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Dodici custodi al lavoro ma il museo non c'è - Palermo - Repubblica.it
Dodici custodi al lavoro
ma il museo non c'è
A Piazza Armerina resta vuoto Palazzo Trigona restaurato per esporre i reperti della Villa romana. I turisti arrivano e poi fanno dietro front
di CONCETTO PRESTIFILIPPO
PIAZZA ARMERINA - Un museo inaugurato da due anni, dodici impiegati, un direttore, centinaia di casse ricolme di reperti archeologici. È l'ex dimora nobiliare dei baroni Trigona della Floresta, e troneggia nella suggestiva piazza Duomo di Piazza Armerina. Unico particolare dissonante è che non ci sono visitatori e non c'è nulla da vedere. I saloni del museo Trigona sono desolatamente vuoti. I turisti chiedono se è possibile entrare e ricevono un diniego. Si rinnova ancora una volta la tradizione siciliana dell'ultimo miglio. Dopo milioni di euro spesi per il restauro del palazzo, mancano all'appello i fondi necessari per l'allestimento del museo. Una serie di ritardi e un ricorso al Tar hanno sortito l'effetto di fare scadere i termini per l'erogazione dei 387 mila euro necessari alla messa in opera delle vetrine espositive.
L'amministrazione e il Consiglio comunale di Piazza Armerina hanno rivolto invano accorati appelli al presidente della Regione. Un grido d'allarme viene dal blog del comitato cittadino del quartiere Monte. "Il problema vero - dice il direttore del museo, Guido Meli - è che possiamo contare su un budget annuale che ammonta a meno di diecimila euro. Il costo del personale è a carico della Regione, ma per le spese ordinarie e per il funzionamento del museo non abbiamo a disposizione praticamente nulla. Se dovesse saltare l'impianto d'allarme, non saprei come proteggere i reperti archeologici che sono custoditi nel museo. Fino a oggi abbiamo potuto contare solo sulla preziosa collaborazione dell'amministrazione comunale".
Il palazzo della famiglia Trigona della Floresta fu edificato nel 1690. Il progetto fu firmato dall'architetto romano Orazio Torriani. L'edificio consta di tre piani. La facciata in mattoni di terracotta e inserti di pietra arenaria è sormontata dallo stemma del casato: un'aquila che sorregge uno scudo azzurro. La settecentesca dimora nobiliare fu ceduta alla Regione siciliana nel 1959. Il primo progetto di restauro fu affidato all'architetto Franco Minissi. I lavori di ripristino del palazzo seguirono il solito rosario di promesse mai mantenute, rinvii, ritardi, mancati finanziamenti, riunioni straordinarie del Consiglio comunale, interventi delle associazioni ambientaliste, dure condanne, prese di posizione.
Dopo mezzo secolo di attesa, sembrava fosse finalmente giunta l'agognata apertura. Nel 2011 furono inaugurati i locali del nuovo museo. Le volte perfettamente affrescate, i pavimenti in maiolica ricostruiti. Il Comune di Piazza Armerina aveva donato una serie di reperti che avrebbero dovuto trovare dimora in un'ala del palazzo. Reperti che giacciono in un magazzino, in attesa dei contenitori espositivi.
Il museo è diventato sede del Parco archeologico della Villa romana del Casale e delle aree archeologiche di Piazza Armerina e dei centri vicini. È sede del Centro direzionale delle attività che ruotano attorno alla ben più nota e visitata Villa romana del Casale. L'ipotesi finale è che al suo interno vengano esposte le collezioni provenienti dagli scavi archeologici e i materiali che documentino e illustrino la storia di Piazza Armerina. I magazzini e le ex scuderie della dimora nobiliare sono ricolmi di casse che custodiscono i reperti, già perfettamente catalogati e pronti per la fruizione al pubblico.
Ma tra gli indirizzi futuri c'è anche quello di diventare sede della Biam, Biennale d'arte del Mediterraneo. Il museo tanto atteso dovrebbe sortire l'effetto di rivitalizzare il centro storico della cittadina. L'intento è quello di fornire ai numerosi turisti che ogni giorno affollano il sito archeologico del Casale un pretesto per visitare il centro storico di Piazza Armerina. Una boccata d'ossigeno straordinaria per l'asfittico settore che gravita attorno al comparto turistico.
Il centro storico, nel corso di questi anni, è stato oggetto di numerosi interventi di riqualificazione. L'amministrazione comunale ha inaugurato da qualche mese una pinacoteca che sorge a pochi metri dal museo Trigona. La Curia vescovile ha quasi ultimato i lavori di restauro del museo diocesano che sorge nella stessa piazza del Duomo. Il vicino convento di Sant'Anna, completamente restaurato, ospita d'estate una prestigiosa rassegna jazz. Il museo, invece, c'è ma non si vede.




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