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Discussione: Etnia, nazionalismo, e classe sociale

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    Predefinito Etnia, nazionalismo, e classe sociale

    Non voglio perdere tempo con la (pur necessaria) polemica circa il luogo nel quale ci troviamo, comunque solo due cose:
    1. l'etnonazionalismo in quanto oggetto di riflessione non appartiene in alcun modo esclusivo alla banda anti-meridionale, per cui considero assolutamente sbagliato lo stato presente delle cose.
    2. l'etnonazionalismo puo e deve essere criticato anche in se stesso, in quanto l'etnia, per il suo valore culturale generico, richiama sempre una costruzione sociale e quindi di un certo grado di arbitrario.

    Ora in questo mio primo intervento voglio limitarmi a lasciare la questione aperta: in quale misura l'etnonazionalismo risulta di una tendenza di fondo di questi ultimi decenni, durante i quali è venuto a mancare il mito del comunismo in un solo paese?

    Vediamo di precisare i termini della questione.
    Si sa che il comunismo novecentesco veicolava un ideologia internazionalista, per la quale il conflitto determinante era verticale: proletariato contro classe proprietaria ("borghesia" nel vecchio gergo).
    Finita (per il momento) l'era di questo conflitto, sul piano filosofico è emersa una nuova narrazione, questa volta in sintonia con il capitalismo che si vuole eterno come ogni dominazione: la differenza.

    La differenza cioè la morte della dialettica, la fine del divenire storico e quindi la fine dell'aspirazione ad una società senza classi.

    Ma quando viene a mancare questa che era una teleologia per il grosso del movimento comunista (si sentiva l'incenso lontano un miglio, come dice l'amico Egomet), cosa resta da sperare per la classe dominata? Se la lotta non è più verticale, verso l'alto, la si puo sempre fare sul piano orizzontale.

    E qui salta fuori l'etnia: nell'etnia il muratore e il banchiere sono uguali, cioè il muratore nel suo orgoglio ritrovato si crede superiore al muratore immigrato.
    Vuol dire questo che l'etnonazionalismo è una cosa da muratori? Certamente no, perché anche la banca ci puo trovare il suo conto: infatti il nazionalismo consente di costituire un gruppo di lavoratori di seconda zona, cioè una forza di lavoro a basso costo.

    Si ha allora un circolo chiuso: la mano d'opera poco qualificata vuole respingere l'immigrato; la banca per via della classe politica che si è comprata mantiene l'immigrato al minimo vitale, ma senza tuttavia mai respingerlo; esasperazione dell'elettorato popolare, profitti per la classe dominante, e infine, il più bello: falso dibattito destra/sinistra sulla questione del multiculturalismo.

    Cioè: di tutto si parla salve l'importante: la lotta di classe, cioè della fine della classe che possiede la democrazia, che possiede l'"opinione pubblica", che possiede infine il capitale e quindi l'intero della forza di lavoro, immigrata o meno.

    E questo mi porta alla conclusione paradossale: la vera via dell'etnia ritrovata passa... per l'abolizione del capitale. Perché ritrovare la dimensione etnica significa ritrovare un principio che vince di contro la dinamica autonoma del capitale di accumulazione infinita.
    Solo in un mondo dove il muratore e il proprietario non sono più divisi nel concreto (e non nell'illusione di far parte di una razza o etnia sempre più o meno superiore), cioè nel modo di produzione, l'etnia ha un significato per sè.
    Ultima modifica di Tommaso; 25-04-13 alle 14:44
    giacomo and Gianky like this.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

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  2. #2
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    Predefinito Re: Etnia, nazionalismo, e classe sociale

    1. l'etnonazionalismo in quanto oggetto di riflessione non appartiene in alcun modo esclusivo alla banda anti-meridionale, per cui considero assolutamente sbagliato lo stato presente delle cose.
    Nessuno ti ha invitato né proibito di intervenire. Mi domando quale "stato presente delle cose" di impedisca di approcciarti con l'argomento, dato che il tuo messaggio l'hai comunque pubblicato.

    Oppure sei intervenuto per provocare?


    2. l'etnonazionalismo puo e deve essere criticato anche in se stesso, in quanto l'etnia, per il suo valore culturale generico, richiama sempre una costruzione sociale e quindi di un certo grado di arbitrario.
    Il concetto di Etnia riassume in sé tre elementi fondamentali: l'elemento biologico; l'elemento culturale e l'elemento spirituale.

    L'elemento biologico consente di distinguere una determinata etnia dalle altre e si riferisce all'accezione prettamente scientifica di etnia, ovvero quella di insieme di individui accomunati dalle medesime origini.

