Esitono due tipologie primarie per quanto riguarda il lungo processo di indoeuropeizazzione dell'intera Eurasia;
La prima riguarda un retaggio genetico autoctono, la seconda, riguarda il retaggio imposto delle elitè (guerriere-aristocratiche), sulle popolazioni che sottomisero, se esse venivano "graziate" dai pastori seminomadi di proveniena Kurganica (seguendo gli studi dell'archeologa Marija Gimbutas), evitando di conseguenza lo sterminio di massa di matrice genocida.
E' vero che, gran parte delle attuali popolazioni dell'eurasia (ma anche delle attuali americhe), è di origine Indoeuropea, ma quanti di queste popolazioni, porta con sè, un retaggio genetico autoctono??
I linguisti dell'indoeuropeistica, come del resto, molti storici-archeologi del settore, si sono sempre dimenticati di fare questa distinzione, tra retaggio di matrice autoctona e retaggio imposto dalle classi dominanti (Kurganiche).
Per fare un semplice esempio:
Un odierno Afro-Americano, nato negli Stati Uniti, di madre lingua americana, quindi inglese, quindi anglosassone, quindi, di matrice Indoeuropea, si potrebbe definire un indoArianico autoctono??
Se pur, il suo corredo genetico, compresa, la sua antropologia fisica, e, la sua morfologia del cranio, siano totalmente differenti, se paragonate con moltissimi cadaveri riesumati di svariate culture di provenienza Kurganica, sparse tra l'odierna Eurasia.
Penso invece che l'unica sua indoeuropeicità, sia legata solamente dal suo retaggio linguistico,che gli fu imposto sin dalla nascita, ma non certo un retaggio genetico m spiego?
Arrivati a questo punto, sorge la seguente domanda, ovvero; quali di queste popolazini euroasiatiche, portano un autoctonicità genetica indoeuropea??
Se si parla di popolazioni indoeuropee, si intende di per certo, un insieme di popoli, tutti appartenenti ad un nucleo ancestrale primario (quello Kurganico), che condividono, oltre, ad un patrimonio linguistico di base, anche, numerosi tratti socio-politici, religiosi e culturali e genetiche "aggiungo io".
Di conseguenza, le popolazioni indouropee sono le seguenti:
Gli Anatolici, i Palaici, gli Ittiti, i Lici, i Cari, i Pisidi, i Sidetici, gli Armeni, i Balti, i Celti Britanni, i Celtiberi, i Galati, i Galli Transalpini, i Galli Cisalpini, i Pannoni, i Daci, i Geti, i Misi, i Frigi, i Germani-Occidentali-Orientali e Settentrionali, gli Elleni, gli Ioni, gli Eoli, gli Achei, i Dori, gli lliri, i Messapi, gli Indoiranici, gli Indoari, gli Iranici, gli Italici, i Latino-falisci, i Latini, gli Osco-umbri, i Piceni, i Veneti, i
Liburni, i Macedoni, i Peoni, gli Slavi Meridionali-Occidentali e Orientali, i Tocari, i Traci, ed in fine i Geti.
Per quanto riuarda il corredo genetico dei popoli ancestrali/autoctoni indoeuropei, intendo ovviamente, oltre al D.N.A di t'aulune popolazioni, anche la propria antropologia fisica, e, la propria morfologia cranica; che dovevano essere caratteristiche uniche e distinguibilissime, dalle altre popolazioni pre-indoeurope, le quali, popolavano l'europa molto prima delle invasioni di epoca calcolitica (*), del grande e vasto popolo kurganico.
Sappiamo pe sempio che l'Italia era già abitata dalla preistoria da popolazioni neolitiche. Contemporaneamente alla diffusione della lavorazione dei metalli, migrarono in Italia nuove popolazioni organizzate in società patriarcali e guerriere parlanti lingue indoeuropee. Le migrazioni di popolazioni indoeuropee in Italia, provenivano principalmente da nord delle Alpi; nel coplesso, le antiche popolazione dell'Italia si possono classificare in:
Popoli preindoeuropei autoctoni dell'antica penisola italica:
Etruschi, Liguri, Euganei, Reti, Piceni settentrionali, Camuni, Elimi, Sicani, Sardi (divisi in Iolei e Balari, quest'ultimi forse indoeuropei), Corsi.
