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    Predefinito La Terza Guerra Mondiale

    La sera del 22 ottobre 1962 la nave cargo Caterina viola il blocco navale imposto dal governo di Washington attorno a Cuba e oltrepassa la sicurezza imposta dalla marina americana come ultima frontiera prima di cannoni e siluri. Sulla Caterina piomba l'incrociatore Louisiana come uno squalo mastodontico su una preda indifesa. Inizia la Terza guerra mondiale. Vengono affondate tre navi battenti bandiera sovietica. Nessuna imbarcazione della flotta che avrebbe dovuto portare ulteriori equipaggiamenti militari a Castro raggiungerà mai le coste cubane.
    Il 23 ottobre il Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica presieduto dal segretario generale Nikita Kruscev dà il via all'operazione Sturm. Agenti del KGB supportati da uomini della Stasi, la polizia politica della Germania Est, escono dalle proprie "tane" nella Berlino Ovest per compiere il lavoro per il quale erano stati addestrati a dovere. I quartieri occidentali di Berlino tornano a bruciare come vent'anni prima. I commando comunisti compiono vere e proprie missioni suicide eliminando dozzine alti funzionari dell'amministrazione, politici anticomunisti, commissari di polizia, ufficiali britannici, americani e sabotando punti nevralgici della città. Gli studi televisivi e radiofonici teatri di sparatorie sanguinose vengono occupati dai tedeschi dell'est e poi rioccupati da forze di polizia in assetto di guerra. La notte sarà chiamata Notte del fuoco, Berlino è illuminata dalle esplosioni, dai proiettili traccianti, dai fari della contraerea e dagli incendi scoppiati ovunque. La città dell'Ovest sceglie di resistere tenacemente nonostante il suo destino sia già segnato, essendo circondata dalla DDR. I carri armati con la stella rossa oltrepassano il confine aiutati dall'aviazione del Patto di Varsavia sorpassando i reticoli spinati e l'ormai demolito Muro di Berlino. Inizia la battaglia tra le due Germanie, la NATO prende immediate misure di contrattacco su un fronte di mille chilometri dall'Austria meridionale al mar Baltico, milioni di uomini, mezzi blindati e aerei da guerra si scontrano sul confine di due mondi opposti.
    Vienna è la seconda metropoli a cadere dopo Berlino. Il 27 ottobre l'antica città imperiale viene devastata da pesanti bombardamenti mentre le truppe ceco-magiare entrano nel centro. I soldati del Patto di Varsavia indossano maschere antigas per l'apposita guerra batteriologica provocata da bombe chimiche sganciate la notte prima dall'aviazione sovietica, le strade di Vienna sono ricoperte da cadaveri dagli occhi bruciati e lingue verdi fuori dalla bocca, l'operazione verrà chiamata Formicaio in fiamme, resa immediata della capitale austriaca. Il 28 ottobre una controffensiva della NATO ad Amburgo per tranciare la Germania settentrionale e la Danimarca fallisce, l'armata anglo-americana e canadese è costretta a ripararsi a Sud sull'Elba. Qui un'altra epica battaglia è favorevole alle armate rosse, pochi sono i sopravvissuti della NATO.
    1° novembre: una divisione di paracadutisti si lancia nei pressi di Francoforte riuscendo a vincere con non poche perdite la disperata difesa resistenziale dell'esercito federale tedesco. Truppe aviotrasportate conquistano l'aeroporto civile e quello militare. Il 2 novembre l'esercito sovietico utilizza per la prima volta ordigni nucleari da 0,5 megatoni, piccole e poco potenti per liberarsi dalle truppe corazzate nemiche, questo ha un tremendo impatto psicologico sugli occidentali. Il tabù del nucleare era infranto dall'URSS. Il Presidente Kennedy consultandosi col Presidente francese De Gaulle e il Primo Ministro britannico MacMillan ordina immediata rappresaglia missilistica. Lo stesso giorno un fungo atomico rosso ricopre la metropoli di Minsk, che viene annientata e con essa centinaia di migliaia di persone. Si pensa subito ad una nuova rappresaglia in qualche grande centro urbano occidentale, ma ciò invece non avviene. Intanto il terrore prende il sopravvento nelle popolazioni, a Roma una folla oceanica si riversa in Piazza San Pietro pregando il cielo di risparmiarla da quella folle nuova guerra. In Francia qualche socialista e comunista mostra dissensi per la leadership di De Gaulle, in Italia avvengono scontri di piazza e ritornano in auge i movimenti terroristici. Intanto altri mini-ordigni atomici vengono lanciati nuovamente su Francoforte per sbaragliare definitivamente le forze NATO della zona. Altre due divisioni di paracadutisti si lanciano sulla città ormai in macerie, l'esercito della Germania Federale si difende bene e resiste e altri piccoli ordigni stavolta statunitensi sono lanciati su polacchi, tedeschi dell'est e sovietici. Il 26 novembre l'esito della battaglia di Francoforte è favorevole ai sovietici. La bandiera rossa sventola sopra il Kaiserdom, antico duomo e luogo di incoronazione degli imperatori del Sacro Romano Impero.
