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Discussione: V seduta del Senato - tema istruzione - fase di voto dei DDL

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    Predefinito V seduta del Senato - tema istruzione - fase di voto dei DDL

    Il voto avrà la consueta durata di 48 ore, e pertanto si chiuderà alle 15:45 del 16 maggio 2013.
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    progetto di legge Francpolitik. Avviso che tutti i riferimenti contenuti nel testo alle Province devono essere considerati come non apposti.


    Progetto di legge – Riforma del Sistema Scolastico Italiano


    PARTE I – Norme Generali
    Articolo 1
    Lo Stato tutela l'educazione del fanciullo, dettando le linee generali d'indirizzo e sovraintendendo all'organizzazione del sistema scolastico. Promuove e garantisce, inoltre, la libertà d'insegnamento propria dei docenti, intesa come autonomia didattica e libera espressione culturale.


    Articolo 2
    Lo Stato garantisce autonomia agli istituti pubblici, nella gestione economica, nell'organizzazione didattica e nei rapporti con il territorio.


    Gli Amministratori rispondono in prima persona degli errori e delle carenze di ciascuna struttura posta sotto la loro responsabilità, secondo le modalità previste dal presente testo di legge.


    Titolo I – Organi collegiali e assemblee

    Articolo 3
    Ciascun istituto della Repubblica deve prevedere consigli di classe e di intersezione. Le modalità di nomina dei membri sono stabilite da ciascun Regolamento d'Istituto, ferma la presenza di almeno un rappresentante eletto dai genitori e uno dagli studenti nelle scuole di secondo grado, ovvero di almeno due rappresentanti dei genitori in tutte le altre.


    Articolo 4
    Ciascun istituto della Repubblica deve prevedere un consiglio didattico, composto di diritto da tutti i docenti di ruolo e non operanti presso l'istituto stesso.
    Il consiglio ha competenze concorrenti al Consiglio d'Istituto in materia di organizzazione e indirizzo didattico.
    Le sue decisioni, prese a maggioranza dei due terzi, sono vincolanti per lo stesso Consiglio d'Istituto in materia di cui il comma precedente.


    Articolo 5
    In ciascun istituto è costituito il Consiglio d'Istituto. Tale organo è formato di diritto dal Dirigente Scolastico e dal Presidente del Consiglio Didattico. Nei gradi d'istruzione inferiori è composto da due rappresentanti dei genitori eletti per ciascun raggruppamento di classi parallele, mentre nei licei e nelle scuole di secondo grado è formato da un rappresentante per ciascun raggruppamento di classi parallele degli alunni e da uno per ciascun raggruppamento di classi parallele dei genitori.
    Il Consiglio d'Istituto è il principale responsabile dell'approvazione dei bilanci, della modifica del Regolamento,dell'approvazione del Piano di Offerta Formativa, dell'istituzione di concorsi per il personale e ha competenze concorrenti al Consiglio Didattico in materia di organizzazione e indirizzo didattico. Il Dirigente Scolastico può porre il veto su ogni decisione presa dal Consiglio, ad esclusione del bilancio. Il Consiglio non è sottoposto a veti ogni qual volta voti all'unanimità dei suoi membri, ad esclusione del Dirigente Scolastico.


    Articolo 6
    Gli studenti degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e i genitori degli alunni iscritti a istituti di ogni ordine e grado hanno diritto a riunirsi in assemblea presso i locali della scuola,secondo le modalità previste da ciascun regolamento.
    Agli studenti dei licei e di ciascuna scuola secondaria di secondo grado deve essere garantita la facoltà di costituirsi per almeno una volta ogni due mesi presso i locali dell'istituto in assemblea.


    Titolo II – Razionalizzazione della rete scolastica

    Articolo 7
    È riconosciuta piena autonomia ed è garantito adeguato finanziamento esclusivamente agli istituti che rispondano ai requisiti dettati dal presente testo unico.


    Articolo 8
    È istituito ufficio di Dirigenza e relativa segreteria in ogni scuola o rete di scuole elementari del territorio nazionale che conti un numero di iscritti non inferiore ai 400.


    Articolo 9
    Al fine di raggiungere i requisiti di cui l'articolo 8 del presente testo unico, è data facoltà alle scuole elementari attualmente esistenti su stessi territori comunali o su territori comunali contigui, di costituire una rete di scuole.


