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    Talking La comunità ebraica in Germania vuole pubblicare il Mein Kampf: ne teme il fascino

    Galeotto fu il libro
    Scritto da Rodolfo Calò
    Venerdì 07 Agosto 2009 09:00



    BERLINO - Uno dei massimi esponenti della comunità ebraica in Germania ha ribadito la necessità di pubblicare un'edizione critica del Mein Kampf di Adolf Hitler per evitare che i neonazisti ne approfittino quando, fra meno di sei anni, scadrà il sostanziale bando che ne impedisce la pubblicazione in terra tedesca. Lo scopo della pubblicazione commentata, ha dichiarato il segretario generale del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, Stephan J. Kramer, è anche quello di togliere il fascino perverso che la proibizione conferisce all'esposizione del delirante pensiero del Fuehrer e del programma politico del suo partito nazista.
    "Il primo maggio 2015", ha ricordato Kramer in dichiarazioni all'ANSA, esattamente "70 anni dopo la morte di Hitler, i diritti di autore sul Mein Kampf si esauriscono". A perdere il controllo sulle opere del dittatore nazista è il ministero delle Finanze della regione tedesca della Baviera che ne ottenne tutti i diritti dagli americani nel 1946: da allora la pubblicazione del Mein kampf (La mia battaglia) formalmente è consentita in Germania solo se accompagnata da commenti storici ma in pratica è vietata. Dopo il primo maggio 2015 però, ha ricordato ancora Kramer, "chiunque potrà stampare il Mien Kampf. Perciò - ha aggiunto ribadendo una posizione espressa nell'aprile di un anno fa - già oggi si deve preparare un'edizione scientifica storico-critica" anche solo per "prevenire future speculazioni neonaziste".
    "Un approccio illuminatamente aggressivo al libro - ha affermato ancora Kramer - senza dubbio gli toglierebbe molto della miticità che ha acquisito". Inoltre l'esponente ebraico ha definito "assolutamente sensato avere a disposizione una versione commentata che possa ad esempio essere utilizzata nell'insegnamento". Kramer ha confermato che l'Istituto di storia contemporanea (Ifz) di Monaco di Baviera "da lungo tempo" ha chiesto al ministero delle Finanze bavarese l'autorizzazione a pubblicare, per ora senza avere ricontri. Lo stesso Ifz a fine mese aveva fatto sapere comunque di aver avviato i "lavori preparatori" per l'edizione del 2015. A giugno comunque un responsabile bavarese, Wolfang Heubish, ministro della Cultura del Land, aveva detto che a suo avviso "una nuova edizione critica del Mein Kampf debba essere consentita presto".
    Il libro "già oggi si può ottenere su internet, per vie semi-legali o attraverso antiquari", ha ricordato Kramer aggiungendo che "tutti sappiamo come sia particolarmente stuzzicante ciò che è proibito". L'esponente ebraico tedesco ha ricordato inoltre che per 12 anni, sotto il nazismo, il Mein Kampf è stato in Germania "un regalo obbligatorio di nozze" e quindi sicuramente è stato ereditato "in molte famiglie tedesche".

    http://www.noreporter.org/index.php?...ored&Itemid=15
    Ultima modifica di Eridano; 08-08-09 alle 07:53
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
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    Predefinito Rif: La comunità ebraica in Germania vuole pubblicare il Mein Kampf: ne teme il fasci

    Ho da poco terminato la lettura del Mein Kampf, nella versione delle Edizioni KAOS, a cura di giorgio Galli.

    Il "Mein Kampf" di Adolf Hitler, a cura di Giorgio Galli

    Ho accuratamente evtato la lettura delle decine di pagine di condizionamento preventivo e successivo del lettore, introduzione, prefazione, postfazione, cronologia della vita e commenti vari.

    Mi sono limitato a leggere la raccomandazione dell'editore tedesco, che impone la pubblicazione non integrale dell'opera da parte dell'editore e del curatore.

    Non mi è sembrata quell'opera agghiacciante di cui parlano tutti gli esponenti della cultura ufficiale (leggasi controllata).

    L'idea che mi sono fatto del libro e del suo autore è che si tratti dello scritto di un soggetto esaltato, eterodiretto, che ha utilizzato la tragica situazione della Germania e del popolo tedesco all'epoca del primo dopoguerra per le sua ambizioni personali, mescolando la sua visione del mondo alle giuste esigenze di giustizia e riscatto della Germania e dei tedeschi, la dottrina völkisch all'antiebraismo (il cd antisemitismo), l'etnologia all'imperialismo.

    Non ho trovato una sola frase che inneggi allo sterminio degli ebrei ma solo manie di supremazia tali da giustificare, ai suoi occhi, il diritto "divino" alla egemonia mondiale da parte dei bianchi germanici.

