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Discussione: VI Seduta della Commissione Affari Costituzionali [PdRevReg Ronnie]

  1. #1
    Fiamma dell'Occidente
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    Exclamation VI Seduta della Commissione Affari Costituzionali [PdRevReg Ronnie]

    Al Palazzo del Senato

    Il giorno 29 marzo 2013 alle ore 13.30 è convocata
    la VI seduta della Commissione Affari Costituzionali
    del Senato di Politica In Rete



    L'ordine del giorno reca i seguenti argomenti:

    1. Nomina del Vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali.

    2. Proposta di revisione del Regolamento della Commissione n° 1/IV Legislatura On. Ronnie

    3. Recepimento delle indicazioni dei Tavoli di discussione pubblica e determinazioni conseguenti


    Del presente avviso è data comunicazione privata agli On. Senatori e Commissari.
    La discussione si svolgerà in questa sede medesima, fino alla data del 3 marzo
    alle ore 13.30.


    f.to RONNIE
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    Presidente di Progetto Liberale

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  2. #2
    Fiamma dell'Occidente
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    Predefinito Re: VI Seduta della Commissione Affari Costituzionali [PdRevReg Ronnie]

    proposta di revisione del Regolamento della Commissione
    n° 1/IV Legislatura


    Relazione Tecnica

    Onorevoli colleghi! Ardue sono le sfide che si pongono di fronte a una Commissione Affari Costituzionali investita del singolarmente grave compito di riformare un intero sistema che attraversa la sua più forte crisi dall'anno della fondazione.
    A queste sfide occorre rispondere "con flessibilità e con durezza", e l'apparente ossimoro cela in sè il significato vero di quello che è il buon governo delle istituzioni parlamentari.
    Occorre essere duri nel non accettare il compromesso di una discussione fatta su regole malfunzionanti, nella illusoria speranza che l'iniziale concordia perduri e valga a superare le incertezze ed i litigi, perchè l'esperienza insegna che proprio quando è più forte lo scontro minori sono la considerazione ed il rispetto per le comuni regole che ci si è dati.
    Occorre viceversa essere flessibili nell'applicare le migliori regole scelte, quelle che siano chiare, complete, ed impeccabili nel loro concatenarsi, onde non sottoporre gli slanci e le vitalità della discussione politica alla frustrante routine di un ufficio burocratico.
    Se buone sono le regole, non deve temersi l'atto di derogarne per un buono scopo e limitatamente. Occorre invece sapere che questa deroga può essere comportamento sommamente foriero di iniquità quando tali regole siano invece cattive, malate, sicchè la deroga divenga favore, privilegio, e malcostume, adoperata per supplire alle mancanze del diritto e non al bisogno di aggiuntiva equità.
    Nell'atto di proporvi queste regole mi sono ispirato alla migliore esperienza di governo costituente nella storia del gioco che oggi chiamiamo transatlantico, quando una Costituzionevirtuale (tra le tante che Camera ha avuto) vide l'approvazione dei nove decimi del parlamento nel quale era nata. Non lo ricordo per fregiarmi del fatto d'essere stato Presidente di quella Commissione ed autore di quelle regole (che ora rileggerete), ma per sincero anelito a che il miracolo possa riprodursi.
    Le regole che qui seguono sono la trascrizione (riveduta per precauzione di compatibilità ovviamente, ma non modificata) di quelle di quell'epoca, di quel lavoro, che vide presenti alcuni tra i forumisti più importanti della storia di Politicaonline -mi consentirete di chiamarla così- che ancora oggi siedono in questa Commissione -penso agli onorevoli Manfr e [email protected] e puntano, senza tema di elevare un alto obbiettivo, a replicare precisamente quel successo di metodo.
    Invito coloro i quali, esclusi gli onorevoli menzionati, non siano adusi ai termini di quella antica procedura, a prendere come riferimento questi due concetti chiave:
    1- senza sub-emendamentazione regolata il confronto finisce sempre per essere asprissimo, perchè non si possono approvare le parti delle altrui proposte che si condividono nè dunque vedere sulla propria proposta l'approvazione altrui per le parti che l'avversario condivida
    2- il lavoro, in primis dell'emendante, di confronto e annotazione delle preclusioni tra i propri emendamenti e quelli altrui, lungi dall'essere uno stupido obbligo burocratico è la precondizione fondamentale di un vero dialogo politico non svolto su msn o altre chat ma nelle aule competenti, in pubblico, perchè costringe, proprio come nelle sottocommissioni delle Assemblee Costituenti reali, i senatori e commissari di differenti parti politiche a lavorare gomito a gomito, ed a smussare, nella reciproca conoscenza e ri-valutazione, le proprie asperità
    ciò detto perchè non rischino di cadere nell'errore di pensare che con regole "semplificate" si possa gestire un fenomeno complesso, che sembra invece aver già viziato le regole della attuale commissione, assolutamente insufficienti per il lavoro da compiersi. A una Ferrari servono i freni di una Ferrari, non quelle di una bianchina!
    Per finire due parole sul secondo articolo: non è che l'attuazione di quanto preavvisato in sede di Commissione, come potrete leggere è una mera normativa di miglioramento tecnico del lavoro.