    Articolo 10
    Qualora risultino scuole nelle quali sia attiva almeno una sezione e tali istituti siano lontani oltre 20 chilometri dalla scuola elementare più vicina, sono derogati i requisiti di cui l'articolo 8.


    Articolo 11
    È istituito ufficio di Dirigenza e relativa segreteria in ogni scuola di formazione del territorio nazionale che conti un numero di iscritti non inferiore ai 500


    Articolo 12
    Al fine di raggiungere i requisiti di cui l'articolo 9 del presente testo unico, è data facoltà a non più di due scuole di formazione,ovvero scuole secondarie di primo grado, attualmente esistenti su stessi territori comunali, di costituire un Istituto unico.


    Articolo 13
    È istituito ufficio di Dirigenza e relativa segreteria in ogni liceo e in ogni scuola di specializzazione che conti un numero di iscritti non inferiore a 700.


    Articolo 14
    La Dirigenza di ciascun istituto, di ogni ordine e grado, deve garantire una media di alunni iscritti a ciascuna classe prossima ai 20. Non possono essere costituite classi che presentino un numero di iscritti inferiore ai 15 né sono ammesse classi con numero di iscritti superiore a 25.


    Titolo III – Edilizia scolastica

    Articolo 15
    Il patrimonio scolastico italiano è affidato alla responsabilità della Dirigenza e dei Consigli dei singoli istituti, a partire dall'anno 2015, in conclusione del processo di intervento straordinario previsto dalla legge 83 del 2013 in materia di edilizia scolastica, pubblicata in Gazzetta Ufficiale della Repubblica di PIR.


    Articolo 16
    Gli interventi strutturali edilizi a partire dall'anno 2015 sono da addebitarsi ai bilanci delle singole istituzioni scolastiche.


    PARTE II – Ordinamento Scolastico

    Titolo I – La Scuola dell'Obbligo

    Articolo 17
    L'istruzione inferiore è offerta nelle scuole elementari e di formazione. Essa ha durata di almeno dieci anni ed è obbligatoria e gratuita.
    La scuola elementare ha durata di sei anni.
    La scuola di formazione ha durata di quattro anni.


    Articolo 18
    Ogni cittadino è soggetto all'obbligo scolastico dal sesto al sedicesimo anno di età.
    All'obbligo scolastico si adempie frequentando gli istituti pubblici o equiparati di grado elementare e di formazione per almeno dieci anni.
    I genitori del fanciullo devono altrimenti dimostrare di essere in grado di provvedere all'educazione del proprio figlio, con comunicazione annuale e approvazione da parte dell'istituto prescelto.


    Titolo II – La Scuola Elementare

    Articolo 19
    Il primo ciclo di istruzione è obbligatorio e prende il nome di Scuola Elementare. Ha durata regolare di sei anni e concorre alla completa formazione dell'uomo e del cittadino. Si propone lo sviluppo della personalità del fanciullo promuovendone la prima alfabetizzazione culturale.


    Articolo 20
    La Scuola Elementare si articola in tre bienni di difficoltà crescenti. Le linee di indirizzo sono dettate dal Ministero della Pubblica Istruzione e devono valere per tutto il territorio nazionale, nel rispetto della libertà d'insegnamento di ciascun docente.


    Articolo 21
    L'orario delle attività didattiche nel primo biennio della Scuola Elementare ha durata di ventotto ore, affidate come segue: dodici all'insegnante dell'area linguistico – antropologica, dodici all'insegnante dell'area scientifico – logica, due all'insegnante di educazione musicale, due al trainer nelle attività sportivo - ricreative.


    L'orario delle attività didattiche nel secondo biennio della Scuola Elementare ha durata di trenta ore, affidate come segue: dodici all'insegnante dell'area linguistico – antropologica, dodici all'insegnante dell'area scientifico – logica, due all'insegnante dell'area artistico – ludica, due all'insegnante di educazione musicale, due al trainer nelle attività sportivo - ricreative.


    L'orario delle attività didattiche nel terzo biennio della Scuola Elementare ha durata di trenta ore, affidate come segue: dodici all'insegnante dell'area linguistico – antropologica, dodici all'insegnante dell'area scientifico – logica, due all'insegnante dell'area artistico – ludica, due all'insegnante di educazione musicale, due al trainer nelle attività sportivo – ricreative.


