E' da tempo che mi chiedo perchè molti di roma o giù di roma non riescano a dire la "s" specie se è a inizio parola, ma dicono una quasi "z"
mi passi er "zale" per favore?
e simili


E' da tempo che mi chiedo perchè molti di roma o giù di roma non riescano a dire la "s" specie se è a inizio parola, ma dicono una quasi "z"
mi passi er "zale" per favore?
e simili
no, non dicono zale...
per me mettono la T davanti la S, diventa....er "tsale"


Fai una scelta dai il voto a KANEKORSO,"segui" la MIA candidatura sul fondoscala e vedrai crescerà in te la VOGLIA e ke voglia....RICORDA....metti la zampa WOOFF al centro della schedahefico:
amico di Fulvia...wooff


Mah....però anche a Lodi eh...:
http://www.dialettolodigiano.it/page...lodigiano.html
Pochi usano la “z” per il suono sonoro di “s”


Ci sono zone dell'Italia dove invece non riescono a pronunciare la "f" come in molte parti della Calabria.
Viene pronunciata aspirata, con lo stresso suono della "k" ("c" dolce) toscana.


perchè in italia non si è mai insegnato a scuola l'italiano (quello vero) e la dizione???
e oggi c'è pèure chi dice che bisogna insegnare i dialetti, che da sempre hanno ostacolato il corretto uso della lingua
siamo uno dei pochi paesi al mondo dove una buona fetta della popolazione madrelingua non è in grado di parlare correttamente.
a roma si parla una variante storpiata e totalmente incorretta dell'italiano, in molte zone del sud si mischia il dialetto con l'italiano e viene fuori una lingua che non esiste, in veneto l'italiano non si parla proprio, in lombardia si commettono castronerie madornali come "un mese fa sono andato dal dentista" o "viene anche il mario e la giusy" "rùbrica e mòllica"
chi si salva? mi sa solo i toscani


er zale?onf:
nun è romano
te lo dico io...
se dico il sale la lingua è già in posizione dopo la elle di "il" per pronunciare la esse
se dico er sale la lingua si trova in alto e quindi....visto che er romano è risparmioso....pronunci la esse con la lingua strusciata contro er palato....e a te che sei burino te pare 'na zeta.....ma nun è così
(er vice Pomponio ebbe parlato)![]()
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


No, non sono daccordo. La diversità linguistica è una ricchezza, purché non se ne faccia bandiera del localismo.
I dialetti sono bellissimi, sono unpo straordinario patrimonio di ricchezza di parole, di concetti, di modi di dire, di saggezza popolare, di tradizioni (pensiamo ai proverbi). Occorre rivalutarli come lingua del parlato quotidiano, piuttosto che cercare di sostituirli all'italiano in una impresa sciocca e impossibile come vorrebbe la Lega.
I toscani non riescono a parlare l'italiano, non riuscendo a pronunciare la "k" ("c" dolce). Anzi, mentre l'italiano medio ha la consapevolezza del suo influsso dialettale e sa generalmente parlare in un italiano "neutro", il toscano ne è incapace, perché è troppo presuntuoso nell'ammettere i suoi caratteri dialettali.


se è come in sardegna che la lingua è completamente diversa quindi non si può mischiare con l'italiano e infatti si parla molto bene l'italiano (a parte l'assenza del passato remoto) sono d'accordo, ma se è come a napoli dove tutti dicono "mò" "sto a faticà" e storpiature simili, non mi va bene perchè diventa un impedimento alla capacità espressiva
poi va beh, la cadenza è un altro discorso