    Vi ringrazio dell'attenzione e conto in una approvazione delle modifiche, perchè sono fondamentali.

    On. Ronnie




    Schema di disegno di revisione del Regolamento della Commissione Affari Costituzionali



    Art. 1 - Gestione delle Grandi Riforme


    Il vigente articolo 8 sui diritti dei commissari è trasferito, nel medesimo testo, come nuovo comma secondo dell'articolo 7 sulla seduta della commissione, al posto di esso, così liberatosi, è inserito il nuovo articolo 8 seguente:

    Articolo 8
    - Grandi Riforme

    1. Quando per le caratteristiche intrinseche del testo di un disegno di legge Costituzionale si deve ritenere che la riforma abbia natura sistemica, la Presidenza della Commissione dispone
    , onde adeguarla alle esigenze straordinarie del caso, una variazione strutturale della procedura ordinaria della Commissione disciplinata dagli altri articoli ed applica il presente articolo invece di essi.
    2. La seduta si svolge nel Forum Transatlantico anzichè nel sottoforum della Commissione, fermo l'obbligo per il Presidente di far procedere allo spostamento del thread nel sottoforum una volta conclusi i lavori.
    3. Tutti i termini di tempo previsti nel quinto comma per la presente procedura sono da intendersi come ordinatori per la Presidenza e dunque modificabili in ogni momento per le esigenze del procedimento dal Presidente o in sua vece dal Vicepresidente della Commissione.
    4. Per ogni incertezza relativa all'applicazione della procedura per le Grandi Riforme si rinvia alla prassi applicativa seguita nella IX Legislatura di Camera(segnatamente la IV Seduta della Comm. Aff. Cost. sulla discussione della Riforma Costituzionale
    ed ogni 3d strumentale e connesso ad essa, segnatamente il 3d "Archivio Emendamenti", il 3d "Accorpamento bozze Costituzionali" ed i 3d di votazione)