    Articolo 22
    Nell'ambito dell'autonomia scolastica, lo Stato garantisce ai cittadini che il Primo Biennio della Scuola Elementare sia dedicato alla corretta integrazione del fanciullo nel gruppo classe e nel nuovo ambiente scolastico, ovvero all'apprendimento dei rudimenti basilari della cultura nell'ambito linguistico – semantico e logico– matematico.


    Lo Stato garantisce altresì che il Secondo Biennio sia prevalentemente rivolto all'apprendimento, da parte del fanciullo,dell'uso corretto delle strutture linguistiche e degli strumenti elementari, con particolare attenzione alle quattro operazioni alla base del calcolo rudimentale.


    Nel Terzo Biennio gli insegnanti devono preoccuparsi di far consolidare le conoscenze acquisite, dando allo stesso tempo inizio a una suddivisione sistematica dell'apprendimento nei vari ambiti del sapere. Al termine dal primo ciclo d'istruzione ogni istituto deve garantire che ciascun fanciullo padroneggi con sicurezza tutte le strutture morfosintattiche di base della lingua italiana, tutte le operazioni aritmetiche e i processi logico – deduttivi delle scienze nonché sia in possesso di conoscenze elementari ma chiare e scientifiche della storia umana, padroneggiando altresì la capacità di collocare gli avvenimenti storici nello spazio.


    Articolo 23
    Ciascun istituto deve garantire, per quanto possibile, la continuità didattica. In questo senso la Dirigenza di ogni Scuola Elementare del territorio nazionale deve preoccuparsi di mantenere per tutti i sei anni, gli stessi insegnanti nelle medesime classi.


    Articolo 24
    Ciascun istituto decide quale tipologia di settimana adottare. Il Consiglio d'Istituto ha facoltà di scegliere di concentrare le attività didattiche tra il lunedì e il venerdì o se dilazionare le lezioni al sabato.


    Articolo 25
    Ciascun istituto ha facoltà di proporre modalità di tempo prolungato, da quaranta o cinquanta ore settimanali, al fine di andare incontro alle esigenze dei genitori.


    Titolo III – La Scuola di Formazione

    Articolo 26
    Il secondo ciclo di istruzione è obbligatorio e prende il nome di Scuola di Formazione. Ha durata regolare di quattro anni e concorre alla completa formazione dell'uomo e del cittadino. Si propone il corretto orientamento dei giovani ai fini della scelta dell'attività successiva.


    Articolo 27
    La scuola di formazione si articola in due bienni di difficoltà crescente. La funzione orientativa spetta in particolar modo all'ultimo biennio. Le linee di indirizzo sono dettate dal Ministero della Pubblica Istruzione e devono valere per tutto il territorio nazionale, nel rispetto della libertà d'insegnamento di ciascun docente.


    Articolo 28
    L'orario delle attività didattiche nei due bienni della Scuola di Formazione ha durata di trenta ore, distribuite come segue:


    • Lingua e letteratura italiana 6 ore
    • Lingua e sintassi Inglese 4 ore
    • Lingua e sintassi della Seconda Lingua Comunitaria a scelta 4 ore
    • Matematica con elementi di scienze naturali 6 ore
    • Storia e Geografia 4 ore
    • Arte e Disegno 2 ore
    • Storia ed educazione musicale 2 ore
    • Scienze motorie e sportive 2 ore





    Articolo 29
    Nell'ambito dell'autonomia scolastica, lo Stato garantisce ai cittadini pari linee di indirizzo su scala nazionale.
    Il primo biennio della Scuola di Formazione deve essere volto all'approfondimento delle conoscenze basilari apprese dalle Scuole Elementari, integrandole con nuove nozioni e competenze, specie nelle due lingue straniere.
    Il secondo biennio deve portare a compimento la formazione del fanciullo e del cittadino, garantendo altresì la facoltà di padroneggiare agilmente gli strumenti più complessi della lingua italiana, i mezzi di calcolo e le strutture linguistiche fondamentali delle lingue straniere studiate. Deve altresì avviare il giovane a una corretta scelta nel proseguimento degli studi o nell'avviamento professionale.

    Titolo IV – La Scuola Superiore


    Articolo 30
    L'istruzione superiore è offerta nei licei e nelle scuole di specializzazione. Essa ha durata di almeno tre anni ed è gratuita.


    Articolo 31
    Il Liceo si prefigge lo scopo di preparare l'allievo a disporre degli strumenti necessari al compimento di qualsiasi studio in sede universitaria. Si compone di tre anni durante i quali agli insegnamenti curricolari devono essere affiancate attività di orientamento.


