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Discussione: Udienza di Merito ricorso Ronnie

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    Predefinito Udienza di Merito ricorso Ronnie

    Invito le parti a costituirsi.
    Ultima modifica di Guy Fawkes; 26-04-13 alle 21:03
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    L'ultimo uomo ad essere entrato in Parlamento con intenzioni oneste.

    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

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  2. #2
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    Predefinito Re: Udienza di Merito ricorso Ronnie

    Memoria di costituzione

    On. Ronnie
    Presidente Commissione affari costituzionali


    in rappresentanza di
    se medesimo ricorrente et Sen. Eric Draven

    Signori Onorevoli componenti della Corte,
    poichè il testo del ricorso presentato contiene in sè ognuno degli elementi che è necessario siano posti all'attenzione di questa alta corte lo riporto qui e chiedo il permesso di rinviare ogni ulteriore argomentazione a dopo la presentazione della memoria di eventuali controinteressati al ricorso medesimo.
    ***



    La presidenza della Commissione Affari Costituzionali


    visti gli articoli 21 sesto comm, 53 commi terzo, quarto, e quinto e 60 della vigente Costituzione, che dispongono rispettivamente il potere di decretazione presidenziale, la competenza per conflitto di attribuzione della Corte Costituzionale e la non impugnabilità delle sentenze della Corte Costituzionale
    vista la sentenza 22-03-2013 sul ricorso Occidentale e la discussione del medesimo
    visto l'articolo 6 del Regolamento della Commissione approvato in data 28-04-2012 che dispone la competenza della Commissione alla ratifica dei decreti presidenziali di seguito riportato e scansionato con notazione numerica prima di ognuno dei distinti concetti richiamati

    Art. 6 - Regolamento Commissione Affari Costituzionali

    La Commissione (1) può (2) esaminare e (3) ratificare (4) con eventuali osservazioni non vincolanti (5) i decreti e i regolamenti emanati dal Presidente di PIR (6) che richiamano e/o attuano dispositivi costituzionali.
    (7) E' fatto salvo il diritto della Corte Costituzionale, previo ricorso, di giudicare sulla liceità e la costituzionalità di tali atti secondo le norme in vigore.

    considerato

    1- che nella discussione di cui all'udienza in epigrafe non è stato menzionato da alcuna parte, avvocato o componente del collegio l'articolo 6 del predetto regolamento

    2- che nella sentenza 22-03-2013 non è stato menzionato neppure alcun controllo successivo sui decreti presidenziali (5), apparendo il Presidente autorizzato alla emanazione sic et simpliciter dei medesimi

    3- che l'articolo 60 inibisce un eventuale ricorso d'impugnazione della richiamata sentenza, ma non pregiudica nuovi giudizi che non siano impugnazioni

    4- che il presente ricorso, meramente interpretativo e non finalizzato all'annullamento ma unicamente alla precisazione delle eventuali conseguenze collaterali della richiamata giurisprudenza non intende avere natura di impugnazione ma al contrario di interpretazione chiarificatrice della predetta sentenza

    5- che questa Presidenza, consapevole della sua facoltatività (1), vorrebbe avvalersi del suo potere di sottoporre a ratifica (3)i decreti presidenziali onde sopperire al problema di carenza di controllo che ha generato il contenzioso alla base della sentenza (ricorso Occidentale) e l'ulteriore recrudescenza del medesimo (ricorso Haxel in odierna data)

    6- che questa presidenza non intende tuttavia esercitare oltre e al di là del significato che la Corte intendeva dare alla sua sentenza tale potere di (3) ratifica (per non mancare di rispetto alla leale cooperazione istituzionale che le impone di considerare con la massima attenzione le decisioni dei signori Giudici Costituzionali anche nella parte non espressa delle loro valutazioni) e dunque prima di esercitarlo giudicando di un decreto, rischiando di scatenare un eventuale conflitto di attribuzione con il Presidente di POL, intende sapere dalla Corte medesima fino a dove si estendano le conseguenze della sua precedente sentenza



