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  1. #1
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    Predefinito Bocassini: se è lei quella che deve tutelare la decenza in Italia stiamo freschi

    Come sento dire: "A mmìa non mi pìgghjanu pû culu câ scusa 'i Berlusconi!"




    2010:

  2. #2
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    Predefinito Re: Bocassini: se è lei quella che deve tutelare la decenza in Italia, stiamo freschi

    Citazione Originariamente Scritto da Ichthys Visualizza Messaggio
    Come sento dire: "A mmìa non mi pìgghjanu pû culu câ scusa 'i Berlusconi!"





    L' autoparco di Via salamone non è mica quello dove Di Pietro prese i famosi 100 Mln di lire nella scatola da scarpe ?
    “No le demos lugar a los zurdos de mierda que dicen que la ganancia extraordinaria está mal”

  3. #3
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    Predefinito Re: Bocassini: se è lei quella che deve tutelare la decenza in Italia, stiamo freschi

    Che strano, i magistrati sono sempre figli di magistrato. Quelli della bocassini poi, sono dei delinquenti.Che bella giustizia che abbiamo in Italia!
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
    Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.

  4. #4
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    Predefinito Re: Bocassini: se è lei quella che deve tutelare la decenza in Italia, stiamo freschi

    Si ma Ilda Boccassini cos'ha fatto di preciso?

  5. #5
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    Predefinito Re: Bocassini: se è lei quella che deve tutelare la decenza in Italia, stiamo freschi

    Nel medioevo le colpe dei padri ricadevano sui figli, ma per i berluscoidi anche quelle dei degli zii e dei parenti acquisiti.


  6. #6
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    Predefinito Re: Bocassini: se è lei quella che deve tutelare la decenza in Italia, stiamo freschi

    Con l'aria che tira questo 3D mi sembra proprio proprio una furbata da furboni.
    Come tirarsi una querela addosso ...

    Il fatto che abbia collaborato con il Capitano Ultimo....e che sia stata collaboratriche di Falcone....che abbia anche chiesto il trasferimento per indiagare in sicilia dopo gli attentati di due giudici EROI.....non conta....sputtaniamogli i genitori senza nemmeno sapere se Repubblica ha scritto una cazzata!


    Ah....ma voi siete i fans di coloro che definiscono MANGANO, un mafioso spacciatore che grazie agli dei ha tirato la zampa in carcere ripieno di cancro, un eroe.


    Complimenti.....bella gente!
    All I need is love and a M134 minigun

  7. #7
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    Predefinito Re: Bocassini: se è lei quella che deve tutelare la decenza in Italia, stiamo freschi

    Questa feccia di magistratura rossa è stata capace , in quanto a giustizia, di farci collocare nel mondo tra il Ruanda ed il Burundi . Una cosa vergognosa
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  8. #8
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    Predefinito Re: Bocassini: se è lei quella che deve tutelare la decenza in Italia, stiamo freschi

    Visto che ci sono imbecilli che non credono alle favolette che questa magistratura del cazzo sia collocata tra le ultime al mondo , penso sia giusto postare una rilevazione del 2009 dal Sole24 ore .

    Ma quanto detto ieri sera da Luttwak riguardante l'ultima statistica internazionale sulla giustizia , il nostro Paese è collocato tra il Ruanda e Burundi , dato peggiorativo rispetto a questa rilevazione .

    ITALIA

    Giustizia, Italia agli ultimi posti al mondo per efficienza sistema

    di Beatrice Dalia

    30 gennaio 2009







    «Non possiamo andare avanti così ». È secco il monito del Primo presidente della Corte di cassazione, Vincenzo Carbone, che oggi nella relazione di apertura dell'anno giudiziario, nell'aula Magna del "Palazzaccio", alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, mette in evidenza come il ritardo della Giustizia italiana sia un danno per l'intero sistema-Paese. La classifica internazionale sui tempi processuali contenuta nel rapporto Doing Business che la Banca Mondiale redige per fornire indicazioni alle imprese sui Paesi in cui è più vantaggioso investire, infatti, rivela una posizione dell'Italia davvero penalizzante. Si trova al 156° posto su 181 Paesi nel Mondo quanto a efficienza della giustizia. Addirittura viene dopo Angola, Gabon, Guinea, São Tome e prima di Gibuti, Liberia, Sri Lanka, Trinidad. «La crisi della Giustizia - spiega Carbone - ha conseguenze che vanno ben al di là dei costi e degli sprechi di un servizio inefficiente e si estendono alla fiducia dei cittadini, alla credibilità delle istituzioni democratiche, allo sviluppo e alla competitività del Paese».

    Persino l'elevato numero di avvocati, per Carbone, è un sintomo negativo e va capito fino a quando tale abbondanza di operatori sia necessaria a dare giuste risposte alle pretese dei cittadini e quando invece l'assenza di un numero chiuso, come avviene per altre categorie di professionisti, provochi un surplus di domanda di giustizia.

