In Italia non esiste solo casta dei politici, ma molteplici caste. Vanno dai farmacisti, ai magistrati, ai banchieri, ai notai, ai commercialisti agli imprenditori, ai medici, agli "illustri" professori universitari, alle forze dell'ordine e molte altre ancora..
Nel nostro Paese, infatti, spiega Stefano Scarpetta, vicedirettore della sezione Lavoro e politiche sociali dell’Ocse, a margine della presentazione del rapporto su crisi e diseguaglianze economiche, ”come in altri Paesi occidentali, i ricchi si sposano con i ricchi, e anche il matrimonio diventa un fattore di polarizzazione del reddito”.
"Nel nostro Paese, inoltre – spiega all’ANSA Scarpetta – spesso il professore si sposa con il professore, il medico con il medico e cosi via. E’ un fattore secondario, certo, ma contribuisce all’accentramento del reddito” nelle mani di alcune fasce minoritarie della popolazione. In Italia, ha poi sottolineato Scarpetta, ”lo 0,1% più ricco della popolazione, i veri super-ricchi, controlla il 2,6% del reddito nazionale. Parliamo di circa 60.000 persone, la cui quota di ricchezza complessiva ha continuato ad aumentare dagli anni Ottanta a oggi”.
Secondo voi Esiste un connubio tra stato, mafia, servizi segreti, forze dell'ordine, massoneria, gerarchie ecclesiastiche vaticanensi, la magistratura e l'intoccabile casta parlamentare?
gli indizi non mancano. Il nostro è uno stato molto singolare, la nostra storia è segnata da cambiamenti di facciata rispetto al vecchio regime feudale fondato sulla disuguaglianza. Il risorgimento, l'unità , la repubblica, la costituzione, sono tutte conquiste che non appartengono al popolo, essendo state pianificate da elite borghesi figlie delle vecchie monarchie-feudali, instaurate dall'aristocrazia nordica. In realtà l'Italia borbonica ed austroungarica è stata ripulita soltanto dell'elemento più astratto e formale (straniero, invasore) risparmiando gli antichi poteri sostanziali e concreti ( clero e aristocrazia feudale) e consentendo loro di mantenere il controllo del territorio e delle istituzioni politiche economiche e giudiziarie.
Tutta la retorica patriottico costituzionalista con tanto di monumenti, parate e ricorrenze civili, ad altro non serve che a diffondere l'illusione di uno stato moderno con le carte in regola , in realtà avulso dal contesto dei grandi stati europei che sono nati e si sono sviluppati sulla spinta di volontà popolari e di autorevoli guide sia politiche che religiose..
E' vero che anche nell'impero romano le caste non mancavano, ma sono sempre sistemi che sono stati instaurati dai popoli indoeuropei.
La mafia si sviluppò nel tardo Medioevo in Sicilia, dove ebbe inizio come organizzazione segreta allo scopo di rovesciare il dominio dei vari conquistatori stranieri dell'isola, per esempio saraceni, normanni e spagnoli.
Traeva le sue origini, e i suoi associati, dai numerosi piccoli eserciti privati, o mafie, assunti dai proprietari terrieri che non vivevano nelle tenute per proteggerle dai banditi nelle condizioni di anarchia che prevalsero in gran parte della Sicilia durante i secoli. Nel XVIII e nel XIX secolo le intraprendenti canaglie di cui questi eserciti privati erano formati si organizzarono e divennero così potenti da rivoltarsi contro i proprietari terrieri e dettare legge in molte tenute, estorcendo denaro ai proprietari in cambio della protezione dei loro raccolti, nacquero cosi le prime cosche Mafiose.
Il medioevo ha giovato molto ai popoli del nord facendoli crescere in molte cose, ma dall'altra parte, rese il mediterraneo (compreso la nostra penisola), una terra debole e povera. Senza ombra di dubbio era questo il loro unico intento, arricchire le loro terre e rendendole forti, indebolendo l'omogeneità etnica dei popoli dell'Europa meridionale e dell'Europa centro occidentale. In italia questo accadde con l'inserimento nel tessuto sociale (che a quel tempo era in completo sfacelo), di guerrieri "nobili" e aristocratici a seguito delle invasioni barbariche.
I ricchi latifondisti, le nascenti gerarchie ecclesiastiche, le primissime organizzazioni mafiose del sud italia e l'alta aristocrazia feudale degli invasori nordici, diedero inizio alle società castali, favorendo e agevolando lo sviluppo dei popoli Germano-Scandinavi, ma contribuendo fortemente al regresso del popolo italiano, che oramai era già pesantemente compromesso dalla suddivisione in caste e in ceti sociali della penisola.
Simili tracce si possono riscontrare ancora oggi in Italia, segno di un Medioevo-arianico ancora troppo pesante da potercelo scrollare definitivamente di dosso.
MA MAI DIRE MAI!!!




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