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Discussione: La 27esima ora: fenomenologia

  1. #11
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    Predefinito Re: La 27esima ora: fenomenologia

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Il concentrato di articoli demenziali che è possibile riscontrare sulla 27esima ora del CorSera ha dell'incredibile.
    Una rubrica che merita un topic tutto suo...

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  2. #12
    No al cacio moderno
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    Predefinito Re: La 27esima ora: fenomenologia

    A proposito di demenzialità:

    Essere una donna non è umiliante e non deve essere considerata una punizione | La ventisettesima ora

    C’è certo di peggio in Iran, dove la pena di morte è prevista (e largamente applicata) anche per adulterio e offesa a Dio. Ma l’inedita punizione decisa alcuni giorni fa da un giudice di Marivan, al confine iracheno e in piena zona curda, sta sollevando una protesta potente che coinvolge, al di là di Internet come ormai è scontato, perfino il parlamento di Teheran. Un giovane colpevole di rissa, detenzione di armi e disturbo dell’ordine pubblico, tale T. Daabaashi, è stato condannato a sfilare per le vie della città su un pickup, sotto gli occhi di tutti, in abiti femminili. Non solo: indossando vestiti tradizionali curdi, compresi gli ampi pantaloni sotto la tunica e un foulard in testa.

    “E’ un doppio insulto, essere una donna non è qualcosa di cui vergognarsi e il fatto che quelle siano vesti tipiche curde offende la nostra comunità, già stigmatizzata in Iran”, ha scritto Hajir Sharif, curdo-iraniano esule in Europa, nella pagina della campagna su Facebook che ha già raccolto migliaia di adesioni.
    Accanto ai commenti, molte foto di uomini vestiti da donna, qualcuna di donne vestite da uomo. Una reazione che ricorda quella suscitata mesi fa dalla siriana Dana Bakdounis, apparsa su Facebook senza il velo per aderire alla campagna dell’”Intifada delle donne arabe” Dopo le censure e le minacce che l’avevano colpita, centinaia di musulmane avevano pubblicato le loro immagini in una protesta pacifica nella sostanza, quanto agguerrita nelle intenzioni.
    Questa volta la vittima sembrerebbe l’uomo costretto al travestimento, ma di lui nessuno è in realtà preoccupato.
    Anzi, rispetto alla severità delle punizioni inflitte nella Repubblica Islamica l’idea generale è che se la sia cavata con poco. Negli ultimi tempi la criminalità per le strade dell’Iran è aumentata e le autorità hanno applicato misure drastiche: in gennaio a Shiraz un borseggiatore era stato amputato delle dita in pubblico, poco dopo due ragazzi erano stati impiccati per rapina a mano armata, il video dell’impresa era circolato su YouTube. E quindi a T. Daabaashi non è andata male.
    Ma quella sanzione ha invece rivelato ancora una volta come le donne iraniane siano cittadine di serie B per il loro Paese. E le donne curde di serie C o forse ancora meno. E’ quello che hanno gridato per le vie di Marivan le attiviste della città, sfilate con gli stessi abiti rossi e il foulard bianco imposti al condannato. Il loro corteo è stato attaccato dalla polizia con gas lacrimogeni e manganelli, molte sono rimaste ferite. Ma l’eco della protesta è arrivata lontano. Fino a Teheran e oltre.
    Al parlamento riunito nella capitale il caso ha fatto discutere e 17 deputati hanno firmato una lettera diretta ai ministri della Giustizia e degli Interni condannando quella sentenza che è “un’umiliazione inflitta alle donne musulmane e alla religione”. E se i ministri non hanno risposto, né probabilmente lo faranno, è comunque importante che l’indignazione non si sia spenta, che il caso del teppista travestito da curda stia catalizzando il malumore e la rabbia creati da ingiustizie ancora più gravi.