    Articolo 32
    L'orario delle attività didattiche nei tre anni di Liceo varia tra le trentasei e le quaranta ore settimanali, da dedicarsi obbligatoriamente allo studio della Lingua e della Letteratura Italiana, alla fluente conversazione in lingua Inglese e all'apprendimento della relativa sintassi, ad un primo approccio all'algebra, alla geometria, alla trigonometria e all'analisi matematica, ad uno studio approfondito delle varie dinamiche storiche che abbraccino un arco temporale a cavallo tra il Medioevo e i giorni nostri, un primo approccio alla storia e al pensiero della filosofia, all'apprendimento degli strumenti e delle reazioni fondamentali della Chimica e della Biologia, oltre che ad un'analisi delle forme sintattiche e della letteratura di almeno una lingua classica.


    Le linee di indirizzo nelle materie di cui al comma precedente sono dettate dal Ministero della Pubblica Istruzione e devono valere per tutto il territorio nazionale. Nell'ambito dell'autonomia scolastica, i singoli istituti istituiscono gli insegnamenti aggiuntivi in accordo con le famiglie, presentando un piano che deve essere valido per l'intera durata del Liceo.


    Articolo 33
    La scuola di specializzazione si prefigge lo scopo di preparare l'allievo all'ingresso nel mondo del lavoro, assumendo altresì gli strumenti necessari al compimento degli studi nel settore scelto. Si compone di tre anni durante i quali agli insegnamenti curricolari devono essere affiancate attività di orientamento e tirocini.


    Articolo 34
    Le scuole di specializzazione si suddividono in cinque rami: scienze naturali, scienze economico-sociali, tecnica e artigianato, turismo,servizi socio-sanitari.
    Nell'ambito dell'autonomia scolastica, gli insegnamenti aggiuntivi sono stabiliti dai singoli istituti, in accordo con le famiglie, fatto salvo il limite massimo delle quaranta ore settimanali e gli insegnamenti obbligatori le cui linee di indirizzo sono stabilite dal Ministero della Pubblica Istruzione.


    Articolo 35

    L'orario delle attività didattiche nei tre anni di scuola di specializzazione in scienze naturali varia tra le trentasei e le quaranta ore settimanali, da dedicarsi obbligatoriamente all'insegnamento approfondito delle scienze matematiche, della Fisica newtoniana con accenni delle più moderne teorie, allo studio delle principali nozioni e reazioni della Chimica e della Biologia, ad un primo approccio con la geografia, allo studio approfondito della Lingua e della Letteratura Italiana, alla fluente conversazione e alla conoscenza della sintassi della Lingua Inglese.


    L'orario delle attività didattiche nei tre anni di scuola di specializzazione nelle scienze economico-sociali varia tra le trentasei e le quaranta ore, da dedicarsi obbligatoriamente allo studio approfondito delle scienze matematiche, con particolare attenzione all'analisi e alla statistica, alla fluente conversazione e alla conoscenza della Lingua Inglese, ad un primo significativo approccio con l'economia politica,con le scienze manageriali, allo studio degli strumenti di ragioneria e tecnica bancaria, ad una preparazione basilare nella storia dell'uomo a cavallo tra il Medioevo e i giorni nostri, allo studio approfondito della Lingua e della Letteratura Italiana.


    L'orario delle attività didattiche nei tre anni di scuola di specializzazione in tecnica e artigianato varia tra le trentasei e le quaranta ore settimanali, da dedicarsi obbligatoriamente ad un primo approccio con le scienze matematiche, ad una corretta e fluente conversazione in Lingua Inglese, ad uno studio della Lingua e della Letteratura Italiana, all'apprendimento degli strumenti del disegno tecnico, aduna preparazione tecnica in informatica, meccanica, meccatronica ed elettricistica, ad uno studio della chimica e del diritto, oltre che della tecnologia.


    L'orario delle attività didattiche nei tre anni di scuola di specializzazione in turismo varia tra le trentasei e le quaranta ore settimanali, da dedicarsi obbligatoriamente allo studio approfondito della Lingua e della Letteratura Italiana, alla fluente conversazione in Lingua Inglese e all'apprendimento della relativa struttura sintattica, alla fluente conversazione in una Seconda Lingua Comunitaria a scelta e all'apprendimento della relativa struttura sintattica, alla fluente conversazione in una Terza Lingua Comunitaria a scelta e all'apprendimento della relativa struttura sintattica, ad un approfondito studio della storia dell'arte europea, con uno sguardo particolare al patrimonio italiano, alle scienze e alla cultura dell'alimentazione, alle tecniche di comunicazione e ad un primo approccio con la matematica.


