[Dal forum "Cronaca" ]
Qui c'era un pasticciere che si chiamava Boldrini (in verità non era il suo cognome, ma la gente lo conosceva con quel cognome lì) e faceva degli ottimi croissant.
Praticamente i suoi croissant erano trooooppo (!) buoni e perciò qui li vendeva solo lui. Dopo un po' questo fatto determinò l'invidia e la rabbia degli altri pasticcieri della zona e cominciarono ad arrivargli telefonate minatorie e anche molte lettere anonime che gli intimavano di smetterla con i croissant.
Un giorno, addirittura, qualcuno riempì i muri del paese con una specie di tazebao che diceva che nei croissant di Boldrini c'era marmellata scaduta e invece di vera cioccolata Nutella Ferrero una sottomarca del cazzo.
Ma la gente continuava a comprare i croissant perché quelli erano i suoi gusti e Boldrini diceva: "Molti nemici molto onore".
(continua)
Boldrini amava il gioco della palla pugno e non si perdeva una partita del campionato della sua squadra.
Si sedeva al centro delle gradinate in mezzo ai tifosi. Sembrava che fosse lui a dirigere il tifo. Spesso arrivava con un sacchetto di quelli da supermarket pieno dei suoi croissant sfornati poco prima. Memorabile fu la finale del campionato, non ricordo di che anno. Quel giorno Boldrini arrivò con una sporta di sette sacchetti, c’erano almeno cento croissant. La gente diceva:”E’ arrivato Boldrini con la sua 128 blu. Oggi ha una sporta con sette sacchetti!” Lui distribuì i suoi croissant a tutti, anche ai tifosi dell’altra squadra che non era neanche della provincia di Cuneo e tanto meno delle Langhe.
Mia nonna abitava nello stesso palazzo della pasticceria di Boldrini. Ho mangiato centinaia dei suoi leggendari croissant.
Oggi quando si parla di politica e di Boldrini, a chiunque nel paese gli si legge negli occhi che il pensiero è andato un poco al compianto pasticciere. Qualcuno si è persino chiesto se ci fosse una qualche parentela. In verità, un po’ di somiglianza c’è. Anche il Boldrini di qua aveva la faccia rotonda e bei lineamenti ed era buono con tutti anche con quelli di Pieve di Teco e di Santo Stefano Belbo. Be', anche se pare improbabile, chissà?
Comunque, anche adesso che è già morto da un bel po’, il vero Boldrini per noi di qua e finché non prevarranno i neoinvasori delle postmoderne colonie al contrario, sarà sempre il pasticciere, quello dei croissant.




Rispondi Citando
