Lo Stato italiano ha chiesto tramite l'Avvocatura oltre 37 milioni di euro di danni alla Costa per il naufragio della Concordia. E' quanto emerso all'udienza preliminare in corso oggi a Grosseto. I danni sono quelli subiti da Presidenza del Consiglio e Ministeri di ambiente, trasporti, economia, difesa e interni al 30 aprile 2012.

L'udienza preliminare al teatro Moderno di Grosseto era cominciata con le parole del legale di Schettino che ha riferito ai giornalisti che il comandante avrebbe detto nell'entrare in aula: "Sono a Grosseto perchè ci voglio mettere la faccia". Schettino è stato anche oggi l'unico presente in aula dei sei indagati per i quali è stato richiesto il processo. In abito scuro, è arrivato poco dopo le 9.30 al Teatro Moderno insieme al pool dei suoi avvocati, è sceso dall'auto ed è entrato al Teatro senza salutare l'assembramento di fotografi e giornalisti che lo attendevano all'entrata. Difficilmente oggi il gup si pronuncerà sulla costituzione delle parti civili, sia per l'elevato numero delle persone fisiche che chiedono l'ammissione al processo, sia per la complicata posizione dei enti e associazioni.

Il gup Pietro Molino, al termine della seconda udienza preliminare del processo sulla Costa Concordia ha ammesso circa 26 milioni di euro di richieste di risarcimento da parte dello Stato alla Costa Crociere. Dei 37,5 milioni richiesti è rimasto fuori il ministero dell'Ambiente, non ammesso come parte civile, che aveva chiesto 11 milioni.

Le richieste ammesse sono così ripartite: 10 milioni alla Presidenza del Consiglio, come danno all'immagine dell'Italia; 5 milioni alle Infrastrutture, 4 agli Interni, 2 alla Difesa, 2 per l'emergenza dell'isola del Giglio. Inoltre, 1,7 milioni per le spese sostenute per i primi tempi dell'emergenza, 800 mila euro i costi di bonifica e 260 mila euro per l'Economia e la Finanza


Concordia, lo Stato chiede 37 milioni di danni - Affaritaliani.it