«Berlusconi è ineleggibile»: la mozione dei 5 Stelle minaccia anche il governo
Democratici verso il no. Ma c'è l'incognita del voto segreto
ROMA - Per il governo è una mina da disinnescare subito, prima ancora che piombi sul tavolo della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato. L'organismo che ha il potere di decidere il futuro politico di ogni singolo eletto si riunirà alle 14 per la prima volta e all'ordine del giorno c'è l'elezione del presidente. La scelta fa litigare i partiti e si incrocia con un'altra, ben più delicata faccenda: la mozione per l'ineleggibilità del senatore Silvio Berlusconi annunciata con gran clamore dal M5S.
Beppe Grillo ha promesso di mangiarsi il cappello se il «Pdmenoelle» voterà sì. E il problema, per la tenuta dell'esecutivo, è che alcuni democratici sarebbero pronti a votare con i grillini. In Parlamento c'è chi accredita il «pressing» di Palazzo Chigi sul segretario del Pd perché i senatori non facciano scherzi, ma il ministro Dario Franceschini smentisce: «È materia di esclusiva competenza parlamentare». Così la pensa anche il segretario Guglielmo Epifani, il quale ha lasciato ai senatori libertà di «fare le proprie valutazioni».
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