Paragone, si apre un caso Rai Sì al talk ma niente politica - Corriere.it
L'azienda vorrebbe musica o costume. Solidarietà dei fan sul web![]()
MILANO - Vogliono far fuori Paragone? Metaforicamente e politicamente, s'intende. A lanciare l'allarme è il sito del Fatto quotidiano . L'ultima parola , «piazza antipolitica di Rai2», non piacerebbe ai piani alti di Viale Mazzini. Così ecco pronto il piano B. La tv di Stato avrebbe pensato di proporre al giornalista un programma di costume e tendenza, oppure musicale, per allontanarlo completamente dal mondo dell'informazione politica. Secondo la ricostruzione del sito, a essere particolarmente schierati contro la trasmissione sarebbero stati il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, e Paolo Romani, ministro allo Sviluppo economico del governo Berlusconi, che avrebbero fatto pressione sul direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi. In quest'ottica si potrebbe anche leggere il chiacchierato pranzo che il mese scorso aveva visto seduti allo stesso tavolo proprio la triade Gasparri, Romani, Gubitosi. Alla Rai negano. «Gianluigi Paragone è confermato con il suo programma anche per la prossima stagione di Rai2», fanno sapere. Una conferma che non conferma fino in fondo. Perché forse non c'è tutta la verità. Il programma è in palinsesto, come negli ultimi anni al venerdì in seconda serata. La differenza - parecchio sostanziale - è che al giornalista sarebbe stato espressamente chiesto di non occuparsi di politica e di pensare a un altro tipo di progetto. Un indirizzo che il direttore generale Gubitosi avrebbe girato al responsabile di rete, Angelo Teodoli.
L'ex leghista (è stato direttore della Padania) riconvertito al grillismo pagherebbe la sua campagna contro partiti, banche e governo Monti (finché c'era). Ma soprattutto lo spazio dato al Movimento 5 Stelle, ospitando le teorie antieuro di Claudio Messora (il consulente per la comunicazione dei grillini), e quelle dell'economista Loretta Napoleoni, a sua volta vicina al M5S, proprio come Paolo Barnard, paladino in Italia del Mmt, «teoria monetaria moderna». Paragone inizia a raccogliere la solidarietà su Twitter. E risponde sempre via social network: «Ringrazio per la stima che state dimostrando ancora una volta verso L'ultima parola e la sua redazione».
Nell'ultimo anno il giornalista aveva trasformato la trasmissione, da talk show quasi a rock show. Chitarra a tracolla (il rocker di Varese), l'orecchino al lobo (pare un'immagine non gradita a qualcuno), il giubbotto di pelle alla Fonzie (ben prima di Renzie) aveva iniziato a proporre editoriali in musica. Obiettivi principali, la casta, in tutte le sue declinazioni politiche, finanziarie ed economiche. Certo il vento nuovo dei grillini, ma i suoi modelli li indicava nel Funari di A bocca aperta , e in - udite, udite - Santoro. La sua giravolta politica la negava così: «La Lega la abbracciai proprio perché era un movimento antipolitico, ma non ho mai preso la tessera. La Padania, dove sono stato solo un anno e due mesi, è stato un bel trampolino di lancio, ma credo di non aver mai sbracato». E ora da che parte sta? «Ho un passato leghista e un presente di nulla. Non sono pentito di quello che ho fatto, io sono uno sconfitto, ho sposato teorie giuste - l'economia liberale, le riforme -, ma ora siamo arrivati al capolinea e la somma per me è una sconfitta».
Fatto fuori come Santoro e Biagi? Per lui un bel paragone. O è troppo?
Renato Franco




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