    Niente a che vedere con la vera e agghicciante carica di ferocia, odio e violenza conclamata che trabocca della pagine del "Manifesto del Partito comunista" e dal "Malleus maleficarum".
    Ultima modifica di Eridano; 08-08-09 alle 08:15
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  3. #3
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    Predefinito Rif: La comunità ebraica in Germania vuole pubblicare il Mein Kampf: ne teme il fasci

    Ci potresti dire da parte di chi, secondo te, fosse eterodiretto?Da parte di chi ha finanziato sia lui sia la rivoluzione bolscevica.
    Ultima modifica di Eridano; 08-08-09 alle 11:11

  4. #4
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    Predefinito Rif: La comunità ebraica in Germania vuole pubblicare il Mein Kampf: ne teme il fasci

    Citazione Originariamente Scritto da Wimpffen Visualizza Messaggio
    Ci potresti dire da parte di chi, secondo te, fosse eterodiretto?Da parte di chi ha finanziato sia lui sia la rivoluzione bolscevica.
    Le fonti finanziarie del comunismo e del nazionalsocialismo

    http://www.disinformazione.it/fonti%20finanziarie2.pdf

    DOMENICA 20 GENNAIO 2008
    Gli USA, il nazismo, la grande finanza, la multinazionale farmaceutica IG Farben e la Standard Oil di Rockefeller
    Il nazismo va ricordato per intero, assieme ai suoi legami con la finanza e le aziende USA .


    Ecco i legami (attentamente occultati dai libri di storia) tra IG Farben, Rockefeller, Standard Oil, Nazismo, lager di Auschwitz, che rappresentano solo una parte dei collegamenti tra il mondo della finanza americana ed il nazismo.

    Ecco qui alcune informazioni prese dal sito Profit over life che ho personalmente tradotto dall'inglese (presso quel sito si possono consultare copie dei documenti del tribunale di Norimberga da cui sono tratte le informazioni seguenti).
    Chi ha fatto le più grandi donazioni finanziarie al partito nazista per permettergli di salire al potere?
    La multinazionale petrolchimico-farmaceutica IG Farben (Bayer, Basf, Hoechst …)!

    E chi ha costruito il più grande impianto industriale ad Auschwitz a a partire dal 1941?
    La IG Farben! (Era un complesso industriale grande come 6000 campi di calcio)

    E chi ha finanziato la costruzione di tale impianto industriale e l’espansione del campo di concentramento di Aushwitz con 1 miliardo di marchi? (circa 10 miliardi di euro attuali)?
    La “German Bank” (banca tedesca) e la Dresdner Bank (banca di Dresda) per conto della IG Farben!

    Da dove venivano le decine migliaia di persone che lavoravano in quell’impianto di Auschwitz appartenente alla IG Farben?
    Dal campo di concentramento di Auschwitz. E quando si ammalavano per più di due settimane venivano assassinati ed i loro cadaveri finivano nei forni crematori

    Qual’era in quei tempi la più grande multinazionale farmaceutica?
    Indovinate un po’ … la IG Farben! Un cartello composto dalle aziende Bayer, Basf, Hoechst, Behringwerke, con filiali in più di 100 paesi .

    Chi ha compiuto gli esperimenti medici criminali con prigionieri innocenti usati come cavie non consenzienti?
    Medici al soldo delle aziende farmaceutiche del cartello IG Farben (Bayer e altre), a cui veniva assegnato quello specifico incarico aziendale. Tali esperimenti erano condotti soprattutto con farmaci particolarmente tossici, mai testati sull’uomo, che le aziende del gruppo IG Farben stavano preparando per un nuovo mercato globale, dei farmaci detti chemio-terapici, che furono così brevettati da tali aziende. Più di metà dei prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz furono utilizzati come cavie per simili esperimenti. [N.d.T. : pensateci bene, Auschwitz: più di 2 milioni di morti … anche se la stima fosse errata, anche se fossero solo un milione … ciò significherebbe l’utilizzo di almeno 500.000 cavie umane non consenzienti. E pensateci bene quando i medici elogiano l'efficacia della cura farmacologica contro i tumori, si tratta proprio di quei mortali farmaci chemio-terapici brevettati in seguito a simili inumani esperimenti]

    24 dirigenti della IG Farben furono accusati di crimini contro l’umanità al processo di Norimberga, ed alcuni di loro furono condannati per genocidio, riduzione in schiavitù, crimini contro l’umanità.

    _________________________________________________


    ... e qui finisce il documento di Profit over life, a seguire una domanda retorica aggiunta dal sottoscritto ed altre informazioni prese da due libri ben documentati sui fatti in questione.
    Perché nessun impianto della IG Farben è stato mai colpito durante il secondo conflitto mondiale dai massicci bombardamenti dell’aviazione militare USA (come testimonia anche la scrittrice e giornalista Luce D’Eramo nel suo libro autobiografico “Deviazioni”, che ha lavorato come schiava dei nazisti)?
    Forse perché la IG Farben era consociata della “Standard Oil”, l’azienda di Rockefeller?

    Ecco qui svelato finalmente chi c’era dietro il nazismo? Guarda un po’, uno dei veri padroni degli USA, un ricchissimo ultramiliardario che era pure fra i proprietari della Federal Bank Reserve, quell’impresa privata che batte moneta al posto dello Stato Federale Americano (prendendosi i soldi dei cittadini attraverso il signoraggio), e che condiziona fortemente la politica degli USA.

