Bersani si sta lentamente avvicinando alla fine della sua parabola politica, arrivata al culmine nel momento in cui è diventato segretario dell'ex PCI. La sua decisione di formare un governo con a capo lui stesso, in modo arrogante e presuntuoso, senza tener conto del PDL e di un eventuale alleanza con esso è apparsa come la fine della sua politica birrereccia, fatta di speranze e perdite di equilibrio, scatti d'ira e rocambolesche e oscene proposte a forze politiche che lo deridono apertamente. Come può sperare di fare le riforme senza aver fatto un governo con il PDL? Pretende incoscientemente che Berlusconi lo appoggi dall'esterno per il bene del paese magari dando a lui le colpe di una legge elettorale maggioritaria e nuova che non avverrà mai? Bersani dimostra solo di non voler cambiamenti e voler proseguire con il porcellum. Si andrà di nuovo ad elezioni con questa legge e forse più presto di quel che si pensa, mentre l'IVA aumenterà al 22 per cento senza che lui abbia fatto niente per impedirlo. Bersani si è dimostrato nemico del popolo e delle riforme, e il suo elettorato deve comunque tenerne conto.
John Orr.




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