    5. La procedura di analisi delle grandi riforme è la seguente:

    1. (diritto) ogni commissario potrà presentare emendamenti modificativi su ogni proposta all'ordine del giorno della commissione nella quantità e con il contenuto preferito
    2. (forma) ogni emendamento dovrà avere lo stesso formato estetico e una numerazione convenzionale come nell'esempio (es. "Emendamento Tizio 1/25" significa "emendamento di Tizio all'ordine del giorno numero 1 all'articolo 25", in caso di più articoli citarli tutti separati da trattino) ed essere presentato su un apposito 3d permanente da tenere sgombro chiamato "archivio emendamenti commissione affari costituzionali" e richiamato con link negli interventi su esso in commissione.
      saranno accorpati tutti gli emendamenti differenti solo nella formulazione linguistica e identici pienamente nella sostanza.
      sarà dichiarato inammissibile ogni emendamento internamente contraddittorio (intendo: Emo comma1 dice "a" Emo comma2 dice "b" dove "a" non può stare assieme a "b" proveniente dallo stesso congressista) lasciando ovviamente facoltà di correggere l'emendamento tempestivamente al congressista.
      riunioni molto estese (fino a sei giorni) saranno considerate come un caso estremo legato alla dimensione dei dibattiti effettivamente da svolgere, cercando sempre di far rientrare entro un totale contenuto di giorni i lavori della commissione.
    3. (emendamento preclusivo) se un emendamento è esternamente contraddittorio con un altro emendamento e i due risultano entrambi approvati essi potranno giungere alla seconda fase di votazione come "alternativi preclusivi"
    4. (votazione per fasi) in presenza di emendamenti preclusivi, da analizzare parallelamente, la votazione fra uno o più testi emendati dalla commissione ed il testo originario avrà luogo in una seconda fase della votazione
    5. (prima fase) vengono posti in votazione per 24 ore tutti gli emendamenti, a maggioranza semplice, avendo cura di indicare le preclusioni degli uni rispetto agli altri. In assenza di emendamenti preclusivi si porrà in votazione anche il testo originario della proposta, e risulterà approvato il testo con più voti favorevoli oltre la soglia minima d'approvazione.
    6. (subemendamento) se due o più emendamenti non alternativi preclusivi risultano entrambi approvati in prima fase il testo licenziato dalla commissione per la seconda fase di voto sarà il risultato dell'integrazione degli emendamenti, compiuta dal Presidente, nel rispetto delle preclusioni
    7. (preclusione) se due o più emendamenti alternativi preclusivi risultano entrambi approvati in prima fase il testo licenziato dalla commissione per la seconda fase di voto sarà il risultato dell'integrazione solo fra gli emendamenti tra loro non contraddittori ed avrà quindi un numero di versioni coincidente con il numero di emendamenti preclusivi approvati ognuna integrata con tutti gli emendamenti approvati non contraddittori con essa
    8. (seconda fase) sono posti in votazione per 24 ore tutti i testi derivanti dall'applicazione della preclusività e dall'integrazione degli emendamenti rispetto al testo originario della proposta, la votazione seguirà i criteri seguenti: Qualora vengano approvati sia il Progetto di legge originario sia quello emendato, avrà valore di legge quella che avrà ottenuto maggiori voti favorevoli. A parità di voti favorevoli avrà valore di legge la proposta emendata. A parita di voti favorevoli tra Leggi emendate prevarrà la legge emendata il cui emendamento è stato presentato per primo. La data dell'emendamento preclusivo padre della versione alternativa fa fede quanto all'ultima parte.
    9. (invio al Senato) sono comunicati all'Ufficio di Presidenza gli esiti delle votazioni e l'approvazione o il respingimento di ogni proposta di legge sul tavolo della commissione e le eventuali modifiche intervenute

    Art. 2 - Better Regulation

    All'articolo 5 di seguito riportato:

    Citazione Originariamente Scritto da Art. 5
    Le proposte di legge costituzionale devono essere pubblicate in una apposito thread ufficiale aperto dal Presidente all'inizio di ogni Legislatura. Il Presidente accerta il rispetto dei requisiti stabiliti dalla Costituzione, ovvero la sottoscrizione della proposta da parte di almeno 6 senatori.

    in attuazione dell'articolo 62 della Costituzione nella parte in cui recita:
    Citazione Originariamente Scritto da Art. 62
    La Costituzione potrà essere modificata attraverso disegni di legge [...] nelle forme previste [...] dal regolamento interno della Commissione Affari Costituzionali

    è aggiunto il seguente secondo comma:

    "Il
    Presidente successivamente accerta il rispetto delle forme minime prescritte per la presentazione di seguito elencate, ed ove esso manchi procede a sospendere la presentazione fino alla correzione della proposta, senza formalità, da parte del suo primo firmatario, ed eventualmente, nel caso di testi non eccessivamente lunghi, provvede egli stesso di sua iniziativa previo consenso del proponente.
    Requisiti:

    a) la forma d
    i articolato
    b) le formule testuali
    indicative della volontà di modifica (es. "l'articolo è 1 così sostituito" ed a seguire il nuovo testo)
    c) il buon italiano"


    ---------------------------------------- Fine testo ------------------------------------------------
    Ultima modifica di Ronnie; 29-03-13 alle 15:07
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    Presidente di Progetto Liberale

  3. #3
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    Predefinito Re: VI Seduta della Commissione Affari Costituzionali [PdRevReg Ronnie]

    Colleghi della Commissione buongiorno.
    Vedo che l'ordine del giorno è piutto sto corposo e va dalla nomina del vicepresidente della Commissione alla riforma del regolamento della stessa fino ad arrivare al tema probabilmente piu delicatro di tutti:recepimento delle indicazioni dei tavoli di discussione e conseguenze operative
    Ultima modifica di [email protected]; 30-03-13 alle 17:45

  4. #4
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    Predefinito Re: VI Seduta della Commissione Affari Costituzionali [PdRevReg Ronnie]

    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    Colleghi della Commissione buongiorno.
    Vedo che l'ordine del giorno è piutto sto corposo e va dalla nomina del vicepresidente della Commissione alla riforma del regolamento della stessa fino ad arrivare al tema probabilmente piu delicatro di tutti:recepimnto delle indicazioni dei tavoli di discussione e conseguenze operative
    Comminciamo dalla proposta Ronnie di modifica del regolamento della commissione.
    Il presidente Ronnie afferma che è illusorio pensare di poter gestire un meccanismo istituzionale con regole troppo semplicistche ma che al contrario occorrono regole molto minuziose che poi il Presidente Ronnie elenca con estrema precisione.
    Ora mi pare oggettivo dire che si tratta di regole estrememante complesse e io non sarei sincero se non affermassi di non vedere in genere con favore i meccanismi di regolamentazione troppo complessi ma è storicamente vero che gli stessi meccanismi di questo regolamento (come ricorda il presidente Ronnie) si dimostrarono in passato efficaci. Se funzinarono allora possono funzionare anche oggi. A parte questa considerazione noi del PCF non intendiamo impuntarci sul meccanismo delle regole della commissione ma preferiamo concentrarci sul merito delle riforme costituzionali. Non pongo pertanto nessuna preclusione alla riforma proposta se anche gli altri colleghi della commissione dovessero a maggioranza esprimere la loro approvazione
    Ultima modifica di [email protected]; 30-03-13 alle 14:13

  5. #5
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    Predefinito Re: VI Seduta della Commissione Affari Costituzionali [PdRevReg Ronnie]

    Relativamente al secondo punto all'ordine del giorno propongo come vicepresidente della commissione il senatore Occidentale

  6. #6
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    Predefinito Re: VI Seduta della Commissione Affari Costituzionali [PdRevReg Ronnie]

    Sul terzo punto all'ordine del giorno (il piu delicato in assoluto) ritengo che la conclusione dei tavoli di discussione possa essere una sola: è arrivato il momento di presentare una riforma complessiva della costituzione , una riforma parziale non è piu sufficiente.
    Ovviamente tale riforma deve includere il prologo Costituzionale sui valori su cui grazie al tavolo di discussione si è trovato (finalmente) un consenso molto ampio e trasversale

    Noi, i membri della Comunità Virtuale di Transatlantico, desiderando dichiarare i principi che ci spingono nel confrontarci e nell'agire in questa simulazione politica affermiamo in piena concordia tra noi:

    Vogliamo garantire, tutelare e promuovere la più ampia libertà di espressione di ciascuna idea politica, sociale, filosofica e religiosa sia espressa dai nostri membri, sia a livello personale che a livello collettivo.