    Traggo dal libro di Walter Graziano (“Hitler ha vinto la guerra”, ed Arcana) le seguenti note:

    In Germania venne attuata una ricostruzione mirata ad assoggettare il paese al capitale Usa. I cartelli industriali, che si imponevano nell'economia tedesca (Vereinigte Stahlwerke, I.G. Farben, General Electric, Standard Oil, International Telephone and Telegraph ecc.), avevano nel loro consiglio di amministrazione finanzieri americani. La stessa famiglia Roosevelt aveva grandi interessi legati alla General Electric (faceva parte degli azionisti di maggioranza), che fu una delle più grandi società sostenitrici di Hitler.

    Alla vigilia della Seconda guerra mondiale, il 95% della produzione di esplosivi proveniva dalla I.G. Farben e dalla Vereinigte Stahlwerke. Tale produzione era stata possibile grazie ai prestiti e all'assistenza tecnologica americana. La I.G. Farben avrebbe permesso a Hitler la preparazione alla guerra, e avrebbe anche sfruttato la manodopera dei prigionieri nei campi di concentramento, fino alla morte. Il 14 giugno 1940, la Standard Oil e la I.G. Farben istituirono il campo di concentramento di Auschwitz, col preciso intento di avere manodopera schiavile. La società I.G. Farben era controllata dai Rothschild, che utilizzavano uomini di facciata per nascondersi, come fanno a tutt'oggi. La I.G. Farben avrebbe permesso di rendere la guerra così lunga, come afferma un rapporto del Ministero della Guerra americano.

    E traggo da un libro di David Icke ( “… e la verità vi renderà liberi” Macro edizioni) il seguente brano illuminante sui rapporti tra I.G. FARBEN e STANDARD OIL:

    La produzione tedesca di acciaio e di altri prodotti indispensabili alla guerra aumentò vertiginosamente durante il periodo precedente allo scoppio del conflitto del 1939. Al centro di questo riarmo c’era il gigante chimico della I.G. Farben. Come disse il senatore Homer T. Bone a una commissione del Senato del 1943, “la Farben era Hitler e Hitler era la Farben”. Questo immenso cartello venne creato in tempo di guerra dai prestiti americani!

    Nel 1939, grazie agli investimenti da parte di Wall Street, era diventato il più grande produttore chimico del mondo. Ma chi controllava la I.G. Farben, un’azienda che sfruttava ebrei ed altra gente come schiavi? I Rothschild, tramite un’infinità di uomini e società di facciata. Tra i banchieri tedeschi presenti nel comitato di sorveglianza della Farben alla fine degli anni venti figurava Max Warurg fratello di Paul Warburg della Manhattan Bank [poi fusasi con la Chase a formare la Chase-Manhattan Bank], che era stato inviato negli Stati Uniti per costituire il sistema della Riserva Federale e per assumere il controllo dell’economia statunitense.

    Questi due formavano una bella coppia che operava di concerto negli Usa e in Germania. Il rapporto dei servizi segreti navali statunitensi del 2 dicembre 1918 diceva “Paul Warburg, cittadino tedesco naturalizzato statunitense nel 1911, decorato dal Kaiser, si occupò di grosse somme messe a disposizione dei banchieri tedeschi per Lenin e Trtsky. Suo fratello Max dirige il sistema di spionaggio della Germania” Paul Warburg fece parte del direttivo della I. G., la consociata americana della Farben. Al suo fianco sedevano Edsel Frod (figlio di Henry) della Ford Motor Company, Charles E. Mitchell della banca della riserva federale di New York e Walter Teagle della Standard Oil, amico intimo di Franklin Roosvelt. Tutti questi grossi nomi per sostenere una società di cui il rapporto del ministero della guerra americano diceva:

    “senza le immense possibilità della I.G. Farben, le sue notevoli ricerche, i suoi estesi legami internazionali, la prosecuzione della guerra da parte della Germania sarebbe stata impensabile e impossibile. La Farben non solo indirizzò le sue energie verso il riarmo della Germania, ma si adoperò per indebolire le sue vittime designate, e questo duplice tentativo di espandere il potenziale industriale tedesco e di ridurre quello del resto del mondo non fu concepito ed eseguito “nel normale corso degli affari”. Ci sono prove schiaccianti che i funzionari della I. G. Farben conoscessero perfettamente il progetto tedesco di conquista del mondo e ogni specifico atto d’aggressione successivamente intrapreso …"

    L’impero Farben divenne uno stato all’interno dello stato e in effetti si gestì da solo. Rapporti e inchieste, durante e dopo la guerra, mostrano che il ruolo della Farben, con l’appoggio di Wall Street e dalla Gran Bretagna, era quello di rendere la Germania autosufficiente in tutto ciò che occorreva a Hitler per la guerra: prodotti come la gomma, la benzina, il petrolio e gli esplosivi.

