Sulla Cina Popolare si sentono diverse calunnie, da parte dei liberali e soprattutto dalla sinistra nostrana. Compito di questo articolo è di smontarne almeno alcune, dimostrando le loro falsità. Vi sono tre principali
accuse:
1) La Cina non è più un paese socialista
2) I lavoratori cinesi sono sfruttati e sottopagati
3) La Cina è un paese imperialista
1) Tutti tendono a sottolineare che oramai le imprese sono praticamente tutte private, e che quelle statali sono rare e sparute. Questo non è assolutamente vero, anzi il settore statale non si è indebolito negli anni, ma semmai rafforzato. Basti pensare al fatto che nel 2006 l’84% del PIL cinese è stato prodotto dalle 500 maggiori imprese cinesi, tra queste, ben 349 – che hanno espresso l’85% della ricchezza prodotte tra tutte le 500 – sono imprese statali o controllate dallo Stato. Mentre solo 89 sono quelle private, che hanno espresso una ricchezza pari all’8,4% delle 500. Addiritura le aziende statali stanno aumentando i propri profitti vertiginosamente da 21,4 miliardi nel 1998 di yuan a 495,1 nel 2003. Tuttavia è vero che il settore privato è relativamente forte ma costituisce un terzo del PIL. Ma questo è il “socialismo con caratteristiche cinesi” elaborato da Deng Xiaoping dopo la morte di Mao Zedong. La struttura economica della Cina si basa sul socialismo di mercato che è un sistema di economia mista, in cui il settore pubblico, ovvero le aziende di stato e quelle collettive, ha una posizione dominante. La proprietà privata rappresenta circa un terzo dell’intera economia.
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Tre verità sulla Cina - Stato & Potenza





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