    Intendiamo dare impulso e sostenere ad ogni livello il dibattito pubblico e la discussione tra le diverse posizioni in ogni forma possibile, tranne quelle che portino all'esercizio della violenza verbale o fisica, in ogni accezione che al termine violenza possa essere data.

    Allo scopo di ottenere un perfetto sviluppo degli intenti che ci muovono e che ci motivano abbiamo determinato un sistema di regole e di norme, delineate e fissate nella Costituzione e nelle Norme che seguono.
    Su altri punti l'accordo , lo so bene, è molto meno ampio e trasversale, ma anche qui ai tavoli di discussione alcuni punti comuni li hanno raggiunti.
    C'è una grande maggioarnza favorevole all'dea di istituire in senato una commissione deputata a verificare la sotenibilità finanziaria delle propste di legge. Ovviamente bisognerà stabilire bene e dettagliatamente i limiti di questa valutazione della Commissione ma anche qui era venuta fuori una buona proista di buon senso nel tavolo di dicussione in cui il senato puo' ribaltare il no della Commissione alla proposta di legge ma puo' farlo solo con un voto in piu oltre la metà piu uno
    Sul poteri del presidente e sui decreti legge le proposte sono diverse invece ma qui la soluzione non è non affrontare il tema per paura di scontentare qualcuno ma al contrario di presentare al voto le diverse e (in certi limiti) contrapposte proposte e poi vinca querlla con piu consensi
    Ultima modifica di [email protected]; 30-03-13 alle 17:43
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  7. #7
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    Predefinito Re: VI Seduta della Commissione Affari Costituzionali [PdRevReg Ronnie]

    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    C'è una grande maggioarnza favorevole all'dea di istituire in senato una commissione deputata a verificare la sotenibilità finanziaria delle propste di legge.
    Quale grande maggioranza?
    Ma soprattutto, con quali regole, quale base dati, quali numeri, quali sistemi per garantire che la cosa abbia un riscontro effettivo?
    Se si ha intenzione di creare una sovrastruttura decisionale per portare avanti la farsa dell'equivalenza TP-POL=Italia, lo si dica esplicitamente.
    E ci si procurino validied inconfutabili elementi a supporto della cosa.
    Sennò si lasci perdere.
    Altrimenti ogni provvedimento finirà in un ricorso.
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


  8. #8
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    Predefinito Re: VI Seduta della Commissione Affari Costituzionali [PdRevReg Ronnie]

    La proposta di modifica presentata dal Presidente mi trova concorde: dato che stiamo parlando del Regolamento interno a una commissione tecnica, è giusto essere più precisi e puntigliosi possibile.

    Per quanto riguarda il resto della Costituzione, a mio avviso va fatto un lavoro di grande semplificazione, lasciando solo le regole fondamentali e non interpretabili che reggano il funzionamento del gioco.

    C'è ancora da decidere se Transatlantico si ispira o meno alla realtà italiana, il punto è cruciale altrimenti non andiamo da nessuna parte.
    L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene

  9. #9
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    Predefinito Re: VI Seduta della Commissione Affari Costituzionali [PdRevReg Ronnie]

    Citazione Originariamente Scritto da Francpolitik Visualizza Messaggio
    La proposta di modifica presentata dal Presidente mi trova concorde: dato che stiamo parlando del Regolamento interno a una commissione tecnica, è giusto essere più precisi e puntigliosi possibile.