    Contemporaneamente all'andamento sfavorevole della guerra per gli occidentali in Europa, Kennedy dà l'ordine di invasione dell'isola di Cuba. I marines sbarcano in massa nei pressi dell'Avana, a Capo Sant'Antonio ad ovest, e sulle spiagge a Cardenas e Guantanamo via terra. I jet americani spianano la strada all'esercito terrestre. La resistenza anti-americana è tenace, anche in zone già occupate, dove spuntano organizzazioni filocastriste guerrigliere. Santiago de Cuba, Santa Clara, Placetas e la stessa capitale cubana. Questi i principali luoghi di scontro successivi allo sbarco dell'esercito degli Stati Uniti. I reggimenti castristi combattono nei grandi centri urbani, nelle selve, nelle piantagioni da canna da zucchero e tabacco o in qualche sperduto centro agricolo. Molti castristi combattono in abiti civili mimetizzandosi con i locali. In America centrale e meridionale qualche gruppo terroristico finanziato da Mosca dà il via a insurrezioni. Il Messico entra in guerra al fianco degli Stati Uniti dichiarando tutto l'appoggio possibile contro la resistenza cubana e l'Unione Sovietica. Nello Stato messicano del Chiapas alcuni zapatisti di sentimenti marxisti-leninisti in zone particolarmente povere e depresse fondano nuovi movimenti rivoluzionari filo-sovietici scontrandosi con le forze di polizia e l'esercito di Città del Messico, nella capitale si susseguono attentati dinamitardi contro sedi amministrative.
    Il Guatemala, l'Honduras, El Salvador e il Nicaragua diventano zone calde di scontri tra eserciti golpisti marxisti-leninisti e i governi militari finanziati e riforniti dalla CIA e da Washington. Il Costa Rica riesce a dichiararsi neutrale al conflitto mondiale. Il Belize, protettorato britannico, diventa fortezza della Royal Navy contro i sommergibili sovietici e attacchi di gruppi terroristici e rifugio per molti cittadini britannici ed americani residenti nei Paesi circostanti. Negli Stati Uniti avviene un giro di vite molto repressivo nei confronti dei partiti di sinistra, che sono quasi dichiarati fuori legge, nonostante ciò nasce ante litteram una sinistra anti-sovietica, libertaria e progressista che comincia a manifestare contro la guerra e contro lo stalinismo. Colombia e Venezuela dichiarano lo stato d'assedio dopo i crescenti disordini civili. In Perù avvengono rivolte isolate degli indios nelle campagne contro il governo centrale con l'illusione della propaganda sovietica per sovvertire l'influenza americana in America Latina. La Bolivia, sospettata di accogliere rifugiati comunisti da tutto il continente sebbene neutrale, viene invasa in dicembre con un'operazione militare congiunta di Brasile, Argentina e Paraguay che viene accolta a braccia aperte dall'ala anticomunista dell'esercito boliviano. A Rio de Janeiro e San Paolo scoppiano sommosse urbane represse nel sangue. Nel cuore della foresta amazzonica nasce una fittizia Repubblica socialista brasiliana ma invisa anche da gruppi indigeni che li vedono come intrusi quanto il governo di Brasilia. Questi invia un corpo di spedizione in aiuto agli eserciti Alleati in Europa. In Argentina avviene un golpe che porta al potere una giunta militare filo-americana e le attività democratiche vengono sospese "fino a nuovo ordine".
    La Cina Popolare rimane in disparte, non è attirata dall'entrare in guerra, tanto meno con un alleato come l'URSS, potenza col quale condivide l'ideologia ma che in realtà ne diffida profondamente. Mao sogna del resto una rivalsa sui cinesi di Taiwan, sui sudcoreani e sul Giappone mirando a diventare l'unica superpotenza dell'Estremo Oriente. Il Vietnam del Nord sotto la carismatica guida di Ho Chi Minh entra in guerra dopo aver esaminato le promesse di Mosca. L'Indocina, dopo il ritiro delle truppe coloniali francesi era diventata zona d'influenza e di interesse americano, il Pentagono non intende permettere che il Sud-Est asiatico diventi un'area di infiltrazioni rosse, ma anzi deve diventare un argine contro l'avanzata del Patto di Varsavia, e questo argine è rappresentato dal Vietnam del Sud con capitale Saigon.
