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  1. #1
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    Predefinito INPS al collasso. Addio pensioni

    INPS AL COLLASSO. ADDIO PENSIONI
    DI VALERIO LO MONACO

    Una azienda con un patrimonio di 41 miliardi che nel giro di un paio d'anni ne avesse persi così tanti da farlo scendere a soli 15, verrebbe considerata sana oppure oppure desterebbe se non altro l'interesse di andarne a capire il motivo? E ancora di più: nel caso in cui questa "azienda" fosse di importanza fondamentale non solo per i suoi azionisti ma per l'intero Paese del quale fa parte, sarebbe il caso, a livello informativo, di dare risalto alla notizia e di farla entrare nel dibattito pubblico? Le risposte sono scontate, ma le domande servono a introdurre l'argomento. Perché lo Stato del quale parliamo è l'Italia, e l'"azienda" con questi conti disastrati si chiama Inps.

    L'istituto di previdenza, infatti, aveva a fine 2011 un patrimonio di 41 miliardi, come detto, il quale si è ridotto a soli 15 in 24 mesi. Ma è a livello tendenziale che le cose peggiorano e destano ancora più preoccupazione.

    Ci sono due elementi importanti da tenere in considerazione più un terzo che è addirittura determinante.

    Inpdap profondo rosso

    Il primo, motivo principale di questo calo del patrimonio, è relativo alla fusione recente di Inpdap e Inps, cioè il fatto che il sistema pensionistico del settore pubblico sia stato fatto confluire all'interno di quello del settore privato (operazione datata appunto 2012). La fusione di questi due enti era stata prevista trionfalmente, comunicando che, per via dei tagli alle spese che tale operazione avrebbe comportato si sarebbero risparmiate alcune centinaia di milioni di euro. Cosa puntualmente ancora non verificata, visto che sia la prevista gestione unica degli immobili dei due enti sia la razionalizzazione del personale è ancora di là dal venire.

    Nel frattempo, però, questo matrimonio ha portato in dote al sistema pensionistico del settore privato oltre 10 miliardi di rosso, contribuendo ad affossare ancora di più le riserve originarie dell'Inps conteggiate a fine 2011.

    Lo Stato moroso

    Il secondo dato allarmante contiene una riflessione interessante, visto che, come si dice, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende. Dunque, il grande buco dell'Inpdap - che, ribadiamo, era l'ente pensionistico dei dipendenti del settore pubblico - dipende direttamente da un elemento chiave: le pubbliche amministrazioni, da tempo e in modo diffuso, non stanno pagando del tutto i contributi pensionistici dovuti dei propri dipendenti. Si tratta di una somma stimata in circa 30 miliardi, che grava ovviamente sul bilancio già fortemente compromesso dello Stato ma che, attenzione, non è ancora stato messo agli atti, visto che proprio mediante la fusione con l'Inps è stato, per il momento, occultato.

    Ora, già il fatto che le amministrazioni pubbliche non stiano versando tutti i contributi dei dipendenti, cioè che lo Stato sia moroso verso se stesso e i suoi dipendenti, è cosa che dovrebbe chiarire da sola la situazione generale. Ma che ora - ed eccoci alla riflessione poco ortodossa accennata poc'anzi - vi sia stata questa misura di accorpamento tra Inpdap e Inps fa venire più di qualche dubbio. È come se - meglio: è - lo Stato avesse scelto di prendere un proprio ente in forte deficit (nel quale da una parte doveva far confluire alcune proprie spese, cioè i contributi dei dipendenti, e dall'altra far uscire altre spese, cioè l'erogazione delle pensioni) e lo avesse inserito, come un cavallo di troia malefico, nell'altro ente (l'Inps) in cui sono i privati a far confluire i propri contributi per unire il tutto in un calderone, prossimo al collasso, sul quale far gravare un fallimento complessivo. Tra un po', in altre parole, siccome l'Inps, con il patrimonio così drasticamente intaccato e con i conti tendenziali in rosso, non potrà più erogare le pensioni, si prenderà atto della cosa dimenticandosi che buona parte di questo scenario catastrofico dipende proprio dai mancati versamenti del settore pubblico.

    Baby boomers all'incasso (forse)

    Il terzo elemento, anche in questo caso assente dal dibattito e dalle analisi attuali, risiede nella constatazione che proprio in questi anni, e per il prossimo quinquennio, c'è una enorme fetta del Paese a dover andare in pensione. Si tratta della generazione dei baby boomers. Di quelli, per intenderci, che negli anni Settanta tentarono la "rivoluzione" più celebrata che concreta. E che, "una volta al potere", al posto delle rivoluzioni si sono invece premurati di mettere al riparo i propri meri interessi. Oggi, in età pensionistica, appunto, sono in procinto di passare all'incasso. Se questa massa di persone fosse messa in grado di andare dritta in pensione così come giustamente previsto, l'Inps crollerebbe in modo definitivo nel giro di qualche anno appena. Ribadiamo, infatti, che già a fine 2013 il bilancio complessivo dell'Inps è atteso a poco oltre 15 miliardi. Dai 41 di fine 2011.

