Alla faccia dello stato dittatoriale e assassino di nome Israele ha cambiato l'intestazione da GOOGLE TERRITORI PALESTINESI a GOOGLE PALESTNA!!!!!!
Ovviamente Israele si è incazzato!!!!


Alla faccia dello stato dittatoriale e assassino di nome Israele ha cambiato l'intestazione da GOOGLE TERRITORI PALESTINESI a GOOGLE PALESTNA!!!!!!
Ovviamente Israele si è incazzato!!!!
Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF


Con cinque mesi di ritardo




Bene


Da quando c'è Google io uso la sua pagina principale come home page e la prima cosa che faccio quando installo un sistema operativo nuovo e mettere Google preferito numero uno, oggi Google è ancora di più il mio numero uno, non cambierò mai home page, è insostituibile.


Paradossale come un paese che si batte per la sua esistenza contro chi lo nega sia il primo a negare l'esistenza di un altro stato.
"Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"




Secondo me quelli di Google registrano gli umori di chi usa intedrnet e si sono resi conto che la stragrande maggioranza degli utenti vede di buon occhio lo stato palestinese quindi ha agito di conseguenza. Non è solo Google che segue questa linea, sul web sono tanti ad allinearsi con l'opinione della maggioranza di chi naviga nella rete.


Cara, in Israele c'e' tanto di democrazia tanto che le tue amiche comustichecche possono liberamente sparare cazzate come te in Italia! I pidocchiosi palestinesi sono sono dei mantenuti, dediti al terrorismo e come tali vanno trattati. Il fatto che Google "li abbia riconosciuti" vale quanto il mio riconscimento della Principatessa di Seborga.


Google Palestina: soddisfazione dell?ANP, Israele chiede di rivedere la scelta | euronews, mondo
La Palestina “virtuale” scatena presto dibattiti e polemiche. L’iniziativa di Google, che la settimana scorsa ha sostituito Palestina a Territori Palestinesi, nella tag line del dominio .ps, è accolta con soddisfazione a Ramallah, mentre Israele protesta ufficialmente.
“Suppongo che le persone interessate a visitare la Palestina, che vogliono conoscerla, quando cercano Palestina su Google non trovino informazioni. Per cui questa mossa può aiutarci”, dice un residente di Ramallah.
Per l’Anp è un contributo alla causa palestinese. “E’ importante perché apre le porte alle imprese, perché infrange le barriere della paura e dell’esitazione in questa zona, invita la Palestina in una cartina virtuale”, sostiene Sabri Saidem, consigliere del presidente dell’ANP Mahmoud Abbas ed ex ministro della Comunicazione e della Tecnologia dell’Autorità Palestinese.
Il ministero degli Esteri israeliano ha inviato una lettera a Google, chiedendogli di rivedere la scelta, perché può pregiudicare i negoziati di pace.
“Possono digitare su google ‘l’isola che non c‘è’, se vogliono, non c‘è problema”, afferma Yigal Palmor, portavoce del ministero degli Esteri israeliano. “Ma ci si chiede perché un’azienda privata online intenda occuparsi di politica internazionale e di diplomazia internazionale, facendolo inoltre su un tema controverso”.
L’idea di uno Stato Palestinese è al centro di una controversia tra ONU e Israele. Lo scorso novembre, infatti, l’Assemblea generale ha riconosciuto l’ANP come “Stato osservatore non membro”. I negoziati di pace sono fermi dal 2010, dalla moratoria degli insediamenti israeliani che ha spinto i palestinesi a ritirarsi.
Ultima modifica di Lawrence d'Arabia; 07-05-13 alle 10:23
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