    In aiuto all'esercito statunitense e sudvietnamita in Indocina arrivano Australia e Nuova Zelanda, thailandesi, filippini e sudcoreani seguono a ruota le spedizioni inviate dal Commonwealth britannico. La Malaysia rimane esente da movimenti insurrezionali finanziati dall'URSS grazie al lavoro di contro-guerriglia svolta dai britannici nel decennio precedente e la situazione rimane tranquilla. L'Unione Indiana si dichiara neutrale, la imita il Pakistan, suo nemico storico. In Medio Oriente invece si affilano i coltelli, Egitto e Siria pur non schierandosi direttamente col blocco sovietico avviano un'attività militare coi russi che inviano agli arabi nuove armi pronte ad essere utilizzate contro gli odiati israeliani. La Giordania invece dichiara la neutralità parteggiando segretamente per gli Stati Uniti per non vedere cadere il proprio trono. Nel frattempo le truppe arabe si ammassano al confine con lo Stato d'Israele, che si trasforma in una fortezza impenetrabile, una sorta di avamposto dell'Occidente in Asia. Le sconfitte militari delle armate arabe non si lasciano attendere, gli israeliani hanno uno degli eserciti più preparati e tecnologici al mondo, grazie in particolar modo alla loro alleanza con gli USA. Scoppia una guerra nella guerra, mentre Tel Aviv si trincera e si ripara da attentati e missili.
    L'Africa invece rimane periferica allo scenario globale, alcuni movimenti rivoluzionari costituiti contro i colonizzatori europei si rafforzano, dato che i vecchi padroni bianchi hanno distolto l'attenzione dai loro possedimenti d'oltremare per la situazione in Europa, rimane vivo l'interesse franco-britannico di assicurarsi alleanze e soldati nelle zone dove si estraggono risorse e materie per l'industria bellica. Il Portogallo di Salazar assiste ad un'escalation di violenze nelle sue colonie di Guinea, Mozambico e Angola, anche qui scoppia una guerra nella guerra, i marxisti-leninisti indipendentisti africani sono riforniti dall'URSS mentre il governo di Lisbona riceve armi e uomini da Londra e Washington, ma i portoghesi come la Spagna di Franco si dichiarano neutrali alla guerra mondiale, anche Madrid deve affrontare attentati terroristici interni da parte di una fazione comunista filo-sovietica clandestina e di indipendentisti arabi nel Rio Oro, sempre finanziati dal Patto di Varsavia.
    Dall'inizio della guerra sono già morte quasi 25 milioni di persone all'inizio del 1963, chi si sarebbe fregiato del titolo di nuova Roma? Washington o Mosca? La Germania è stata riunificata sotto l'emblema della DDR, l'Austria è suddita di Cecoslovacchia e Ungheria, mentre lo stretto dei Dardanelli è posto sotto assedio dalla marina sovietica contro le navi greco-turche. In Turchia l'esercito prende in mano la situazione e militarizza i confini ricevendo una quantità enorme di armi e rifornimenti dal blocco occidentale, mentre in Grecia si scatena una nuova resistenza armata guidata da partiti comunisti allineati con le decisioni del Cremlino.
    Durante una crisi politica dovuta ad agitazioni popolari numerose ed insurrezionali in tutta Italia le armate jugoslave, indipendenti dalle decisioni di Mosca attaccano vigliaccamente le regioni italiane di Trentino e Friuli e annettendo Udine e Trieste, la cosiddetta operazione Venezia per raggiungere l'omonima città e dare il via all'occupazione della penisola italiana, assestandosi però sul fiume Tagliamento, incredibilmente però l'esercito italiano non si fa trovare impreparato, i soldati jugoslavi sono facilmente respinti indietro quasi fino a Trieste. Inizia una crisi diplomatica tra Belgrado e Mosca che sfiora in un altro sanguinario conflitto per socialismi avversi. Solo l'intervento dell'Armata Rossa porta il fronte di guerra quasi fino a Roma, con contingenti rumeni e qualche italiano fedele alla causa sovietica (i collaborazionisti non si smentiscono mai). Gli invasori non hanno vita facile in Italia, nel maggio 1963 le forze anticomuniste sono tutt'altro che sconfitte, anzi crescono di giorno in giorno grazie al malcontento popolare nei confronti dell'occupazione sovietica. Non tardano a sbarcare in Lazio e a Napoli nuovi rinforzi anglo-americani e contingenti francesi per difendere Roma dai russi.