    Non solo: tutte le operazioni relative al sistema pensionistico degli ultimi anni a questo punto possono - e devono - essere interpretate alla luce dei dati che ora stanno venendo fuori, ma che evidentemente già anni addietro erano ben presenti all'interno degli ambienti politici. Nel luglio del 2010, sul Mensile, pubblicammo questo articolo: "In Pensione a 100 anni" . Oggi bisogna aggiornarlo. Il tentativo neanche troppo velato, almeno per chi voglia accorgersene, è quello di evitare proprio che persone possano andare in pensione. Il che si applica facendole lavorare il più a lungo possibile, spostando sempre in là la data in cui sarà possibile andare in pensione. Con questo si otterrà il risultato di aver fatto lavorare tutta la vita le persone, facendogli versare montagne di contributi, sino al punto in cui avranno davanti ancora pochissimi anni, una volta andate in pensione, per avere indietro dallo Stato solo una piccola parte di quanto versato. Sempre che non muoiano prima sulla scrivania del proprio posto di lavoro.

    I giovani sono completamente fuori

    Parallelamente, il fatto che così tante persone non possano lasciare il posto di lavoro sino di fatto alla vecchiaia comporta anche l'assoluta mancanza di turnover, e dunque pochissimo accesso dei giovani al mondo del lavoro. Come stiamo puntualmente verificando. Questi, già penalizzati dalle riforme Fornero sul lavoro che hanno aumentato le già elevate sperequazioni precedenti, tra contratti da fame a 500 euro al mese e senza alcuna possibilità di accedere a un posto di lavoro degno di questo nome, in ogni caso, ora e domani, non saranno comunque in grado di versare contributi in quantità bastante a pagare le pensioni di chi, via via, in ritardo e alla fine, comunque (per ora: almeno secondo le norme attuali) in pensione poco alla volta ci sta andando.

    Il tutto, naturalmente, contribuisce a peggiorare il quadro già disastroso dell'Inps.

    Dobbiamo a questo punto necessariamente correggerci. A destare preoccupazione sono le cose incerte. Mentre qui si può tranquillamente parlare di una certezza: l'Inps sta finendo nel buco nero statale e dunque le pensioni non potranno essere più erogate a breve. Molto a breve, a meno di stravolgimenti sistemici (uscita dall'Euro e ripresa della sovranità monetaria, ad esempio) che per ora comunque non sono all'orizzonte. Il che apre scenari non preoccupanti, ma terrorizzanti. Nel silenzio generale di chi sa ma non vuole far sapere.

    Inps al collasso. Addio pensioni - La Voce del Ribelle on-line - Il ribelle.com
    26.03.2013

  2. #2
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    Predefinito Re: INPS al collasso. Addio pensioni

    hanno voluto 5 milioni di statali? queste sono le conseguenze
    e chi in questi anni l'ha fatto notare è stato sommerso di insulti
    sinistri, siete dei luridi da vomito, fatevene una ragione

  3. #3
    Ghibellino
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    Predefinito INPS al collasso. Addio pensioni

    Thread doppio. Sorry
    Ultima modifica di Gianky; 30-03-13 alle 11:41
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  4. #4
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    Predefinito Re: INPS al collasso. Addio pensioni

    Citazione Originariamente Scritto da MarinoBuia Visualizza Messaggio
    hanno voluto 5 milioni di statali? queste sono le conseguenze
    e chi in questi anni l'ha fatto notare è stato sommerso di insulti
    E le cig, le indennita di mobilità, gli scivoli ai privati le dimentichi?

  5. #5
    Ghibellino
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    Predefinito Re: INPS al collasso. Addio pensioni

    Previsioni foschissime ma in linea con quanto sostengo da tempo e, chiaramente, nessuno ne parla, meglio parlare delle solite minkiate
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  6. #6
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    Predefinito Re: INPS al collasso. Addio pensioni

    Citazione Originariamente Scritto da MarinoBuia Visualizza Messaggio
    hanno voluto 5 milioni di statali? queste sono le conseguenze
    e chi in questi anni l'ha fatto notare è stato sommerso di insulti
    Hai letto? il problema non è il numero di statali, ma che gli enti locali non gli hanno pagato i contributi (dall'inizio del '90, mi sembra, quando fu istituita l'inpdap). Poi hanno cominciato a versare solo la quota a carico del dipendente.

