e mostrano quei locali notturni o quei baretti squallidi, magari di frontiera, dove ci sono vecchi alcolizzati e depravati, bruti, che si ingurgitano litri di birra e gin, con dietro magari un tavolo da biliardo e delle macchinette da slot, che recitano battute tristi e volgari, con un senso di squallore, mestizia e cupezza generale che fa accapponare la pelle, sono contento di non vivere negli Usa.
E non ci vivrei.
Al massimo potrei vivere a New York, dove ovviamente andrei a vernissage e frequenterei circoli d'essai
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