    L'orario delle attività didattiche nei tre anni di scuola di specializzazione in servizi socio-sanitari varia tra le trentasei e le quaranta ore settimanali, da dedicarsi obbligatoriamente allo studio approfondito della Lingua e della Letteratura Italiana, alla fluente conversazione in Lingua Inglese e all'apprendimento della relativa struttura sintattica, allo studio dei principali strumenti della matematica, all'approfondito insegnamento della Fisica, con particolare attenzione all'applicazione in campo medico ed ottico, all'apprendimento di tutte le principali nozioni della Biologia, all'insegnamento delle principali reazioni della Chimica, al funzionamento della psiche umana e allo studio della psicologia, alle scienze motorie e sportive.

    Nell'ambito dell'autonomia, ciascun istituto stabilirà entro l'inizio dell'anno, in accordo con le famiglie, l'ammontare delle ore complessive e l'inserimento di discipline non contemplate nei commi precedenti.


    Titolo V - Esami di fine ciclo

    Articolo 36
    Al termine di ciascun ciclo educativo gli alunni sono sottoposti ad una verifica complessiva delle conoscenze.

    In chiusura delle scuole elementari, ciascun consiglio di classe costituisce una commissione, interamente formata da membri interni, con lo scopo di valutare le conoscenze e le competenze acquisite da ciascun allievo, tenendo in debito conto il percorso scolastico compiuto nei sei anni precedenti. Al superamento dell'esame, la scuola rilascia regolare Diploma d'Istruzione Elementare, necessario all'iscrizione definitiva al ciclo successivo, valido su tutto il territorio nazionale.

    In chiusura delle scuole di formazione, ciascun consiglio di classe redige entro e non oltre il 15 maggio un documento illustrativo di quanto compiuto durante l'anno da ciascun insegnante con la propria classe. Il consiglio rilascia altresì un breve profilo riguardante ciascun alunno.

    Al primo giugno sono costituite le commissioni d'esame, per metà interne e per metà esterne, che hanno il compito di valutare le prove scritte e il colloquio orale di ciascun alunno. I membri esterni sono nominati in numero di 3 dal Ministero, ai quali si aggiunge il Presidente, anch'esso non operante nell'istituto soggetto a valutazione. Gli allievi sono sottoposti in tre giorni differenti a prove scritte scelte dal Ministero. La prima riguarda il corretto uso della Lingua Italiana, la seconda attesta le conoscenze e le competenze in Matematica, la terza è sottoposta sotto forma di questionario a risposta multipla e riguarda le altre materie. Le linee di indirizzo inerenti il colloquio orale sono dettate dal Ministero della Pubblica Istruzione, fatta salva la libertà di gestione della commissione d'esame.

    Al superamento dell'esame, è rilasciato dal Ministero della Pubblica Istruzione, per tramite della commissione esaminatrice, regolare Diploma d'Istruzione Formativa, valido su tutto il territorio nazionale e necessario all'ingresso nel successivo ciclo di studi.

    In chiusura del Liceo o della Scuola di Specializzazione, ciascun consiglio di classe redige entro il 15 maggio un documento illustrativo di quanto compiuto durante l'anno da ciascun insegnante con la propria classe. Il consiglio rilascia altresì un breve profilo riguardante ciascun alunno.

    Al primo giugno sono costituite le commissioni d'esame, di cui un solo membro deve essere interno. Hanno il compito di valutare le prove scritte e il colloquio orali di ciascun alunno. I membri esterni sono nominati dal Ministero in numero di 5, ai quali si aggiunge il Presidente, anch'esso non operante nell'istituto soggetto a valutazione. Gli allievi sono sottoposti in tre giorni differenti a prove scritte scelte dal Ministero. La prima è un tema di italiano, la seconda è inerente ad una delle materie caratterizzanti l'indirizzo scelto, la terza è sottoposta sotto forma di questionario a risposta multipla e riguarda le altre materie. Le linee di indirizzo inerenti il colloquio orale sono dettate dal Ministero della Pubblica Istruzione, fatta salva la libertà di gestione della commissione d'esame.