  3. #13
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    Predefinito Re: La 27esima ora: fenomenologia

    Citazione Originariamente Scritto da Ethnos Visualizza Messaggio
    Una rubrica che merita un topic tutto suo...
    Hai fatto bene ad aprire questa discussione, io stavo iniziando a postare gli articoli volta per volta...l'ultima minchiata su cui mi è capitato di posare lo sguardo è stata questa: Le parole per dirlo. Ora vi è anche una guida: Parlare Civile | Invisibili
    Ultima modifica di Giò; 24-04-13 alle 00:37
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  4. #14
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    Predefinito Re: La 27esima ora: fenomenologia

    La seguo da molto prima che mettessi becco qui.
    M'ha sempre suscitato un mix di risate incontrollate e pelle d'oca... Agghiacciante e sublime.

    La 27esima ora è il più grosso coacervo di guano "ideologico" che mente umana (se di umani stiamo parlando) abbia mai partorito. Dona con una cadenza cronometrica delle perle di inestimabile bruttezza, cattivo gusto e capziosità al chilo. La retorica sul "femminicidio" è assurda quanto una puntata del Flying Circus.
    Ultima modifica di Ethnos; 24-04-13 alle 00:43
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  5. #15
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    Predefinito Re: La 27esima ora: fenomenologia

    Ogni foglio per arrotolare il pesce che si rispetti ha il suo blog femminicida


    DONnet

    Family Life - Blog - Repubblica.it
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  6. #16
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    Predefinito Re: La 27esima ora: fenomenologia

    E non dimentichiamo le bambine





    Se l’8 marzo ha tuttora un senso (e forse ce l’ha) è perchè ci obbliga a riflettere. Cosa abbiamo ottenuto, dove siamo arrivate, quanto ancora invece l’essere donna, e ancor più bambina voglia dire in gran parte del mondo essere considerate la metà dei maschi, essere abusate, sfruttate. In oltre un quarto del pianeta le bambine non vanno a scuola e vengono date in spose contro la loro volontà, a 10, 11 anni. Basterebbero questi dati per raccontare la realtà. Ma parliamo invece delle bambine di qui, italiane, del mondo occidentale, dove la parità tutto sommato avanza a buoni passi. Ebbene il mondo delle ragazzine è stato investito negli ultimi anni dal ritorno massiccio degli stereotipi, non tanto in termini di diritto allo studio e di possibilità (le femmine ottengono punteggi scolastici e universitari assai più alti dei maschi), ma proprio in termini di relazione tra i sessi.
    Provate ad entrare in un negozio di giocattoli. Troverete la corsia per maschi (armi, battaglie, e giochi di abilità) e la corsia per femmine (bambole da cullare e da vestire, Barbie, Monster High, mini cucine per mini casalinghe, nursery in miniatura, gioielli da costruire). Perfino il democratico e unisex Lego si è piegato al sessismo: per i maschi dilagano i guerrieri Ninja, per le femmine i Lego Friends, il pink-mondo di 5 amiche che sembra tanto Wisteria Lane. Entrate in una cartoleria: troverete gli scaffali con i quaderni da maschi e quelli per fammine. Guardate la pubblicità per bambini, la moda: lei deve sedurre, lui deve conquistare.
    Tutto questo non è innocuo, ha effetti profondi sulla psiche dei più piccoli, che invece in molti casi amerebbero mescolare giochi e passioni, invece soccombono al ritornello “quello è da maschio, quello è da femmine”. Eppure negli anni Settanta e Ottanta un forte movimento di idee aveva regalato alle bambine di allora, che oggi sono le madri di questa generazione, il piacere di sentirsi uguali, di avere un fucile da cow boy o una bambola a prescindere dal proprio genere, non avere “loghi”, essere insieme Robinson senza paura di sporcarsi il vestito…Poi invece qualcosa è successo, siamo tornate indietro. Colpa del mercato? Colpa del non aver saputo trasmettere quanto imparato? Colpa di un mondo maschile che così prova riconquistare un terreno che ormai gli sfugge?
    Forse tutto questo insieme. Ma si può resistere. Non piegandosi (per comodità) alle logiche del mercato, della pubblicità, offrendo sempre anche un altro punto di vista, raccontare ai maschi e alle femmine che c’è un mondo di relazioni e passioni dove l’essere conta più dell’apparire. Sembra uno slogan, non lo è, basta metterlo in pratica.
    Il fatto che l'editore di questa signora pubblichi anche "la repubblica della Donne" ovvero un mattonazzo settimanale di pubblicità di profumi, gioelli e cosmetici però non la fa gridare alla discriminazione..
    Ultima modifica di Cale Yarborough; 24-04-13 alle 13:28
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  7. #17
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    Predefinito Re: La 27esima ora: fenomenologia

