L'Iran lancia i missili a corto raggio
Teheran dà il via alle esercitazioni
ROMA
L’Iran rilancia la sfida all’Occidente, alla vigilia dei colloqui sul suo programma nucleare con il «5+1» che partiranno giovedì a Ginevra. Teheran ha annunciato per domani il
test di un missile a lungo raggio Shahab 3, con gittata di 1.300-2.000 chilometri, preceduto oggi dal lancio di tre missili a corto raggio Shahab 1 e 2.
Nel corso di manovre missilistiche dei Pasdaran che arrivano appena 48 ore dopo la
rivelazione dell’esistenza di un impianto nucleare segreto a Qom, è stato anche sperimentato per la prima volta un sistema per il lancio multiplo simultaneo di due vettori destinati a bersagli diversi. «Il nuovo sistema - ha spiegato il comandante delle forze aeree dei Guardiani della rivoluzione, generale Hossein Salami - è stato testato con successo e ha lanciato diversi missili Zelzal di fabbricazione iraniana». Durante la prima giornata di esercitazioni sono stati anche lanciato un missili a corto raggio terra-terra Fateh-110, un missili a corto raggio navale Tondar-69 e un Zelzal.
Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha affermato che l’Iran «sarà messo alla prova» a Ginevra per vedere se è in grado di fornire «prove convincenti» che il suo programma nucleare ha finalità solo pacifiche. Ma se i colloqui dovessero fallire, ha avvertito in un’intervista alla Cbs, l’unica strada sarebbero nuove sanzioni. Per ora gli Usa non pensano a un intervento militare. «Anche se non togliamo alcuna opzione dal tavolo, credo che ci sia ancora spazio per la diplomazia», ha dichiarato alla Cnn il segretario alla Difesa Usa, Robert Gates.
Per Teheran proprio il «baccano» fatto dagli Usa e altri Paesi occidentali sul nuovo impianto iraniano per l’arricchimento dell’uranio di Qom di cui è stata appena rivelata l’esistenza «avrà un effetto negativo» sui negoziati. L’ambasciatore iraniano presso l’Aiea, Ali Asghar Soltanieh, ha ricordato che l’Iran ha comunicato all’Aiea «volontariamente e prima del limite di tempo previsto» dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) l’esistenza del nuovo sito, nel quale, ha sottolineato «non c’è ancora materiale nucleare».
Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha chiesto all’Iran di «fermare i test missilistici e dimostrare in questo modo alla comunità internazionale, alla vigilia del negoziato di Ginevra, la propria buona fede e la propria volontà di dialogo e collaborazione». «Non è attraverso la minaccia missilistica o nucleare che Teheran vedrà riconosciuto il suo ruolo nella regione e nella comunità internazionale e potrà garantire la prosperità della sua popolazione», ha sottolineato il titolare della Farnesina. «Alla mano tesa della comunità internazionale l’Iran deve ora rispondere con la mano tesa del dialogo, non con la minaccia dei missili», ha concluso.
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