    In ogni caso, una delle gravi cause di disfunzione, ad avviso del numero uno della Cassazione, è l'irrazionalità dell'attuale distribuzione delle sedi giudiziarie, che «sfugge ai più elementari principi di buona organizzazione degli uffici pubblici». In attesa di una riforma organica, urge un ripensamento in grado di abbattere gli elevati costi di gestione e il rischio paralisi nei piccoli uffici. Intanto, per esempio, si potrebbero almeno trasformare - subito - in via transitoria, i circa 60 Tribunali periferici in sezioni distaccate del Tribunale del capoluogo di Provincia. Ciò consentirebbe di conservare intatta la rete territoriale, ma di centralizzare in capo al presidente del Tribunale provinciale la gestione del personale e delle risorse, con ben maggiore efficienza e flessibilità, rendendo un servizio migliore, anche nelle stesse sedi distaccate. Considerazioni e suggerimenti "strutturali" arrivano anche dal vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino. Il vertice del Csm ha messo in evidenza, in particolare, la scopertura di circa 200 posti negli uffici delle Procure e di una forte carenza del personale amministrativo e ha chiesto espressamente risposte su questo al ministro Alfano.

    L'ipoteca di arretrati con cui la giustizia italiana continua a doversi confrontare è davvero gravosa. Solo nel civile, esiste un "cassetto" di oltre cinque milioni di cause giacenti. E anche nel penale la situazione è di lentezza e sovraccarico. I dati poco confortanti sono ben chiari al Guardasigilli, Angelino Alfano, che nei giorni scorsi ha presentato la tradizionale fotografia della Giustizia al Parlamento. Il ministro, nello spazio a lui riservato nel corso della cerimonia, ha sottolineato però la necessità di «un grande lavoro di squadra», perchè solo così si potranno «superare le difficoltà tecniche e anche quelle politiche». L'obiettivo del Governo è di ridare con urgenza dignità alla giustizia civile per eliminare l'enorme macigno degli arretrati e poi avviarsi a un regime di ragionevole durata che non può più attendere oltre. Per troppo tempo la giustizia civile è rimasta la "sorella povera" del sistema giudiziario a causa dello straordinario impatto mediatico esercitato sull'opinione pubblica dal processo penale. E, a questo proposito, uno dei primi obiettivi del Governo, ha spiegato, è ridare speditezza e garanzie al processo penale, «nel rispetto al contempo delle esigenze investigative e della dignità della persona, coinvolta in quella che troppo spesso diventa una gogna mediatica tanto invincibile quanto insopportabile».

    Perfettamente allineato sul punto delle garanzie e della distensione di rapporti, il procuratore generale della Suprema Corte, Vitaliano Esposito, che ha lanciato la forte proposta di istituire, con un intervento normativo ad hoc, un'apposita sanzione ai magistrati per l'inserimento di estranei negli atti del processo. «È ben vero – ha osservato poi Esposito - che il conflitto tra politica e magistratura é rilevabile in qualsiasi società democratica, tanto da portare a definire questo fenomeno come espansione globale del potere giudiziario. Ma l'incontro-scontro tra il mondo giuridico e quello politico genera sconcerto nell'opinione pubblica. E la credibilità della giustizia si dissolve laddove questo scontro si incunei all'interno della stessa magistratura».

    Prima dell'intervento conclusivo dell' Avvocato generale dello Stato, Oscar Fiumara, la parola è andata al presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa. Proprio l'avvocatura, consapevole della vera situazione di crisi della giustizia, è pronta ad assicurare un contributo concreto alla soluzione dei problemi, guardando con favore alla creazione degli organismi di conciliazione previsti dal provvedimento di riforma ora in discussione al Senato (As1082).


    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  9. #9
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    Predefinito Re: Bocassini: se è lei quella che deve tutelare la decenza in Italia, stiamo freschi

    Citazione Originariamente Scritto da pao chan Visualizza Messaggio
    Forza Ilda!

    ma che vi ha fatto questa Santa Donna?
    Ha avuto il coraggio di condannare all'interdizione a vita ai pubblici uffici il loro santo idolo in terra ...

  10. #10
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    Predefinito Re: Bocassini: se è lei quella che deve tutelare la decenza in Italia, stiamo freschi

    Citazione Originariamente Scritto da orpheus Visualizza Messaggio
    Visto che ci sono imbecilli che non credono alle favolette che questa magistratura del cazzo sia collocata tra le ultime al mondo , penso sia giusto postare una rilevazione del 2009 dal Sole24 ore .

    Ma quanto detto ieri sera da Luttwak riguardante l'ultima statistica internazionale sulla giustizia , il nostro Paese è collocato tra il Ruanda e Burundi , dato peggiorativo rispetto a questa rilevazione .

