria nazionale persistente per le prossime generazioni di iracheni.

    Le tracce di uranio impoverito rimaste in Iraq rappresentano un enorme rischio ambientale a lungo termine, dal momento che resteranno radioattive per più di 4,5 miliardi di anni.

    La dr.ssa Savabieasfahani pensa che sia necessario eseguire ulteriori studi e ricerche in Iraq per poter comprendere l’intera portata del danno causato dalle armi belliche usate nel Paese a partire dal 1990.
    “Abbiamo bisogno di un test ambientale su larga scala per scoprire l’entità della contaminazione da metalli e da uranio impoverito e dalle altre armi usate in Iraq”, ha concluso.
    “Non esistono neanche dei termini medici per descrivere alcune di queste condizioni perché non le abbiamo mai viste prima”, ha detto la dr.ssa Alani. “Quindi quando le descrivo, tutto quello che posso fare è descrivere i difetti fisici, ma non sono in grado di fornire la definizione medica”.
    Il dr. Haddad ha condiviso la sua forte preoccupazione rispetto al futuro dei suoi figli e di quelli degli altri iracheni.
    “Temo per loro”, ha dichiarato tristemente. “Sono circondati da così tanti problemi come la sanità e dobbiamo lavorare per risparmiarli dalle malattie, dalle radiazioni e dalle tossine chimiche. Sono assassini silenziosi, perché non possono essere visti finché il problema non è molto esteso. Troppi iracheni hanno sofferto per questo e non riesco a vedere una fine per questa sofferenza”. La dr.ssa Alani vuole semplicemente che la gente, specialmente negli Stati Uniti, sappia che della crisi di Fallujah e chiede loro solo una cosa.

    “Chiedo ai governi di non ferire le persone al di fuori dei loro Paesi”, ha detto. “Specialmente le persone in Iraq”.

    Dahr Jamail
    Fonte:  INFORMATION CLEARING HOUSE. NEWS, COMMENTARY & INSIGHT
    Link: Iraq: War's legacy of cancer: Depleted Uranium
    19.03.2013

    Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO
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    Predefinito Re: Scova e distruggi: l'Iraq stuprato

    Iraq: bomba uccide 2 candidati elezioni - Mondo - ANSA.it

    (ANSA) - KIRKOUK (IRAQ), 26 MAR - Un agguato in Iraq a Tuz Khourmatou, citta' nel territorio conteso tra il Kurdistan iracheno e Baghdad, ha ucciso due funzionari locali candidati alle prossime elezioni provinciali e ferito il sindaco. Lo riportano fonti mediche e di polizia. I tre erano in auto quando la vettura e' esplosa a causa di una bomba collocata sul ciglio delle strada: i due funzionari sono morti mentre il sindaco e' stato trasportato in gravi condizioni in ospedale.
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    Predefinito Re: Scova e distruggi: l'Iraq stuprato

    Iraq: raffica attentati Baghdad e Kirkuk - Mondo - ANSA.it

    (ANSA) - BEIRUT, 29 MAR - Una serie di attentati dinamitardi ha scosso Baghdad e Kirkuk, nel nord dell'Iraq. Le esplosioni sono avvenute nei pressi di moschee sciite all'orario della fine della preghiera del venerdì. Il bilancio e' di almeno 14 morti, secondo l'agenzia ufficiale Nina, 25 i feriti. Altre fonti di stampa riferiscono di almeno 19 uccisi.
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    Predefinito Re: Scova e distruggi: l'Iraq stuprato

    Citazione Originariamente Scritto da Turriciano Visualizza Messaggio
    Iraq: raffica attentati Baghdad e Kirkuk - Mondo - ANSA.it

    (ANSA) - BEIRUT, 29 MAR - Una serie di attentati dinamitardi ha scosso Baghdad e Kirkuk, nel nord dell'Iraq. Le esplosioni sono avvenute nei pressi di moschee sciite all'orario della fine della preghiera del venerdì. Il bilancio e' di almeno 14 morti, secondo l'agenzia ufficiale Nina, 25 i feriti. Altre fonti di stampa riferiscono di almeno 19 uccisi.
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    Predefinito Re: Scova e distruggi: l'Iraq stuprato

    Traduzione da Foreign Policy in Focus.