    Uno dei problemi più grossi era l’approvvigionamento petrolifero. I rifornimenti provenivano dall’estero, e nel 1943 circa l’85% dei prodotti petroliferi tedeschi veniva importato. Tali prodotti avrebbero certamente finito per scarseggiare durante una guerra . Ma un patto fra la Farben e i Rockfeller assicurò alla Germania un costante rifornimento di petrolio. La Farben iniziò ad investire grosse somme dei prestiti di Wall Street nella ricerca, per mettere a punto nuove tecniche che avrebbero consentito di ricavare petrolio dalle riserve carbonifere tedesche . Nel gennaio 1933 , appena prima che Hitler salisse al potere , un rapporto dell’addetto commerciale dell’ambasciata statunitense a Berlino riportava:

    “tra due anni la Germania produrrà petrolio e gas ricavandoli dal carbone bituminoso in quantità sufficienti per una lunga guerra. La Standard Oil di New York [di proprietà dei Rockefeller] sta contribuendo a questo fine con milioni di dollari”
    ... e se le informazioni fin qui riportate non vi bastano e volete approfondire la faccenda vi consiglio di seguire questo link dove trovate molte altre notizie censurate dai libri di storia.
    ... se poi volete sapere come è andata a finire con gli "ottimi prodotti farmaceutici" del cartello IG Farben e scoprire come il passato si ripresenta guardate qui.
    Ma non è finita, la Bayer, ex appartenente al cartello Farben, onora i criminali nazisti
    Novembre 2006
    "La Bayer onora il criminale di guerra Fritz ter Meer
    La Bayer continua a rifiutarsi di prendere apertamente le distanze dal criminale di guerra Fritz ter Meer. Nel giorno di Ognissanti la Compagnia ha fatto deporre una corona sulla tomba di ter Meer in Krefeld-Uerdingen (Foto)."
    fonte: Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer
    Sempre dal sito della coalizione sopra menzionata consiglio questa lettura sugli esperimenti compiuti su cavie umane dalla IG Farben (scusate se nell'articolo si considera che i vaccini servano a qualcosa, non tutti possono essere a conoscenza di tutte le menzogne)
    CBG - Bayer e la IG Farben
    PUBBLICATO DA CORRADO A 10.53
    ETICHETTE: MENZOGNE DELLA STORIA, MENZOGNE DELLA STORIA - GUERRE, NUOVO ORDINE MONDIALE

    la scienza marcia e la menzogna globale: Gli USA, il nazismo, la grande finanza, la multinazionale farmaceutica IG Farben e la Standard Oil di Rockefeller
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  5. #5
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    Predefinito Rif: La comunità ebraica in Germania vuole pubblicare il Mein Kampf: ne teme il fasci

    La Seconda Guerra Mondiale
    Tratto da “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia”

