Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    13 Apr 2012
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    14,437
     Likes dati
    1,910
     Like avuti
    2,586
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il dragone delle nevi: la Cina nel Consiglio Artico

    La Cina ce l’ha fatta! Al summit del Consiglio Artico, tenuto il 15 maggio nella sconosciuta cittadina di Kiruna nella Lapponia svedese, gli 8 Stati membri (Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Svezia, Usa) del forum intergovernativo di osservazione e protezione dei territori e popoli artici hanno riconosciuto a Pechino lo status di “osservatore permanente” al posto di quello più limitativo di osservatore “ad hoc”, rivestito sinora.

    Il colosso asiatico, che si era definito “nazione vicina all’Artico”, anche se il suo punto geografico più vicino alla regione dei ghiacci dista ben 1.600 chilometri, ha visto così legittimato, a livello istituzionale, il proprio ruolo di attore responsabile nella zona, in virtù (ma non solo) dell’impegno scientifico profuso negli ultimi anni.
    Come rileva la ricercatrice finlandese Linda Jakobson, la presenza cinese nell'Antartico risale al 1984; tuttavia l'attività di Pechino è salita agli onori delle cronache con la spedizione di ricerca sul clima e sull'ambiente del 1995. A questa sono seguite due missioni nel 2003 e nel 2008, la creazione di una stazione di ricerca nel luglio 2004 (Arctic Yellow River station nelle Svalbard) e, infine, la crociera transpolare del primo rompighiaccio cinese Xuelong ("Drago della Neve") della scorsa estate, in attesa dell’entrata in servizio di una seconda unità analoga, già impostata.
    Queste attività hanno reso la Cina una delle nazioni più coinvolte nella ricerca scientifica polare, che ha come obiettivi geoeconomici la “ricerca di nuove fonti di approvvigionamento energetico e l’apertura di più brevi rotte commerciali”.
    Di qui l’accordo tra Mosca e Pechino dello scorso marzo che prevede, in cambio di cospicui finanziamenti cinesi, contratti per approvvigionamenti di 620 mila barili di greggio al giorno, concessioni per esplorazioni congiunte offshore nel Mare di Barents e di Pechora e poi, entro la fine dell'anno, l’avvio di una fornitura da 68 miliardi di metri cubi di gas in 30 anni.
    Mosca e Pechino non sono mai state così vicine. "Le nostre anime sono aperte gli uni agli altri" ha detto Xi Jinping a Putin nel suo primo viaggio internazionale. Ovviamente, l'intesa russo-cinese non può far piacere a Washington, memore del vecchio asserto di Zbigniew Brzezinski (1).
    L’Islanda, dal canto suo, è stato il primo paese europeo a firmare, lo scorso aprile, un accordo di libero scambio con la Cina, dopo sei anni di negoziati. Con una dichiarazione congiunta le due parti hanno affermato di voler “migliorare il loro scambio e la cooperazione pratica nell'Artico” e “approfondire ulteriormente la loro cooperazione reciprocamente vantaggiosa nei settori del commercio e degli investimenti”.
    Peraltro trattative sono già in corso per esplorare le vaste riserve di petrolio celate sotto le acque della piattaforma continentale a nord-est dell’isola.
    Superata la crisi nei rapporti sino-norvegesi determinatadall’attribuzione del Nobel per la Pace al dissidente Liu Xiaobo (che è costata, come reazione immediata, l’embargo al salmone norvegese sostituito da quello scozzese), l’appeasement di Oslo e il pragmatismo cinese in nome del business hanno permesso di riaprire la strada a un’intensa politica di iniziative commerciali (per esempio i contratti China Oilfield Services-Statoil per una campagna di trivellazioni nel Mare del Nord) nonché di fusioni e acquisizioni societarie tra Cina e Norvegia.
    Per quanto riguarda il Canada, la compagnia Cnooc (Chinese National Oil Overseas Corporation), gigante statale cinese del petrolio, si è mossa per tempo acquistando la canadese Nexen per 15,1 mld di dollari: la maggiore operazione conclusa da un gruppo cinese in campo internazionale. Mentre un’altra compagnia petrolifera, la Sinopec, ha annunciato di aver rilevato il 49% della Talisman Energy, anch'essa canadese, per 1,5 mld di dollari.
    L’ultimo flirt della Cina è con la Groenlandia che dalla wider autonomy del 2009 vorrebbe passare all’indipendenza vera e propria, affrancandosi con le royalties energetiche dai finora necessari contributi del Tesoro danese. Il governo di Nuuk, infatti, ha in esame un progetto minerario da 2,3 miliardi di dollari gestito dalla britannica London Mining, che dovrebbe rifornire con 15 milioni di tonnellate di minerale di ferro all’anno Pechino. La Cina mira anche alle risorse petrolifere offshore e alle miniere di uranio (l’isola conta già 2 mila lavoratori cinesi su una forza lavoro locale complessiva di 30 mila).
    Una ‘grande strategia’ di acquisizione di fonti energetiche tous azimouts nella regione artica, dunque. Pechino, infatti, guarda con crescente interesse ai nuovi corridoi commerciali marittimi che si stanno aprendo specialmente lungo il mitico passaggio a nord-est (con 46 transiti nel 2012) e che hanno dei vantaggi competitivi rispetto alla tradizionale 'via di Suez' nelle comunicazioni tra Nord Europa e l'Estremo Oriente.
    I passaggi polari infatti, collegando l'Oceano Atlantico al Pacifico, riducono in maniera sostanziale le distanze longitudinali tra i continenti creando nuovi canali spazio-temporali per i trasporti marittimi con conseguenti risparmi economici - in termini di percorrenza e, quindi, di costi di gestione-nave - e implicazioni geopolitiche.
    Infatti, secondo i più recenti studi (2), la riduzione della calotta artica e l’apertura di rotte in sicurezza sempre più al largo delle coste russe (e per un periodo maggiore dell’anno) eliminerà i balzelli sinora imposti da Mosca, in nome della safety marittima, alle navi in transito - al momento necessariamente ravvicinato - lungo le proprie coste.
    Si aprono così scenari futuri in cui le nuove rotte artiche e le nuove fonti di approvvigionamento energetico nella regione contribuiranno a ridurre ladipendenza cinesesia dall’incubo di Hormuz sia dal dilemma di Malacca, che rappresentano oggi l’ossessione geostrategica di Pechino.