Popolazioni di origine Indoeuropea che colonizzarono la penisola dell'italia antica:
Latini (compresi i Falisci), Siculi, Ausoni-Aurunci, Opici, Enotri, Itali, Sabini, Piceni, Umbri, Sanniti (Carricini, Pentri, Caudini e Irpini), Osci, Lucani (tra i quali gli Ursentini), Bruzi, Sabelli adriatici (Marsi, Peligni, Marrucini, Frentani, Pretuzi, Vestini), Sabelli tirrenici (Ernici, Equi, Volsci), gli illirici Iapigi o Apuli (suddivisi in Messapi, Peucezi e Dauni), i Veneti (probabilmente affini ai Protolatini, quindi Italici), i Rutuli (anch'essi di origine ignota), i Galli Cisalpini (Boi, Cenomani, Senoni, Orobi, Leponti, Carni, ecc.), i coloni Greci della Magna Grecia (Italioti)), Sicelioti.
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Foti:
Ermanno A. Arslan, "Dimenticati dalla storia: i gruppi celtici minori della Cisalpina. Una rilettura di Plinio, Naturalis historia, e di Livio, Ab urbe condita"
Raffaele C. De Marinis, La civiltà di Golasecca : i più antichi Celti d’Italia
Francisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa
Marija Gimbutas KURGAN, Le origini della cultura Europea
Maria Teresa Grassi I Celti in italia.
Adriano Gaspani, La *cultura di Golasecca : cielo luna e stelle dei primi celti d'Italia.
INDICE:
(*)
Suppongo che le prmissime ondate di pastori nomadi, provenienti dalle steppe euroasiatiche, siano inziate in un periodo che và dalla fine del Mesolitico tardenoisiano all'inizio del Neolitico, e quindi, molto prima dell'età del Rame di epoca Calcolitica.
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Molto probabilmente, per supposizione personale, le popolazioni autoctone dell antica italia, subirono soltanto un forte retaggio di matrice linguistica-religiosa-culturale-socio-economica e socio politica, dai popoli Kurganici, ameno nelle prime ondate.
Si suppone che taluni popoli autoctoni, vennero brutalmente sottomssi con significative azioni militari-guerriere, e, con "semplicistiche" azioni di stampo commerciale (semi pacifiche..), ma ben poco, per quanto riguarda il retaggio genetico mi spiego?
Si dovrebbe parlare sotanto di un retaggio imposto, come scrissi all'inizio di questo scritto.
Da quando gli scheletri kurganici furono riesumati dal sottosuolo, si è potuto iniziare a fare degli studi approfonditi sui tali resti,si è scoperto che l'aspetto fisico-antropologico di taluni reperti scheletrici erano le seguenti:
i cadaveri intumulati manifestano caratteristiche ""europoidi"". In particolare, data l'alta statura, la forma del cranio ed altre caratteristiche che si ritrovano frequentemente nei kurgan, si può certamente asserire che almeno nelle prime fasi le culture kurgan furono diffuse da una popolazione europoide di tipo cromagnonoide.
Facendo una comparazione antropologica tra l'uomo di Neandertal e quello di Cro_Magnon, si potrebbe dedurre benissimo che la primissima colonizzazione (conosciuta fino ad ora), e, fatta dall' "uomo" su questa pianeta, sia stata messa in atto da una razza (tipo cromagnoide), nei confronti di quei popoli (di tipo neandertaliano), i quali, vissero per secoli in sistemi sosietati di matrice gilanica e pacifica, prima dell'invasione e dello stermino dei kurgan-cromagnoidi-indoeuropei-arii.
Antropologia fisica dell'uomo di Cro_Magnon:
alta statura (media 1,80 m per gli uomini, con punte oltre 1,90 m) con gambe lunghe e braccia corte;
faccia larga e bassa con cranio lungo dalla fronte all'occipite (dolicocefalia e cameprosopia), spesso denotata come disarmonica;
orbite basse e rettangolari;
naso prominente e spesso aquilino;
grande capacità cranica (1.650 cm3).
È stato proposto che fosse essenzialmente Rh negativo (come i Baschi odierni), ma questa ipotesi non è provata.
Antropologia fisica dell'uomo di Neandertal:
altezza media (1,60 m) perfettamente eretto e muscolarmente molto robusto; la testa è allungata antero-posteriormente e ha un volume cerebrale di 1500 cm³ in media, del 10% superiore agli uomini attuali. Ha uno spiccato prognatismo e spesso il mento sfuggente. Col tempo, in alcune zone e verso la fine del Paleolitico si diffonde un tipo più gracile e con un mento osseo più pronunciato, mentre gli zigomi sono molto meno accentuati e le arcate sopraccigliari al contrario più sporgenti. Una tesi esposta nel 2006 e confermata nel 2007 è basata su ricerche avanzate con tecniche di biologia molecolare e ipotizza che la specie, in Europa, abbia sviluppato individui di carnagione bianca con capelli rossi: il tipo di pigmentazione è in accordo con la scarsa irradiazione ultravioletta del territorio colonizzato..




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