    Quando gli Stati Uniti, il Regno Unito e la "coalizione dei volenterosi" aggredirono l'Iraq nel marzo del 2003, milioni di persone presero parte a proteste in tutto il mondo. Tuttavia, quella guerra all'insegna dello "Shock and awe" era solo l'inizio. La successiva occupazione dell'Iraq da parte dell'Autorità Provvisoria della Coalizione, a guida statunitense, portò il paese alla bancarotta e rase al suolo le sue infrastrutture.
    Non è solo una questione di sicurezza. Nonostante l'inaudita violenza che ha accompagnato la discesa dell'Iraq dentro l'incubo del settarismo sia stata ben documentata in molti degli studi che hanno preso in considerazione una guerra che va avanti da dieci anni, il fatto che è spesso passato in secondo piano è che gli Stati Uniti, a volerla dire con termini molto generosi, hanno governato il paese spettacolosamente male.
    Non che prima di essere occupato l'Iraq fosse un paese fiorente. Dal 1990 al 2003 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU aveva imposto all'Iraq le sanzioni più pesanti che si fossero mai viste. Insieme alle sanzioni, tuttavia, esisteva un complesso sistema di supervisione e di assunzione di responsabilità di cui facevano parte il Consiglio di Sicurezza, nove enti delle nazioni Unite e lo stesso Segretario Generale.
    Il sistema non era certamente perfetto e gli effetti delle sanzioni sulla popolazione irachena erano devastanti. Ma quando sono arrivati gli Stati uniti ogni parvenza di supervisione da parte di organi internazionali è svanita del tutto.
    Sotto le enormi pressioni esercitate da Washington, nel maggio del 2003 il Consiglio di Sicurezza riconobbe formalmente l'occupazione dell'Iraq da parte dell'Autorità Provvisoria della Coalizione (CPA) nella risoluzione numero 1483. Tra le altre cose, questa risoluzione conferiva alla CPA un controllo completo su ogni attività irachena.
    Allo stesso tempo, il Consiglio smantellò ogni forma di controllo e di assunzione di responsabilità in vigore fino a quel momento: nessun ente delle Nazioni Unite avrebbe riferito sulla situazione umanitaria, nessun organismo del Consiglio di Sicurezza avrebbe avuto la responsabilità di controllare l'occupazione. Si sarebbe fatto qualche controllo sui fondi e solo a spese concluse, ma nessuno delle Nazioni Unite avrebbe direttamente supervisionato il mercato del petrolio. E nessuna organizzazione umanitaria si sarebbe assicurata del fatto che il denaro iracheno sarebbe stato speso in modo da recare beneficio al paese.


    Condizioni umanitarie preoccupanti

    Nel gennaio del 2003 le Nazioni Unite prepararono un piano operativo che prendeva in considerazione l'impatto di una possibile guerra. Anche se un'invasione del paese si fosse risolta con un "impatto di medie dimensioni", le Nazioni Unite si aspettavano che dal punto di vista umanitario la situazione ne sarebbe stata seriamente compromessa.
    Dal momento che la popolazione irachena dipendeva in misura tanto grande dal sistema di distribuzione delle derrate alimentari controllato dal governo (una delle conseguenze delle sanzinoi internazionali) le Nazioni Unite riferirono che sovvertire il governo iracheno avrebbe messo a repentaglio anche la sicurezza alimentare. E dal momento che la popolazione già soffriva di una malnutrizione generalizzata, il rovesciamento del governo avrebbe avuto conseguenze pressochè letali, mettendo il trenta per cento dei bambini iracheni sotto i cinque anni in condizioni di rischiare la vita. Le Nazioni Unite rilevarono anche il fatto che se gli impianti di depurazione delle acque e di raccolta dei rifiuti fossero rimasti danneggiati a causa della guerra, o se la produzione e la distribuzione di energia elettrica avessero smesso di funzionare, gli iracheni avrebbero perso la possibilità di accedere all'acqua potabile, cosa che avrebbe fatto impennare il tasso di malattie epidemiche correlate alla mancanza di acqua. E se l'elettricità, i trasporti e le strutture mediche fossero rimaste compromesse, il sistema sanitario non sarebbe stato in grado di fronteggiare efficacemente la situazione.
    Durante l'occupazione, molte di queste circostanze si verificarono puntualmente. Un rapporto delle Nazioni Unite del giugno del 2003 affermava che nel dopoguerra acquedotti e fognature di Baghdad e di altri governatorati del centro e del sud del paese erano "in condizioni critiche". Nella sola Baghdad, secondo il rapporto c'erano danni nel quaranta per cento della rete idraulica, cosa che si traduceva nella perdita della metà dell'acqua potabile a causa di crepe e rotture. Peggio ancora, l'ONU riferì che nessuno dei due impianti di depurazione della città era in condizioni di funzionare, cosa che portava a massicci sversamenti di acque nere nel fiume Tigri.
    La situazione alimentare era altrettanto grave. L'ONU appurò che il sistema agricolo era ormai collassato, a causa di "una diffusa insicurezza, dei saccheggi, del completo crollo dei ministeri e degli enti statali -gli unici che fornissero i beni e i servizi essenziali per la produzione agricola- e dei significativi danni subiti dagli impianti produttori di energia".
    Il sistema sanitario peggiorò in modo drammatico. Meno del cinquanta per cento della popolazione poteva accedere a cure mediche, in parte a causa dei pericoli che lo spostarsi comportava. Oltre a questo, la relazione dell'ONU valutava in un settantacinque per cento la percentuale delle istituzioni sanitarie colpite da saccheggi nel caos dell'immediato dopoguerra. Nel giugno del 2003 tutto il sistema sanitario funzionava al trenta o cinquanta per cento della potenzialità che aveva prima della guerra e questo ebbe delle conseguenze immediate. All'inizio dell'estate i casi di malnutrizione acuta erano raddoppiati, la dissenteria era in piena diffusione e c'era poca assistenza medica disponibile. In agosto New York fu colpita da un black out: a Baghdad ci si scherzava su, dicendo cose come "Speriamo che non aspettino che siano gli americani ad aggiustare il guasto".
    La CPA affidò ogni incombenza umanitaria all'esercito statunitense, non ad organizzazioni specializzate nella gestione delle crisi umanitarie, e marginalizzò gli organismi umanitari delle Nazioni Unite. Nei quattordici mesi in cui la CPA esercitò il potere la situazione umanitaria non fece che peggiorare. Malattie prevenibili come la dissenteria e il tifo imperversarono. La malnutrizione peggiorò e carpì la vita di sempre più neonati, di sempre più madri, di sempre più bambini. In tutto si verificarono centomila "morti in eccesso" nel corso dell'invasione e dell'occupazione; una cifra ben al di sopra e ben al di là dei tassi di mortalità ai tempi di Saddam Hussein, anche all'epoca delle sanzioni applicate sotto il controllo internazionale.
    La CPA aveva delle priorità chiare. Dopo l'invasione, intanto che i saccheggi e le rapine imperversavano, le autorità di occupazione fecero poco per proteggere gli impianti di depurazione e gli acquedotti, o addirittura gli ospedali pediatrici. Al contrario, si adoperarono con prontezza per proteggere gli uffici del ministero del petrolio, assoldarono un'organizzazione statunitense perché mettesse fine agli incendi nei campi di perforazione, e fornirono protezione immediata agli stessi campi petroliferi.


    La corruzione

    Se tutto questo non bastasse, la CPA era anche profondamente corrotta. La maggior parte delle entrate dell'Iraq, che provenissero dalle vendite di petrolio o da altri cespiti, finivano ad onorare contratti in favore di imprese statunitensi. Fra i contratti di importo superiore ai cinque milioni di dollari, il settantaquattro per cento spettava ad imprese statunitensi e la maggior parte del rimanente a imprese di paesi loro alleati. Solo il due per cento andava ad imprese irachene.
    Nel corso del periodo di occupazioni, cifre ragguardevoli semplicemente sparirono dalla circolazione. La Kellog Brown and Root (KBR), una controllata della Halliburton, venne retribuita in oltre il sessanta per cento di tutti i contratti che la riguardavano con fondi stanziati in favore dell'Iraq, nonostante questo modo di fare fosse stato spesso criticato dai revisori per questioni di onestà e di competenza. Nelle ultime sei settimane dell'occupazione gli Stati uniti spedirono in Iraq cinque miliardi di dollari in contanti, perché venissero spesi prima che si insediasse un governo a guida irachena. Secondo i revisori, i fondi per l'Iraq venivano sistematicamente depredati dai funzionari della CPA. Secondo uno dei loro resoconti, "Un contractor ha ricevuto un pagamento da due milioni di dollari in un borsone stipato di mazzette di banconote". "Un funzionario ha ricevuto sei milioni e settecentocinquantamila dollari in contanti, e l'ordine di spenderli una settimana prima che il governo iracheno prendesse il controllo sugli stanziamenti in favore dell'Iraq".
    I funzionari americani secondo ogni apparenza non si preoccupavano minimamente dei grossolani abusi commessi con il denaro che veniva loro affidato. In un caso particolare la CPA ha trasferito qualcosa come otto miliardi ed ottocento milioni di denaro iracheno senza esibire alcun giustificativo di spesa. L'Ammiraglio David Oliver era il principale responsabile per le questioni finanziarie della CPA; quando gli fu chiesto qualcosa in proposito rispose che "non ne aveva idea" e che non pensava che la questione avesse una qualche importanza. "Miliardi di dollari dei loro soldi?" chiese a sua volta all'interlocutore "E che differenza fa?".
    In conclusione, nulla di tutto questo dovrebbe risultare particolarmente sorprendente: la corruzione, l'indifferenza per le necessità della vita quotidiana, la preoccupazione unica per il controllo della ricchezza petrolifera irachena. Era tutto ovvio fin dal momento in cui il Consiglio di Sicurezza, sotto le smisurate pressioni statunitensi, approvò la risoluzione 1483.
    Con la sistematica rimozione di ogni forma di controllo nei confronti dell'amministrazione che essi stessi avevano imposto all'Iraq, gli Stati uniti e i loro alleati gettarono le basi per il saccheggio delle ricchezze di un intero paese, favorita dalla loro assoluta indifferenza per i bisogni e per i diritti della popolazione. Dieci anni dopo l'inizio della guerra, la disastrosa esperienza di governo della CPA in Iraq accompagna l'orribile discesa del paese in un abisso di violenza come un oscuro retaggio.