    Al superamento dell'esame, è rilasciato dal Ministero della Pubblica Istruzione, per tramite della commissione esaminatrice, regolare Diploma di Maturità, valido su tutto il territorio nazionale e necessario all'ingresso in tutte le facoltà.


    PARTE III – Organizzazione Amministrativa e Finanziaria

    Titolo I – Gli istituti come soggetti giuridici

    Articolo 37
    Gli istituti scolastici con proprio ufficio di Dirigenza costituiscono un soggetto giuridico responsabile difronte alla legge. La proprietà appartiene allo Stato Italiano che la esercita attraverso il Ministero della Pubblica Istruzione.


    Articolo 38
    Ciascun istituto di cui all'articolo 36, è amministrato da un Dirigente Scolastico direttamente nominato dal Ministero della Pubblica Istruzione e da un Consiglio di Istituto, di cui l'articolo 5.


    Articolo 39
    Il personale attualmente facente capo direttamente al Ministero, deve essere riassunto dai singoli istituti al trentun agosto successivo la pubblicazione della presente legge in Gazzetta Ufficiale.


    Articolo 40
    Il Dirigente e il Consiglio d'Istituto approvano annualmente un bilancio programmatico e uno consuntivo. Gli istituti hanno piena autonomia di bilancio, tuttavia sono vincolati all'equilibrio dei conti. Al fine di effettuare lavori di particolare rilevanza, le amministrazioni dei singoli istituti possono accendere prestiti di cui devono interamente farsi carico.


    Articolo 41
    Il principio dell'autonomia scolastica garantisce alle amministrazioni delle singole scuole l'equiparazione ad un'impresa sociale, saldo il principio fondativo che lo scopo finale di tali istituti è l'educazione degli allievi.


    Titolo II – Il contratto del docente

    Articolo 42
    I docenti attualmente in ruolo devono essere reimpiegati presso gli istituti italiani.


    Articolo 43
    Il trenta agosto successivo all'entrata in vigore di tale legge, il contratto collettivo nazionale del corpo docenti decade. Deve essere entro tale data varata una nuova contrattazione collettiva a cui i singoli istituti dovranno rifarsi.


    Articolo 44
    Le valutazioni di merito dei singoli docenti devono essere effettuate dagli istituti, in concerto tra il Dirigente Scolastico e il Consiglio d'Istituto. Nel bilancio programmatico si deve tener conto di una quota, a discrezione dell'istituto, destinata a premiare i docenti migliori.


    Titolo III – I nuovi concorsi

    Articolo 45
    Gli istituti, al fine di assumere nuovo personale docente, dovranno attingere dalle attuali graduatorie sino ad esaurimento.


    Articolo 46
    All'esaurimento delle graduatorie attualmente in vigore seguirà un nuovo modello di assunzione basato sull'autonomia finanziaria e amministrativa degli istituti.


    Articolo 47
    Ciascun istituto istituirà concorso pubblico secondo le modalità che, in concerto tra la Dirigenza e il Consiglio, le amministrazioni riterranno necessarie. Fatta salva la richiesta del titolo di abilitazione all'insegnamento, rilasciato dal Ministero della Pubblica Istruzione, i singoli istituti avranno piena libertà nella gestione delle nuove assunzioni.

    Sarà facoltà dei singoli istituti, o di consorzi di istituti, assumere uno o più insegnanti noti per capacità didattiche e relazionali al fine di sostenere le eccellenze. Tali docenti potranno altresì essere inseriti in team pedagogici. Il Ministero della Pubblica Istruzione terrà ogni cinque anni prove specifiche tese all'identificazione degli insegnanti di chiara fama, alla presenza di personale docente dalle riscontrate capacità.
    Gli insegnanti di chiara fama avranno contratto biennale, rinnovabile, a carico del singolo istituto o del consorzio di istituti che ne abbia precedentemente fatto richiesta.


    Titolo IV – Il personale non docente

    Articolo 48
    Fatta salva la riassunzione del personale attualmente impiegato, i singoli istituti avranno libertà di gestione ed assunzione del personale non docente.


    Titolo V – Licenziamenti

    Articolo 49
    Il personale docente riceve richiamo ufficiale da parte del Dirigente Scolastico in tre casi: ritardo ripetuto, ritardo ingiustificato,raggiungimento di risultati complessivamente negativi nell'ambito dei test di apprendimento per due anni consecutivi.
    Al raggiungimento del terzo richiamo ufficiale, il docente è licenziato.


