Col termine immigrazionista intendo l'accezione che gli danno i razzisti di questo forum, ovvero che gli immigrazionisti sarrebbero tutti coloro che combattono la marginalizzazione in cui vengono relegati molti migranti.
Esistono invece persone consapevoli delle contraddizioni insite nel sistema capitalistico, tali da creare problematiche sociali devastanti come quello dell'immigrazione. L'immigrazione, sia essa intranazionale o estera, è un dramma per ogni essere umano costretto ad allontanarsi dal luogo in cui ha sempre vissuto o vorrebbe vivere. Nessuna persona razionale inciterebbe all'immigrazione perchè consapevole del dramma che ci sta dietro. Il problema è che l'immigrazione è la conseguenza delle storture del sitema capitalistico, che si autoalimenta con l'idiozia nazionalistica e patriottarda, quindi se si vuole porre fine a questo dramma non bisogna colpire le vittime, cioè gli immigrati, ma i meccanismi che costringono masse enormi ad emigrare, creando poi come logica conseguenza problematiche di convivenza con i locali a causa dell'emarginazione che si viene a creare tanto pe ri migranti quanto per i locali.
In sostanza si tratta di annientare il sistema capitalistico attraverso l'alleanza degli sfruttati (immigrati ed autoctoni); di rifiutare cioè l'ideologia razzista dietro la quale si nasconde ciò che interessa realmente ai capitalisti: il mantenimento delle strutture classiste della società attuale.
Bisogna rifiutare l'idiozia interclassista nazionalista, funzionale agli interessi del capitalismo che ci vuole dividire in autoctoni ed immigrati, bianchi e neri, buoni e cattivi. Che si sappia, o si sta con TUTTI gli sfruttati o si sta con gli sfruttatori.




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