    Per quanto riguarda il resto della Costituzione, a mio avviso va fatto un lavoro di grande semplificazione, lasciando solo le regole fondamentali e non interpretabili che reggano il funzionamento del gioco.
    Ottimo l'appoggio -che inizia a delinearsi in forma bipartisan noto- sul regolamento, per replicare subito a proposito dell'importanza della semplificazione Costituzionale devo dire che in proposito ho una innovazione assoluta da proporre. La dico -solo per ora- in due parole: Legge Organica. Trattasi di un istituto della V Repubblica Francese, esportato con successo in Ispagna, ignoto ai più in Italia e così rimasto quasi fuori dall'esperienza Costituzionale anche polliana. E' un modo per togliere dalla Costituzione tantissime norme.

    1 - Evitare di disciplinare gli aspetti di dettaglio delle istituzioni con norme burocratiche che appesantiscano il testo Costituzionale e si rivelano, poi, difficili da modificare a causa del limite astruso dei 2/3 che crea rendite di posizione dal veto. Limitare la Costituzionalità alle cose importanti, ovvero ai "paletti chiave".

    2 - Demandare alle "Leggi Organiche" la disciplina delle regole più dettagliate di funzionamento equo delle singole istituzioni. Le leggi non solo vengono fatte "appositamente" per l'organo (risultando molto più meditate) ma sono più facilmente emendabili, ai 3/5, pur restando "protette" da colpi di testa.

    3 - Lasciare alle Leggi Ordinarie, esposte ai colpi di maggioranza, la disciplina di tutto il resto, cioè poi del merito delle scelte degli organi, (nella considerazione che se fosse impedito alle maggioranze di attuare il proprio programma presto verrebbero discusse le Istituzioni stesse, per cui la legge ordinaria deve restare fondamentale su tutto ciò che è merito politico).

    In questo modo "una legge per ogni cosa e ogni cosa nella sua legge", senza testi enormi, con una facile reperibilità, con una maggiore specializzazione, e soprattutto con un gioco più variegato, si potrebbero fare sia la semplificazione che la specializzazione.
    C'è ancora da decidere se Transatlantico si ispira o meno alla realtà italiana, il punto è cruciale altrimenti non andiamo da nessuna parte.
    Quanto alla scelta fondamentale non dobbiamo prenderla ora, dobbiamo però prendere atto del lavoro dei tavoli, ossia vorrei che le forze politiche esprimessero un parere su quello che in quei tavoli è stato esposto. Io esporrò un parere sul prologo, circa il quale ho taciuto, ma chiedo a chi ancora non ha commentato la proposta che ho avanzato sul rapporto TP-Politicainrete-Italia (e mancano pareri chiave proprio da sinistra) di fare uno sforzo di lettura () e commentarla.
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    Presidente di Progetto Liberale

  10. #10
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    Predefinito Re: VI Seduta della Commissione Affari Costituzionali [PdRevReg Ronnie]

    Circa il prologo costituzionale,
    devo dire che tra tutte le bozze quella che ritengo più bella è stata scritta dall'onorevole Occidentale, semplicemente perchè tra tutti ha scelto di utilizzare l'incipit che trovo più bello:

    "Noi, i membri della comunità..."


    Non è tuttavia solo della bellezza che può comporsi un testo a contenuto Costituzionale. Per questo mi preme sottolineare che ho riscontrato un limite intrinseco quasi ad ognuna delle bozze di prologo, compresa quella di Occidentale, ed esclusa solo un'altra. Non mi riferisco alla corretta e variamente declinata elencazione di diritti fondamentali, molto simile tra le varie bozze, quanto alla mancanza di un "rapporto" anch'esso fondamentale che secondo me avrebbe dovuto ricevere spazio.

    E' il nostro rapporto con l'amministrazione -che con lungimiranza il Senatore Supermario ha altrove segnalato essere chiave di volta per molto- a dover essere esplicitato proprio nel Preambolo. In questo è stato superiore il lavoro dell'onorevole Von Dekken, che -con riconoscibile lessico Kelseniano- esordiva:

    "La Norma Fondamentale, presupposto della presente Costituzione,
    è il Regolamento del Forum denominato "Termometro Politico"."


