Dato che il mio viaggio è finito e sono tornata a casa e dato che mi è stato in più di un'occasione di dire la mia sul tema di cui avete discusso a lungo in mia assenza, il femminicidio, ho deciso di dirvi la mia. Apro un altro thread, perché ne avete discusso in diversi thread e non saprei dove mettere la mia risposta.
Premetto che il tema è oggetto di grandi controversie tra le femministe italiane negli ultimi tempi. La cosa mi consola, perché vuol dire che non sono pazza, ma l'idea che me ne sono fatta io è condivisa da un pezzo del movimento (e contestata/mistificata/censurata dall'altro, ma vabbè, anche le femministe sono esseri umani e adottano modalità di confronto/scontro non ideali, purtroppo).
Premetto anche che, appunto, dirò la mia da femminista, usando quindi da un lato le mie lenti teoriche che voi non condividete (lo so), dall'altro la mia esperienza e le mie percezioni empiriche (perché tra noi si usa così). Mi sforzerò di essere comprensibile, perché so bene che molti di voi sono a digiuno di toeria femminista o ne hanno un'idea distorta.
Per quanto mi riguarda il termine femminicidio non riguarda necessariamente la descrizione di uccisioni di donne per mano maschile, ma è un concetto più complesso, frutto della violenza di genere, più che di un'indistinta "violenza sulle donne". Il femminicidio attiene a un concetto di dominio, proprietà, sopraffazione codificato da determinati ruoli sociali, a prescindere dal sesso della vittima e del carnefice. Un tempo si chiamava "omicidio passionale", "tragedia familiare", "dramma della gelosia". Non so quanto il termine femminicidio sia adatto, ma è sicuramente più adatto delle definizioni succitate, non solo per un puro fatto statistico, ma anche perché storicamente, al netto dei cambiamenti sociali avvenuti negli ultimi decenni, il profilo della vittima corrisponde al ruolo sociale dato alle donne (spero che la cosa non vi risulti una specie di supercazzola).
Diciamo che l'omicida pretende di essere padrone della morte altrui, il femminicida pretende di essere padrone della vita, oltre che della morte, della sua vittima. Non ho mai creduto ai semplici "raptus di follia". D'altro canto non credo alle emergenze mediatiche ed al pressappochismo con cui il tema viene trattato. Non c'è alcuna emergenza femminicidio, le emergenze sono fatti acuti, quello che i media chiamano femminicidio è un fatto cronico e ben radicato. Quello che noi chiamiamo patriarcato esiste (e lo so che alcuni/e non saranno d'accordo) da millenni e non si spazza via con un servizio del Tg3. Certo, le donne hanno ottenuto dei risultati con la loro lotta, hanno oggettivamente cambiato molti aspetti della loro condizione individuale e collettiva, tuttavia il modello sociale di fondo non è cambiato radicalmente (motivo in più per non connotare con un sesso o l'altro vittima e carnefice, si possono anche invertire i ruoli ma lo schema è lo stesso) ed è lì che affondano le radici del femminicidio.
Sinceramente non ho voglia di dilungarmi sulle cose che condivido riguardo al modo in cui viene affrontata la questione, perché penso che possiate arrivarci da soli. Preferirei porre l'accento sulle criticità.
Io sono femminista ed il femminismo ha sulle sue spalle tre secoli di storia e varie ramificazioni. Non so come definire perfettamente con un solo aggettivo il mio, ma so, per esempio, che il suo fine è distruggere determinati ruoli di genere e non rafforzarli. Non credo all'uomo bruttosporcoecattivo e alla donna buonasantaevittima e non sopporto che la percezione della violenza di genere si basi si quella dicotomia. Accettare questa divisione tagliata con l'accetta si avvicina troppo al giustificare. In più io stessa sono bruttasporcaecattiva, potrei anche essere vittima di violenza, ma mai vittimista (il vittimismo non è delle vittime, ma di quelli che pretendono di tutelarle, difendere, parlare a nome loro, salvarle anche quando non vogliono essere salvate etc.).
In più sono contraria all'aggravante di femminicidio (ergastolo) proposta dalla Bongiorno, così come, per esempio, non ho esultato quando Morales l'ha messa in Bolivia (a differenza di tanti compagni). E' una stronzata concettuale ed è anche inutile, visto che il femminicida in genere si suicida (in Bolivia non so, in Italia sicuramente).
E' pura strumentalizzazione politica. Vogliono mettere l'aggravante e poi chiudono i centri antiviolenza.
Ecco, quello che non sopporto è la strumentalizzazione di questo come di altri temi legati alla questione femminile, cosa che ti puoi aspettare da una Bongiorno qualsiasi ma che fa particolarmente male quando viene da un pezzo di movimento delle donne. Un pezzo lontano dal mio, ma fa male lo stesso. Parlo delle Se non ora quando, per esempio. Donne che sulla scia di sangue costruiscono consenso per le peggiori porcate che s'inventa la politica (e per le peggiori donne in politica). Donne che vogliono insegnare ad altre donne come si sta al mondo e che fare della loro vita. Donne che puntano il dito peggio del più molesto troll da forum.
Preferisco essere bruttasporcaecattiva, non giudicare le loro vite, non imporre loro modelli di comportamento, ma semplicemente criticare le loro idee e la loro agenda politica. Mi piacerebbe che anche loro facessero così, non lo fanno, pazienza, campo lo stesso.
Credo che non esistano soluzioni immediate. Vi prego, attaccatemi su tutto quello che volete, ma non su questo pezzo di thread: avere una compagna attiva nel movimento femminista vittima di femminicidio per mano di un compagno altrettanto attivo politicamente nella sinistra radicale è stato destabilizzante. Non a caso ho scritto compagno e non "pseudocompagno", "stronzo" o chissà cosa. Sono cose che segnano. Avevo scritto altro, ma ho preferito cancellarlo.
Non credo che lo Stato possa tutelarci. Credo nell'autodeterminazione, nell'autodifesa (più o meno organizzata, più o meno collettiva), nella distruzione dei ruoli di genere socialmente determinati e nella trasformazione del mondo in senso antipatriarcale ed antiautoritario. Posizione personale che non ha velleità di essere una soluzione istantanea al problema. Chiunque abbia tale velleità è un cretino o è in malafede.
Scusate, è un post caotico. Ho dormito in pullman la scorsa notte e non sono lucidissima. Ora demolitemi pure, anche se non ho una gran voglia di ribattere![]()




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