Per preservare le praterie di posidonia: si potrà ormeggiare solo a boe intelligenti
Divieto di gettare l’ancora per le imbarcazioni al di sopra dei cinque metri in alcune zone della costa ligure per salvaguardare le praterie di posidonia. È l’ipotesi sulla quale sta lavorando la Regione Liguria nell’ambito di un nuovo piano di tutela ambientale della costa ligure che si affiancherà al piano territoriale della costa, già in corso di attivazione. "L’obiettivo - spiega l’assessore all’ambiente della Regione, Franco Zunino - è quello di tutelare alcune aree particolarmente delicate del nostro mare. Le praterie di posidonia sono, oltre che molto belle, importantissime per l’ambiente marino perchè rappresentano un habitat ideale per pesci e microorganismi e perchè contribuiscono a rallentare l’erosione della costa. Credo che sia dovere della Regione tutelare questi ambienti marini".
Nel disegno di legge allo studio della Regione Liguria, che potrebbe essere discusso in giunta prima dell’estate, sono stati individuati 26 siti marini nei quali sarà vietato gettare l’ancora, dal confine con la Francia fino alle Cinque Terre, dove sono già attivi sistemi di controllo attraverso boe cosiddette ’intelligentì, un sistema telematico di ormeggio eco-compatibile. E proprio le ’boe intelligentì (magari a pagamento) potrebbero essere adottate anche negli altri siti da salvaguardare, garantendo così utilizzazioni improprie delle aree marine e nel contempo trasformarsi in dissuasori per le reti a strascico.
L’ipotesi sulla quale sta lavorando la Regione Liguria ha già prodotto reazioni contrastanti da parte degli amanti del mare che lamentano, tra l’altro, una diversità di trattamento nei confronti degli utenti marini nelle varie regioni costiere italiane. "Certamente - commenta l’assessore Zunino - sarebbe meglio se ci fosse un piano nazionale, ma credo che sia compito delle Regioni tutelare l’ambiente marino proprio per dare la possibilità a chi ama il mare di godere appieno delle bellezze naturali".
Lo stesso Zunino precisa: "sarà sempre comunque possibile" la sosta delle imbarcazioni da diporto, con apposite boe, negli specchi di mare protetti per la presenza, sul fondale, di praterie di Posidonia. "La Regione Liguria sta conducendo specifici approfondimenti per individuare le situazioni realmente critiche; l’attenzione si sta focalizzando su una decina di siti, comunque di limitatissima estensione rispetto ai fondali normalmente frequentati dai diportisti. La soluzione per queste aree non sarà improntata al divieto, ma alla regolamentazione: la sosta delle imbarcazioni sarà sempre comunque possibile, tramite l’adozione di soluzioni tecniche compatibili, già ampiamente utilizzate con successo in molte altre costiere del Mediterraneo, vale a dire sistemi di ormeggio rispettosi della biodiversità dei fondali".
"Occorre naturalmente evitare generalizzazioni, in quanto tale criticità - afferma Zunino - emerge unicamente nei siti in cui ad una forte pressione in termini di presenza di imbarcazioni corrisponde anche una potenziale vulnerabilità ambientale, dovuta alla presenza di habitat, di particolare valenza ambientale e sensibili a questo tipo di disturbo".




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