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    Predefinito Re: La Terza Guerra Mondiale

    Fantatermometro. Terza Guerra Mondiale. 1963. Africa australe.

    2 gennaio 1963, Bulawayo, colonia britannica della Rhodesia del Sud: un'imponente manifestazione africana nella zona di Stanley Square, per chiedere il rilascio di tre guerriglieri negri marxisti incarcerati a Bulawayo per strage, si trasforma in una sanguinosissima guerriglia urbana, l'inizio dell'insurrezione negra in Rhodesia del Sud. Polizia ed esercito sedano la rivolta.
    Contemporaneamente nella precaria "Federazione di Rhodesia e Nyasaland" (Rhodesia del Sud, Rhodesia del Nord, Malawi) si scatena una guerra razziale alimentata da consiglieri militari sovietici: la maggioranza africana massacra l'esigua minoranza bianca in Rhodesia del Nord e Nyasaland e dichiara l'indipendenza da Londra, con i nuovi nomi rispettivamente di Zambia e Malawi e aggressivi governi marxisti.
    Ma in Rhodesia del Sud, dove la minoranza bianca è più organizzata e consistente le cose vanno diversamente: la politica espansionistica sovietica in Africa tramite conflitti razziali e mercenari cubani, trova un insormantabile ostacolo.
    Sinoia, Rhodesia del Sud: l'esercito e l'aviazione della Rhodesia del Sud (composti da valorosi militari di formazione inglese), sbaragliano i ribelli africani dello ZANLA e numerosi mercenari cubani, tutti penetrati massicciamente dallo Zambia indipedente (ex Rhodesia del Nord) che altrimenti avrebbero dilagato nel Paese.
    Mozambico, provincia del Tete: i soldati rhodesiani con un raid irrompono in Mozambico nella provincia del Tete (Mozambico: provincia d'oltremare portoghese) in soccorso dei civili portoghesi e delle esigue truppe coloniali portoghesi, che stanno per essere sopraffatti dai miliziani africani del FRELIMO, dai guerriglieri dello ZANLA, e da mercenari cubani: le forze armate rhodesiane annientano i nemici e distruggono i campi di addestramento del FRELIMO e dello ZANLA; vengono individuati ed eliminati od arrestati anche dei consiglieri militari sovietici.
    Londra, 11 Aprile 1963: il premier bianco rhodesiano Winston Field ottiene dal premier britannico Harold Macmillan l'Indipendenza della Rhodesia del Sud: Londra riconosce il governo di minoranza bianco di Salisbury: si costituisce la Repubblica di Rhodesia con governo di minoranza bianco. Vice Premier è Ian Douglas Smith.
    Il pronto intervento militare rhodesiano ha forse aiutato ad evitare un possibile scontro frontale fra sudafricani (impegnati in Namibia, ed in Angola al fianco dei portoghesi contro nazionalisti neri e cubani) e sovietici in Africa australe.
    Il Natal Carbineers Regiment sudafricano (che nella seconda guerra mondiale aveva combattuto contro Italia e Germania) è nel 1963 impegnato nella controguerriglia in Angola e Namibia.
    Ultima modifica di Ferragni; 30-04-13 alle 19:13

 

 

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