diciamolo: i radicali non sono il massimo della simpatia e le loro politiche spesso si condividino solo per un 50%.

la cosa strana è che esse sono condivise, tranne da chi è su posizione di socialismo nazionale - destra radicale - cattolicesimo "reazionario", da ambo gli schieramente di destra e di sinistra.

cioè un piddino e un pidiellino ma anche un vendoliano o un fattivo potrebbe convergere su un bel po' di punti radicali.

se questi punti venissero applicati dal suo partito "di fiducia", egli si riterrebbe più che soddisfatto della legislatura.
e talvolta è contrario ad alcuni punti solo perchè teme che vengano strumentalizzati dall'altra parte politica.

ad esempio, le privatizzazioni delle municipalizzate, la riforma garantista della giustizia, la fine delle politiche degli incentivi statali alle grandi imprese private improduttive (specie agricole) sono temi che valgono una legislatura di una destra liberale (punti che da venti anni il centrodestra pdl-lega non riesce ad applicare coerentemente)-

il welfare universale, la legalizzazione del commercio di droga e prostituzione, la lotta alle corporazioni economiche sono temi che varrebbero una legislature dei partiti di sinistra.

per non parlare di tematiche comuni tra una destra liberale e una sinistra socialdemocratica: la visione europea, la cultura delle regole, la liberalizzazione delle professioni, la meritocrazia, la sburocratizzazione, il riportare la corruzioni e le spese nella politica a livelli non patologici (tema caro al m5s).

io all'inizio non volevo votare radicale perchè c'erano cose che non mi piacevano dei programmi radicali, perchè io sono socialdemocratico(seppure sui generis) e non un liberale di sinistra come sono i radicali.
immagino che molti liberali conservatori abbiano fatto sui radicali( liberali di sinistra) un ragionamento simile al mio, dall'altro l'alto della posizione politica.

però il problema è un altro: in un itaglia dove lo Stato liberale o lo Stato socialdemocratico ce lo sognamo,
dove dominano partiti clientele (pdl, pd) che fondano su una guerra tra banda la propria giustificazione di esistere,
dove stiamo di volta in volta in balia di analfabeti politici (lega, m5s,...)
dove ogni sforzo per un movimento liberale(pli, fare) o un movimento socialdemocratico (psi, sel) viene affossati da settarismi, dogmatismi di tutt'altro genere, alte percentuali di improbabili leader e dirigenti(se i liberali e i socialdemocratici non hanno raggiunto maggioranza nel Paese non è solo colpa dell'itagliano ma anche di una loro scarsa qualità programmatica e personale)....


beh... in un Paese che è così inguaiato
e che sulle contrapposizioni trova la scusa per non decidere mai nulla e non risolvere mai nessun problema in un senso o nell'altro (liberale o socialdemocratico)....

allora il voto radicale è il giusto compromesso per togliere alibi e per fare qualcosa.