Immaginiamo se dopo aver vinto le elezioni per soli 120 mila voti in più, il PD oltre ad aver eletto suoi rappresentati alla presidenza di camera e senato, avesse anche "conquistato" il Quirinale senza consultare nessuno. Proponendo un suo uomo (o donna), uno solo, sin dalla prima votazione e ripresentandolo fino alla quarta e oltre se necessario. Fino allo sfinimento, fino a che non sarebbe stato eletto. Le accuse di golpe, di regime, di occupazione manu militari di tutte le poltrone si sarebbero sprecate. Sia da destra che da Grillo. Conscio che il PdR debba rappresentare tutta la nazione, e non solo la maggioranza uscita vincente dalle urne, Bersani ha correttamente scelto la strada del coinvolgimento dell' unica forza politica, ripeto l' unica, seriamente disposta ad accordarsi.
Il parlamento ha però bocciato l' intesa, spianando cosi la strada all' elezione di un nome maggiormente gradito all' elettorato piddino di quello di Marini. Tutto è bene quel che finisce meglio per il PD, dunque. Quello che non capisco sono le proteste di nostri elettori contro Bersani, per aver egli ricercato un accordo con l' opposizione. Accordo auspicato persino dalla costituzione. Cos' altro è infatti la norma dei due terzi occorrente per essere eletti nelle prime tre votazioni, prevista dall' art. 83, se non un esplicito invito a ricercare un accordo tra maggioranza e minoranza?
Ecco una cosa che gli analfabeti della politica non immaginano nemmeno: è la stessa costituzione a benedire ciò che essi chiamano "inciucio".
gianniguelfi | blogpdnetwork




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