    Una volta stabilito l'elemento biologico, si sviluppa una forma primordiale di Identità che si implementa ulteriormente tramite l'intervento dell'elemento culturale.

    Quest'ultimo, infine, si consolida e si rafforza tramite l'elemento spirituale, che offre all'etnia quel comunitarismo ascetico fondamentale per la difesa dell'identità dal materialismo e dal cosmopolitismo.

    La componente sociale è un fattore trasversale, non ha alcuna attinenza con l'acquisizione della coscienza del concetto di Etnia.


    in quale misura l'etnonazionalismo risulta di una tendenza di fondo di questi ultimi decenni,
    L'Etnonazionalismo non deve essere una tendenza. Se fosse una tendenza avrebbe fallito al momento della sua nascita.

    Infatti, le tendenze, per definizione, sono incentrate sulla diffusione, non sulla verità. Il Comunismo e le ideologie sono tendenze, in quanto improntate alla proliferazione e all'affermazione politica, alla propaganda, alla imitazione della verità.

    L'Etnonazionalismo non necessita di imporsi in quanto non è un'ideologia, ma una fase esistenziale contrassegnata dall'acquisizione di consapevolezza della propria identità, prima individuale, successivamente collettiva.


    Vediamo di precisare i termini della questione.
    Si sa che il comunismo novecentesco veicolava un ideologia internazionalista, per la quale il conflitto determinante era verticale: proletariato contro classe proprietaria ("borghesia" nel vecchio gergo).
    Finita (per il momento) l'era di questo conflitto, sul piano filosofico è emersa una nuova narrazione, questa volta in sintonia con il capitalismo che si vuole eterno come ogni dominazione: la differenza.

    La differenza cioè la morte della dialettica, la fine del divenire storico e quindi la fine dell'aspirazione ad una società senza classi.

    Ma quando viene a mancare questa che era una teleologia per il grosso del movimento comunista (si sentiva l'incenso lontano un miglio, come dice l'amico Egomet), cosa resta da sperare per la classe dominata? Se la lotta non è più verticale, verso l'alto, la si puo sempre fare sul piano orizzontale.

    E qui salta fuori l'etnia: nell'etnia il muratore e il banchiere sono uguali, cioè il muratore nel suo orgoglio ritrovato si crede superiore al muratore immigrato.
    Vuol dire questo che l'etnonazionalismo è una cosa da muratori? Certamente no, perché anche la banca ci puo trovare il suo conto: infatti il nazionalismo consente di costituire un gruppo di lavoratori di seconda zona, cioè una forza di lavoro a basso costo.

    Si ha allora un circolo chiuso: la mano d'opera poco qualificata vuole respingere l'immigrato; la banca per via della classe politica che si è comprata mantiene l'immigrato al minimo vitale, ma senza tuttavia mai respingerlo; esasperazione dell'elettorato popolare, profitti per la classe dominante, e infine, il più bello: falso dibattito destra/sinistra sulla questione del multiculturalismo.
    Io ritengo che tu abbia frainteso completamente non soltanto il concetto di Etnia, ma la natura dell'Etnonazionalismo e l'orientamento di questo forum.

    L'Etnonazionalismo non è questione di stipendi, assunzioni, banchieri, operai, borghesi, muratori e via discorrendo. Ridurre l'Etnonazionalismo a una bega aziendale non è soltanto offensivo e oltraggioso, ma soprattutto riduttivo e superficiale.

    L'Etnonazionalismo significa CONSAPEVOLEZZA, EMANCIPAZIONE INDIVIDUALE, COSCIENZA, ANTI-MATERIALISMO, IDENTITA' E SPIRITUALITA'.

    Se nutri l'intenzione di conferire all'etnonazionalismo connotati che non possiede che NON PUO' ontologicamente possedere, hai sbagliato sede.


    Cioè: di tutto si parla salve l'importante: la lotta di classe,
    Ed è qui che casca l'asino. L'Etnonazionalismo si oppone a quella logica coercizzante che nega ogni idealità e ogni identità e che induce a vedere tutto esclusivamente come un ammasso di materia e materialità.

    L'Etnonazionalismo NASCE IN OPPOSIZIONE AL MATERIALISMO, IL MEDESIMO MATERIALISMO CHE SATANISTI MASSONI COME MARX ED ENGELS HANNO UTILIZZATO COME STRUMENTO PER LA PREPARAZIONE DEI MASSACRI CHE HA CONOSCIUTO IL NOVECENTO.