    Dalla prima guerra mondiale nasce la Società delle Nazioni, tappa provvisoria verso una maggiore integrazione mondiale; gli imperi tipo teocratico sono cancellati, mentre all'Est il comunismo, -prefigurazione possibile della futura Repubblica Universale, corona l’opera delle società segrete. In Occidente, i vincitori di Versailles suscitano tutta una serie di staterelli senza storia in cui si esasperano nazionalismi e particolarismi, venendo a mancare quell'unità nella diversità che caratterizzava l'Impero Asburgico. Una situazione instabile, potenzialmente esplosiva, nella quale la Germania fungerà da detonatore. Ma perché essa potesse svolgere questa funzione serviva un poderoso riarmo, e a tal fine si richiedevano anzitutto mezzi economici e strutture industriali, poi fabbriche specializzate e truppe addestrate. Ebbene, il rilancio economico venne reso possibile da un massiccio afflusso di capitali, a seguito di un'abile svalutazione del marco: capitali dell'Alta Finanza, naturalmente. I banchieri della Morgan Bank e il direttore della Banca d'Inghilterra Montagu Norman fin dal 1924 avevano, infatti, escogitato il Piano Dawes per porre l'economia tedesca sotto l'amministrazione controllata delle banche anglosassoni.
    In tale contesto nel solo periodo 1924-26 Wall Street e la Citv di Londra, vale a dire National City Bank, Chase Manhattan Bank, Morgan Bank, Kuhn & Loeb Bank, Standard Oil dei Rockefeller, General Motors, Paul Warburg, trasferirono all'economia tedesca ben 975 milioni di dollari, dei quali 170 vennero destinati alla creazione di tre grandi cartelli:
    - Vereinigte Stahlwerke (acciaio);
    - IG-Farben, (chimica) guidata dalla potente famiglia ebraica dei Warburg, che da sola, nel 1938 controllava in Germania ben 380 imprese;
    - AEG (settore elettrico).
    Nel 1939 le prime due assicureranno dal 50 al 95% della produzione bellica tedesca nei rispettivi settori di produzione, mentre l'A-EG (omologa tedesca della General Electric americana) fornirà parte elettromeccanica. Adolf Hitler, per la sua ascesa al potere riceverà dalla Pilgrims' Society, solamente tra il 1929 e il 1933, 32 milioni di dollari.
    Non sarà superfluo inoltre ricordare l'accreditamento concesso dalla Gran Bretagna alla Germania dei 6 milioni di sterline in riserve d'oro ceche depositate a Londra al momento dell'invasione Cecoslovacchia nel marzo 1939. La motivazione addotta dal governo britannico (maggio 1939) fu “di non potere dare ordini alla Banca di Inghilterra".
    Più complesso il problema delle fabbriche di armi e dell'addestramento delle truppe: non tutto poteva essere fatto alla luce del giorno; il gioco, per riuscire, non doveva essere troppo scoperto e solo a pochissimi era dato di conoscerlo fino in fondo. Ora, sul suolo tedesco vi erano commissioni interalleate per il controllo del rispetto delle clausole contro il riarmo contenute nel trattato di Versailles. Per eluderle si ricorse, fin dal 1922, e cioè ben prima dell'ascesa al potere di Hitler, alla complicità della Russia comunista.
    La collaborazione fra imprese americane e tedesche si fece strettissima al punto che Standard Oil e General Motors - ad esempio - misero a disposizione dell'IG-Farben nel 1917 i loro laboratori del New Jersey e del Texas per la fabbricazione di gas ad uso militare.
    La Bendix Aviation , controllata dalla Banca Morgan, fornì attraverso la Siemens tutti i sistemi di pilotaggio e quadri di bordo degli aerei tedeschi, e ciò fino al 19407. Londra dal canto suo, nel solo periodo 1934-35, inviò in Germania 12.000 motori d'aereo ultramoderni, mentre la Luftwaffe riceveva mensilmente da Washington equipaggiamenti e accessori sufficienti per 100 aerei. Le due principali fabbriche di blindati e di carri vennero realizzate dalla Opel, filiale della General Motors, mentre l'ITT, che attraverso il cartello AEG controllava tutte le telecomunicazioni tedesche, cesserà di lavorare per gli armamenti del Reich solo nel 1944. La geografia dei bombardamenti angloamericani che, nel 1944-45 rasero al suolo Dresda e Colonia, è istruttiva a più di un titolo: in quasi nessun caso i settori dove sorgevano le fabbriche a capitale angloamericano subirono rilevanti danni. Uno studio interalleato stabilirà che le perdite in macchinari dell'industria tedesca non superavano, all'inizio del 1946, il 12% del potenziale del Reich.
    Le commissioni di controllo del trattato di Versailles non vedevano nulla: e come potevano vedere il principale poligono di tiro in cui si addestravano gli artiglieri tedeschi, se esso era sito a Luga, nei pressi di Leningrado? 0 se i carristi delle “Panzer-Divisionen” imparavano a pilotare i loro blindati, fabbricati dalla Krupp e dalla Rheinmetall, in territorio russo, a Katorg presso Mosca. Tutti gli aviatori tedeschi che combatterono sul fronti di guerra fra il 1939 e il 1942 vennero formati sui campi di Lipetsk, Saratov e della Crimea.
    Il trattato di Rapallo in fondo sancì questa semplice verità: senza Stalin, Hitler non sarebbe stato possibile, né Stalin senza Hitler. Washington e Londra dirigevano...
    Il denaro, i finanziamenti, provenivano infatti da un'unica fonte, come scrisse uno storico delle società superiori del POTERE, il professor Carroll Quigley, trattando di quel periodo:
    (si trattava) "nientemeno che di creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private, in grado di dominare il sistema politico di ciascun paese e l'economia mondiale".
    Perno delle manovre dell'Alta Finanza in Germania non fu Hitler, ma il banchiere protestante e frammassone Hjalmar Horace Greeley Schacht la cui famiglia originava dalla Danimarca. Nato a New York alla fine della prima guerra mondiale, Schacht sì associò ad una delle tre maggiori banche tedesche, la Darmstádter Bank , guidata da quel Jakob Goldschmidt che avrebbe successivamente favorito la sua nomina, avvenuta il 17 marzo 1933, alla guida della Reichsbank.



    Il capo della Reichsbank, il massone Hjalmar Horace Greeley Schacht (1877-1970).
    Passò indenne dal Processo di Norimberga e proseguì la sua attività nel settore del petrolio come agente dei Rockefeller