    Ad onore del vero tuttavia anche il lavoro del mio collega di sentimento liberale non è quello perfetto, poichè pur presente, tale collegamento resta implicito e mediato dal "regolamento del forum". Occorre invece dare sistematicità a quegli atti, amministrativi per vero, che vedremo di tanto in tanto giungere a coinvolgere le istituzioni del gioco ma che solo raramente, nel tempo, sappiamo avere avuto sanzione "regolamentare". Ogni antico utente confermerà infatti che la forma di essi è quella dei decreti, e persino, molto spesso, dei rescritti. Questi atti sono ciò che si pensa (e sarebbe illusorio nasconderlo): "Costituzioni" nel senso tardo-imperiale del termine. La Costituzione materiale di PoliticaOnline è infatti e non può che essere una costituzione Mista, in cui convivono, come nell'antica Repubblica di Roma, elementi di Demarchia ed elementi di Monarchia. Se questa è la sostanza, da essa consegue che la corretta forma del rapporto tra la comunità e l'amministrazione richieda una espressione non ambigua dei termini di esso, anche per sistematizzare un rapporto che non deve mai -per il bene di tutti- venire costruito come dialettica di scontro. Ciò detto capisco e condivido coloro i quali volendo evitare il riferimento alle parole "Repubblica" o "Monarchia" preferiscono un profilo più "comune". Per questo io parlerei di "Sovranità dei Costituenti per grazia dell'Amministrazione e volontà del Popolo sulla Comunità"

    Per finire due parole sui diritti, la parte meno controversa, per i quali voglio partire dal testo, molto completo, dell'On. Gdem88 che riprende una base fatta dall'On. [email protected].

    "Tutela tutte le opinioni politiche, etiche e filosofiche e ne incoraggia il dibattito e la diffusione
    nei limiti del rispetto dell'altrui persona e/o categoria. Condanna la violenza fisica e
    verbale in tutte le sue forme e promuove il rispetto verso tutti gli individui.
    "

    Questo testo può essere riformulato evitando il brutto e/o e usando le illuminate parole della nostra Costituzione quando parlava dei diritti del singolo come delle formazioni sociali in cui si svolge la sua personali. Mi consentirà l'Onorevole di riprendere le sue parole e modificarle per integrarle in




    un preambolo di mediazione tra le diverse tesi presentate:


    • - inizia con le parole di Occidenale "Noi membri della comunità"
    • - riprende il senso positivo di Von Dekken aprendosi con la dicitura "dichiarazione Fondamentale"
    • - integra con forte chiarezza l'elemento del rapporto con l'amministrazione, la Costituzione Mista, da me suggerito
    • - si conclude con diritti di merito ripresi da quanto hanno scritto Gdem88 e [email protected]
    • - è in linea con la tradizione di POL, ricalcando il testo del preambolo della Costituzione della X legislatura







    Dichiarazione Fondamentale

    Noi membri della Comunità
    , per grazia dell’Amministrazione e volontà del Popolo, Costituenti, riconosciamo come presupposti naturali ed inevitabili dell’esistenza della Comunità l’inalienabile Libertà di espressione di ogni individuo che ad essa decida in coscienza di aderire e la disponibilità per questa adesione del dominio del Termometro Politico e di regole preesistenti e insindacabili certe ed uguali per tutti garantite dalla sua sovrana Amministrazione.

    Per questo, nella nostra ferma convi
    nzione intorno all’utilità del libero Confronto e del necessario rispetto per le forme ed i luoghi che lo rendono concretamente possibile, poniamo qui di seguito i principi di una democrazia virtuale, che condanni ogni violenza e che tuteli
    tutte le opinioni politiche, etiche e filosofiche, incoraggiandone la diffusione in un luogo comune, pacifico, unito dal Rispetto per gli individui e per le formazioni sociali in cui si esplica la loro personalità.

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