    La tua ideologia marxista è uno dei peggiori nemici, se non il peggior nemico in assoluto, dell'Etnonazionalismo in quanto tende a sostituire la questione etnica, che esiste, con la questione sociale, che non esiste ed è SOLTANTO UN INGANNO. Ricordo che i popoli della Jugoslavia e dell'Unione Sovietica hanno patito molto le repressioni identitaricide dei rispettivi stati centralisti e questo dovrebbe indurre a riflettere in merito alla madornale mistificazione che tu hai tentato di attuare.


    e non nell'illusione di far parte di una razza o etnia sempre più o meno superiore
    Aridaje.

    Tu intervieni qui atteggiandoti a depositario della verità senza neppure aver letto una sillaba in merito ai concetti di Etnia e di Etnonazionalismo, e ti permetti pure di confondere quest'ultimo con il Suprematismo.

    Nel caso non ne fossi a conoscenza, te lo comunico soltanto perché nutro compassione nei confronti delle vittime dei lavaggi di cervelli come te: Etnonazionalismo e Suprematismo sono due concetti differenti, se non opposti. Il primo sostiene la pacifica convivenza delle etnie, ognuna avente la propria espressione politica e statale che comprenda i territori che le appartengono; il secondo prevede la violazione, da parte di una determinata etnia, dell'autodeterminazione delle altre etnie.


    Non voglio perdere tempo
    Neppure noi vogliamo perdere tempo con la retorica dogmatica ideologica di oltre vent'anni fa.
    Ultima modifica di Ceslom; 25-04-13 alle 19:06

  3. #3
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    Predefinito Re: Etnia, nazionalismo, e classe sociale

    Citazione Originariamente Scritto da Ceslom Visualizza Messaggio

    Una volta stabilito l'elemento biologico, si sviluppa una forma primordiale di Identità che si implementa ulteriormente tramite l'intervento dell'elemento culturale.

    Quest'ultimo, infine, si consolida e si rafforza tramite l'elemento spirituale, che offre all'etnia quel comunitarismo ascetico fondamentale per la difesa dell'identità dal materialismo e dal cosmopolitismo.

    La componente sociale è un fattore trasversale, non ha alcuna attinenza con l'acquisizione della coscienza del concetto di Etnia.




    L'Etnonazionalismo non deve essere una tendenza. Se fosse una tendenza avrebbe fallito al momento della sua nascita.


    L'Etnonazionalismo non necessita di imporsi in quanto non è un'ideologia, ma una fase esistenziale contrassegnata dall'acquisizione di consapevolezza della propria identità, prima individuale, successivamente collettiva.



    L'Etnonazionalismo significa CONSAPEVOLEZZA, EMANCIPAZIONE INDIVIDUALE, COSCIENZA, ANTI-MATERIALISMO, IDENTITA' E SPIRITUALITA'.



    Ed è qui che casca l'asino. L'Etnonazionalismo si oppone a quella logica coercizzante che nega ogni idealità e ogni identità e che induce a vedere tutto esclusivamente come un ammasso di materia e materialità.

    L'Etnonazionalismo NASCE IN OPPOSIZIONE AL MATERIALISMO, IL MEDESIMO MATERIALISMO CHE SATANISTI MASSONI COME MARX ED ENGELS HANNO UTILIZZATO COME STRUMENTO PER LA PREPARAZIONE DEI MASSACRI CHE HA CONOSCIUTO IL NOVECENTO.

    Etnonazionalismo e Suprematismo sono due concetti differenti, se non opposti. Il primo sostiene la pacifica convivenza delle etnie, ognuna avente la propria espressione politica e statale che comprenda i territori che le appartengono; il secondo prevede la violazione, da parte di una determinata etnia, dell'autodeterminazione delle altre etnie.
    Ma vedi se l'etnonazionalismo nasce, come dici tu, in opposizione al materialismo, questo significa che storicamente l'etnonazionalismo è secondo al materialismo, e quindi roba del secolo XIX o XVIII se vogliamo.

    Ora tu stesso dicevi che una volta stabilito l'elemento biologico, si sviluppa una forma primordiale di Identità.
    Ma se l'elemento biologico è più anziano di tutte le ideologie e filosofie della modernità, com'è che non si è sviluppata una forma di identità dall'origine dell'esistenza di quell'elemento biologico?
    E ancora: come mai quell'identità primordiale non si è da subito data la forma-Stato, forma per la quale si è dovuto aspettare la modernità, si proprio quella cattiva modernità materialista e cosmopolita?

