Aumento se ti fai il tatuaggio dell'azienda
Quindici per cento di aumento di stipendio se ti fai un tatuaggio con il logo della ditta. È la proposta che Antony Lolli, fondatore e proprietario di una agenzia immobiliare di Brooklyn, ha fatto ai suoi circa 1100 dipendenti.
Al momento sembra che solo 40 persone abbiano accettato l'idea di farsi un tatuaggio ‘aziendalistà, con tanto di scritta e sigla. Ma chissà che in tempi di crisi, pur di arrotondare lo stipendio altri dipendenti accettino la proposta.
Tutto è iniziato circa un anno e mezzo fa quando una delle top agent, degli impiegati di spicco dell'agenzia, la Rapid Realty, ha lavorato con un ‘tatoo artist', un esperto dei tatuaggi per trovargli un negozio.
Al termine dell'affare finito bene, l'uomo ha offerto alla consulente immobiliare un tatuaggio gratis, in segno di riconoscenza. La donna ha accettato, decidendo di stamparsi sul braccio il logo della ditta per cui lavora. Il tatuaggio ha ispirato il capo a tal punto da chiedere a tutti i suoi dipendenti di fare lo stesso. In cambio di un incentivo monetario. Sino a quel giorno, appunto questo aumento del 15% era destinato a chi avesse fatto beneficienza a nome dell'azienda, avesse raggiunto nuovi clienti o avesse fatto il tirocinio a nuovi impiegati. Ma ora vale anche per chi si fa ‘marchiarè la pelle con il simbolo della ditta.
La Abc ha parlato con Tyler Evenson, 25 anni, anche lei dipendente di Lolli, la seconda ragazza che si è fatta questo tatuaggio. "L'ho fatto l'anno scorso su un braccio. E già all'epoca ne avevo tanti. Ho deciso di farlo - aggiunge - perché sono molto orgogliosa di lavorare per questa compagnia. Penso di rimanerci ancora molti anni, perché mi trovo benissimo". A chi le chiede se una proposta del genere in un certo senso metta pressione ai suoi colleghi spingendoli a farsi un tatuaggio contro la loro volontà, Tyler risponde con un sorriso: "Non credo proprio. Si tratta di qualcosa che rimane per sempre. Se pensi di farlo vuol dire che lo vuoi in modo convinto, altrimenti lo eviti".
Questo caso è solo l'ultimo del genere. In passato, in tanti hanno utilizzato il Corpo come spazio pubblicitario, tanto che é nato un neologismo, lo skinvertising, come dire fare pubblicità sulla pelle. Nei primi anni 2000 fece epoca la storia di un casinò online, la GoldenPalace.com, che pagò un pugile, Bernard Hopkins, per farsi tatuare il suo logo sulla schiena. Sempre la GoldenPalace.com fu al centro di un mezzo scandalo quando una mamma single ‘vendettè per 10mila dollari uno spazio sulla fronte, pur di aiutare i suoi figli. E anche allora il tatuaggio era quello di questa controversa casa da gioco online.
Di recente un sito tra i più in vista, Buzzfeed, ha pubblicato un pezzo dal titolo "Marchiato a vita", raccontando la storia di un uomo, Billy, denominato "BillyThe HumanBillboard", cioé il cartello pubblicitario umano, che pur di ottenere soldi facili s'é riempito il corpo, a partire dalla pelle del volto, di pubblicità di siti online di tutti i generi. Un fenomeno che ha sfiorato persino la politica: un lottatore di wrestler, Eric Hartsburg, ultra-repubblicano, durante la campagna eletttorale si stampò sulla tempia una enorme R, il logo di Mitt Romney. Ma senza che l'ex candidato del Grand Old Party lo sapesse, tanto meno lo avesse pagato. Poi però, dopo il flop elettorale, Eric ha deciso di toglierlo. Ma quando ha scoperto che si trattava di un processo lungo,doloroso e molto costoso, ha cambiato idea. Tanto vale tenerlo per il 2016: "Chissà - ha raccontato divertito - che non torni utile con la candidatura di Marco Rubio".
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