    Io non sto con Oriana: Joy Gordon - Gli Stati Uniti lasciano all'Iraq un'eredità tenebrosa
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    Predefinito Re: Scova e distruggi: l'Iraq stuprato

    di John Pilger.

    In Iraq, la polvere rotola per le lunghe strade, che sono le dita del deserto. Penetra negli occhi, in gola e nel naso; forma mulinelli nei mercati e nei cortili delle scuole, consumando i bambini che giocano a palla, e trasporta, secondo il dottor Jawad Al-Ali, "i semi della nostra morte". Oncologo di fama internazionale, al Teaching Hospital Sadr di Basra, il dottor Ali me lo disse già nel 1999, e oggi il suo avvertimento è comprovato. "Prima della guerra del Golfo," mi ha detto, "avevamo 2 o 3 pazienti malati di cancro al mese. Adesso ne muoiono da 30 a 35 ogni mese. I nostri studi indicano che dal 40 al 48 per cento della popolazione in questa zona si ammalerà di cancro, dapprima nei prossimi 5 anni, poi per molto tempo ancora. Questo vuol dire quasi metà della popolazione. La maggior parte dei miei famigliari ha il cancro, e non abbiamo casi nella storia clinica famigliare di questa malattia. Qui è come a Chernobyl: gli effetti genetici sono nuovi per noi; i funghi crescono enormi; perfino l'uva nel mio orto ha subito una mutazione e non si può mangiare."
    Lungo il corridoio, la dottoressa Ginan Ghalib Hassen, pediatra, teneva in mano un album di fotografie dei bambini che stava tentando di salvare. Molti avevano un neuroblastoma. Mi ha detto: "Prima della guerra avevamo osservato soltanto un caso di questo insolito tumore in due anni". "Ora ne abbiamo molti casi, la maggior parte senza anamnesi familiare. Ho studiato che cosa è successo a Hiroshima. L'improvviso aumento di tali malformazioni congenite è lo stesso."
    Tra i medici che ho intervistato, c'erano pochi dubbi che i proiettili a uranio impoverito usati dagli americani e dai britannici nella guerra del Golfo siano stati la causa di questa situazione. Un fisico militare statunitense incaricato di ripulire il campo di battaglia della guerra del Golfo al di là del confine con il Kuwait, mi ha detto: "Ogni raffica sparata durante un attacco aereo da un caccia Warhog A-10 conteneva oltre 4.500 grammi di uranio solido. Sono state usate molto più di 300 tonnellate di uranio impoverito. E' stata una sorta di guerra nucleare."
    Sebbene il collegamento con il cancro sia sempre difficile da provare con certezza, i medici iracheni sostengono che "l'epidemia parla da sola". L'oncologo britannico Karol Sikora, direttore del programma di ricerca sul cancro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) negli anni 1990, ha scritto sul British Medical Journal: "Le attrezzature necessarie per la radioterapia, le medicine per la chemioterapia e gli analgesici sono costantemente bloccati dai consulenti statunitensi e britannici [del Comitato per le sanzioni contro l'Iraq]." Mi disse: "Siamo stati esplicitamente avvisati [dall'OMS] di non parlare di tutta la faccenda irachena. L'OMS non è un'organizzazione a cui piace farsi coinvolgere in questioni politiche."
    Di recente, Hans Von Sponeck, ex vice segretario generale delle Nazioni Unite e importante funzionario dell'ONU per le emergenze umanitarie, mi ha scritto: "Il governo degli Stati Uniti ha cercato di impedire all'OMS di esaminare le aree dell'Iraq meridionale dove era stato usato l'uranio impoverito che aveva causato gravi danni alla salute e all'ambiente."
    Oggi, un rapporto dell'OMS, frutto di un importante studio condotto unitamente al Ministero della Sanità iracheno, è stato "differito". Lo studio esamina 10.800 famiglie e contiene "prove schiaccianti", afferma un funzionario del ministero, e, secondo uno dei ricercatori, rimane di "massima segretezza". Il rapporto riferisce che i difetti congeniti dei bambini sono arrivati a un "punto critico" proprio nella società irachena dove l'uranio impoverito e altri metalli pesanti tossici sono stati usati dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna. Quattordici anni dopo aver dato l'allarme, il dottor Jawad Al-Ali riferisce di "eccezionali" casi molteplici di cancro in intere famiglie.
