mah, dopo aver arraffato i 500 euro (strano, potevano rifiutarli per protesta!) questi 'PROFUGHI' (grazie Maroni, è grazie a te se questi sono ancora qui!!!!) accampano altre pretese....verso chi sanno che è il loro INTERLOCUTORE PRINCIPALE NELLE ISTITUZIONI?

I profughi: le risposte che aspettiamo dalla Boldrini

La presidente della Camera, Laura Boldrini, oggi al museo della Resistenza e al teatro Regio,
è stata portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati


Il presidente della Camera a Torino per Biennale Democrazia


«Egregia presidente Boldrini, siamo quelle donne, quegli uomini, bambini e famiglie a nome dei quali Lei per anni ha lavorato». Comincia così la lettera che il Movimento rifugiati e profughi indirizza alla presidente della Camera Laura Boldrini in visita oggi a Torino, prima al Museo della Resistenza poi al teatro Regio per l’inaugurazione di Biennale Democrazia.

L’appello

«Lei per anni avrà sicuramente conosciuto le nostre storie e provato a sentire le nostre voci, mentre i vari governi si tappavano le orecchie - scrivono i membri del Movimento -. Oggi come alta carica dello Stato, confidiamo che Lei non si limiterà a una mera constatazione del nostro disagio e dramma, ecco perché chiediamo un impegno concreto e urgente verso quelle donne, quegli uomini, bambini e famiglie dei quali per anni si è occupata». La lettera è allo stesso tempo un appello all’ex portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati - precedente incarico di Boldrini - e all’attuale terza carica dello Stato.

La manifestazione

Con la lettera si presentano oggi al corteo che raggiungerà il teatro Regio. L’appuntamento è a Porta Nuova nel pomeriggio e sarà un assaggio della più grande manifestazione che il 19 aprile riunirà in un luogo simbolo di Torino profughi e richiedenti asilo d’Europa. «Come Lei ben sa - precisano - la dignità umana deve essere salvaguardata in ogni istante. Ed è in nome di questa che donne, uomini e bambini hanno occupato alcuni stabili dell’ex Villaggio olimpico, mentre altre centinaia sono ancora sotto le stelle al freddo».

Problema umanitario

Oltre alle richieste dei rifugiati, la presidente si troverà di fronte alle domande mute che esprimono i fatti: quei circa 400 migranti (per lo più dell’Emergenza Nord Africa) senza una casa che da sabato 30 marzo occupano le palazzine - vuote - dell’ex Villaggio olimpico in via Giordano Bruno. Torino è la «punta dell’iceberg», come l’ha definita Laurens Jolles, delegato delle Nazioni Unite per il Sud Europa. Sarebbero almeno tremila in Italia le persone uscite dall’emergenza dal primo di marzo e sistemate in edifici occupati.

Il prefetto di Torino, Alberto Di Pace, ha fotografato così la situazione: «Quello dei profughi e dell’occupazione dell’ex Moi è un problema che si inquadra nella situazione di disagio complessiva legata alla crisi economica e che ha i caratteri di un problema umanitario». «Non sono il regista di questa situazione - ha aggiunto - che in qualche modo va sanata. Ci sono varie vie da percorrere, a mio avviso legate alle politiche sociali. Io mi occupo del versante legato ai problemi di ordine pubblico, sicuramente se ci sono situazioni di illegalità, queste vanno in qualche modo sanate. Ma il problema è complesso».

Proroga per duecento

È solo di ieri la notizia che è stato rinnovato l’accordo fra ministero degli Interni e la Città per la proroga di un anno del cosiddetto «accordo Morcone» con cui sono stati accolti circa 200 titolari di protezione umanitaria o internazionale. Nessun nuovo arrivo quindi al «Villaggio dei profughi».
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