    chiede

    1- che la Corte voglia interpretativamente accertare se il significato del potere di "esaminare" (2) i richiamati decreti e regolamenti risponda a quello di seguito riportato della parola "esame" come dalla Presidenza dichiaro che è inteso ovvero:
    "soppesare ai fini del giudizio dei commissari"

    e
    ame s. m. [dal lat. examen, propr. «ago della bilancia», der. di exigĕre «pesare»]. –
    [...]
    b. Ponderata considerazione di una cosa allo scopo di prendere una deliberazione o formulare un giudizio: e. d’una proposta, dei documenti; l’incartamento è ora all’e. della commissione; prendere in e. un progetto; dopo approfondito e., la domanda è stata accolta; e. di un libro, di un’opera d’arte e sim., anche mediante scritti, articoli critici, recensioni.



    2 - che la corte voglia interpretativamente accertare se il significato del potere di "ratificare" (3) sia quello derivante dalla seguente accezione della parola "ratifica" per come la intende la Presidenza ovvero potere di "concedere o negare validità all'atto formato dal Presidente sicchè abbia o non abbia esecuzione"



    ratìfica s. f. [der. di ratificare]. –
    [...]
    b. In diritto pubblico, riconoscimento, da parte dell’organo competente in ultima istanza, della definitiva validità di un atto deliberato, con validità provvisoria, da un organo esecutivo: sottoporre una delibera adottata d’urgenza dalla giunta alla r. del consiglio comunale. Nel linguaggio non strettamente giur., è usato spesso come sinon. di approvazione, conferma, convalida.




    3- che la corte voglia interpretativamente chiarire se il significato delle parole "che richiamano e/o attuano dispositivi costituzionali." (6) relative ai decreti e regolamenti del presidente di PIR sia quello che la Presidenza qui intende ovvero che la commissione abbia la facoltà di prendere in esame e successivamente esprimere o negare la ratifica di:"tutti i decreti e regolamenti derivanti da disposizioni costituzionali, compreso quelli di cui all'articolo 21 laddove attribuisce questo potere, e viceversa nessuno dei decreti e regolamenti derivanti da norme subcostistuzionali"

    questo considerato


    che in quanto recita "emana" l'articolo 21 è precisamente un "dispositivo costituzionale", laddove dispone che "il presidente emana", dunque ogni decreto ex articolo 21 è soggetto all'articolo 6 del regolamento della Commissione che costituisce specificazione delle attribuzioni "costituzionali" della medesima

    che i soli dispositivi che non sono attuazione o richiamo di norme costituzionali sono quelli che non derivano dalla Costituzione, cioè non derivano dall'articolo 21, e dunque ogni eventuale decreto previsto da altre leggi che non siano la costituzione (che non siano dunque l'articolo 21) non possa essere soggetto alla Commissione Affari Costituzionali




    4- che la Corte voglia infine interpretativamente chiarire se, come ritiene la Presidenza, le parole (4) "con eventuali osservazioni non vincolanti" si riferiscano a un potere di allegare alla ratifica o alla mancata ratifica non solo un "sì" o un "no" ma anche delle osservazioni, che ovviamente però non siano vincolanti ovvero "non obblighino attivamente il presidente a emanare un diverso decreto se quello che ha emanato non è stato ratificato" nè tantomeno si atteggino come "emendamenti" nel caso di una "ratifica con osservazioni", escludendo dunque che le osservazioni non vincolanti costituiscano in qualche modo il contenuto della ratifica

    questo considerato


    che come si è allegato ai punti il significato della parola ratifica non è un atecnico "esaminare" ma un giuridicissimo "decidere".







    fa infine presente, con spirito di collaborazione, a proposito delle possibili soluzioni dei quesiti


    - che non ritiene che il presente ricorso costituisca "impugnazione" poichè in effetti esso non contesta nulla della sentenza in epigrafe, giacchè essa in nessuna sua parte vieta l'applicazione dell'articolo 6 nè lo menziona, ma si limita a replicare a coloro i quali sostengono che il decreto sia di per sè atto inutilizzabile in quanto non attuato che l'esistenza di una normativa di attuazione non è precondizione per l'esercizio del potere. Questo ricorso non vuole dunque essere una sconfessione di una sentenza poichè verte su cose "a lato" della medesima.

