Sarebbe cosi' semplice capire, se non si fosse invasati e pagati galoppini del verbo U$A mondialista che il trasporto del gas liquefatto e' qualcosa di abnorme, inquinante e pericoloso quasi come il fracking.
Trascurando il fatto dell'estrema esplosivita' della miscela che, qualora esplodesse, svilupperebbe un potenziale pari a qualche bomba atomica, l'inquinamento provocato sia dal sistema di trattamento, di trasporto transoceanico e di rigasificazione, ne fanno uno dei sistemi energetici meno rispettosi dell'ambiente , al pari del carbone.
Poi non si capisce il perchè, al pari di quanto viene fatto per le acque minerali in Italia che vengono trasportate a centinaia di chilometri di distanza e si incrociano marche diverse su e giu' per le autostrade, non si debba privilegiare il gas piu' vicino e facilmente accessibile.
L'Europa ha gia' le sue vie di accesso di gas algerino, libico ( ed era previsto un progetto di 20 miliardi di m3, poi naufragato, guarda caso) del mare del Nord ed infine russo. Con poca spesa si potrebbe collegare con il Caspio ed il gas azero.
Sembrerebbe una gia' sufficente diversificazione.
Invece si vuole indebolire il sistema di approvigionamento piu a buon mercato e facile accesso, creando guerre (Libia, Ucraina) e limitazioni (Turchia e paesi ex sovietici come Bulgaria, Ungheria)per fare si che il gas ameriCano possa arrivare in Europa.
Tutto questo al prezzo di morti, lutti, guerre, e come si diceva all'inizio un grosso danno all'ambiente e rischio di catastrofe naturale.
Con la speranza che venga costruito qualche terminale vicino a Bruxelle, magari ad Anversa e che prima o poi ci sia una bella esplosione che faccia sparire dalla faccia del pianeta i parrucconi petofili del parlamento europeo ed i suoi manutengoli.
Per i cani d'oltreoceano la cura sara'invece diversa e si spera definitiva!
Bye ameriga




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6 DIC 2015 12
1CRISI NERISSIMA PER L’ORO NERO - ECCO PERCHE' IL PREZZO DI PETROLIO E DEL GAS NATURALE E’ DESTINATO A UN DECLINO IRREVERSIBILE - IL POTERE DELL'OPEC STA PER FINIRE PER SEMPRE: CON LA "FINANZIARIZZAZIONE" DEL GREGGIO, LA VOLATILITÀ DEL SUO PREZZO AUMENTERÀ