    ITALIA


    Giustizia, Italia agli ultimi posti al mondo per efficienza sistema

    di Beatrice Dalia
    30 gennaio 2009







    «Non possiamo andare avanti così ». È secco il monito del Primo presidente della Corte di cassazione, Vincenzo Carbone, che oggi nella relazione di apertura dell'anno giudiziario, nell'aula Magna del "Palazzaccio", alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, mette in evidenza come il ritardo della Giustizia italiana sia un danno per l'intero sistema-Paese. La classifica internazionale sui tempi processuali contenuta nel rapporto Doing Business che la Banca Mondiale redige per fornire indicazioni alle imprese sui Paesi in cui è più vantaggioso investire, infatti, rivela una posizione dell'Italia davvero penalizzante. Si trova al 156° posto su 181 Paesi nel Mondo quanto a efficienza della giustizia. Addirittura viene dopo Angola, Gabon, Guinea, São Tome e prima di Gibuti, Liberia, Sri Lanka, Trinidad. «La crisi della Giustizia - spiega Carbone - ha conseguenze che vanno ben al di là dei costi e degli sprechi di un servizio inefficiente e si estendono alla fiducia dei cittadini, alla credibilità delle istituzioni democratiche, allo sviluppo e alla competitività del Paese».

    Persino l'elevato numero di avvocati, per Carbone, è un sintomo negativo e va capito fino a quando tale abbondanza di operatori sia necessaria a dare giuste risposte alle pretese dei cittadini e quando invece l'assenza di un numero chiuso, come avviene per altre categorie di professionisti, provochi un surplus di domanda di giustizia.

    In ogni caso, una delle gravi cause di disfunzione, ad avviso del numero uno della Cassazione, è l'irrazionalità dell'attuale distribuzione delle sedi giudiziarie, che «sfugge ai più elementari principi di buona organizzazione degli uffici pubblici». In attesa di una riforma organica, urge un ripensamento in grado di abbattere gli elevati costi di gestione e il rischio paralisi nei piccoli uffici. Intanto, per esempio, si potrebbero almeno trasformare - subito - in via transitoria, i circa 60 Tribunali periferici in sezioni distaccate del Tribunale del capoluogo di Provincia. Ciò consentirebbe di conservare intatta la rete territoriale, ma di centralizzare in capo al presidente del Tribunale provinciale la gestione del personale e delle risorse, con ben maggiore efficienza e flessibilità, rendendo un servizio migliore, anche nelle stesse sedi distaccate. Considerazioni e suggerimenti "strutturali" arrivano anche dal vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino. Il vertice del Csm ha messo in evidenza, in particolare, la scopertura di circa 200 posti negli uffici delle Procure e di una forte carenza del personale amministrativo e ha chiesto espressamente risposte su questo al ministro Alfano.

    L'ipoteca di arretrati con cui la giustizia italiana continua a doversi confrontare è davvero gravosa. Solo nel civile, esiste un "cassetto" di oltre cinque milioni di cause giacenti. E anche nel penale la situazione è di lentezza e sovraccarico. I dati poco confortanti sono ben chiari al Guardasigilli, Angelino Alfano, che nei giorni scorsi ha presentato la tradizionale fotografia della Giustizia al Parlamento. Il ministro, nello spazio a lui riservato nel corso della cerimonia, ha sottolineato però la necessità di «un grande lavoro di squadra», perchè solo così si potranno «superare le difficoltà tecniche e anche quelle politiche». L'obiettivo del Governo è di ridare con urgenza dignità alla giustizia civile per eliminare l'enorme macigno degli arretrati e poi avviarsi a un regime di ragionevole durata che non può più attendere oltre. Per troppo tempo la giustizia civile è rimasta la "sorella povera" del sistema giudiziario a causa dello straordinario impatto mediatico esercitato sull'opinione pubblica dal processo penale. E, a questo proposito, uno dei primi obiettivi del Governo, ha spiegato, è ridare speditezza e garanzie al processo penale, «nel rispetto al contempo delle esigenze investigative e della dignità della persona, coinvolta in quella che troppo spesso diventa una gogna mediatica tanto invincibile quanto insopportabile».

    Perfettamente allineato sul punto delle garanzie e della distensione di rapporti, il procuratore generale della Suprema Corte, Vitaliano Esposito, che ha lanciato la forte proposta di istituire, con un intervento normativo ad hoc, un'apposita sanzione ai magistrati per l'inserimento di estranei negli atti del processo. «È ben vero – ha osservato poi Esposito - che il conflitto tra politica e magistratura é rilevabile in qualsiasi società democratica, tanto da portare a definire questo fenomeno come espansione globale del potere giudiziario. Ma l'incontro-scontro tra il mondo giuridico e quello politico genera sconcerto nell'opinione pubblica. E la credibilità della giustizia si dissolve laddove questo scontro si incunei all'interno della stessa magistratura».

    Prima dell'intervento conclusivo dell' Avvocato generale dello Stato, Oscar Fiumara, la parola è andata al presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa. Proprio l'avvocatura, consapevole della vera situazione di crisi della giustizia, è pronta ad assicurare un contributo concreto alla soluzione dei problemi, guardando con favore alla creazione degli organismi di conciliazione previsti dal provvedimento di riforma ora in discussione al Senato (As1082).

    Ma che cazzo centra con la Bocassini... lo sappiamo che la giustizia in Italia fa cagare e c'è da fare riforme

 

 
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