    Titolo VI – La Dirigenza

    Articolo 50
    Il Dirigente Scolastico è responsabile dei risultati raggiunti dall'istituto sotto la sua responsabilità. Il Ministero della Pubblica Istruzione effettuerà valutazioni relative all'apprendimento, alla gestione delle risorse e del personale con cadenza annuale attraverso l'Autorità per la Valutazione Scolastica.Il Dirigente scolastico può essere rimosso in qualsiasi momento e,dopo tre richiami totali ricevuti dal Ministero della Pubblica Istruzione, è licenziato.


    Titolo VII – Il finanziamento

    Articolo 51
    Ciascun istituto riceve un finanziamento dal Ministero della Pubblica Istruzione.


    Tale finanziamento è pari, per le scuole elementari, a 4.500 euro per alunno. Per le scuole di formazione ammonta a 5.000 euro per alunno. Per i Licei e le Scuola di specializzazione è pari a 5.500 euro per alunno.


    I finanziamenti sono da indicizzare all'inflazione annualmente.


    PARTE IV – La Valutazione del Sistema Scolastico

    Titolo I – L'Autorità per la Valutazione Scolastica

    Articolo 52
    L'attuale istituto INVALSI è sciolto. È istituita l'Autorità per la Valutazione Scolastica, con sede a Roma e distaccamenti in ogni città capoluogo. L'AuVaS ha il compito di valutare annualmente i risultati di ciascun istituto.


    Articolo 53
    L'AuVaS riceve dal Ministero dell'Economia un fondo annuo pari a un miliardo di euro da indicizzare annualmente all'inflazione. L'AuVaS assume personale docente e amministrativo che compili, ogni anno, un testo per ciascuna materia obbligatoria elencata negli articoli 22,28, 32 e 35 del presente testo di legge. Tale test deve essere sottoposto a ciascuna classe di ogni istituto italiano da personale interno all'AuVaS.
    Il test ha la finalità di valutare le capacità acquisite durante il percorso scolastico e non influisce sul singolo docente.
    I risultati devono essere pubblicati sul sito dell'Autorità e sui siti di ciascuna scuola e, al termine dell'anno scolastico,concorrono alla valutazione del Dirigente Scolastico.


    Articolo 54
    L'AuVaS è responsabile della valutazione di ciascun istituto: la responsabilità del mancato raggiungimento di parametri di apprendimento, di gestione del patrimonio e del personale e di equilibrio dei bilanci ricadono interamente sul Dirigente Scolastico che è rimosso. Qualora nella graduatoria annuale su scala provinciale, l'istituto abbia raggiunto un livello basso pur tuttavia rientrando nei parametri, il Dirigente è ammonito.
    Alla quinta ammonizione il Dirigente decade.


    PARTE V – Disposizioni transitorie e finali

    Articolo 55
    Il bilancio del Ministero della Pubblica Istruzione è aumentato, per effetto degli articoli 50 e 52, di 2.954.554.247,00 euro. La copertura per l'anno dell'entrata in vigore della presente legge e per gli esercizi successivi, è garantita dal taglio di 1.412.704.309,00 euro ai trasferimenti alle regioni a statuto speciale, di 502.234.992,00 euro al fondo per gli istituti non statali, di 500.000.000,00 euro ai trasferimenti alle province, di 280.017.906,00 euro agli incentivi alle imprese per interventi di sistema, di 148.400.000,00 euro al fondo per i rapporti con le confessioni religiose e di 111.197.040,00 euro al fondo per le attività ricreative e per lo sport.

    Articolo 56
    Il presente testo di legge entra in vigore a partire dall'anno scolastico immediatamente successivo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Gli istituti devono adeguare gli orari e la nuova suddivisione in cicli a partire dalla prima elementare. Il processo di transizione è gestito in via straordinaria dal Ministero della Pubblica Istruzione attraverso la pubblicazione di direttive aventi valore di legge sino al tredicesimo anno scolastico successivo l'entrata in vigore del presente testo di legge

