I dimostranti hanno occupato lo stabulario, alcuni di loro si sono incatenati alle porte, per non far entrare polizia e personale di ricerca. Dopo una complicata “trattativa”, soprattutto per impedire che le persone si facessero male, è stato loro permesso di “mettere in salvo” un centinaio di topi e un coniglio. L'irruzione è però costata alla ricerca un danno stimabile nell’ordine di delle centinaia di migliaia di euro.
Gli anti vivisezionisti per protesta hanno tolto i cartellini a tutte le gabbie, rendendo non più identificabili gli animali e di fatto mandando in fumo il lavoro di anni di ricerca scientifica e i finanziamenti relativi. Le ricerche erano state approvate dagli uffici competenti del Ministero della ricerca, condotte secondo tutte le norme nazionali e internazionali sul trattamento degli animali da esperimento, Gli stabulari rispondevano a tutti i requisiti della legislazione europea vigente, e gli animali (topi, ratti e conigli, allevati ai soli scopi della ricerca e incapaci di sopravvivere in ambiente diverso da quello del laboratorio), da come affermano i ricercatori del Cnr, erano mantenuti con la massima cura.
http://www.lastampa.it/2013/04/26/bl...ref_map=%5B%5D




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