    Ora gli enti locali dicono che il patto di stabilità (="basta, la festa è finita") li strozza. Ed è anche vero.

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Previsioni foschissime ma in linea con quanto sostengo da tempo e, chiaramente, nessuno ne parla, meglio parlare delle solite minkiate
    Io lo sapevo, non è vero che nessuno ne parla, se ne parla da quando l'inpdap è stata fusa con l'inps. E ogni volta ritorna "come fosse nuova".

    E' che, al solito, in pochissimi leggono. Anche questo thread che fine ti aspetti faccia?

    L'ultimo a parlare di pensioni è stato Amato 2 giorni fa, riportato dal fatto, il quale ha anche detto a modo suo "Bisognerà ridurre del 6% le pensioni ricche altrimenti i giovani con le minime faranno la fame".

    I 1324 commenti erano "Amato m*rda". Vedi un pò tu.
    Ultima modifica di Agiulfo; 30-03-13 alle 12:16

  7. #7
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    Predefinito Re: INPS al collasso. Addio pensioni

    Una politica che ha fatto uso della "facile pensione" o l'utilizzo degli ammortizzatori sociali alla cazzo è normale che si ritrova così.

    Leggo in questi giorni, e lo sto vivendo sulle mie spalle per mia moglie, che la Vodafone abbia fatto richiesta di mobilità per 700 dipendenti (su un totale di 7000...il 10%) non perchè sia in rosso profondo o a rischio di crollare....ma SOLO perchè nell'ultimo anno hanno avuto una contrazzione dell'utile operativo (RIBADISCO....UTILE!!!) del 20%, vale a dire sono passati dal GUADAGNARE (utile....) 2 miliardi di euro a "soli" 1.8......il tutto evidenziando che questo è successo perchè lo stato gli ha imposto una calmierizzazione delle tariffe fuori controllo (per esempio il costo senza senso di un sms a fronte del costo operativo) e della concorrenza aggressiva. In pratica RICATTA lo stato, sulla pelle di quei 700 dipendenti, per riavere il guadagno che aveva prima che per colpa della concorrenza (!!!!) non riesce ad avere. E naturalmente quei 700 dipendenti, qualora la cosa andasse in porto, si troverebbero per un anno a carico dell'INPS....e questo solo per rifar riprendere qualche soldo ad una SPA.....queste sono cose ASSURDE!!!!
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

  8. #8
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    Predefinito Re: INPS al collasso. Addio pensioni

    Citazione Originariamente Scritto da Agiulfo Visualizza Messaggio
    Hai letto? il problema non è il numero di statali, ma che gli enti locali non gli hanno pagato i contributi (dall'inizio del '90, mi sembra, quando fu istituita l'inpdap). Poi hanno cominciato a versare solo la quota a carico del dipendente.

    Ora gli enti locali dicono che il patto di stabilità (="basta, la festa è finita") li strozza. Ed è anche vero.


    Io lo sapevo, non è vero che nessuno ne parla, se ne parla da quando l'inpdap è stata fusa con l'inps. E ogni volta ritorna "come fosse nuova".

    E' che, al solito, in pochissimi leggono. Anche questo thread che fine ti aspetti faccia?

    L'ultimo a parlare di pensioni è stato Amato 2 giorni fa, riportato dal fatto, il quale ha anche detto a modo suo altrimenti i giovani con le minime faranno la fame"."Bisognerà ridurre del 6% le pensioni ricche

    I 1324 commenti erano "Amato m*rda". Vedi un pò tu.
    La sua e quella di altri come lui le si potrebbe ridurre anche del 60%, e resterebbero ricchi sfondati
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  9. #9
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    Predefinito Re: INPS al collasso. Addio pensioni

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    La sua e quella di altri come lui le si potrebbe ridurre anche del 60%, e resterebbero ricchi sfondati
    e' vero come è anche ovvio.
    peccato che non si può fare né una legge contro una persona (amato) né
    si puà calpestare i diritti quesiti.
    E' una legge che non si può fare perché palesemente incostituzionale

  10. #10
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    Predefinito Re: INPS al collasso. Addio pensioni

    Mah, con la riforma Fornero a regime (fra 7 anni) risparmieremo quasi quanto ci chiede il Fiscal Compact (una quarantina di miliardi l'anno), il passaggio al contributivo, il dittatoriale assorbimento delle casse previdenziali dei professionisti che erano in super attivo etc io a ste previsioni fosche di bilancio non ci credo, mi sembra terrorismo per imporre altra austerità.
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

 

 
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