    Articolo 57
    Il Testo Unico in materia di istruzione n.53 della II legislatura è interamente abrogato.
    ---------------------------------------------------------------------------------------------
    DDL Haxel sulle esercitazioni scolastiche
    Art. 1)
    Sono previste nelle scuole superiori fino a quattro ore l'anno, le esercitazione
    Tali ore sono liberamente organizzate dalle Scuole, e comprenderanno esercitazioni antincendio e altre calamità naturali
    -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
    Mozione Haxel sul sentimento civile nelle scuole
    art 1)
    In prossimità di date importanti per la Storia e i Valori della nostra Patria si invitano gli istituti scolastici ad organizzare iniziative di sensibilizzazione, commemorazione e studio (tramite diverse forme quali visione di documentari, letture di libri specifici, visite di Musei ecc..) una o più delle seguenti date a scelta dell'istituto.
    *Elenco delle date*

    7 Gennaio Festa del tricolore
    27 Gennaio Giorno della Memoria
    10 Febbraio Giorno del Ricordo
    17 Marzo nascita dello Stato Italiano
    19 Marzo in Ricordo delle Vittime di Mafia
    21 Aprile nascita di Roma
    25 Aprile Festa della Liberazione
    1 Maggio Festa dei Lavoratori
    9 Maggio in Ricordo delle Vittime del Terrorismo
    29 Maggio Vittoria della battaglia di Legnano
    2 Giugno Festa della Repubblica
    8 Settembre fine dell’Alleanza con Hitler
    20 Settembre Presa di Porta Pia
    4 Novembre feste della Patria e delle Forze Armate
    27 Dicembre Promulgazione della Costituzione Italiana

    Queste attività dovranno comunque tener conto della possibilità di realizzare tra i 200 giorni di lezioni all'anno o più a discrezione dell'istituto, pertanto le scuole potranno inserire queste giornate di ricordo nel computo dei giorni di lezione
    ------------------------------------------------------------------------------
    SCHEDA DI VOTO

    favorevole al progetto di legge Francpolitik [ ]
    contrario al progetto di legge Francpolitik [ ]
    astenuto [ ]

    favorevole al progetto di legge Haxel [ ]
    contrario al progetto di legge Haxel [ ]
    astenuto [ ]

    favorevole alla mozione Haxel [ ]
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  2. #2
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    Predefinito Re: V seduta del Senato - tema istruzione - fase di voto dei DDL

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  3. #3
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    Predefinito Re: V seduta del Senato - tema istruzione - fase di voto dei DDL

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    favorevole alla mozione Haxel [X]
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    (qualche dubbio sulle date della proposta Haxel come il 25 aprile, l'8 settembre il 2 giugno e il 27 dicembre, ma se parlarne vuol dire parlarne vuol dire criticare, ci puo' stare)
    non piu' interessato a questo forum

  4. #4
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  5. #5
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    Predefinito Re: V seduta del Senato - tema istruzione - fase di voto dei DDL

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  6. #6
    Pallone gonfiato
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    Predefinito Re: V seduta del Senato - tema istruzione - fase di voto dei DDL

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  7. #7
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    Predefinito Re: V seduta del Senato - tema istruzione - fase di voto dei DDL

    Chiedo scusa se intervengo in fase di votazione, ma tant'è, l'altra sessione è stata chiusa: in risposta a FrankieD., mi sembra doveroso: condivido le classi di livello e le ritengo un passo importante per valorizzare le eccellenze. L'obiettivo del testo di legge è tuttavia dare piena autonomia delle scuole, nell'ambito di un quadro generale statale. Per tanto, nell'organizzazione interna, ho voluto lasciare piena libertà ai singoli istituti.

    Ci tengo a precisare che, quindi, ogni scuola avrebbe piena facoltà di introdurre le classi di livello.

    Per quanto riguarda la premessa fatta dal Presidente, la ritengo fortemente ingiusta e contraria allo spirito della legge: anzitutto non si sa a quale ente, nell'attuale legislazione di TP, sia da attribuirsi l'edilizia scolastica. Mancando questa informazione non vedo dove si possa tagliare la spesa per i nuovi finanziamenti se non alle province stesse.

    In secondo luogo manca una coerenza interna al sistema di TP: non essendoci un bilancio ed essendo il mio testo centrato al sistema italiano, a quali altri conti dovrei fare riferimento?
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  8. #8
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    Predefinito Re: V seduta del Senato - tema istruzione - fase di voto dei DDL

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  9. #9
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    Predefinito Re: V seduta del Senato - tema istruzione - fase di voto dei DDL

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  10. #10
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    Predefinito Re: V seduta del Senato - tema istruzione - fase di voto dei DDL

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    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


 

 
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