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    Predefinito Diamo alla destra quello che è della destra

    Diamo alla destra quello che è della destra

    Ma a difendere la cultura di destra è solo Il Secolo?




    In questo forum i miei commenti riguardo la destra politica italiana sono stati il più delle volte critici e persino sferzanti, come sempre accade quando ci si sente a vario titolo "traditi" da una persona che in fondo si ama. Chi scrive ha criticato Fini, Farefuturo, Il Secolo un'infinità di volte, reclamando il diritto in Italia di avere una destra "vera" in luogo della "fasulla" neodestra. Parole al vento. Inutile pretendere da chi ha fatto un lungo e tormentato percorso di avere gli stessi gusti tuoi e soprattutto inutile sperare che in luogo dell'"imbroglio" finiano un'altra destra, questa sì conservatrice per davvero, balzi all'attenzione proponendo le sue buone ragioni.

    Mi è stato detto che sono vittima di un "feticismo delle parole". Che un conservatorismo, una destra in Italia ci son sempre stati anche quando non hanno accettato di definirsi tali. Che oggi c'è il PDL e deve bastare, nonostante l'imbarazzo di alcuni a cancellare la propria eredità socialista o democristiana. Che un conservatore lo conosci non per quello che dice, ma per quello che fa.

    Bene, può darsi che queste critiche siano almeno in parte legittime e che il sottoscritto pretenda dalla politica italiana ciò che essa non sarà mai in grado di dare. Per questo motivo sento oggi di dover smorzare le polemiche che mi hanno visto a lungo partecipe nei confronti dell'ex Alleanza Nazionale. E soprattutto verso coloro che, nel bene o nel male, siano essi di destra sociale o nuova destra, futuristi o evoliani, tradizionalisti o repubblichini, si sforzano comunque di fare del loro meglio per difendere e propagandare quella che a vario titolo si intende come "cultura di destra".

    Il Secolo, come ho già detto, è un giornale che onestamente non mi piace. Un giornale che fa troppe concessioni alla sinistra, ma che al tempo stesso nel tentativo di assomigliarle tenta in qualche modo di opporvisi. Infatti, se devo andarmi a cercare una critica culturale "di destra" sulle pagine de Il Giornale o Libero sto fresco. Anche Il Foglio, per quanto "papista" e "neocon", non sempre è consigliabile. Il motivo? Le redazioni di questi giornali sono zeppe di giornalisti di sinistra che si prestano a lavorale per il "nemico", ma che non hanno alcuna propensione a contestare ciò che viene quotidianamente scritto sulle pagine de l'Unità o del Manifesto. Oppure, come nel caso del quotidiano di Feltri, si disinteressano completamente della questione. Cosa che accade, purtroppo anche sulle reti Mediaset, la cui offerta culturale è poverissima e assai lontana dal solleticare gli appetiti del telespettatore di destra.

    Questa è la ragione per cui, con tutti quelli che a me paiono dei limiti, degli errori e delle idiosincrasie, la destra ex-AN rimane ancora a conti fatti l'unica destra possibile in Italia. "Fascisti immaginari" è un compendio assai discutibile dell'immaginario della destra italiana, ma allo stesso tempo è l'unico. Quindi, discuterlo per uno di destra vale fino ad un certo punto. Con che lo sostuisci, infatti, con le memorie socialiste e comuniste degli ex Forzisti? Improponibile. Sarà perchè nel proprio dna gli ex postfascisti sono pur sempre una destra (nazionalista, rivoluzionaria, fascista...) alla fine sono gli unici interessati alle ragioni della cultura antiprogressista; di quella "alta" oppure "pop", polemizzando a più riprese con la stampa avversaria colpevole di continue ed indebite incursioni nel campo avverso. E così, mentre il Manifesto tenta di "scipparci" un giorno Walt Disney e l'altro persino John Wayne (sì, avete capito bene, il reazionario e guerrafondaio Duke!), l'unica voce che si alza per difendere cio che è "nostro" da una rilettura faziosa è Il Secolo. E' la destra. E' gente come Gasparri, La Russa, Bocchino. E', nonostante tutto, Gianfranco Fini.

    Inutile pensare che a difendere le nostre ragioni siano Berlusconi (con chi? Filippo Facci?) oppure lo stesso Ferrara. Costoro hanno solo interesse a conquistare un elettorato in libera uscita dopo la maldestra svolta liberal di Fini. Possono inseguire Ratzinger e difendere il diritto alla vita, appoggiare Bush e Sarkozy, ma il loro compito si ferma qui. Il loro intento è quello di promuovere una politica moderata e da liberali si disinteressano della cultura oppure ritengono che questa non abbia etichette. Per questo motivo ogni volta che la sinistra mette il cappello su quello che le pare, infischiandosene di ogni coerenza e rigore ideologico, fanno spallucce. All'occorrenza c'è Apicella e qualcun altro, quando serve, si può sempre comprare.

    Per questo motivo mi sento oggi in dovere di rendere il dovuto omaggio alla destra italiana un tempo postfascista. E' quella che è, ma pur sempre l'unica destra che abbiamo. E' una destra strabica, che contemporaneamente si dice tradizionale e futurista, amante dell'ordine e della rivoluzione, è cattolica oppure massonica e pagana. Ma fuori di essa ci sono solo liberali, democristiani e socialisti, questa è l'amara realtà. E forse è davvero l'unica destra davvero possibile per l'Italia, se è vero che l'eredità di un Del Noce non ha prodotto niente di meglio che un Buttiglione. Amara verità troppo spesso sottaciuta.


    Mr. Right
    SADNESS IS REBELLION

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Diamo alla destra quello che è della destra

    Ho buttato giù queste riflessioni dopo aver scovato su Internet un articolo di due anni fa sull'anniversario di John Wayne e che ho riportato in Right America:

    http://forum.politicainrete.net/364777-post13.html
    SADNESS IS REBELLION

  3. #3
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    Predefinito Rif: Diamo alla destra quello che è della destra

    Credo che questa volta Mr.Right abbia centrato il punto,detto da uno che non ha mai amato alla follia Fini,nè FareFuturo e nemmanco i neodestri. Però bisogna prendere atto del background culturale della "destra" italiana e che viviamo in Italia non in USA o in Gran Bretagna.
    Me ne fregio !
    E.Petrolini

    Non mi dite che sono incoerente,perchè lo so già.

 

 

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