    - che ritiene che un efficace esercizio del potere di ratifica della Commissione su tutti i decreti come qui interpretato consentirebbe di ritenere applicabile sic et simpliciter la vigente disciplina senza bisogno nè di riforme nè di sentenze ulteriori, ben potendo le forze politiche preoccupate di un decreto pretendere una rapida valutazione del medesimo da parte della Commissione con la semplice richiesta al Presidente di esaminarlo, potendo poi decidere se ratificarlo o non ratificarlo, al limite cancellandolo dall'ordinamento sic et simpliciter se ritenuto non accettabile

    - che non ritiene che il potere della Commissione sia di "controllare la legittimità ma non il merito" e questo poichè
    A) si deve ritenere che il giudizio della commissione sia prima di tutto di merito proprio perchè non è enunciato un parametro specifico
    (ovvero nell'articolo 6 non c'è scritto che la commissione verifica se sia legittimo, c'è scritto solo che la commissione ratifica, come il parlamento italiano ratifica o no i decreti, non essendo affatto obbligato a giudicare solo della loro legalità ma ben potendo giudicarli in tutto quello che prevedano)
    B) è anche esplicitamente escluso questo compito, perchè (7) il secondo comma dell'articolo 6 è molto chiaro nel lasciare alla Corte le sue competenze che per l'appunto sono di legittimità

    - che la ragione del presente ricorso è quella di evitare un controricorso del Presidente Olivo e un aggravio inutile di lavoro per i signori giudici nel caso la commissione, procedendo senza ascoltar nessuno, intendesse agire per negare una ratifica a un decreto, costituisce dunque un gesto di rispetto per la Corte e di preventiva attenzione nei riguardi della sua giurisprudenza


    f.to
    Ronnie

    Presidente della Commissione




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  3. #3
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    Predefinito Re: Udienza di Merito ricorso Ronnie

    chiedo scusa ai signori giudici per i links casuali ma non dipendono da me, i soli links che ho messo sono quelli in cima, gli altri sono pubblicità
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  4. #4
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    Predefinito Re: Udienza di Merito ricorso Ronnie

    non abbiamo messo noi questa pubblicità...

  5. #5
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    Predefinito Re: Udienza di Merito ricorso Ronnie

    Sì confermo assolutamente TP non c'entra, il mio pc mi mostrava links a caso sparsi nel testo ma era un malware noto come textenhance, che ho prontamente rimosso.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Udienza di Merito ricorso Ronnie

    fa niente, tranquilli.
    Continuiamo con l'udienza.
    “Senza dualità dei sessi, niente matrimoni, senza matrimoni niente famiglie, senza famiglie nessuna società, l’individualismo puro è tirannia”.

    Pierre Joseph Proudhon

  7. #7
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    Predefinito Re: Udienza di Merito ricorso Ronnie

    Alla luce della mancata costituzione di controparti, ritengo di poter esporre argomentazioni in ordine a un punto del dispositivo di ammissione della sentenza, circa il quale non si fa riferimento nel mio ricorso, onde possano essere utili ai signori giudici.
    - Stabilire la gerarchia delle fonti e se il Regolamento della Commissione Affari Costituzionali abbia legittimità di imporre la norma soggetta a questo ricorso

    Espongo dunque le ragioni per cui ho ritenuto addirittura scontato che questo presupposto, la forza di legge del regolamento, ci fosse:

    In merito alla validità dell'atto:

    1- Il Regolamento è previsto dall'articolo 65 Cost.
    2- Il Regolamento fu approvato regolarmente, come si evince al link alla seduta in cui ciò avvenne, riportato in epigrafe al ricorso.
    3- Il Regolamento è stato costantemente applicato da tutti i presidenti della Corte fino a me.
    4- il Regolamento è stato di recente modificato, e nessuno ha obbiettato una sua carenza di forza di legge.

