Re: Perché non siamo un Paese "normale"
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Mauri61
Chissà se anche in Francia un esponente di un partito inquisito per fondi illeciti, interrogato da un pm e minacciato di essere sbattuto in carcere qualora non avesse vuotato il sacco sarebbe andato dal Presidente della Repubblica a frignare, e magicamente il caso sarebbe stato considerato chiuso.
in francia fanno di peggio
hanno coperto i terroristi per cento anni
Re: Perchè non siamo un paese normale
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MrBojangles
Darti dell'àsino è puro eufemismo.
TU NON CI CAPISCI UN CAZZO ,, FRITTO...
l entità delle condanne le stabilisce il codice di procedura penale...
le condanne le stabilisce un giudice ..
il gip è un giudice per le indagini preliminari (somaro) non favorisce l azione penale casomai la stoppa......
il gup è il giudice dell udienza preliminare........
il procuratore secondo te che cosa fa???????????????
Re: Perché non siamo un Paese "normale"
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anticomunista
in francia fanno di peggio
hanno coperto i terroristi per cento anni
Già, la famosa "Dottrina Mitterand", grazie alla quale un sacco di delinquenti se la sono potuta godere tranquillamente, alla faccia delle loro vittime.
Un paese che può dare lezioni, eh?
Re: Perché non siamo un Paese "normale"
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Originariamente Scritto da
Mauri61
Già, la famosa "Dottrina Mitterand", grazie alla quale un sacco di delinquenti se la sono potuta godere tranquillamente, alla faccia delle loro vittime.
Un paese che può dare lezioni, eh?
QUALE paese???
LA francia è una fogna figurarsi se si può guardare li come esempio
Re: Perchè non siamo un paese normale
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Originariamente Scritto da
MrBojangles
Confrontare i due FATTI di cronaca:
QUI
QUI
La vera ragione per cui non siamo un paese normale
I marò tornano in India. Ma che figura! | Crema e cioccolato
Tu prendi uno sturacessi o un premio nobel, fallo ministro e ti troverai sempre con un imbecille che fa fare all'italia figure di merda.
Re: Perché non siamo un Paese "normale"
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Originariamente Scritto da
Mauri61
Chissà se anche in Francia un esponente di un partito inquisito per fondi illeciti, interrogato da un pm e minacciato di essere sbattuto in carcere qualora non avesse vuotato il sacco sarebbe andato dal Presidente della Repubblica a frignare, e magicamente il caso sarebbe stato considerato chiuso.
Nome.
Re: Perchè non siamo un paese normale
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Originariamente Scritto da
anticomunista
TU NON CI CAPISCI UN CAZZO ,, FRITTO...
l entità delle condanne le stabilisce il codice di procedura penale...
le condanne le stabilisce un giudice ..
il gip è un giudice per le indagini preliminari (somaro) non favorisce l azione penale casomai la stoppa......
il gup è il giudice dell udienza preliminare........
il procuratore secondo te che cosa fa???????????????
Due cazzate al prezzo di una.
E' il codice penale che stabilisce LE (plurale: da > a) pene; non il codice di procedura.
Stabilisce le PENE, non le "condanne".
Asino!
Re: Perché non siamo un Paese "normale"
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MrBojangles
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Romano Prodi, interrogato da un certo Antonio Di Pietro, in merito ai finanziamenti illeciti percepiti dalla DC.
Non ti risulta?
Re: Perché non siamo un Paese "normale"
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Mauri61
Romano Prodi, interrogato da un certo Antonio Di Pietro, in merito ai finanziamenti illeciti percepiti dalla DC.
Non ti risulta?
No.
Magari ti confondi con l'abuso d'ufficio non patrimoniale.
Ma, tutto questo che c'entra con un ministro francese dimissionario e con un magistrato insabbiatore (pro-Banana) inquisito?
Re: Perché non siamo un Paese "normale"
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MrBojangles
No.
Magari ti confondi con l'abuso d'ufficio non patrimoniale; magari non era Di Pietro.
Ah, ma allora hanno ragione quelli che dicono che Di Pietro è un bugiardo:
Di Pietro: «Craxi aveva ragione, strapazzai Prodi sull' affare Sme»
«Craxi aveva ragione, strapazzai Prodi sull' affare Sme» MILANO - «Quel giorno del ' 93, nel mio ufficio di pubblico ministero, strapazzai Romano Prodi sulla storia della mancata vendita della Sme a De Benedetti. Gli dissi in faccia: "Non ho ancora capito se l' hanno fatto fesso o se lei sta facendo il fesso"...». Antonio Di Pietro torna indietro con la mente, a quando era Tonino Il Giustiziere. Quella mattina di giugno l' uomo-simbolo di Mani Pulite tentava di orientarsi tra gli intricatissimi fili dell' affare Sme: il pre-accordo nell' 85 tra Prodi, allora presidente dell' Iri, e De Benedetti; il no di Craxi; la successiva cordata con Barilla e Berlusconi; gli strascichi giudiziari e i veleni. Quel giorno, appostati nei corridoi semideserti della Procura milanese, i cronisti udirono e riportarono brandelli della burrascosa conversazione: Tonino che gridava «e allora, professore, i soldi alla Dc chi li ha dati?» e Prodi sulla difensiva, tra «non so» e «non ricordo».