L'accaduto
Mi fermo con il taxi alle due di notte per far scendere dal taxi una donna, mentre apre la porta sbatte quasi con un negro che andava in bicicletta sulla pista ciclabile senza luce. Il nero urla degli insulti. Dopo che la mia cliente è scesa mi affianco al negro e gli chiedo perchè non accendesse la luce prima di scaldarsi tanto. Lui dice che comunque io non l'avrei visto, gli rispondo come faccia a saperlo e lui mi da dell'idiota e mi chiede come mi permettessi a dargli del tu. io gli rispondo" sta zitto nerro se mai ti do' una banana in testa".
Il nero si segna il numero di targa e si dirige subito verso la prossima questura e sporge denuncia per ingiuria, la frase offensiva risulta "sta zitto nero, tu non hai niente da dire qui". La seconda parte è una sua invenzione.
Dopo circa 6 settimane mi arriva una condanna (in germania quelle inferiori a 6 mesi sono espresse senza processo) a 15 giorni di carcere o alternativamente il pagamento di circa 500 € di multa.
Io faccio ricorso e chiedo il processo.
Il nero è invitato come testimone. Una volta conosciuto il suo nome ho googlato un po' e risulta essere con molta probabilità nigeriano. Prima del processo ci vediamo in sala d'aspetto, il nero è particolarmente brutto anche per essere nero. Ha i labbroni tipo gommone, il nasone schiacciato tipo gorilla con due buchi dove ci entrerebbero due dita, la cassa cranica rimpiciolita e il grugno è quello di uno scimpanzè. Porta due orecchini particolarmente grossi e visibili e tra anelli, catenine e braccialeti avrà mezzo chilo d'oro addosso. L'orecchino al naso sembra esserselo tolto per l'occasione.
Porta un abito con camicia e cravatta, con colori vivaci ed appariscenti tipici degli allogeni quando vogliono vestire eleganti. Al collo ha appeso un cartellino, tipo quelli che portano giornalisti o uomini della sicurezza agli eventi pubblici. Durante l'attesa io lo guardo a piacimento mentre lui ha un atteggiamento nervoso ed evita lo sguardo.
Dopo una decina di minuti una voce all'altoparlante mi invita ad entrare in tribunale.
Entrando in una sala grande come una classe scolastica e arredata allo stesso modo, mi trovo a sinistra la procuratrice, sui 50 anni, al centro il giudice sui 35-40 anni e a destra la canceliera, la più giovane con circa 25 anni.
Il giudice mi invita a sedermi e a raccontare l'accaduto, io racconto quasi la verità, cambio solo la frase finale che diventa "secondo te come faccio a vedere un nero di notte senza i fari accesi?"
Adesso molti diranno che potevo semplicemente negare di avergli dato del nero tanto e parola contro parola e non mi possono condannare, invece no, nei processi penali si crede a prescindere al testimone dato che per legge non puo' mentire e commetterebbe un reato facendolo, mentre all'imputato, a cui è consentito mentire senza conseguenze penali, tocca discolparsi. Inoltre la legge tedesca considera la parola "nero" un ingiuria solo se usata con l'intento di offendere. La parola per se è neutrale.
Dopo la mia dichiariaziane viene chiamato il testimone, che si siede alla mia sinistra alla stessa altezza.
In un tedesco molto approssimativo e in un tono da gattino intimorito comincia a fare la vittima.
Premetto che lui negherà che tra noi due ci sia stato un diverbio per la luce spenta e non puo' conoscere la mia dichiarazione dato che non era presente, nonostante ciò, una delle sue prime affermazioni era che lui viaggiava su una strada ben illuminata, inoltre racconta che lui vedendo un taxi fermarsi avesse intelligentemente previsto che la portiera si potesse aprire da un momento all'altro e quindi avrebbe deciso di andare un po' più a destra per evitare un possibile scontro. Nonostante le sue precauzioni io ero "talmente sulla strada ciclabile" che nemmeno la sua deviazione servì e ci fu quasi lo scontro. Lui disse a me "La prego di fare attenzione per piacere"ostridicolo:
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e poi continuò il suo traggitto. Io mi sono affiancato a lui suonando selvaggiamente e l'ho obbligato a fermarsi (come non l'ha detto) e gli ho urlato "stai zitto nerro, tu qui non hai niente da dire", inoltre ci ha tenuto a precisare più volte, facendo ancora di più la parte della vittima innocente, che io me ne sono andato via sgommando rumorosamente.
Durante la testimonianza del nero il giudice lo guarda con occhi compassionevoli e annuisce ogni volta che lui ha difficoltà ad esprimersi oppure quando racconta di come lui si è comportato bene e io male.
Questa la sua versione dei fatti, adesso tocca a me.
Inanzitto gli chiedo perchè all'inizio ci tenesse a precisare che la strada che percorreva fosse "ben illuminata"?
Il nero comincia a balbettare, non risponde alla domanda e riattacca a fare la vittima, dice che io sono un tassista e che dovrei essere un esempio e non esiste che io gli dica "NIGGA"
Non soddisfatto della risposta ritorno sul fatto della luce e gli racconto in parte la mia versione (che lui sa benissimo). Adesso lui se ne viene fuori che quando è andato in questura a sporgere denuncia ha fatto extra vedere ai poliziotti che aveva la luce della bici accesa. Adesso ci sarebbe da chiedersi se la mia versione è inventata e la luce non centra niente, che senso ha andare dalla polizia e mostrare di aver avuto la luce accesa? Ma questi paradossi al tribunale non interessano.
Come seconda domanda gli chiedo se io gli ho detto nero o nigga, dato che ha sostenuto tutte e due le cose.
Lui si rimangia di aver detto che io gli abbia detto "nigga" (l'ha detto e ripetuto 2 volte esplicitamente), e tra procuratrice, giudice e canceliera nessuna lo vuole aver sentito.
Per terzo faccio presente che io non posso essere andato via sgommando perchè primo la mia macchina ha un cambio automatico e secondo è dotata di serie dell'esp che non consente il pattinamento.
Il nero ha detto che lui oltre a lavorare all'areoporto è anche meccanico e che l'esp si puo' manomettere. Questo al giudice è bastato come risposta.
Veniamo mandati tutti e due fuori, neanche il tempo di sedermi in sala d'aspetto e vengo richiamato per annunciarmi che la mia condanna è stata aumentata a 20 giorni di carcere oppure 600 € di multa.
Nella sentenza scritta viene elogiato il nero perchè ha un lavoro ed è educato (io invece sono zingaro), e con toni assolutistici il giudice dice che non esiste il minimo dubbio che sia andata interamente come raccontato dal nero.
Contro questa sentenza ho fatto appello.
continua....




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