La Sicilia ferma lo sbarco delle antenne yankee

di Fabio Polese - Accordi segreti, malattie, problemi all’ambiente e poca sovranità. Sembra esserci tutto questo dietro il Muos, Mobile User Objective System, di Niscemi in Sicilia. «Ci sono degli accordi segreti tra Italia ed Usa datati 1954 di cui nessuno era a conoscenza e, in consenso a queste intese, il governo statunitense ha contattato il governo italiano nel 2001 per far si che il nostro Paese ospitasse il Muos». A parlare è il Dott. Rino Strano, portavoce del movimento No Muos Sicilia e referente regionale del Wwf.
Il Muos è un grande sistema di comunicazione satellitare «che rivoluzionerà completamente le comunicazioni tra le varie strutture militari americane. E’ costituito da quattro stazioni di terra e da cinque satelliti geostazionari che sono in collegamento tra loro». Delle quattro postazioni di terra, l’ultima ad essere costruita è quella di Niscemi. Le altre sono in Virginia, Hawaii e in Australia.

Ci sono differenze?
In Virginia e nelle Hawaii sono all’interno di postazioni militari e sono sufficientemente isolate dalle città intorno. In Australia, pur non essendo ospitato in una struttura militare, è lontano da centri abitati. A Niscemi il Muos è ospitato in una struttura militare, ma bisogna ricordarci che non siamo negli Stati Uniti. Credo che nel loro Paese possono decidere quello che vogliono, ma qua, devono prima di tutto vedere se il popolo siciliano è favorevole o contrario a questo tipo di struttura militare. Vorrei precisare che il permesso per questa costruzione non è stata chiesta né al parlamento italiano né al parlamento siciliano e neanche al comune di Niscemi.

Mi sta dicendo che l’Italia non è un Paese sovrano?
Si, l’Italia non è un Paese sovrano. E’ stata calpestata completamente la sovranità popolare, almeno per quanto riguarda il popolo siciliano. Non sono stati neanche calcolati quali potevano essere gli eventuali danni provocati sia dalle antenne della base militare segreta NRTF n. 8 e sia del Muos. C’è inquinamento elettromagnetico per la popolazione di Niscemi e per le altre città vicine a questa stazione.

Ci spiega perché siete contro il Muos?
Due motivi principali. In primo luogo è per la difesa della nostra salute. Possiamo considerare il Muos come un enorme forno a microonde e, data la sua enorme potenza, anche grazie a studi fatti da diversi specialisti, sappiamo che queste onde elettromagnetiche sono dannose. A Niscemi sono state rilevate molte patologie, note e meno note. C’è una correlazioni diretta tra malattie emolinfatiche e inquinamento elettromagnetico. L’elettromagnetismo produce delle gravi interferenze con il sistema nervoso centrale che provoca autismo. A Niscemi abbiamo malformazioni neonatali. E poi anche la sfera nervosa centrale è compromessa come quella fisica, non a caso abbiamo un basso rendimento scolastico dei giovani e molti ragazzi soffrono di disadattamento.
Il secondo motivo è che il Muos è a tutti gli effetti un’arma di guerra. Uno degli usi principali del Muos sarà quello di comandare i droni, gli aerei senza pilota che sono in grado anche di bombardare. Loro dicono in modo chirurgico, ma, purtroppo, la cronaca di tutti i giorni ci fa vedere che vengono colpiti anche asili, scuole ed ospedali. Noi non vogliamo che la nostra Sicilia diventi una base di guerra. Dovremmo essere noi a decidere cosa dobbiamo fare della nostra terra.

Recentemente la Regione Sicilia ha revocato l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto…
Il Muos ha avuto uno stop per abuso edilizio, in questa zona non è possibile edificare. Il procedimento della revoca dei permessi è stato messo in atto il 29 marzo.

Sembrerebbe però che alcuni lavori siano ancora in atto. E’ vero?
Sì, purtroppo sì. C’è un video che è andato in onda anche sul telegiornale regionale dove si vede chiarissimamente che ci sono degli operai che si calano dentro i bunker situati sotto ad una parabola. Sebbene ci sia stato lo stop dei lavori, alcuni operai continuano a lavorare. Ci stiamo muovendo insieme a tutti i vari comitati per denunciare questa situazione e per attuare qualsiasi sistema per bloccare questo progetto.

Le istituzioni sono assenti?
Dobbiamo fare un passo indietro. Tutto il «movimento No Muos» che è composto da diversi coordinamenti e comitati, è ribellato a questo stato di cose. E grazie a questa enorme pressione popolare, si sono mosse anche le istituzioni. Si è mosso il sindaco di Niscemi, sia il vecchio che il nuovo. Per due volte, all’interno dell’Ars, Assemblea regionale siciliana, tutti i partiti politici si sono espressi sia durante il governo Lombardo, sia durante questo governo Crocetta, contro il Muos.

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