
Originariamente Scritto da
brunik
da questo bell'articolo in cui gli scienziati hanno analizzato i motivi della piaga sociale della xenofobia
Le dinamiche psicologiche che rendono gli uomini xenofobi.
estraggo questo passaggio che ci spiega del perchè alcuni forumisti attanagliati da questa malattia psichica siano tanto appassionati di crimini , pur vivendo nel paese con il paese a piu' basso tasso di criminalità del mondo: l'Italia
La disumanizzazione dell’altro inizia con la sua definizione di nemico, essa si ottiene per mezzo delle istituzioni dell’odio che ne seminano la paura. L’altro deve diventare un oggetto fobico (generatore di paura) che per il fobico è sempre mostruoso. Per questo, l’altro non potrà essere padre, madre, avere figli, genitori, amici, una compagna, un compagno; un mostro non ha affetti, non può amare, gioire, soffrire. Tutti i dati che porterebbero a riconoscerlo umano devono essere cancellati
41, sospendendo in questo modo l’esperienza dell’intersoggettività.
Le persecuzioni xenofobe si alimentano della dinamica
aggressore–vittima, a causa dell’importanza data a certi fenomeni di criminalità comune con lo scopo più o meno consapevole di fomentare e supportare l’idea di essere minacciati e assediati. E’ evidente che per la mente è insopportabile aggredire un altro essere umano senza averlo pensato come aggressore
42. Il comportamento aggressivo è connesso alla percezione di un pericolo per sé e/o i propri cari, in assenza del quale non si manifesterebbe. Si nota, allora, come i segnali di pericolo hanno smesso la loro natura oggettiva e si sono culturalizzati. Per questo, per
andare contro occorre generare un immaginario persecutorio e per fare ciò s’ingigantiscono, quando addirittura non s’inventano, torti presenti, o, come fa il lupo della favola, si ricorre a torti subiti dagli avi. L’idea di nemico abita la matrice transpersonale di un popolo, chi nasce ne è immediatamente saturato. Si pensi alla storia dei Balcani e a quell’esperimento di convivenza tra etnie diverse che si chiamava Yugoslavia e al suo tracollo in seguito al ri-emergere di fantasmi persecutori mai sopiti.
La disumanizzazione procede lungo diversi fronti, uno è quello di alimentare leggende che, in quanto, tali non hanno mai trovato conferma, come quella che i Rom rubano i bambini, un altro è quello di mostrare le condizioni in cui vive chi si dovrà perseguitare, il raffronto tra la miseria di una baracca e la comodità di un’abitazione rende, infatti, l’abitante della prima disumano
43 quando non un animale. Le pessime condizioni fisiche, igieniche e i comportamenti disperati di chi è costretto a vivere ai margini del mondo rendono semplice la sua disumanizzazione e, conseguentemente, la sua persecuzione.