    Ministro delle Finanze del Reich, legato al Movimento Paneuropeo di Coudenhove-Kalergi e agli ambienti di Wall Street e della City, in particolare al banchiere Norman Montagu, governatore della Banca d'Inghilterra, discendente da una famiglia di banchieri e membro della Pilgrims, nel settembre 1930 Schacht si imbarca per gli Stati Uniti, dove in forma privata incontra i capi dell'Alta Finanza anglosassone.
    Schacht ritornerà quindi negli Stati Uniti nel 1933 per ottenere da Roosevelt la garanzia della neutralità americana in caso di riarmo della Germania.
    Ma allora, ci si potrebbe chiedere, come fu possibile il successivo rovesciamento delle posizioni? Avvenne lo stesso gioco del 1914, quando le élites angloamericane erano germanofile, ma contemporaneamente firmavano un accordo segreto con la Francia in senso contrario. Infatti, solo nel 1938 le principali concentrazioni della City (dirette dagli ebrei tedeschi Baring, Schroeder, Goschen, Kleinwort, Erlanger, Seligman, Japhet, Rothschild) diventeranno avversarie di Hitler, quando egli farà arrestare uno di loro, chiedendo un forte riscatto per la sua liberazione (Louis de Rothschild).
    I tempi erano evidentemente maturi per il 33 Roosevelt e il suo entourage di consiglieri, tutti membri della Pilgrim’s Society e della Round Table (vedi Appendice 2), che affrettarono i preparativi per la guerra.
    Essa infatti si può dire che inizi il 7 novembre 1938, quando a Parigi il giovane ebreo Grynspan assassina il terzo segretario dell'ambasciata tedesca. Il 9 e il 10 novembre scatta la rappresaglia in Germania; Roosevelt richiama il suo ambasciatore a Berlino, annuncia la costruzione di 24.000 aerei da combattimento, chiede agli americani di boicottare i prodotti tedeschi e fa pressione sull'Inghilterra, attraverso il Pilgrims Joseph Kennedy, affinché rinunci alla politica di conciliazione con la Germania.
    Ultima operazione: poiché la popolazione americana è ostile all'ingresso in guerra a fianco degli alleati, si dovrà attendere il 7 dicembre 1941, l 'attacco aeronavale nipponico alla base americana di Pearl Harbor, che, per il gioco di alleanze tra le potenze dell'Asse consentirà agli Alleati di dichiarare guerra alla Germania.
    Quando nel 1939 scoppiò la seconda guerra mondiale il CFR (Consiglio per le Relazioni con l’Estero) valutò attentamente le possibili conseguenze per gli interessi economici americani di una vittoria dell'Asse.
    "Nell'estate del 1940 il CFR, sotto la guida del Gruppo Economico-Finanziario, cominciò una vasta ricerca per rispondere a questa domanda, Il mondo fu diviso in blocchi, e per ogni area si calcolò la locazione, la produzione e il trasporto di ogni materia prima e di ogni bene industriale importante. Poi, usando le cifre dell'import-export, si calcolò il grado di autosufficienza dì ognuna delle aree considerate: l'Emisfero occidentale (cioè le due Americhe, N.d.A.), l'Impero Britannico, l'Europa Continentale, l'Area del Pacifico... "Risultò che l'autosufficienza di un'Europa Continentale dominata dalla Germania sarebbe stata molto più alta di quella delle due Americhe insieme."
    Similmente, il CFR comprese che, con l'occupazione della Cina, "il Giappone era una potenza espansiva che minacciava i piani del CFR".
    Mentre già nel 1937 il Pilgrims arcivescovo anglicano di York, William Temple, figlio dell'arcivescovo di Canterbury, dichiarava:
    “Potrebbe essere necessario che si addivenga ad una nuova terribile guerra per ristabilire l'autorità della Società delle Nazioni; potrebbe accadere che la generazione attuale e le future siano decimate, sacrificate, affinché la lega di Ginevra ne esca riaffermata, come l'ultima guerra fu indispensabile alla sua creazione”.
    L’ambasciatore polacco a Washington, conte George Potocki, riferendo su un colloquio avuto col Pilgrims William Bullitt, allora ambasciatore americano a Parigi, ma soprattutto agente della potente banca ebraica di New York Kuhn & Loeb, nonché 32° grado del Rito Scozzese e membro del CFR, scriveva il 19 novembre 1939:
    "[…] La guerra durerà almeno sei anni e terminerà con un disastro completo in Europa e col trionfo del comunismo”. E la guerra inizia coll'aggressione alla Polonia cristiana, da parte dei due socialismi, tedesco e russo. Era l'ultimo bastione cristiano del vecchio ordine, che doveva soccombere e seguire le vicende del resto dell'Occidente.
    Di Bullitt parla anche James Vincent Forrestal, banchiere di Wall Street, sottosegretario al Ministero della Marina sotto Roosevelt e successivamente ministro della Difesa americano con Truman, che, nel suo diario, in data 27 dicembre 1945, riferisce sul colloquio avuto con Joseph Kennedy (padre del futuro Presidente degli Stati Uniti), ex ambasciatore americano a Londra fra il 1937 e il 1940 e membro della Pilgrims' Society:
    "Giocavo ieri a golf con Joe Kennedy. Gli chiedevo dei suoi colloqui con Roosevelt e Neville Chamberlain del 1938. Mi diceva che la posizione britannica del 1938 era di non rischiare una guerra con Hitler giacché non aveva nessun mezzo per combatterla. Il punto di vista di Kennedy: Hitler avrebbe combattuto contro la Russia senza entrare poi in conflitto con l'Inghilterra se Bullitt non avesse spinto Roosevelt a umiliare i tedeschi per via della Polonia; né i francesi, né i britannici avrebbero fatto della Polonia un casus belli, se non fossero stati continuamente incitati da Washington. Bullitt, così diceva, faceva continuamente credere a Roosevelt che i tedeschi non avrebbero combattuto, Kermedy stesso sosteneva la tesi che avrebbero combattuto e sopraffatto l'Europa. Chamberlain, così diceva, dichiarò che l'America e Febraismo mondiale avevano obbligato l'Inghilterra alla guerra".
    Il massone Winston Churchill - affiliato alla Pilgrims, e perciò stesso perfettamente allineato alle posizioni interventiste di Bullitt - forniva nelle sue memorie sulla seconda guerra mondiale la ragione “storica" della necessità della guerra contro la Germania da parte dei popoli anglosassoni:
    “Per quattrocento anni la politica estera dell'Inghilterra è stata quella di opporsi alla più forte, più aggressiva Potenza del continente, e di evitare che i Paesi Bassi cadessero in suo potere [ ... ]. Occorre osservare come la politica inglese non consideri affatto l'identità della nazione che aspira al dominio dell'Europa, non faccia questione se si tratti della Spagna, della Francia monarchica, della Francia imperiale, dell'Impero alemanno o della Germania di Hitler. Questa linea di condotta non è in rapporto coi governanti delle nazioni, ma è soltanto diretta contro il tiranno più forte o capace di prepotenze maggiori".
    Altre forze, tuttavia, attive a fianco della Pilgrims, già nel 1938 avevano preavvertito sul possibile esito della guerra:
    “[...] E il trio dei non ariani intonerà, come un Requiem, un miscuglio della Marsigliese, del God save the King e dell'Internazionale, terminando con un gran finale, aggressivo, animoso e militante, con l'inno ebraico 'EILI, EILI»23.
    Alla fine del 1940 si radunarono a New York 18 personalità, tutte appartenenti alla Pilgrims' Society, per stendere un programma di "istruzione" degli americani in vista della guerra; i vari banchieri - tutti membri della detta società - Morgan, Warburg, Lamont e il B'nai B'rith Lehman, finanziarono con milioni di dollari la propaganda al fine di convincere il popolo americano ad abbandonare la neutralità.
    Infine il 14 agosto 1941, prima che gli Stati Uniti entrassero in guerra, venne firmata da Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill la "Carta Atlantica", prefigurazione dell'ONU, in cui si stabilivano gli scopi della guerra. E poiché Hitler evitava accuratamente tutto ciò che potesse urtare o provocare gli americani, la Pilgrims agì attraverso il Giappone, mediante una provocazione ben orchestrata. Nel 1940 disconosceva il trattato di commercio col Giappone, ponendo l'embargo su benzina avio, ferramenta, macchine utensili e sui prodotti provenienti dalle Filippine. Il 25 luglio 1941 i beni nipponici negli Stati Uniti, come misura di ritorsione per l'occupazione dell'Indocina, venivano congelati. Il Giappone provò a trattare. Gli Stati Uniti risposero di voler sgelare i beni a condizione che il Giappone si ritirasse dall'Asia e rinnegasse il Tripartito: o battersi o capitolare, in buona sostanza.
    Scriveva il "Falco" H. L. Stimson nel suo diario il 25 novembre 1941, il giorno che precedette l'ultimatum americano al Giappone:
    "La domanda era come noi avremmo dovuto manovrarli (i giapponesi, N.d.A.) in modo che sparassero il primo colpo".
    Henry Lewis Stimson (1867-1950), Segretario americano alla Guerra sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, affiliato fin dal 1888 alla società superiore dell'area del potere de L’ORDINE (nota anche come "Skull and Bones"), membro di spicco del CFR, fu attivo in alti incarichi governativi nel mandato di ben sei presidenti americani. Egli si servì di tali incarichi per promuovere gli scopi de L’ORDINE e assicurarne la presenza nel governi americani successivi attraverso personaggi che egli provvide ad introdurre in quel ristretto cenacolo, come Harvey Hollister Bundy, uomo chiave del “Progetto Manhattan" per la fabbricazione dell'arma nucleare, suo figlio McGeorge Bundy (CFR) e, nel 1948, George Herbert Walker Bush Sr. - iniziato all'ORDINE dallo stesso Stimson - che fissarono la politica americana fino praticamente ai nostri giorni.
    Nelle sue memorie Stimson riferisce che si accusava Roosevelt e ì suoi consiglieri di avere “Complottato quest'affare" (Pearl Harbor, N.d.A.) per qualche "ragione impenetrabile ma abominevole". E prosegue:
    “L’importanza dell'attacco a Pearl Harbor non risiedeva nella vittoria tattica riportata dai giapponesi, ma nel semplice fatto che l'esitazione e l'inazione americane diventavano impossibili. Non si sarebbe meglio potuto agire per stimolare gli americani. Allorché giungevano le prime notizie dell'attacco del Giappone contro di noi, provavo un primo sentimento di sollievo al pensiero che l'indecisione si era dissolta e che la crisi, come si era prodotta, avrebbe unito tutto il nostro popolo”.
    Dopo Pearl Harbor la stampa pone strane domande: come si è fatta sorprendere a Pearl Harbor la flotta americana se i servizi segreti americani leggevano a libro aperto i messaggi in codice giapponesi? E non solo il codice di comunicazione diplomatico fra Tokyo e le ambasciate era noto agli americani, ma anche quello adottato nel dispacci della Marina da guerra giapponese. Ciò è stato recentemente portato a conoscenza da Robert B. Stinnett, un veterano della Marina americana che combatté nella seconda guerra mondiale, sulla base di numerosi documenti ufficiali declassificati in virtù di una legge americana sulla libertà di informazione.
    Le prove oggi sono abbondanti: un attacco a sorpresa a Pearl Harbor era impossibile.
    La guerra, lunga e atroce, si conclude negli immani bagliori della bomba all'uranio di Hiroshima del 6 agosto 1945 e di quella al plutonio di Nagasaki del successivo 9 agosto.
    Era stato ancora Stimson a raccomandare lo sgancio della bomba atomica sul Giappone. Il 25 luglio di quell'anno l'israelita Harry Truman, presidente degli Stati Uniti, che nell'ottobre successivo sarebbe stato elevato al 33' grado del Rito Scozzese, nel suo diario riportava:
    "Abbiamo scoperto la bomba più terribile della storia umana. Può essere la distruzione di fuoco profetizzata nell'epoca della Valle dell'Eufrate, dopo Noè e la sua arca favolosa. Quest'arma va usata contro il Giappone fra oggi e il 10 agosto...E’ certamente cosa buona per il mondo che la cricca di Hitler o di Stalin non abbia scoperto la bomba atomica. Pare essere la cosa più terribile mai scoperta, ma se ne può fare un ottimo USO".
    Diciotto mesi più tardi Truman, ritornando sull’argomento, conveniva: “Ai giapponesi venne fatto pervenire un leale avvertimento e furono offerti dei termini, che alla fine essi accettarono, ben prima della caduta della bomba”.
    Little Boy e Fat Man, questi i nomi dei due ordigni, piovvero così fatalmente sul Giappone. (...)