    In merito alla competenza a regolare dell'atto:


    Il regolamento secondo me ha necessariamente contenuto generale, poichè disciplina l'intera attività della Commissione per tutto quanto non sia già previsto dalla Costituzione, che, evidentemente non disciplina affatto molte delle cose che sono opportune per la Commissione. Tuttavia alcune parti del suo contenuto sono richieste dalla Costituzione come "contenuto minimo", è il caso delle norme richieste dall'articolo 62 e, col medesimo contenuto, dal n. 65.

    "Il regolamento interno è adottato a maggioranza semplice E stabilisce i modi e le forme della discussione e approvazione dei progetti di legge di competenza della Commissione."

    All'interpretazione indicata aderisco perchè è evidente che la congiunzione E non sia quella giusta per determinare il significato, di apertura o chiusura ad altri contenuti, della norma e ritengo altresì che esistono due sole possibilità di trarre un senso da essa, entrambe le quali passano dal presupporre che quell' E sia letto come

    • E stabilisce (solo) i modi e le forme etc.. Tassativa, fattispecie chiusa
    • E stabilisce (almeno) i modi e le forme etc.. Non tassativa, fattispecie aperta


    Non c'è la parola "solo". Non c'è la parola "almeno". Ci sono dunque due opzioni. Quale scegliere? A mio avviso è obbigata la seconda scelta, ovvero che si debba leggere quell'E come "e almeno", perchè se per assurdo leggessimo il testo come "e solo"
    dovremmo concludere che sia poi vietato inserire nel regolamento qualunque cosa che la Costituzione non dica doverci essere:

    l'articolo 3, che dice cose non previste dalla Costituzione in nessuno degli articoli 62, 63, 64, 65, 67, e che proprio per questo recita "restano fermi gli altri motivi di decadenza" ma che nondimeno sono necessarie all'attività della Commissione

    Art. 3 - Reg Comm
    Ogni commissario ha il diritto ed il dovere di partecipare alle sedute. Il Commissario che non partecipa ai lavori per più di 30 giorni consecutivi senza alcuna giustificazione è dichiarato decaduto dal Presidente, che informa immediatamente il Gruppo di riferimento per la sostituzione.
    Restano fermi gli altri motivi di decadenza previsti dalla Costituzione.

    L'ancor più importante articolo 10
    , che dice cose non previste dalla Costituzione in nessuno degli articoli 62, 63, 64, 65, 67 ma nondimeno indispensabili per assicurare la legalità del lavoro della Commissione (!)

    Art. 10 - Reg Comm
    Se l'operato del Presidente della Commissione è sospetto di incostituzionalità o di violazione del presente Regolamento, egli per mezzo della denuncia di un qualsiasi Commissario è passibile di giudizio presso la Corte Costituzionale.
    La Corte potrà ammonirlo con una censura costituzionale e annullare gli atti che violano Costituzione e Regolamento.
    Il Presidente decade dal proprio incarico alla terza censura Costituzionale attribuitagli dalla Corte.
    In caso di grave violazione delle leggi la Corte può comunque dichiararne l'immediata decadenza. In tal caso il giudizio deve essere espresso all'unanimità dai giudici.


    Ulteriore riprova del fatto che la Costituzione intenda -in generale- così i regolamenti interni è l'articolo sul regolamento del Senato, che recita


    Art. 10

    Il Senato adotta o modifica il proprio regolamento interno con un voto a maggioranza dei 2/3 dei suoi componenti. Il Regolamento, emanato con decreto del presidente del Senato, deve conformarsi alle norme costituzionali. Sono di competenza esclusiva della Corte costituzionale i ricorsi aventi ad oggetto la contrarietà all’ordinamento del Regolamento.


    è evidente che se c'è il bisogno di precisare in questa norma che "deve conformarsi alle norme costituzionali" di base la Costituzione non da per scontato che i regolamenti siano solo la pedissequa riproduzione di norme Costituzionali

    Infine un esempio di diritto esterno
    :

    La costituzione Italiana non prevede alcun potere di scioglimento
    (e stiamo parlando si badi di un potere enormemente importante come è ovvio!) del Consiglio Superiore della Magistratura attribuito al Presidente della Repubblica. Eppure il CSM è stato regolato con questo articolo 31

    Art. 31
    Scioglimento del Consiglio superiore.