    In parole povere, tu presenti l'etnonazionalismo come un fatto di natura, mentre invece è evidente che è un ideologia nata in reazione all'integrazione mondiale del capitale.
    Più precisamente, l'etnonazionalismo è l'ideologia che cerca di rimediare alla catastrofe locale provocata dal capitalismo opponendo alla logica socialmente disgregativa di quest'ultimo una ri-fondazione sociale basata sull'elemento biologico.

    Il problema insormontabile a questo punto è proprio che l'elemento biologico, di cui non nego assolutamente la diversità, non puo in alcun modo costituire un progamma politico.
    Cioè, dal fatto che uno ha la pelle nere e l'altro la pelle bianca non si puo dedurre niente circa il "da fare". E la posizione secondo la quale questa differenza vada protetta e perpetuata non discende in nessun modo dall'elemento biologico in se, ma ben dall'elemento sociale - che in quanto tale prende radice nella problematica capitalista.

    Ed ecco perché, di contro la tua affermazione secondo la quale etnonazionalismo e suprematismo sono due cose diverse, il primo sfocia quasi sempre nel secondo perché invece di scontrarsi con la logica imperialista del capitale, gli da al contrario un fondamento ideologico razzista.

    Del resto il lettore imparziale del forum principale, se non è completamente deficiente, si rende conto che la posta in gioco, per la banda anti-meridionale, non è di difendere la diversità come bene in se, ma di proclamare la superiorità e quindi il diritto di sfruttamento di una parte sull'altra.
    Ultima modifica di Tommaso; 27-04-13 alle 14:01
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  4. #4
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    Predefinito Re: Etnia, nazionalismo, e classe sociale

    Ma vedi se l'etnonazionalismo nasce, come dici tu, in opposizione al materialismo, questo significa che storicamente l'etnonazionalismo è secondo al materialismo, e quindi roba del secolo XIX o XVIII se vogliamo.
    Il Materialismo è sempre esistito. Soltanto le sue espressioni politiche si sono modificate nel corso del tempo (dal liberalismo al marxismo).


    Ma se l'elemento biologico è più anziano di tutte le ideologie e filosofie della modernità, com'è che non si è sviluppata una forma di identità dall'origine dell'esistenza di quell'elemento biologico?
    Si sarebbe sviluppata, se non fosse stato per l'illuminismo cosmopolita secondo cui "gli esseri umani sono tutti uguali" (concezione imperante sino ad oggi).


    E ancora: come mai quell'identità primordiale non si è da subito data la forma-Stato, forma per la quale si è dovuto aspettare la modernità, si proprio quella cattiva modernità materialista e cosmopolita?
    La forma statale del particolarismo etnico è sempre esistita, tuttavia non era centralista. Il modernismo materialista non ha introdotto la concezione di stato, ma ha soltanto apportato la sua accezione centralista.


    Più precisamente, l'etnonazionalismo è l'ideologia che cerca di rimediare alla catastrofe locale provocata dal capitalismo opponendo alla logica socialmente disgregativa di quest'ultimo una ri-fondazione sociale basata sull'elemento biologico.
    I popoli irredenti della Jugoslavia e dell'Unione Sovietica si opposero ai loro rispettivi governi centralisti. Quindi la dicotomia fra comunismo e capitalismo non ha significato in relazione all'etnonazionalismo.


    Ed ecco perché, di contro la tua affermazione secondo la quale etnonazionalismo e suprematismo sono due cose diverse, il primo sfocia quasi sempre nel secondo perché invece di scontrarsi con la logica imperialista del capitale, gli da al contrario un fondamento ideologico razzista.
    L'Etnonazionalismo prevede un capitalismo moderato, differente da quello finanziario odierno, che sia incentrato sulla produzione locale, in modo tale da scardinare progressivamente la necessità del commercio per il raggiungimento dell'autosufficienza.


    Del resto il lettore imparziale del forum principale, se non è completamente deficiente, si rende conto che la posta in gioco, per la banda anti-meridionale, non è di difendere la diversità come bene in se, ma di proclamare la superiorità e quindi il diritto di sfruttamento di una parte sull'altra.
    Io, e gli altri utenti di questo forum, non siamo anti-meridionali. L'etnonazionalismo non coincide con il settetrionalismo, ma è piuttosto lo strumento politico di emancipazione di tutti i popoli irredenti, in qualsiasi parte del globo si trovino.

