Intervista di Marco Costa, traduzione a cura di Giancarlo Bellini, Rotaru membro del comitato centrale Partito dell’Alleanza Socialista (P.C.R) di Cluj



1) Partiamo dalla recente attualità. Gli ultimi mesi sono stati particolarmente convulsi per la vita politica della Romania; le grandi dimostrazioni popolari iniziate nel gennaio dello scorso anno, il referendum contro il Presidente Basescu, infine le elezioni politiche generali dello scorso dicembre. In queste ultime, in particolare, si è registrata una grande avanzata della coalizione USL (unione social-liberale) ai danni del Partito Liberale, prima al governo. Qual’è, nello specifico, la vostra analisi del voto?

1.- L’Unione Social Liberale, un’alleanza costituita principalmente dal PSD e dal PNL, si e’ imposta come una forza destinata ad allontanare dal potere Traian Basescu ed il PDL. Per la grande massa degli elettori non hanno contato molto le idelogie ed i programmi politici, dal momento che questi non hanno corrisposto, e non corrispondono agli interessi vitali del popolo. Tutti i partiti borghesi, siano essi di destra oppure di sinistra socialdemocratica, hanno formato un cartello che, in essenza, agisce per conservare la linea neocolonialista di sottomissine della Romania e rapinarne le risorse economiche, le ricchezze ed i giacimenti del sottosuolo del paese. La USL ha profittato del comportamento tirannico personale di Traian Basescu, della sua cricca e del PDL, una formazione profondamente reazionaria ed antipopolare. Il governo PDL di Bucarest ha a suo tempo applicato la riduzione del 25% dei salari, la creazione di carichi fiscali per gli imprenditori; ha chiuso ospedali, scuole; ha sospeso l’assistenza sanitaria e, in generale, così come dice lo stesso Basescu, la sospensione delle attribuzioni statali come insieme di misure obbligatorie di protezione sociale. Dal punto di vista del governo PDL e personale di Basescu, lo Stato deve divenire un ufficio poliziesco per l’incasso di imposte e tasse aberranti, senza che lo Stato dia conto del denaro incassato, cosicché questo possa finire per riempire i conti della cricca, coprano le pesanti spese militari della partecipazione della Romania alle guerre di rapina ed occupazione dell’imperialismo e sia usato per il salvataggio delle banche colpevoli d’aver prodotto la attuale crisi mondiale; per consolidare lo stato poliziesco con le spese avventate delle strutture di forza e dei servizi segreti, piloni di sostegno del regime.
Possiamo anzi considerare che questa operazione e’ in pieno svolgimento perché la USL, anche se ha rinunciato alle “curve di sacrificio”, non presenta nessun programma di rilancio economico e liquida gli ultimi asset economici che appartengono alla Stato romeno (l’energia elettrica, i giacimenti rimasti, i combinati industriali ecc.). Per questo l’elettorato romeno, come negli altri paesi della UE, manifesta apatia perche’ i programmi neoliberisti, ma anche del cartello poitico europeo, non sono indirizzati verso i popoli, ma verso i loro sfruttatori.

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Intervista a Constantin Rotaru del Partito dell?Alleanza Socialista di Romania - Stato & Potenza