
Originariamente Scritto da
Tommaso
Ho letto ultimamente Nel corpo di Napoli, autore Giuseppe Montesano.
Pagine 274.
Si parla di:
Napoli e dunque del resto del mondo che non è Napoli, della Tradizione che non c'è più, di Nicce, della verità, della volontà, di Rimbò, della bellezza, del lavoro che non c'è, della voglia di lavoro che non c'era e che adesso forse c'è, della famiglia che ti rovina la "ricerca della verità", la "voglia di conoscere", di Nicce secondo chi fa i soldi e secondo chi non li fa, di chi fa i soldi e sposa una tedesca piena di soldi, di chi non ha i soldi e dice che l'amore senza soldi è solo una trappola.
E poi anche Bloy, Spengler, Marx, si parla anche del capitale, della merce, di quella che fa la puttana forse perché l'acqua è poca e 'a papera nun galleggia, del padre e della sua vita che non vuoi fare, dell'Australia, del quartiere neanche borghese, si parla di mangiare aprire un casino uccidere aprire le porte dell'energia delle barricate misteriose di Karamazov vecchio e giovane etc.
Un romanzo dove si parla di tutto questo e di cui non conoscevo l'autore.
Un romanzo il cui protagonista guarda caso si chiama Tommaso.
Ma allora l'ho scritto io? No.
Perché io non sono nato a Napoli, per la verità non sono neanche nato in questo che resta comunque il mio vero, unico paese.
Il capitale mi ha tolto la terra dei miei padri da sotto i piedi, ma anche la memoria, la lingua, i sogni.
Il capitale mi ha tolto tutto e adesso, per un sapore diverso da quello di merda della mia condizione di immigrato, posso solo guardare La Ciociara, leggere Nel corpo di Napoli, e una volta ogni tanto camminare su qualche vecchio sentiero di un Italia che per me già non c'è più.
Ormai per me non ci sarà altro lavoro che quello di essere italiano.