    Citazione Originariamente Scritto da Cale Yarborough Visualizza Messaggio
    E non dimentichiamo le bambine




    Se l’8 marzo ha tuttora un senso (e forse ce l’ha) è perchè ci obbliga a riflettere. Cosa abbiamo ottenuto, dove siamo arrivate, quanto ancora invece l’essere donna, e ancor più bambina voglia dire in gran parte del mondo essere considerate la metà dei maschi, essere abusate, sfruttate. In oltre un quarto del pianeta le bambine non vanno a scuola e vengono date in spose contro la loro volontà, a 10, 11 anni. Basterebbero questi dati per raccontare la realtà. Ma parliamo invece delle bambine di qui, italiane, del mondo occidentale, dove la parità tutto sommato avanza a buoni passi. Ebbene il mondo delle ragazzine è stato investito negli ultimi anni dal ritorno massiccio degli stereotipi, non tanto in termini di diritto allo studio e di possibilità (le femmine ottengono punteggi scolastici e universitari assai più alti dei maschi), ma proprio in termini di relazione tra i sessi.
    Provate ad entrare in un negozio di giocattoli. Troverete la corsia per maschi (armi, battaglie, e giochi di abilità) e la corsia per femmine (bambole da cullare e da vestire, Barbie, Monster High, mini cucine per mini casalinghe, nursery in miniatura, gioielli da costruire). Perfino il democratico e unisex Lego si è piegato al sessismo: per i maschi dilagano i guerrieri Ninja, per le femmine i Lego Friends, il pink-mondo di 5 amiche che sembra tanto Wisteria Lane. Entrate in una cartoleria: troverete gli scaffali con i quaderni da maschi e quelli per fammine. Guardate la pubblicità per bambini, la moda: lei deve sedurre, lui deve conquistare.
    Tutto questo non è innocuo, ha effetti profondi sulla psiche dei più piccoli, che invece in molti casi amerebbero mescolare giochi e passioni, invece soccombono al ritornello “quello è da maschio, quello è da femmine”. Eppure negli anni Settanta e Ottanta un forte movimento di idee aveva regalato alle bambine di allora, che oggi sono le madri di questa generazione, il piacere di sentirsi uguali, di avere un fucile da cow boy o una bambola a prescindere dal proprio genere, non avere “loghi”, essere insieme Robinson senza paura di sporcarsi il vestito…Poi invece qualcosa è successo, siamo tornate indietro. Colpa del mercato? Colpa del non aver saputo trasmettere quanto imparato? Colpa di un mondo maschile che così prova riconquistare un terreno che ormai gli sfugge?
    Forse tutto questo insieme. Ma si può resistere. Non piegandosi (per comodità) alle logiche del mercato, della pubblicità, offrendo sempre anche un altro punto di vista, raccontare ai maschi e alle femmine che c’è un mondo di relazioni e passioni dove l’essere conta più dell’apparire. Sembra uno slogan, non lo è, basta metterlo in pratica.
    Io non so se questa sia solo demenza o se sia l'Anticristo che prende voce.
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  8. #18
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    Predefinito Re: La 27esima ora: fenomenologia

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Io non so se questa sia solo demenza o se sia l'Anticristo che prende voce.
    No, è demenza, l'Anticristo avrebbe strategie di marketing coerenti (vedi il mio edit al post precedente)
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  9. #19
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    Predefinito Re: La 27esima ora: fenomenologia

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Io non so se questa sia solo demenza o se sia l'Anticristo che prende voce.
    Demenza, demenza...
    Spaghetti e pistole

  10. #20
    Realismo Spietato
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    Predefinito Re: La 27esima ora: fenomenologia

    Ogni anno trovo un motivo per non dare più il mio otto per mille alla CEI.

    E ogni anno questi qua tiran fuori un motivo ancora migliore per continuare a darglielo.

    Ultima modifica di Cale Yarborough; 24-04-13 alle 15:15
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