    Il Consiglio superiore, qualora ne sia impossibile il funzionamento, è sciolto con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il parere dei Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati e del Comitato di presidenza.Le nuove elezioni sono indette entro un mese dalla data dello scioglimento.

    E' dunque evidente:



    • che quando la costituzione di POL disciplina altri regolamenti non li intende in modo strettamente chiuso a norme sostanziali non previste dalla Costituzione
    • che anche quando le norme italiane disciplinano organi subcostituzionali prevedono senza alcun problema poteri non necessariamente previsti dalla costituzione
    • che l'articolo della costituzione sul regolamento lascia aperte due opzioni e non vieta l'opzione interpretativa che io suggerisco
    • che interpretarlo come non è naturale (nè per gli altri regolamenti, nè per le leggi italiane) ovvero scegliere quella delle due interpretazioni che io non suggerisco avrebbe esiti assurdi e non ragionevoli perchè elimina norme platealmente ragionevoli, e dunque è via da sconsigliarsi fortemente


    ovvero che il potere della Commissione di ratifica dei decreti Presidenziali è un potere perfettamente legale in virtù di una norma perfettamente valida
    Ultima modifica di Ronnie; 28-04-13 alle 20:12
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    Predefinito Re: Udienza di Merito ricorso Ronnie

    Invito le parti costituite, vale a dire il Pres. Ronnie nel caso qui in discussione, a presentare le proprie conclusioni.
    .
    L'ultimo uomo ad essere entrato in Parlamento con intenzioni oneste.

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    Predefinito Re: Udienza di Merito ricorso Ronnie

    Grazie, vostro onore, procedo.





    Presidente e colleghi onorevoli magistrati del Collegio,

    sapete certamente che ho presentato questo ricorso chiarificatore prima d'esercitare un potere poco conosciuto -- che ho rinvenuto nel dovuto studio del regolamento della mia commissione -- e che l'ho fatto col dichiarato scopo di non creare un inutile conflitto aggiuntivo che coinvolgesse altre Istituzioni Costituzionali, per una vicenda che, tutto considerato, non tocca che marginalmente quello che è il mio percorso e ruolo politico di mediatore per una necessaria riforma.

    Può dunque dirsi, e tengo a ribadirlo, che io l'ho fatto nel solo interesse dell'ordinamento, credendo solo di proporre una tesi interpretativa coraggiosa -spero non temeraria- che fosse utile per procedimentalizzare ed incanalare in un iter bilanciato quello che era -ed è- un problema concreto: la conflittualità politica in ordine all'esercizio del potere di decretazione presidenziale ed alla supposta assenza di meccanismi attuativi che lo regolassero. Senza alcun retropensiero di natura politica.

    Credo di aver già espresso, nel ricorso e nella memoria sul dispositivo d'ammissione, tutto ciò che dovevo -spero con completezza di riferimenti e fonti- per agevolarvi nella vostra difficile quanto fondamentale opera. Pertanto, con lo stesso spirito, nel solo interesse dell'ordinamento, io qui vi chiedo di bocciare senza alcun dubbio il mio argomento, se ritenete che l'attuazione di quell'articolo pregiudichi la ragionevolezza di un ordinato sistema Costituzionale, dei suoi pesi e dei suoi contrappesi.

    Vi ringrazio
    Ultima modifica di Ronnie; 29-04-13 alle 23:40
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  10. #10
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    Predefinito Re: Udienza di Merito ricorso Ronnie

    Essendo state esposte le conclusioni dall'unica parte costituita, anche se con un leggero anticipo, dichiaro conclusa la fase dibattimentale. La Corte ha acquisito sufficienti elementi per poter giudicare, ha pertanto inizio la camera di consiglio.
    .
    L'ultimo uomo ad essere entrato in Parlamento con intenzioni oneste.

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