    L'Iraq non fa più notizia. La settimana scorsa, l'uccisione di 57 iracheni in un solo giorno è stato un non-evento paragonato all'uccisione di un soldato britannico a Londra. Eppure, le due atrocità sono connesse. Il loro emblema potrebbe essere un nuovo sfarzoso film basato sul libro di F.Scott Fitzgerald, The Great Gasby ( Il grande Gatsby). Due dei personaggi principali, come ha scritto Fitzgerald, "distruggevano cose e creature per poi tornare ai loro soldi e al loro enorme menefreghismo.. e lasciare ad altri il compito di ripulire il caos".
    Il "caos" lasciato da George Bush e da Blair in Iraq è una guerra settaria, le bombe del 7 luglio 2005, e ora un uomo che agita un coltello da macellaio insanguinato a Woolwich. Bush si è ritirato nella sua "biblioteca e museo presidenziale" da Topolino e Tony Blair nei suoi viaggi da uccello del malaugurio e nel suo denaro.
    Il loro "caos" è un crimine di proporzioni epiche, come scrisse Von Sponeck, riferendosi alla stima fatta dal Ministero degli Affari Sociali iracheno, di 4,5 milioni di bambini che hanno perso entrambi i genitori: "Questo significa che un orrendo 14 percento della popolazione irachena è costituita da orfani." "Si stima che un milione di famiglie siano guidate da donne, in maggior parte vedove". La violenza domestica e gli abusi sui minori sono giustamente problemi urgenti in Gran Bretagna; in Iraq la catastrofe scatenata dalla Gran Bretagna ha portato violenza e abusi in milioni di case.
    Nel suo libro Dispatches from the Dark Side [Dispacci dal lato oscuro], Gareth Peirce, la più grande avvocatessa della Gran Bretagna nel campo dei diritti umani, applica lo stato di diritto a Blair, al suo propagandista Alastair Campbell, e al suo gabinetto che cospirava con loro. La Peirce ha scritto: "Secondo Blair, gli esseri umani che si presumeva avessero opinioni [islamiste], dovevano essere resi inabili. con tutti i mezzi e permanentemente...nelle parole di Blair erano un 'virus' da 'eliminare' e che richiedeva 'una miriade di interventi [sic] nel cuore degli affari di altre nazioni.' "
    Il concetto stesso di guerra è stato trasformato in "i nostri valori contro i loro". E tuttavia, dice la Pierce, la serie di email e di comunicati interni del governo, non rivela alcun dissenso".
    Secondo il ministro degli esteri Jack Straw, mandare cittadini innocenti a Guantanamo era "il modo migliore di realizzare il nostro scopo dell'antiterrorismo". Questi crimini, la loro iniquità alla pari con quella di Woolwich, attendono un procedimento legale. Chi lo chiederà, però?
    Nel teatro kabuki (forma teatrale popolare giapponese, significa eccentrico, stravagante, NdT) della politica di Westminster, la violenza remota dei "nostri valori" non è di alcun interesse. Anche tutti noi voltiamo le spalle?

    Da: Z Net - Lo spirito della resistenza è vivo Z Net Italy Lo spirito della resistenza è vivo! - Z Net Italy.

    Fonte:ZCommunications | From Iraq A Tragic Reminder To Prosecute The War Criminals by John Pilger | ZSpace
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    Predefinito Re: Scova e distruggi: l'Iraq stuprato

    Ultima modifica di Lawrence d'Arabia; 11-06-13 alle 12:46
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  10. #10
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    Predefinito Re: Scova e distruggi: l'Iraq stuprato

    Citazione Originariamente Scritto da Turriciano Visualizza Messaggio
    La feccia atlantista direbbe "succedeva anche prima"
    Ma non lo proverebbero..in quanto è difficile provare
    il falso.
    Se i terroristi sostenuti da USRAEL vincono in Siria,avremo un nuovo Iraq
    Ultima modifica di Nazionalistaeuropeo; 11-06-13 alle 12:51

 

 

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