  5. #5
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    Predefinito Re: Etnia, nazionalismo, e classe sociale

    Dibattito interessante e secondo il mio modestissimo parere di "eretico" assolutamente non in contrasto. Su alcune cose dite le stesse cose, personalmente sono più orientato verso il discorso di Tommaso che non ritengo antitetico all'etnonazionalismo, anzi nella conclusione del primo intervento di Tommaso, che cito <Perché ritrovare la dimensione etnica significa ritrovare un principio che vince di contro la dinamica autonoma del capitale di accumulazione infinita. Solo in un mondo dove il muratore e il proprietario non sono più divisi nel concreto (e non nell'illusione di far parte di una razza o etnia sempre più o meno superiore), cioè nel modo di produzione, l'etnia ha un significato per sè.>, trovo proprio l'affermazione di cosa debba essere l'etnonazionalismo e come in una società senza differenze di classe (o almeno con differenze di classe molto contenute) l'etnonazionalismo possa esprimere la vera essenza del suo essere. Una vera società etnonazionalista non può quindi che essere, una società comunista. Vero, sono eretico, ma io la penso così.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  6. #6
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    Predefinito Re: Etnia, nazionalismo, e classe sociale

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    Una vera società etnonazionalista non può quindi che essere, una società comunista. Vero, sono eretico, ma io la penso così.
    No, non comunista ma Comunitarista.

    Il comunismo, il marxismo, il socialismo sono internazionalisti, mondialisti per dottrina. Tendono a livellare le differenze etniche e identitarie, considerandole solo sovrastrutture. Il marxismo, come il liberismo/capitalismo, attribuisce all'economia la sola molla che spinge l'uomo all'azione, ossia l'unia ragione di vita. L'etnonazionalismo, il pensiero identitario pongono come riferimento i legami di sangue, di suolo e di cultura. Marxismo e liberismo/capitalismo muoiono senza il denaro; il pensiero identitario/etnonazionalismo, no.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #7
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    Predefinito Re: Etnia, nazionalismo, e classe sociale

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    No, non comunista ma Comunitarista.

    Il comunismo, il marxismo, il socialismo sono internazionalisti, mondialisti per dottrina. Tendono a livellare le differenze etniche e identitarie, considerandole solo sovrastrutture. Il marxismo, come il liberismo/capitalismo, attribuisce all'economia la sola molla che spinge l'uomo all'azione, ossia l'unia ragione di vita. L'etnonazionalismo, il pensiero identitario pongono come riferimento i legami di sangue, di suolo e di cultura. Marxismo e liberismo/capitalismo muoiono senza il denaro; il pensiero identitario/etnonazionalismo, no.
    Comunitarismo o comunismo? Decidi tu che nome dare. Non sono appassionato ai nomi e alle definizioni. Sto alla pratica e la pratica e la realtà mi dicono che con classi economiche non esiste idea stabile di nazione e di comunità, l'idea stessa di Comunità Nazionale presuppone e non transige dall'idea di Comunità Economica senza classi. Quando si forma una classe, la stragrande maggioranza della gente tende ad estraniarsi dall'idea di Nazione, abolizione delle classi significa creazione della Nazione. Il marxismo era internazionalista? Certo e chi lo nega, ma adesso, ora, chi è internazionalista? Il banchiere o l'operaio? Chi crede nella comunità etnica nazionale? Il banchiere o l'operaio?
    Ultima modifica di Gianky; 04-05-13 alle 08:48
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  8. #8
    BAFOMETTO
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    Predefinito Re: Etnia, nazionalismo, e classe sociale

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    La differenza cioè la morte della dialettica, la fine del divenire storico e quindi la fine dell'aspirazione ad una società senza classi.
    ecchellà, "quindi", come se il divenire in quanto divenire non comportasse l'impossibilità di immobilizzare la storia nell'assenza di dominio

  9. #9
    BAFOMETTO
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    Predefinito Re: Etnia, nazionalismo, e classe sociale

    ah apprendo che tutto ciò "sapeva di incenso", verissimo; va detto però che una volta che alla dialettica abbiamo tolto il finalismo non serve più a molto

  10. #10
    BAFOMETTO
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    Predefinito Re: Etnia, nazionalismo, e classe sociale

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Del resto il lettore imparziale del forum principale, se non è completamente deficiente, si rende conto che la posta in gioco, per la banda anti-meridionale, non è di difendere la diversità come bene in se, ma di proclamare la superiorità e quindi il diritto di sfruttamento di una parte sull'altra.
    dato che da meri elementi biologici non può discendere in sé nessuna implicazione sociale il diritto di sfruttamento non è più irrazionale o arbitrario del diritto di non essere sfruttati

 

 
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