    A sinistra la Bomba atomica Fat Man sganciata su Nagasaki, a destra il bombardiere Enola-Gay
    Tratto da “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia”

    Seconda Guerra Mondiale: i finanziatori
    Ultima modifica di Eridano; 08-08-09 alle 11:13
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #6
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    Predefinito Rif: La comunità ebraica in Germania vuole pubblicare il Mein Kampf: ne teme il fasci

    una decina di anni fa decisi di leggere a tutti i costi il mein kampf soltanto perchè in tutte le librerie in cui andavo a richiederlo mi dicevano che non lo tenevano per scelta politica... alla fine lo ordinai dal sito della libreria ar

  7. #7
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    Predefinito Rif: La comunità ebraica in Germania vuole pubblicare il Mein Kampf: ne teme il fasci

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    una decina di anni fa decisi di leggere a tutti i costi il mein kampf soltanto perchè in tutte le librerie in cui andavo a richiederlo mi dicevano che non lo tenevano per scelta politica... alla fine lo ordinai dal sito della libreria ar
    Pensa che io l'ho acquistato in una libreria di Rimini, quella del porto, sotto il tendone all'inizio del molo. L'anno scorso.
    Ultima modifica di Eridano; 08-08-09 alle 11:32
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #8
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    Predefinito Rif: La comunità ebraica in Germania vuole pubblicare il Mein Kampf: ne teme il fasci

    Citazione Originariamente Scritto da Wimpffen Visualizza Messaggio
    Ci potresti dire da parte di chi, secondo te, fosse eterodiretto?Da parte di chi ha finanziato sia lui sia la rivoluzione bolscevica.
    Perché Eridano hai sentito il bisogno di modificare il mio messaggio?
    Non potevi aggiungere la seconda parte, relativa alla rivoluzione bolscevica, in una delle tue risposte?

  9. #9
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    Predefinito Rif: La comunità ebraica in Germania vuole pubblicare il Mein Kampf: ne teme il fasci

    L'unica edizione italiana senza commenti e lasciata pura è quella La Lucciola del '92 che di fatto venne fatta chiudere dalla sinagoga d'italia.
    Si può trovare facilmente è quella rossa con davanti una svastica e sul retro Hitler. Avere edizioni pulite al di là di questa bisogna ritornare nel 1945 per averle.
    .

  10. #10
    Cancellato
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    Predefinito Rif: La comunità ebraica in Germania vuole pubblicare il Mein Kampf: ne teme il fasci

    Citazione Originariamente Scritto da Enea Visualizza Messaggio
    L'unica edizione italiana senza commenti e lasciata pura è quella La Lucciola del '92 che di fatto venne fatta chiudere dalla sinagoga d'italia.
    Si può trovare facilmente è quella rossa con davanti una svastica e sul retro Hitler. Avere edizioni pulite al di là di questa bisogna ritornare nel 1945 per averle.
    Io la avevo,purtroppo però la ho persa.
    Ma penso che sia integrale anche quella
    di Sentinella d'Italia,forse quella della
    Lucciola sembrava più integrale in quanto
    includeva Mein leben+Mein kampf
    che invece Sdi pubblica in due volumi
    distinti.

 

 
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