



La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci (Sindaco Salvor Hardin, Terminus)
In tutti tempi, le armi sono state il presidio della barbarie. Esse hanno segnato il trionfo della materia, di quella più greve, sullo spirito (Charles De Gaulle)


Se vuoi il mio parere si potrebbe spulciare quanto si vuole in quegli archivi ma non si troverebbe niente di particolarmente "segreto" o altro.
Una delle caratteristiche di Andreotti è che tutto quello che doveva rimanere "segreto", Andreotti non lo scriveva (e non lo faceva scrivere) da nessuna parte. Lo considerava una specie di "dovere" dell'uomo politico.
Questo perchè, per quanto possa sembrare strano, Andreotti rifuggiva dal "ricatto". Sia il ricatto "nei confronti di qualcuno" che nei propri confronti DA parte di qualcuno.
Si badi bene però, Andreotti trattava qualsiasi cosa e veniva a sapere nonchè glissava e spesso "notificava" anche le piu' infami porcherie senza muovere ciglio. Con appunto "queste precauzioni" e con freddo distacco.
In tal senso era un politico a trecentosessanta gradi. Per lui tutto era politica, trattare con i servizi segreti, con esponenti della mafia o con il parroco di quartiere. Con scopi nobili o meno nobili o orribili, in lui c'è una "particolare" concezione della politica che ritiene "irriformabile". Non lotta contro la corruzione o contro la mafia, li ritiene ineliminabili come il "male del mondo", semplicemente ci "vola" sopra, li utilizza quando serve senza sporcarsi direttamente.
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Sono d'accordo...Il Machiavelli avrebbe avuto un orgasmo conoscendolo.
Andreotti poteva esserti amico per anni e poco dopo farti finire in galera o peggio.
C'erano due anime nella DC dopo il sacrificio di Moro....Cossiga ed Andreotti.
Il più politico era Andreotti....l'arte del compromesso.
Sputtano l'amico Cossiga con Gladio nel momento in cui non serviva più l'armata segreta dei patrioti.
Sodomizzò la vecchia cupola che gli aveva garantito una valanga di voti dando potere a Martelli che piazzo Dalla Chiesa.
insomma....un uom solo e per essere soli come lo fu Andreotti ci vuole una forza incredibile.
All I need is love and a M134 minigun




grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


Più o meno il concetto espresso da Mattei "I partiti sono come i taxi: i salgo, pago la corsa, e loro mi portano dove voglio".
Del resto, quando devi trattare, sorridere e stringere mani anche sporche di sangue come quelle di Arafat, Breznev, Castro, Kissinger, etc. etc. non è che lo schifo esterno sia stato inferiore a quello interno. Eppure bisognava parlare anche con questa gente, per fare gli interessi italiani.
Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai
Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)






A parte il fatto che Mattei e Andreotti sono stati nemici acerrimi, direi che è l'ultima locuzione "per fare gli interessi italiani" che un po' stona.
Nel senso che Andreotti è stato il principe della conservazione. In politica interna e in politica estera. E proprio per fare il caso di Mattei, il fatto stesso che "destabilizzasse" gli equilibri atlantici (o perlomeno quelli che Andreotti riteneva tali) andando a trattare e a concludere accordi con la Libia o con l'URSS, pur essendo Mattei un manager che davvero perseguiva gli interessi italiani, andava a cozzare pesantemente con il "mantenimento dello status quo", da sempre obiettivo dichiarato di Andreotti, in qualunque fase della sua politica.
Non sempre, anzi direi quasi mai, la conservazione corrisponde a "seguire gli interessi degli italiani".
E' sempre stato il principale limite di Andreotti, ovvero non ritenere nessun tipo di "modifica" o di alterazione dello status quo come politica nell'interesse pubblico, ma il contrario.
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