
Originariamente Scritto da
CESAR
A quali convinzioni ti riferisci? Te lo chiedo perché secondo le mie convinzioni è normalissimo che possano esistere grandi stati che economicamente vanno male.
Se l'economia di uno stato va bene o male dipende quasi totalmente dalla bravura dei politici, non dalle dimensioni territoriali.
Io sostengo che, a parità di altri fattori, essere un grande stato è sicuramente meglio che essere un piccolo stato, ad esempio per i seguenti motivi:
- il potenziale economico è maggiore, in quanto c'è un mercato molto più grande, un mercato realmente unico (sei d'accordo che, economicamente parlando, il potenziale economico dell'India è maggiore di quello dell'italia? Mi pare una ovvietà);
- per i cittadini c'è più libertà di spostarsi, in quanto godono di un territorio grande, con una stessa lingua e alcune leggi uguali in tutto il territorio;
- dal punto di vista della pace mondiale è meglio che sul pianeta ci siano pochi grandi stati piuttosto che centinaia di stati minuscoli come l'italia.
Ma è chiaro che tutto questo non ha alcun collegamento con le capacità dei politici di creare benessere nel proprio paese.
Sono campi distinti.
Ti posso dire anche questo:
italia => 60 milioni di abitanti
india => 1 miliardo e 200 milioni di abitanti
l'india potrebbe inviare un esercito composto dal 10% della sua popolazione e questo esercito sarebbe il doppio della intera popolazione italiana.
questo tanto per dire "le dimensioni non contano".
Se alcuni stati rispettano l'italia è solo perchè l'italia gode, finché si comporta in un certo modo, della protezione di altri amici "muscolosi" (gli Usa e l'insieme dei paesi europei).
Non funziona più come nei secoli passati, dove, in presenza di una disparità tecnologica abissale tra gli stati, uno stato minuscolo come l'italia poteva fare la voce grossa contro stati grandi.
Al di là di tutto questo, secondo me uno stato che fa un giuramento e poi non lo mantiene, dimostra di non avere onore e diventa inaffidabile a livello internazionale. E' la mia opinione e quello che avete scritto finora non mi ha persuaso a cambiare idea.
Se il governo italiano era fermamente convinto che in india non ci sarebbe stata giustizia per i marò, allora avrei preferito che mandasse un commando scelto per rapirli e così riprenderseli, senza spargimenti di sangue, piuttosto che fare un giuramento e poi rimangiarselo.
comunque ribadisco che secondo me l'unica soluzione giusta era chiedere l'intervento di un arbitro esterno, preferibilmente dell'Onu.
Era così difficile, magari chiedendo l'appoggio di Ue e Usa, persuadere l'India della necessità di un arbitro esterno, per evitare noiosi conflitti tra italia-india?
quando c'è un conflitto del genere tra due stati, dovrebbe essere la procedura automatica quella di un intervento dell'Onu come arbitro.
dico questo perchè penso che lo stato, con il suo comportamento, dica molto della moralità della sua nazione e abbia anche una influenza considerevole su questa moralità.
Io a miei figli (ipotetici) insegnerei che un giuramento non si infrange mai, che infrangere un giuramento ha delle conseguenze pesanti e quindi bisogna pensarci molte volte prima di farne uno.
Certamente trovo anche molto importante che i due marò abbiano un processo giusto, questo lo ribadisco.