Le vedove amare di Rodotà
C'è un'Italia triste che in questi giorni porta il lutto negli occhi e il broncio in viso. Se vuoi accedere al loro stato d'animo di setta, c'è una password, o per i più antichi una parola d'ordine: Ro-do-tà
Marcello Veneziani
C'è un'Italia triste che in questi giorni porta il lutto negli occhi e il broncio in viso. Se vuoi accedere al loro stato d'animo di setta, c'è una password, o per i più antichi una parola d'ordine: Ro-do-tà.
Se scandisci le tre sillabe, ti rispondono con un sospiro e aprono il portale segreto: ah, Rodotà.
È il rimpianto di un'Italia che si sognava dimezzata, anzi di più. Un'Italia di sinistra incontaminata.
Nulla da dire sul Professor Rodotà, intellettuale di rispetto e persona perbene.
Io mi riferisco al Totem creato per racchiudere in una parola d'ordine, l'equivalente di «birra e salsiccia» per Totò, che l'accompagnava con un movimento allusivo delle labbra e della mano; così puoi accedere alla Legione Straniera.
Il paradosso è che Ro-do-tà non è stato lanciato dalla sinistra in purezza, che poi l'ha sposato, ma dai grillini.
E il plebiscito popolare sul web per lui era di 4mila voti, che non bastano nemmeno per fare il sindaco a Terlizzi.
Ma c'è un segreto. Oltre la Gabanelli che aveva vinto con molte più preferenze che le avrebbero consentito di fare il sindaco a Terlizzi, Rodotà avrebbe in realtà preso qualche voto in meno di un altro autorevole professore, Zagrebelsky.
Ma si è scatenato il panico in Casagrillo perché non si poteva scandire in piazza un nome così difficile e così russo che taluni grillini già chiamavano Swarovski, confondendo l'illustre giurista per un posacenere di cristallo.
Ro-do-tà, invece, ha tre sillabe perfette da passeggio.
Il mito nacque così, per logopedia (che non è pensare con i piedi).
..
...IL GIOVANE VECCHIO...
...Ro-do tà-ta-ta-ta...
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