    Il dragone delle nevi: la Cina nel Consiglio Artico - rivista italiana di geopolitica - Limes

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 Nov 2009
    Località
    new york
    Messaggi
    164,930
     Likes dati
    17
     Like avuti
    12,232
    Mentioned
    1837 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Il dragone delle nevi: la Cina nel Consiglio Artico

    Si aprono così scenari futuri in cui le nuove rotte artiche e le nuove fonti di approvvigionamento energetico nella regione contribuiranno a ridurre ladipendenza cinesesia dall’incubo di Hormuz sia dal dilemma di Malacca, che rappresentano oggi l’ossessione geostrategica di Pechino.

    Quindi dal medi-oriente una nave dovrebbe salire fino al Polo Nord?????

    Ma stiamo scherzando !!!

 

 

Discussioni Simili

  1. Aquila e Dragone
    Di Spetaktor nel forum Eurasiatisti
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 17-05-10, 11:21
  2. I caccia del dragone
    Di Il Prescelto nel forum Politica Estera
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 08-03-06, 21:59
  3. Credete nell'esistenza dell'abominevole uomo delle nevi?
    Di blob21 nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 24
    Ultimo Messaggio: 10-09-05, 16:54
  4. L'abominevole uomo delle nevi
    Di Tomás de Torquemada nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 17-01-04, 15:32

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito