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Discussione: Agli Dei Mani di Dominique Venner

  1. #1
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    Predefinito Agli Dei Mani di Dominique Venner

    Francese, Europeo, Uomo.

    Gli sia lieve la terra

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  2. #2
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Agli Dei Mani di Dominique Venner

    Possa cavalcare libero nei Campi Elisi
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  3. #3
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  4. #4
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Agli Dei Mani di Dominique Venner

    Enrico Marino

    Quelli che palpitano per i digiuni di Marco Pannella o che pensando a un intellettuale citano Umberto Eco sono inorriditi e hanno condannato Dominique Venner per il suo gesto, definito addirittura “blasfemo” dagli stessi ambienti ai quali appartiene quella cloaca del movimento femen che è entrata nella cattedrale di Notre Dame simulando il gesto compiuto da Venner col seno nudo su cui era scritto “che il fascismo resti all’inferno”. I giornali borghesi, invece, si sono limitati a considerarlo un atto di eclatante protesta contro la legge recentemente approvata in Francia del “mariage pour tous” che garantisce anche agli omosessuali di sposarsi e di poter adottare. Ma Dominique Venner che ha scelto d’uscire di scena con un gesto tragicamente simbolico, come Drieu La Rochelle o Yukio Mishima, ha lanciato un accorato avvertimento e allo stesso tempo un urlo di sfida e indignazione che vanno ben oltre l’ignobile legge per i gay. Un avvertimento contro gli “immensi pericoli per la mia patria francese ed europea” e una sfida “con un intento di protesta e di fondazione …. in rottura con la metafisica dell'illimitato, sorgente nefasta di tutte le derive moderne.”

    Nell'ultimo mezzo secolo la minoranza organizzata e onnipotente dei mondialisti ha lavorato in tutto l'occidente in modo formidabile nell’ingannare e manipolare la gente, per modificare i cervelli e le coscienze seminandovi il caos, scambiando i valori con altri falsi e costringendo a credere in quella falsità. Episodio dopo episodio, s’è consumata la grandiosa tragedia della morte dei popoli europei, dell’esaurimento totale e irreversibile della loro consapevolezza, la letteratura, il teatro, il cinema tutto è diventato rappresentazione ed esaltazione delle qualità umane più basse, con artisti che in ogni modo hanno veicolato nelle coscienze il culto del sesso, della violenza, del tradimento e di tutta l’immoralità. Nell’amministrazione dello stato s’è creato caos e confusione, col dispotismo di funzionari e di persone corrotte e la distruzione di ogni principio. L’onestà è stata derisa e resa inutile, l’arroganza e la negazione di ogni gerarchia, la falsità e l’inganno, l’ottundimento e le droghe, la paura di ognuno e il tradimento, in modo invisibile ma inesorabile, si sono sviluppati e i pochi che sono stati in grado di capire cosa accadeva veramente sono stati relegati come oggetto di scherno.
    In questo modo si distruggono, generazione dopo generazione, intere nazioni, cominciando già dai giovani. E’ una sovversione della totalità delle istituzioni e dei comportamenti sociali, culturali e religiosi e, di conseguenza, dell'atteggiamento psicologico, della filosofia e dello stile di vita di un popolo. E’ una disgregazione sociale che ha investito tutta l’Europa e che si chiama mondialismo, modernismo, relativismo, genetismo e metafisica dell’illimitato potere della scienza e dell’individuo tutti protesi nell’attacco finale alla Tradizione e al valore della vita. A questo lavorano coloro che, da posizioni istituzionali o di potere finanziario e mediatico, perseguono l’obiettivo di neutralizzare l’uomo ed eliminare la Nazione in tutte le sue articolazioni, in tutte le scelte economiche e politiche, culturali e fiscali. Creando il debito, prosciugando il credito, paralizzando le forze sociali e le Istituzioni, espropriandone i poteri, attaccando a fondo il risparmio, deturpando e svendendo l’ambiente, mettendo all'asta gli asset industriali ed economici degli stati.
    La fine di una nazione passa pure per la sua trasformazione culturale, linguistica, morale, di costume e genetica. Il declino biologico s’è accompagnato con l'aborto, con l'individualismo e infine è esploso nelle rivendicazioni edonistiche e innaturali dei matrimoni e della genitorialità omosessuale che non sono estrapolabili da questo contesto. Non si tratta, infatti, di dibattere sui diritti civili e fiscali del convivente, ma di definire “matrimonio” qualsiasi genere di convivenza, per favorire il concetto di sterilità nelle unioni, d’inversione conclamata per legge dei rapporti di genere e di mercimonio dei nascituri e dei fanciulli. Il tutto mentre con le mistificazioni dello Ius Soli e del meticciato si punta anche all'avvento di una massiccia immigrazione coatta per globalizzare definitivamente quel che resta di nazionale e di identitario.
    Questa demonia dei tempi ultimi era il vero obiettivo di Venner, questa la sua denuncia, questo il pericolo mortale contro cui occorre battersi pronti anche all’estremo sacrificio. Abbiamo citato La Rochelle e Mishima, ma in altri momenti storici e per altri forti ideali il suicidio ha rappresentato un atto di testimonianza, di accusa e di catarsi, come nel caso di Jan Palach o dei monaci tibetani. Niente si fa senza sangue. Venner lo sapeva, ne era consapevole e ha testimoniato l’esistenza di un valore superiore all’attaccamento alla vita, l’amore virile per il suo Paese, la sua storia e le sue tradizioni.EreticaMente: Un lampo nel buio
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  5. #5
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Agli Dei Mani di Dominique Venner

    Il suicidio di Dominique Venner a Parigi martedì scorso ha compiuto una duplice dissacrazione: ha dissacrato la Chiesa perché spararsi un colpo di pistola in Notre-Dame significa profanare un luogo sacro e una fede che condanna senz’appello il suicidio.




    Ma il gesto ha dissacrato anche la nuova religione civile del nostro tempo che si sostituisce alla religione cristiana. I suoi punti fermi oltre le nozze gay e la relativa adozione, si concentrano su una serie di anatemi contro il razzismo, il sessismo, l’omofobia, l’accanimento alla vita.
    I campi di applicazione si estendono ai temi bioetici, all’aborto e all’eutanasia, alle coppie di fatto e alla procreazione assistita, ai transgender e all’uso di stupefacenti e all’immigrazione, con i suoi effetti collaterali. È sorto in Occidente un vero e proprio catechismo laico su questi «valori» che passa dall’America di Obama alla Francia di Hollande, ha precedenti nella Spagna di Zapatero, in Olanda e nei Paesi scandinavi dove il socialismo statalista conviveva con un libertarismo radicale. In Italia questa nuova religione civile ha sostituito il comunismo, a volte integrandosi col pacifismo e l’ambientalismo. La sconfitta delle culture socialiste rispetto al capitalismo e al mercato le ha portate a ripiegare sui diritti civili e sulla religione bioetica, come alibi consolatorio del fallimento sul piano della giustizia sociale. Il socialismo ha ceduto il posto al radicalismo.
    Questa religione etica ha oggi una testimonial istituzionale, la presidente della Camera Laura Boldrini, autentica vestale a guardia del fuoco sacro.
    Chiunque metta in discussione questi principi inviolabili viene accusato dal nuovo clero laico di cadere in uno dei
    nuovi peccati mortali - omofobia, sessismo, razzismo, fascismo, accanimento alla vita
    - e viene perciò scomunicato, considerato blasfemo, peccatore e condannato alla pubblica gogna del disprezzo mediatico, fino a perseguire i trasgressori a norma di legge. La Nuova Inquisizione punisce i reati d’opinione, sancisce il moralismo giudiziario da intercettazioni e invoca norme che prevedano l’ineleggibilità per violazione dei sullodati precetti.
    Questa religione etica si traduce anche in chiave politica dando luogo al famoso canone del politically correct che provvede come il Sant’Uffizio a squalificare l’avversario. La religione bioetica esercita un disprezzo antropologico verso chi si pone in difesa dei valori della famiglia, della tradizione, della natura e della vita. Anni fa parlai di razzismo etico, una forma inedita di razzismo rispetto a quello «etnico», tristemente noto nel passato.
    Il razzismo etico è fondato sulla pretesa superiorità di una razza di illuminati rispetto ai retrogradi, oscurantisti nemici della religione bioetica. Una razza che decide quali sono i valori ammissibili e quelli inammissibili.
    Al razzismo etico (e al mio libro Comunitari e liberal) si è riferito di recente Luca Ricolfi nel suo pamphlet bipartisan La Sfida. Come destra e sinistra possono governare in Italia (Feltrinelli, pp.78, euro 6).
    Al razzismo etico oggi non manca una precettistica moralista e una teoria dei diritti umani e individuali. Riassume queste due posizioni una coppia di recenti pamphlet di Stefano Rodotà, Elogio del Moralismo e Il diritto di avere diritti, entrambi editi da Laterza. Sin dai titoli, Rodotà esprime con chiarezza il perimetro etico di questa nuova religione. Non a caso Rodotà è diventato, dopo la sua candidatura grillina al Quirinale, l’ayatollah laico di questi nuovi pasdaran della rivoluzione mancata. Vi confluiscono in questo universo tutte le sinistre insoddisfatte, i girotondini e il popolo viola, Giustizia e libertà, i nuovi movimenti, Sel, frange del Pd e di 5 Stelle, molti quotidiani e riviste storiche di sinistra, i residui giustizialisti di Ingroia e Di Pietro e qualche esponente cattomoralista.
    È curioso pensare che la biografia collettiva di questo movimento trae origine dal ’68 e contempla ai suoi esordi la lotta contro il bigottismo morale e religioso. Ma dopo avere demolito ogni senso morale comune, ha poi edificato un nuovo moralismo con risvolti giudiziari.
    A fronte di questo rigorismo puritano esercitato contro gli avversari, vi è invece la rivendicazione di un libertarismo giuridico individuale assoluto, che ben si compendia nella formula «il diritto di avere diritti».
    I doveri non sono presi in considerazione se non nella sfera del moralismo e della precettistica verso terzi.
    Ovvero: la vita è mia e me la gestisco io, ma la vita tua fa schifo assai.
    Permissivi in generale, però moralisti su certi temi e in alcuni casi.
    Questa è oggi l’unica religione civile che serpeggia in Occidente e in Italia. Dall’altra parte, troppo pallida o naïve appare la risposta opposta. Nel versante moderato e conservatore si assiste a una frattura tra i Pragmatici, che tendono a cedere sul terreno culturale e legislativo alle richieste della nuova religione etica – si pensi ai conservatori britannici, ma è solo l’ultimo esempio – e i Cocciuti, una compatta ma perdente minoranza che protesta, si agita ma è inadeguata a sostenere le sfide culturali. Alla nuova religione civile fondata sul razzismo etico, non si può rispondere col piagnisteo reazionario e con la pura invettiva, chiudendosi nella ripetizione del passato e nei superstiti fortini. Messi fuori gioco i reazionari, il paesaggio civile appare così dominato da un’avvilente alternativa: da una parte il nuovo clero dei moralisti con la loro religione etica dei diritti civili, e dall’altra parte i cinici del nichilismo che agitano solo questioni pratiche o economiche e rifiutano di affrontare principi e temi di fondo, lasciando questo terreno al nuovo clero bioetico. Tutto questo viene dissimulato sotto la coperta liberale. Si tratta invece di vera e propria diserzione sul piano dei principi, di ignavia sul piano dei pensieri e di opportunismo sul piano dei comportamenti. Manca una risposta efficace e credibile che ripensi in modo intelligente i principi della tradizione, il rapporto tra natura e cultura, tra sfera personale e comunitaria, tra diritti e doveri, tra libertà e autorità. Non rifugiatevi dietro il comodo alibi, noi siamo liberali, scaricando tutto a livello di scelte private e individuali. Non rispondete al moralismo col cinismo, al bigottismo col nichilismo pratico. Sfidate a viso aperto il razzismo etico e il suo clero presuntuoso. Abbiate il coraggio di esprimere una visione della vita.
    Fonte: I nuovi dittatori dei diritti civili, Marcello Veneziani
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  6. #6
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    Predefinito Re: Agli Dei Mani di Dominique Venner


  7. #7
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    Predefinito Re: Agli Dei Mani di Dominique Venner

    Nel primo anniversario.

  8. #8
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Agli Dei Mani di Dominique Venner

    Bentornato Carlos.
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  9. #9
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    Predefinito Re: Agli Dei Mani di Dominique Venner

    Nel secondo anniversario.

  10. #10
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    Predefinito Re: Agli Dei Mani di Dominique Venner

    Citazione Originariamente Scritto da Carlos Wieder Visualizza Messaggio
    Francese, Europeo, Uomo.

    Gli sia lieve la terra

    Potevi ancei aggiungere attivista di estrema destra... para durante la guerra in Algeria, suicida per protesta contro una ipotetica islamizzazione della Francia.

    Uno così doveva avere più di una rotella che non giravano tanto bene...

    Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
    (Umberto Eco)

 

 
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