La donna che si trova la polizia a casa per un sms su Preiti
02/05/2013 - Quando c'è l'allarme terrorismo bisogna stare attenti a quel che si dice
di Redazione
L’isteria da attentato non sembra risparmiare nemmeno le forze dell’ordine, che agendo con leggerezza rischiano d’alimentare altri deliri.
LA DENUNCIA - Tra i commenti sulla pagina Facebook de “Il blog di Paolo Franceschetti“, spunta il caso di una signora, che spiega come si sia procurata una perquisizione domiciliare e una gita agli uffici della polizia inviando un SMS a una radio romana, nel quale sosteneva che, a commento dell’ormai famoso attacco di Preiti a Montecitorio, non bisogna sparare ai carabinieri, ma ai politici, con ogni mezzo. Ecco come riassume l’accaduto la signora:
infatti sembrava un film….stavo mangiando l’ultimo spicchio di arancia quando mi sento citofonare:Polizia! Apro, salgono su 3 uomini e una donna e si piazzano davanti alla porta e alle mie rimostranze continuano ad avanzare, entrano, continuo a rimostrare, e loro mi minacciano dicendo che se non do loro il mio documento di identità mi portano in Questura. Continuo a protestare, ma non desiderano che io strilli, perchè si vuole fare tutto in silenzio, così non disturbiamo la pace domenicale dei vicini. Mi dicono di non mettere loro addosso le mani solo perchè appoggio la mia mano sul braccio, mi dice il funzionario spazientito che devo seguirli in ufficio (via Genova)…io rispondo, bene! esco in manette col pigiama….! Il commissario telefona al magistrato e questo dice ma si, perquisizione e sequestro cellulare….E tutto ciò avviene sotto i miei occhi allibiti…..verbali, perquisizione di camere, bagno e cucina, armadi e cassettiere…e dulcis in fundo sequestro del mio cellulare. Alla domanda quale reato ho commesso: nessuno! Il magistrato vedrà se nel suo cellulare ci sono motivi di incitamento alla violenza!eh??? La donna mi fa, sa, perchè sapevamo che lei non è pericolosa, altrimenti la portavamo direttamente in ufficio….Tutto questo in una domenica di aprile, nella casa di una cittadina italiana.LEGGI ANCHE: Luigi Preiti voleva suicidarsi in albergo
P.s. il messaggio non è stato letto alla radio, nè nessuno poteva visualizzarlo se non i conduttori e il regista…
ABUSI E COMPLOTTI - Il racconto, qualora verificato, rappresenta sicuramente un’attività curiosa da parte della polizia, che si presenta più o meno a caso al domicilio di un cittadino che non ha commesso reati e non ha insultato nessuno e lo sottopone a un’invadente perquisizione domiciliare. L’insieme degli scambi invece stranisce ulteriormente, perché sembra di capire che per gli altri intervenuti sia colpa della signora, che in fondo non è stata nemmeno maltrattata e così la prossima volta ci pensa due volte prima di comportarsi da “ingenua”, ben sapendo di doversi confrontare con poteri subdoli e segreti, almeno a sentire l’ospite della conversazione e altri che appaiono allinearsi a questa lettura.







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